{"id":4374,"date":"2016-12-19T21:30:00","date_gmt":"2016-12-19T20:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4374"},"modified":"2024-11-06T17:18:59","modified_gmt":"2024-11-06T16:18:59","slug":"4374","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/12\/4374\/","title":{"rendered":"Il primo presepe"},"content":{"rendered":"<h2><em>Capriotti: il primo presepe \u00e8 di Santa Brigida di Svezia<\/em><\/h2>\n<p>Diciamolo subito. Se uno ascolta le conferenze del professor Giuseppe Capriotti pu\u00f2 anche nutrire per un attimo il dubbio supremo: \u00e8 l\u2019iconografia che parla o \u00e8 il relatore stesso? Bastano pochi istanti perch\u00e9 la magia si dissolva, ed \u00e8 soprattutto la competenza del relatore che scarta inevitabilmente dalla raffigurazione. Il gusto del particolare e l\u2019oggettivit\u00e0 dell\u2019opera d\u2019arte sono tutt\u2019uno con la capacit\u00e0 stessa di raccontare, tanto che uno pu\u00f2 pensare che il vedere le cose conta pi\u00f9 delle cose medesime.<br \/>\n\u00c8 come se il relatore parlasse con se stesso e con l\u2019opera d\u2019arte che ha davanti, in un tempo non lineare. L\u2019argomento \u00e8 sempre mediato dagli occhi e da ci\u00f2 deriva quella ferma nitidezza dei profili che diviene una qualit\u00e0 specifica della struttura narrativa di Giuseppe Capriotti. \u00c8 accaduto cos\u00ec su un ideale argomento dal titolo espressivo: Tre santi e l\u2019iconografia del Natale. La pittura si anima, si fa racconto, interrogazione, in un variare di opere d\u2019arte che divengono lo specifico di tre diverse interpretazioni del Natale. Se quello di Francesco di Assisi \u00e8 il Natale dell\u2019Eucaristia e della pace &#8211; rappresentato a Greggio con il bue, l\u2019asino e il fieno &#8211; quello di suor Battista da Varano \u00e8 il Natale del suo sentimento materno, ma anche il Natale dell\u2019Eucaristia. Vi si contrappone quello di Brigida di Svezia, completamente diverso perch\u00e9 tutto centrato sulla curiosit\u00e0 del momento della nascita, proprio ci\u00f2 che manca nei vangeli. Francesco pensa a una Betlemme di pace e a tutti i popoli che sarebbero andati a nutrirsi di quel fieno posto nella mangiatoia. Cristina di Svezia \u00e8 invece curiosa di sapere come \u00e8 stato il momento del parto e la Vergine le dice che il Bambino \u00e8 nato \u201cin un battibaleno\u201d, senza dolore.<br \/>\nQuesta visione del Natale si sposa a sua volta con il Bambinello ligneo di suor Battista da Varano, un buon auspicio per le donne che andavano a sposarsi, un simulacro di sostituzione per le monache, segno di una maternit\u00e0 che non ci sarebbe mai stata. Sulla scia dell\u2019arte il presepe comincia a vivere come immenso spettacolo popolato di storie e di immagini evocate con straordinaria acutezza da uno studioso &#8211; docente nell\u2019universit\u00e0 di Macerata &#8211; che non ama le teorizzazioni, anche se non le ignora. Chiavi iconografiche e riferimenti alle fonti supportano di volta in volta le sue affermazioni, mentre il presepe si fa emozione, immagine, esattezza di particolari. Nella voce che anima questa grande affabulazione la nativit\u00e0 si trasfigura attraverso i secoli, diventando memoria, prospettiva, significato, fino a raggiungere una dimensione di coralit\u00e0 e una conclusione inaspettata: il presepe non proviene da Francesco d\u2019Assisi, ma da Brigida di Svezia. Anche se la tradizione parla di una prima rappresentazione a Greggio, in Umbria, Francesco non ha affatto inventato il presepe.<br \/>\nNon c\u2019erano statuine nella rappresentazione di Greggio, ma soltanto una greppia con il fieno, un bue vero e un asino vero. Ancora una volta la cosa pi\u00f9 sorprendente in Giuseppe Capriotti \u00e8 la costruzione del fatto: l\u2019attualit\u00e0 \u00e8 raccontata perch\u00e9 veduta. Un modo di creare verit\u00e0 con le immagini che comunque non smentisce la nostra pi\u00f9 intima convinzione. La magia e il mistero della nativit\u00e0, la sua semplice eppure vasta iconografia tramanda ancora oggi il Natale di Francesco: una chiesa povera, rivoluzionaria, propugnatrice di pace e in armonia con la natura. \u00c8 la concezione della spiritualit\u00e0 religiosa rinverdita da papa Francesco, capace di parlare a chi ha il dono della fede e a chi persegue il laico dubbio. Ai cristiani e ai seguaci di un altro credo. Ai desiderosi di verit\u00e0 e ai cercatori di speranza.<br \/>\nI presepi di Giuseppe Capriotti ci raccontano anche questo. Una storia antica, figlia di un percorso complesso e forse mai giunto a compimento. \u2022<br \/>\nValerio Franconi, collaboratore de L&#8217;Appennino Camerte<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capriotti: il primo presepe \u00e8 di Santa Brigida di Svezia Diciamolo subito. 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