{"id":4398,"date":"2016-12-21T12:00:44","date_gmt":"2016-12-21T11:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4398"},"modified":"2016-12-19T16:40:19","modified_gmt":"2016-12-19T15:40:19","slug":"la-nativita-suggerita-da-un-brano-di-isaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/12\/la-nativita-suggerita-da-un-brano-di-isaia\/","title":{"rendered":"La Nativit\u00e0  suggerita da un brano di Isaia"},"content":{"rendered":"<h2><em>Il Natale nelle prime rappresentazioni artistiche: simboli e allegorie<\/em><\/h2>\n<p>Le prime espressioni dell&#8217;arte cristiana non furono illustrative, ma piuttosto simboliche ed allegoriche.<br \/>\nLe decorazioni catacombali non riprodussero scene evangeliche, ma ricevettero figurazioni allusive, come quella del Buon Pastore, quella della vigna, quella del banchetto eucaristico.<br \/>\nDall&#8217;Antico Testamento vennero evocate le figure di Mos\u00e8, che fa scaturire l&#8217;acqua dalla roccia, di Giona risputato dalla balena, di Daniele nella fossa dei leoni e di altri personaggi simili.<br \/>\nDal Nuovo Testamento furono derivate le scene della moltiplicazione dei pani e quella della resurrezione di Lazzaro, sempre con intento allusivo e mistico.<br \/>\nSulle lapidi e sugl&#8217;intonachi catacombali fior\u00ec la nuova simbologia cristiana, col pesce, la colomba, l&#8217;agnello, la palma, l&#8217;\u00e0ncora e la lucerna. Perci\u00f2 fa meraviglia scoprire, nelle Catacombe di San Sebastiano, una figurazione natalizia, dove il Bambino, dentro un cassone di legno, viene adorato da due animali.<br \/>\nPi\u00f9 che la scena della Nativit\u00e0 derivata dal testo di San Luca (vi mancano, infatti, la Vergine, San Giuseppe, gli Angeli e i pastori), quella pittura si riferisce alla profezia d&#8217;Isaia:<br \/>\n\u00abIl bue conosce il suo padrone; e l&#8217;asino la mangiatoia del suo Signore\u00bb. A rigore, non si tratta dunque di una vera e propria Nativit\u00e0, ma d&#8217;un riferimento scritturale, simile a quello dello stesso Isaia, che indica una stella sulla testa di una immagine femminile, alludente alla Vergine da lui profetata.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4400\" aria-describedby=\"caption-attachment-4400\" style=\"width: 251px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Costantinopoli_formella_con_nativit\u00e0_avorio_1110_ca.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4400\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Costantinopoli_formella_con_nativit\u00e0_avorio_1110_ca-251x300.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Costantinopoli_formella_con_nativit\u00e0_avorio_1110_ca-251x300.jpg 251w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Costantinopoli_formella_con_nativit\u00e0_avorio_1110_ca.jpg 501w\" sizes=\"auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4400\" class=\"wp-caption-text\">Costantinopoli, formella con nativit\u00e0, avorio, 1110 ca<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche quando, dopo l&#8217;Editto di Costantino, i cristiani poterono uscire dalle Catacombe e dar mano alle loro basiliche, il testo delle decorazioni, prevalentemente pittoriche, non fu quello degli Evangelisti. I cosiddetti \u00abcatini absidali\u00bb ricevettero complicate e potenti figurazioni, ispirate al testo dell&#8217; Apocalisse.<br \/>\nSolo pi\u00f9 tardi, dopo il Concilio di Efeso, nel quale fu proclamato il dogma della divina maternit\u00e0 di Maria, anche la Nativit\u00e0 divenne tema di arte e si ebbero le prime raffigurazioni sceniche, coi vari personaggi, ricavati dalla narrazione di San Luca e, ancor pi\u00f9, dai racconti apocrifi, fioriti attorno alla Madonna e all&#8217;infanzia di Ges\u00f9.<br \/>\nIl tema era nuovo, ma non \u00e8 detto che ugualmente nuovo dovesse necessariamente essere lo stile dell&#8217;arte.<br \/>\nI primi artisti cristiani, se vivevano nei primi secoli della Redenzione, non vivevano per\u00f2 nei primi secoli dell&#8217;arte. Avevano alle loro spalle la grande tradizione dell&#8217;arte greco-romana, sulla quale innestarono la loro iconografia.<br \/>\nGi\u00e0 nelle Catacombe, la pittura compendiata e quasi impressionistica ricordava la decorazione floreale e mitologica della casa romana, e i primi sarcofaghi cristiani, dal lato stilistico, non differivano molto da quelli dell&#8217; epoca imperiale.<br \/>\nEvidentemente, i committenti cristiani si rivolsero, in un primo momento, ai laboratori d&#8217;arte pagana, dove gi\u00e0 si lavorava magistralmente di scalpello ed ancor pi\u00f9 di trapano.<br \/>\nPer comporre la nuova scena della Nativit\u00e0, i primi artisti cristiani avevano a disposizione, se non proprio modelli pagani, per lo meno tipi che si potevano prestare, con varianti, alla parte richiesta dalla nuova iconografia.<br \/>\nScelsero cos\u00ec un bel putto fasciato, quasi staccandolo dal petto della Mater Matuta e lo posero in un cassoncino, rappresentante la mangiatoia.<br \/>\nPer la figura della Madonna, scelsero una specie di Giunone, adagiata sul fianco, ravvolta nel manto e con la testa velata.<br \/>\nSan Giuseppe, pater familias, venne rappresentato nella figura d&#8217;un vecchio senatore, dalla barba lunga, rivestito con una specie di ampia toga raccolta sul braccio.<br \/>\nNei laboratori di scultura non mancavano naturalmente figure alate di vittorie e fra quelle fu scelto l&#8217;Angelo del Signore.<br \/>\nQuanto ai pastori, non ne mancavano davvero, specialmente nell&#8217;arte alessandrina, piena d&#8217;idillico naturalismo.<br \/>\nNon restava che montare la scena, secondo un chiaro schema compositivo. Nel mezzo, distesa, in diagonale, la giunonica Madonna. Sopra di essa, il Bambino fasciato e posto nella mangiatoia. Da un lato, seduto e pensieroso, quasi assorto, San Giuseppe. Dall&#8217;altra parte, l&#8217;Angelo che appare ai pastori.<br \/>\nNaturalmente, in virt\u00f9 della predizione d&#8217;Isaia, a ridosso del Bambino, spuntavano i musi degli animali adoranti, mentre, a causa dei racconti apocrifi, in basso, apparivano le due levatrici intente al bagno del Neonato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4401\" aria-describedby=\"caption-attachment-4401\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Nicol\u00f2-Pisano-pergamo-pisa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4401\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Nicol\u00f2-Pisano-pergamo-pisa-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Nicol\u00f2-Pisano-pergamo-pisa-300x200.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Nicol\u00f2-Pisano-pergamo-pisa-768x512.jpg 768w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Nicol\u00f2-Pisano-pergamo-pisa-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Nicol\u00f2-Pisano-pergamo-pisa.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4401\" class=\"wp-caption-text\">Pisa, Nicol\u00f2 Pisano, pergamo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questo fu lo schema delle prime Nativit\u00e0, che col tempo presentarono, sempre pi\u00f9 nettamente, la divisione delle due scene. Da una parte, in alto, sopra la figura trasversale della Madonna, la scena del Bambino nella mangiatoia, adorato dal bue e dall&#8217;asino. Dall&#8217;altra, in basso, la scena del Bambino, curato da Zelomi e Salome. Due scene, che soltanto un grande artista, passato il Mille, riusc\u00ec a fondere in un&#8217;unica, mirabile composizione. Niccol\u00f2 Pisano, nel pergamo del Battistero di Pisa, rappresent\u00f2, in un pannello, la Nativit\u00e0, con perfetta coerenza plastica. La Madonna, sovranamente placida, conserva ancora, anzi riprende, il carattere giunonico della matrona romana, mentre le levatrici sembrano le ancelle d&#8217;una casa patrizia. I pastori, che accorrono alla grotta, invitati dall&#8217;Angelo, portano il loro tributo, con atteggiamenti di devota sottomissione.<br \/>\nE dopo il Pisano, la scena della Nativit\u00e0 accentua sempre di pi\u00f9 il suo carattere d\u2019intima festivit\u00e0 e di devota esultanza, pur nella composta severit\u00e0 di un rinnovato classicismo.<br \/>\nLa scena, in seguito, assumer\u00e0 un tono pi\u00f9 idillico e un pi\u00f9 realistico accento, quando si diffonder\u00e0, nella devozione e nell\u2019arte, il popolaresco fervore del francescanesimo, che dominer\u00e0, straordinariamente fecondo, tutto il Trecento. \u2022<br \/>\nPiero Bargellini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Natale nelle prime rappresentazioni artistiche: simboli e allegorie Le prime espressioni dell&#8217;arte cristiana non furono illustrative, ma piuttosto simboliche ed allegoriche. 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