{"id":4334,"date":"2016-12-19T23:30:30","date_gmt":"2016-12-19T22:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4334"},"modified":"2016-12-20T11:41:41","modified_gmt":"2016-12-20T10:41:41","slug":"le-tante-anime-del-presepio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/12\/le-tante-anime-del-presepio\/","title":{"rendered":"Le tante anime del presepio"},"content":{"rendered":"<h2><em>La forza di un simbolo che non smette di parlare al cuore delle persone<\/em><\/h2>\n<p>Buon Natale. Con questo numero cartaceo la Redazione de La Voce delle Marche porge i migliori auguri di pace e serenit\u00e0, di gioia e di coraggio, di luce e di pazienza a tutti i lettori.<br \/>\nLa forza del presepe. Parole sul Natale, \u00e8 il titolo di un libro pubblicato in Argentina nel 1987 quando Papa Francesco era ancora solo padre Jorge Mario Bergoglio. Il Natale, vi si legge, richiama una scelta decisiva: \u00abPensando alla nostra fortezza e alla nostra debolezza, potremo chiedere la grazia di non riporre la debolezza in cose artificiali che, alla lunga ci arricchiscono secondo il mondo; e non riporre la forza lontano dai piani di Dio\u00bb. Uno dei simboli del Natale \u00e8 proprio il presepe, che d\u00e0 il titolo al libro. Scrive ancora Bergoglio: \u00abNel contemplare il presepe, la grazia pi\u00f9 ovvia che ci verr\u00e0 donata sar\u00e0 la voglia di essere buoni. Ges\u00f9 ci insegna una strada per essere buoni: lasciarci compenetrare dall\u2019insondabile mistero della Bont\u00e0 del Padre\u00bb. La tenerezza del presepe non richiama mondi infantili e filastrocche. Piuttosto, Betlemme \u00e8 una scena di servizio estremamente concreto dove Maria, Giuseppe e chi contempla la scena della Nativit\u00e0 sono chiamati a servire.<br \/>\nEcco come la forza del presepe innesca un processo, fa iniziare un cammino verso Dio. Dio, centro dell\u2019universo, si \u00e8 fatto bambino in silenzio e in una periferia dell\u2019Impero romano. Si manifesta a pastori che vivono e sperimentano la periferia della vita. Quella periferia, reale e metaforica, che il Papa conosce sin dai tempi di Buenos Aires e nella quale affonda le radici la sua Chiesa \u201cpovera e per i poveri\u201d.<br \/>\nBisogna per\u00f2 anche prendere atto che il presepe non \u00e8 pi\u00f9 scontato per molta gente. Il processo di secolarizzazione non si \u00e8 fermato neppure davanti al presepe. La societ\u00e0 ha preso da tempo le distanze dalla religione, non solo impedendole ogni pubblica manifestazione e creando un mondo in cui Dio non si trova, ma anche sviluppando criteri di giudizio e atteggiamenti sociali direttamente e sistematicamente contrari alla fede cristiana e in particolare cattolica. (In Francia stanno cambiando la toponomastica dei paesi che richiamano un santo, cfr IL FOGLIO, sabato 10 dicembre).<br \/>\nVa osservato che del presepe viene contestata la costruzione nei luoghi pubblici. Il senso \u00e8 preciso: la fede pu\u00f2 essere al massimo tollerata come fatto privato. Il presepe va fatto in casa e non in piazza. \u00c8 la privatizzazione della fede religiosa, che la laicit\u00e0 occidentale vanta come unica propria fede.<br \/>\nOccorre osservare per\u00f2 che la nostra storia, la nostra vita sociale, i nostri criteri morali, le nostre abitudini, le opere d\u2019arte affondano le proprie radici nel cristianesimo. L\u2019Italia non sarebbe se stessa senza le proprie radici cristiane che sono ben visibili ovunque. \u00c8 legittimo e doveroso far valere questo argomento storico e di identit\u00e0 contro quanti sostengono che, invece, per convivere con gli altri, ci si dovrebbe spogliare delle proprie tradizioni e di quanto esse ancora oggi ci danno. L\u2019accoglienza e l\u2019integrazione non si fanno nel vuoto e a volto coperto.<br \/>\nSe le radici cristiane vengono difese solo per motivi storici o culturali, pu\u00f2 venire il momento che le nuove generazioni non siano pi\u00f9 sensibili alla propria storia passata, alle proprie origini culturali o che, addirittura, diventino incapaci di leggere i segni della presenza cristiana attorno a noi. \u00c8 proprio tra le bellissime basiliche gotiche della Francia che alligna il nuovo ateismo. Un giovane, oggi, non possiede le pi\u00f9 elementari nozioni teologiche per poter leggere una pala d\u2019altare, un affresco o un fregio. La nostra storia cristiana pu\u00f2 diventare muta. Non pu\u00f2 essere solo il \u201ccome eravamo\u201d o il \u201c\u00e8 da l\u00ec che noi proveniamo\u201d a salvarci dalla secolarizzazione che secolarizza anche il senso del passato come il senso in genere e non solo il senso religioso.<br \/>\nIl presepe, come ogni altra manifestazione pubblica delle fede cristiana, ha diritto ad essere mantenuto non solo perch\u00e9 l\u00ec ci sono le nostre origini, ma perch\u00e9 \u00e8 vero. \u00c8 solo la verit\u00e0 della religione cristiana a valere come titolo ultimo del suo diritto ad una presenza nella pubblica piazza. Questa religione, pi\u00f9 di ogni altra, contribuisce al bene comune. Per questo il potere pubblico dovrebbe difendere, esso stesso, il presepe o qualsiasi altro simbolo di quella fede. Senza il Bambinello siamo tutti pi\u00f9 poveri. Anche i potenti della terra. Le tradizioni muoiono se non sono continuamente rivissute. Cristo non \u00e8 una tradizione anche se la Chiesa ha una tradizione.<br \/>\n\u00c8 una tradizione viva che si fonda sulla reale presenza di Cristo nella sua storia. Ora il presepe rappresenta tale presenza. Le autorit\u00e0 politiche non riusciranno a impedire il presepe, anche se ci\u00f2 non toglie che si debba lottare perch\u00e9 non lo facciano. Non riusciranno nemmeno a difenderlo dalla secolarizzazione, anche se non possiamo esimerci dal richiederglielo. Ci\u00f2 che conter\u00e0, alla fine, \u00e8 che Cristo sia vissuto come Vero e come Vivo dai cristiani. Non solo come Vivo, ma anche come Vero, perch\u00e9 su questo si fonda la sua pretesa di essere presente nella pubblica piazza. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La forza di un simbolo che non smette di parlare al cuore delle persone Buon Natale. 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