{"id":4419,"date":"2016-12-22T16:00:26","date_gmt":"2016-12-22T15:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4419"},"modified":"2024-11-06T16:40:42","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:42","slug":"la-paura-dellultimo-passo-nella-sera-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/12\/la-paura-dellultimo-passo-nella-sera-della-vita\/","title":{"rendered":"La paura dell&#8217;ultimo passo nella sera della vita"},"content":{"rendered":"<h2><em>L&#8217;incarnazione \u00e8 il luogo dell&#8217;assunzione, da parte di Dio, di ogni umana fragilit\u00e0 e sofferenza. Le riflessioni di uno scienziato nel corso della sua malattia<\/em><\/h2>\n<p>Perch\u00e8 tanta sofferenza?<br \/>\nDalla riflessione intellettuale all&#8217;esperienza esistenziale. Tutte le riflessioni intellettuali &#8211; analizzate nei numeri precedenti &#8211; si sono poi dovute confrontare con la realt\u00e0 di una malattia drammatica: il cancro; un confronto che cambia radicalmente le prospettive. Il cancro \u00e8 causato da alcune cellule del nostro organismo che cominciano a riprodursi in maniera incontrollata. Quindi ancora una volta ci troviamo di fronte a un errore biologico, ma \u00e8 sul meccanismo tentativo ed errore che si costruisce l&#8217;evoluzione della vita. Una malattia cos\u00ec terribile fa parte della stoffa dell&#8217;universo e non pu\u00f2 essere attribuita a un peccato delle origini.<br \/>\nMa come affrontare la malattia? Confesso che la prima reazione non \u00e8 stata tanto quella del perch\u00e9 a me. Essere creature vuol dire anche essere sottoposti a questi rischi. Sono anch&#8217;io una creatura fatta di carne e sangue che evolve con meccanismi che ho anch&#8217;io studiato con interesse ed entusiasmo e in cui l&#8217;errore ha spazio fondamentale. Quindi la prima reazione \u00e8 stata di stringere i denti e andare avanti.<br \/>\nE qui veramente mi \u00e8 stata di aiuto fondamentale mia moglie. Sono i momenti che fanno riscoprire il senso profondo del legame matrimoniale o comunque del legame di coppia. Ma durissimo \u00e8 stato l&#8217;impatto con le sedute della chemioterapia. Mi si \u00e8 aperto un mondo che non sospettavo e le dimensioni enormi di chi porta con coraggio i segni della sofferenza. In effetti ho trovato tanta solidariet\u00e0 e tanto coraggio ma anche tanta sofferenza. E bene o male oggi per fortuna le molte terapie antidolore diminuiscono fortemente molti aspetti della sofferenza fisica.<\/p>\n<p>E allora ecco giungere il primo dubbio: questa creazione non \u00e8 forse fondata su un eccesso di sofferenza? Ve n&#8217;era proprio bisogno? Pu\u00f2 un Dio pietoso e di misericordia aver creato tutto questo? Non era meglio fare in altro modo o non fare addirittura? Domande dure ma necessarie, non fosse altro per rispetto a un Dio creatore che accetta di confrontarsi con Giobbe.<br \/>\nQui molto mi ha aiutato toccare con mano la solidariet\u00e0 di chi aiuta e il coraggio di chi affronta terapie faticose e dolorose. E forse anche la consapevolezza che certe terapie sono permesse dal progresso della scienza: costruire la Terra vuol dire di fatto eliminare lentamente ma con costanza le fonti di sofferenza sia fisica &#8211; la malattia &#8211; che anche morale: il dramma della fame e dell&#8217;ingiustizia. Vedendo la sofferenza portata con grande coraggio, ho toccato con mano che forse possiamo farcela. E mi hanno molto aiutato gli amici che si sono ricordati di me e anche coloro che mi hanno ricordato nella preghiera. \u00c8 un collegamento forte indubbiamente di grande aiuto. Ma la domanda del perch\u00e9 una creazione con cos\u00ec tanta sofferenza ritorna a pieno. La risposta intellettuale che avevo dato \u00e8 che un universo &#8211; che procede per tentativi ed errori e quindi non rigidamente<br \/>\ndeterministico &#8211; \u00e8 l&#8217;unico universo che pu\u00f2 ospitare la creatura libera capace di alleanza &#8230; Ma la risposta intellettuale \u00e8 sufficiente di fronte all&#8217;esperienza esistenziale del dolore? Una cosa mi \u00e8 sembrata chiara: noi non partecipiamo delle sofferenze di Cristo e la prospettiva che la mia sofferenza sia pi\u00f9 accettabile, perch\u00e9 in qualche modo mi fa partecipare delle sofferenze di Cristo, mi lascia terribilmente freddo. \u00c8 esattamente il contrario: \u00e8 Dio che, per comprendere l&#8217;uomo e aprire definitivamente a un&#8217;alleanza che guarda al futuro, soffre con l&#8217;uomo.<br \/>\nLa sofferenza entra nelle relazioni trinitarie, creando anche per Dio un prima e un dopo. La teologia del dolore di Dio ci fa pensare che Ges\u00f9 non sia la vittima massima del sacrificio: il Dio di Abramo rifiuta i sacrifici che portano sofferenza come dimostra la storia di Isacco. E dalla croce che il Dio, che nonostante il dolore presente nel mondo continua ad affermare che ci ama e che ci \u00e8 fratello, acquista credibilit\u00e0.<br \/>\nMa vi \u00e8 anche l&#8217;esperienza della solitudine: nonostante la vicinanza di familiari e amici, vi \u00e8 un momento in cui si \u00e8 terribilmente soli. Per me questo momento \u00e8 stato poco prima dell&#8217;anestesia generale, in particolare prima dell&#8217; operazione al fegato, lunga e complessa. E ho avuto paura che non mi sarei risvegliato. E allora ho dovuto fare i conti in concreto su che cosa in fondo veramente credevo. Mi sono reso conto che molte delle rappresentazioni di Dio che ci sono state suggerite nella nostra vita sono quelle di un giudice inflessibile il cui unico scopo \u00e8 la condanna. In alcuni attimi, piuttosto che il padre misericordioso ho visto un giudice che mi fa paura. Anche perch\u00e9 certi criteri di giudizio della Chiesa, almeno fino all&#8217;arrivo di Papa Francesco, non hanno per nulla corrisposto ai miei: si sono assolti generali criminali, purch\u00e9 uccidessero anche per i vantaggi della Chiesa, e si sono condannate persone che alla fine di una vita di grandi sofferenze hanno chiesto che queste sofferenze potessero essere abbreviate.<br \/>\nChe Dio trovo? Quel Dio &#8211; in molti, troppi, momenti testimoniato anche dalla mia Chiesa cattolica &#8211; mi ha fatto paura. Che Dio trover\u00f2, dunque? Un Dio che mi condanna perch\u00e9 ho creduto in alcuni valori della creazione, quali ad esempio il valore unitivo della sessualit\u00e0 e non solo a quello procreativo, ho creduto all&#8217; omosessualit\u00e0 come a una diversit\u00e0 da accettare e accogliere e non come un disordine da condannare? Trover\u00f2 dunque un Dio di misericordia o un Dio di condanna e che oltretutto condanna e assolve con criteri che io non condivido? E d&#8217;altra parte perch\u00e9 un Dio di misericordia non lancia oggi un segno contro le violenze che vengono compiute in suo nome? Noi crediamo all&#8217;intervento di Dio nella storia, ma oggi assistiamo attoniti e spaventati alla mancanza di segni e di profeti. Che ne \u00e8 della nostra visione di un Dio padre e non giudice? In quel momento ho invidiato gli amici atei che affrontano la morte nella certezza che tutto finisca.<br \/>\nLa speranza: il Ges\u00f9 di Emmaus. Poi una piccola luce si \u00e8 accesa su cui vorrei riflettere. Dio soffre con noi anche nel fare l&#8217;esperienza della solitudine. La solitudine dell&#8217;orto degli ulivi e il grido della croce rappresentano qualsiasi uomo nel momento finale. E allora \u00e8 la comprensione di questo momento che cambia totalmente Dio: non pi\u00f9 giudice, ma compagno di strada. E qui ho capito finalmente il senso dei discepoli di Emmaus. Vi \u00e8 un momento in cui nonostante tutto l&#8217;uomo \u00e8 solo. Solo un altro uomo che ha provato le sue sofferenze lo pu\u00f2 aiutare. Quindi non un Dio giudice o dalla volont\u00e0 indiscutibile che chiede sottomissione, ma il Dio di Emmaus. Un uomo in carne e ossa che accompagna per\u00f2 altri uomini nel momento della solitudine perch\u00e9 ne ha fatto esperienza concreta e finalmente ha capito che non si aiuta l&#8217;uomo dall&#8217;alto dei cieli, ma divenendone compagno di strada perch\u00e9 se ne condivide le angosce.<br \/>\nNell&#8217;ultimo passo vi \u00e8 il bisogno di essere accompagnati per la paura della sera e a Dio non interessa se i discepoli di Emmaus siano omosessuali o divorziati risposati o che altro: sono persone che hanno paura della sera e alla fine del giorno chiedono un conforto e vanno accompagnati e aiutati senza chiedere nulla di pi\u00f9 nella certezza che Ges\u00f9 fratello maggiore li condurr\u00e0 davanti a un padre e non davanti a un giudice.<br \/>\nVa superata dunque l&#8217;ultima grande angoscia che \u00e8 quella della solitudine davanti alla morte. Onestamente non ho fatto l&#8217;esperienza del Cristo di Emmaus. E sono rimasto solo e mi sono sentito solo. Forse non sono ancora pronto, ma spero che nella maturazione della malattia alla fine trovi accanto a me veramente un compagno di strada in carne e ossa che mangi con me e spezzi il pane e poi mi accompagni mostrandomi come Dio non sia un giudice inflessibile, ma veramente un Padre a cui il Figlio, uomo come me, mi accompagna. \u2022<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/2016\/12\/si-e-spento-ludovico-galleni\/\">Ludovico Galleni, \u00a0Docente all&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, deceduto il 29 novembre 2016<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;incarnazione \u00e8 il luogo dell&#8217;assunzione, da parte di Dio, di ogni umana fragilit\u00e0 e sofferenza. Le riflessioni di uno scienziato nel corso della sua malattia Perch\u00e8 tanta sofferenza? Dalla riflessione intellettuale all&#8217;esperienza esistenziale. Tutte le riflessioni intellettuali &#8211; analizzate nei numeri precedenti &#8211; si sono poi dovute confrontare con la realt\u00e0 di una malattia drammatica: &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":4420,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[13],"tags":[666,498,1469],"class_list":["post-4419","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-attualita","tag-ludovico-galleni","tag-malattia","tag-numero-22-2016"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/letto-osp.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-19h","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4419"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4419\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4421,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4419\/revisions\/4421"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}