{"id":4407,"date":"2016-12-21T14:00:22","date_gmt":"2016-12-21T13:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4407"},"modified":"2024-11-06T16:55:33","modified_gmt":"2024-11-06T15:55:33","slug":"sandro-mori-poeta-del-colore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/12\/sandro-mori-poeta-del-colore\/","title":{"rendered":"Sandro Mori, Poeta del colore"},"content":{"rendered":"<p>Nativo di Pedaso, classe 1943, \u00e8 stato attivissimo assessore alla cultura, si diploma presso l\u2019Istituto Statale d\u2019Arte \u201cU. Preziotti\u201d di Fermo nel 1965.<br \/>\nDopo un periodo di impegno nella scuola, si dedica a tempo pieno alla pittura.<br \/>\nPartecipa a numerose collettive in Italia e Francia, da ultimo all\u2019esposizione torinese della Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi.<br \/>\nPresenta i suoi cicli di dipinti ad olio e acquerelli in mostre personali a Bologna e nelle Marche.<br \/>\nDa diverso tempo le sue opere su carta, acquerelli e pastelli, compaiono nel prestigioso catalogo Prandi insieme a quelle di Arnoldo Ciarrocchi.<br \/>\nVariegate sono le sue maniere di rileggere il genere del paesaggio tramite tecniche e gesti pittorici multipli che vanno dalla stesura liquida e trasparente dell\u2019acquerello, che quasi sfiora l\u2019informale, al tratteggio incrociato dei pastelli pi\u00f9 realistici, alla visione drammatica ottenuta con impasti cromatici su preparazioni oscure: cos\u00ec tragicamente, tra solitudini e attese, tratta l\u2019umano e il divino.<br \/>\nDi lui Vladimiro Zocca, critico d\u2019arte e ricercatore di estetica scrive: La rapidit\u00e0 di sintesi dell\u2019acquerello permette a Sandro Mori una capacit\u00e0 di figurazione pittorica intesa non solo come fatto tecnico, consolidato nel tempo da una profonda esperienza figurativa, ma anche come atto d\u2019amore della percezione e della sensibilit\u00e0 nei confronti delle cose create dalla natura e delle cose fatte dall\u2019uomo che hanno abitato e abitano la vita quotidiana dell\u2019artista. E\u2019 sera tardi quando ci riceve nella sua bella casa arredata da moltissimi quadri, dipinti in anni diversi, capitoli di una storia artistica ed umana affascinante. Con lui ci viene incontro Maria, la sua sposa, artista anche lei. Le sue sculture e dipinti sono in ogni angolo. C\u2019\u00e8 una bella luce, l\u2019atmosfera \u00e8 calda, poco distante il mare come per le case d\u2019Irlanda che profumano d\u2019aria salata quando c\u2019\u00e8 tempesta. Conosco Sandro Mori dagli anni novanta, ai tempi in cui con tutta la famiglia recitavamo insieme in una famosa compagnia teatrale di Pedaso. E\u2019 rimasto tale e quale allora, col quel sorriso dolce e timido che lo caratterizza.<\/p>\n<p>Per prima cosa mi mostra il suo splendido studio e sul cavalletto l\u2019ultima sua opera, una crocifissione ad olio. Pi\u00f9 che un quadro \u00e8 una stupenda narrazione in cui colore, figure e simbolismi dialogano fra loro. Il Cristo \u00e8 al centro apparentemente vinto, il capo reclinato su un\u2019umanit\u00e0 che parla col linguaggio dell\u2019arte: il musicista, il gioco di un clown, il cavallo bianco, segni di una gioia che rinasce. La Morte non ha l\u2019ultima parola e i \u201csemplici\u201d diventano umili profeti della vita che \u00e8 dono. Sullo sfondo il mondo di una civilt\u00e0 cadente, in cui le forme geometriche delle case e le gradazioni dei blu, dei grigi e del bianco di due lune che viaggiano nel cielo fra il vecchio mondo e il nuovo, lasciano ancora spazio a pi\u00f9 ricche reinterpretazioni. Scopro attraverso le parole e i racconti di Sandro Mori, la storia intima e quasi segreta di ogni sua opera pittorica. Ed ecco il quadro col ritratto dell\u2019amico ed artista Fausto Luzi, dipinto con le dita in un momento particolarmente doloroso in cui Sandro fa esperienza della morte del padre. La vicinanza e l\u2019affetto dell\u2019amico sono rilette alla luce di una gratitudine che sulla tela si fa dolce carezza. I racconti iniziano da lontano e si susseguono, dal nonno Enrico che amava disegnare e che dovette partire giovanissimo in cerca di fortuna nelle lontane Americhe.<\/p>\n<p>Dalla nonna Maddalena rimasta in Italia ad amministrare con sapienza ed amore il denaro del giovane sposo lontano, fino a fargli trovare al suo ritorno una casa pronta sulla parte pi\u00f9 bella e panoramica di Petritoli. Un amore profondo e forte quello dei nonni con i quali ha potuto trascorrere, lui bambino, gli anni terribili della guerra. \u201cDisegnavo sui muri di casa del nonno, fin da piccolo e col carboncino. Mio nonno in me ha visto ci\u00f2 che lui avrebbe tanto desiderato diventare. Nessun rimprovero quindi, solo il paziente ridipingere di bianco le pareti dov\u2019ero passato. E quando da ragazzo me ne andavo con cavalletto e colori, per colline e campagne, a cogliere la bellezza dei paesaggi da mettere su tela, lui era con me, felice e fiero\u201d. Riguardo allora i quadri in bella mostra per ritrovarvi i tratti salienti della narrazione di questo pittore non solo poeta del colore ma sapiente filosofo che sa coniugare il passato col presente senza sconti o romantiche visioni, in cui il tempo di ieri sembrerebbe rappresentare un mondo ideale ormai trascorso. I soggetti hanno volti assorti, pensanti, schivi, talvolta appena tratteggiati, ma non statici. Le mani del fisarmonicista infatti sembrano prendere velocit\u00e0 sui tasti bianchi e neri e il grano maturo ha il colore del miele e il profumo del vento. Mentre il tempo trascorre senza che ce ne accorgiamo, prima di andarcene ci salutano i versi a lui dedicati, del poeta e Professore Gilberto Carboni:<br \/>\n<em>Sandro, prima di conoscerlo, lo conoscevo gi\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Avevo visto un suo dipinto a casa di Fausto Luzi. <\/em><br \/>\n<em>Tanto tempo fa.<\/em><br \/>\n<em>E Fausto me ne aveva narrato la storia.<\/em><br \/>\n<em>Era un ritratto realizzato spalmando i colori ad olio<\/em><br \/>\n<em>Direttamente con le dita nude sopra una tela.<\/em><br \/>\n<em>Erano appena rientrati dopo un giro<\/em><br \/>\n<em>col vecchio maggiolino pieno di quadri.<\/em><br \/>\n<em>Da vendere con urgenza.<\/em><br \/>\n<em>C\u2019era da comprare una bara. Da pagare un funerale.<\/em><br \/>\n<em>Il babbo lungo sul letto di una stanza vicina.<\/em><br \/>\n<em>Tempi di povert\u00e0. Di sentimenti forti e veri.<\/em><br \/>\n<em>Questa era l\u2019amicizia un tempo. E cos\u00ec<\/em><br \/>\n<em>dovrebbe essere ancora.<\/em><br \/>\n<em>Ci piace ricordarlo ai giovani<\/em><br \/>\n<em>che a vent\u2019anni si fanno chiamare \u201cmaestri\u201d.<\/em><br \/>\n<em>E magari passano il tempo a guardare il niente<\/em><br \/>\n<em>che corre, veloce come l\u2019estate,<\/em><br \/>\n<em>sul tetto aperto dell\u2019ultima spider.<\/em><br \/>\n<em>A Sandro mi unisce la comune certezza che la poesia,<\/em><br \/>\n<em>la pittura, l\u2019arte non debbono appagare, coprire<\/em><br \/>\n<em>come un balsamo le piaghe del mondo.<\/em><br \/>\n<em>L\u2019arte deve ferire, deve far male.<\/em><br \/>\n<em>Seminare inquietudine e dubbi. Perch\u00e9<\/em><br \/>\n<em>guai a noi se smettiamo di credere<\/em><br \/>\n<em>che un\u2019umanit\u00e0 migliore \u00e8 ancora possibile<\/em>. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nativo di Pedaso, classe 1943, \u00e8 stato attivissimo assessore alla cultura, si diploma presso l\u2019Istituto Statale d\u2019Arte \u201cU. Preziotti\u201d di Fermo nel 1965. Dopo un periodo di impegno nella scuola, si dedica a tempo pieno alla pittura. 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