{"id":4489,"date":"2017-01-24T13:30:17","date_gmt":"2017-01-24T12:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4489"},"modified":"2024-11-06T17:18:58","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:58","slug":"il-regalo-piu-bello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/01\/il-regalo-piu-bello\/","title":{"rendered":"Il regalo pi\u00f9 bello"},"content":{"rendered":"<h2><em>Auguri della scuola primaria \u201cDe Amicis\u201d ai colpiti dal sisma<\/em><\/h2>\n<p>Racconti le storie che hai come meglio puoi. L\u2019importante \u00e8 metterci letteralmente davvero tutto quello che hai. Sai che il mondo \u00e8 pieno di storie. Ne leggi ogni giorno sui giornali. Te ne hanno raccontate tante sin da quando eri bambino, perch\u00e9 sei cresciuto in una famiglia di montagna, e non c\u2019\u00e8 famiglia di montagna nella quale, qualcuno, in qualche momento del Novecento, non le abbia subite, e dette, e ascoltate di ogni sorta.<br \/>\nMa cosa fai se sei un abitante dell\u2019alto Nera, sei cresciuto alla periferia del Novecento, non in montagna al tempo in cui le case erano riscaldate con il focolare, non a Ussita al tempo della maestra Rosi, non in Visso al tempo del preside Benedetti, non a Castelsantangelo sul Nera quando vi insegnava Elsa De Alis? Se i tuoi pi\u00f9 vivi ricordi d\u2019infanzia sono le trame dei sit-com che guardavi alla Tv, se perfino i tuoi sogni, quando li ricolleghi risultano essere frammenti di scosse telluriche che ti entravano dentro mentre dormivi o stavi sveglio? Se ti accorgi che le storie che ti hanno raccontato non quadrano pi\u00f9, si ramificano continuamente in visioni scoraggianti di case e paesi distrutti, e scopri per ciascuna un\u2019altra storia, diversa da quella che hai custodito per tanti anni? Ebbene, se hai la freschezza degli alunni della scuola primaria \u201cDe Amicis\u201d di Porto Sant\u2019Elpidio allora metti tutto un mondo \u2013 mi viene da dire tutto il mondo che ti circonda \u2013 in ciascuna delle tue storie, dei tuoi pensieri. Certo il mondo che ti \u00e8 famigliare, che conosci, che hai sperimentato, o anche solo orecchiato. Ma non un mondo che parla egoisticamente solo di s\u00e9 e a se stesso. Questi alunni della scuola primaria \u201cDe Amicis\u201d, neppure adolescenti, hanno davvero qualcosa di raro, come dire?, lo stato di grazia della solidariet\u00e0 vera, la capacit\u00e0 di comunicare a tutti un intero universo di emozioni, di pensieri, di esperienze vicine e lontane, di contrasti, di cose dette e non dette, di sorrisi e di lacrime, di allegro e tragico, con apparente semplicit\u00e0. E loro non ne sono forse neppure coscienti, senza false modestie. Vi devo confessare che non avevo neppure scorto quell\u2019alberello di Natale con tanti bigliettini augurali, pieni di cuori, di soli, di stelle. Devo ringraziare per questa occasione il signor Alberto Monelli, proprietario de \u201cLa risacca\u201d, che me lo ha fatto notare. L\u2019alberello non mi avrebbe attirato di per s\u00e9. Il tradizionale addobbo natalizio mi sarei scioccamente detto. E non avrei avuto idea di cosa stavo perdendo. Colpisce al cuore il bigliettino di Sara e di Leandro: &#8220;Vi voglio dare un grande abbraccio&#8221;. Commuove il pensiero di Leonardo: &#8220;Mi dispiace per tutti voi che avete perso la casa. Vi porto nel cuore&#8221;. Partono proprio dal cuore gli auspici di Serena; &#8220;Cari bambini, spero che vada tutto bene e che troverete presto una nuova casa&#8221;. Vuole tutti i bambini vicino a lui, Lorenzo di classe prima, con parole chiuse da cuori e da stelle: &#8220;Io sono felice di sapere che potete stare con me&#8221;. Per Margherita, il Natale deve essere felice per tutti: &#8220;Vi auguro un bellissimo Natale pieno di gioia. Spero che l\u2019accoglienza sia calorosa e che vi troviate bene anche nelle nostre scuole&#8221;.<br \/>\nAvrebbe forse detto meglio uno di noi? Scrivere quello di cui sai non significa affatto mettere la gente nei panni che hai indossato, o che mangiano solo il cibo che hai assaggiato. Sarebbe un\u2019interpretazione riduttiva dell\u2019esperienza. Hai mai conosciuto la solitudine? Hai mai conosciuto la tristezza? Ebbene allora puoi anche scrivere del terremoto e della tristezza nel non avere pi\u00f9 una casa. Si tratta di conoscenza emotiva. Parlano di tutto i ragazzi della scuola primaria. Di passato, di presente e persino, con ottimismo, di attualit\u00e0 a venire. Scrive Maria Vittoria: &#8220;Cari amici, non vi preoccupate del terremoto, tra un po\u2019 avrete una vita nuova&#8221;. Se lo dice lei, alunna della \u201cDe Amicis\u201d, ci possiamo credere. \u2022<br \/>\n<em>Valerio Franconi, collaboratore de La Voce Camerte, ospitato da &#8220;La Risacca&#8221; di Porto Sant&#8217;Elpidio a seguito del terremoto di ottobre 2016<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Auguri della scuola primaria \u201cDe Amicis\u201d ai colpiti dal sisma Racconti le storie che hai come meglio puoi. L\u2019importante \u00e8 metterci letteralmente davvero tutto quello che hai. Sai che il mondo \u00e8 pieno di storie. 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