{"id":4305,"date":"2016-12-14T15:00:33","date_gmt":"2016-12-14T14:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4305"},"modified":"2024-11-06T16:55:33","modified_gmt":"2024-11-06T15:55:33","slug":"daniela-basili-alla-riscoperta-dei-lavori-della-nonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/12\/daniela-basili-alla-riscoperta-dei-lavori-della-nonna\/","title":{"rendered":"Daniela Basili: Alla  riscoperta dei  lavori della  \u201cnonna\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Incontro a Marina di Altidona con la signora Daniela Basili.<br \/>\nQuando si dice \u201clavorare a maglia\u201d, l\u2019immagine che immediatamente ci viene restituita dalla memoria \u00e8 quella di un\u2019anziana signora, un po\u2019 curva, un po\u2019 cadente, dei gomitoli di lana riposti in cestini da trasformare in sciarpe o calzette. Un\u2019immagine un po\u2019 retr\u00f2, malinconica, quando invece la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa. Lavorare a maglia oggi sta diventando un fenomeno sociale e i benefici per la salute fisica e mentale non sono da sottovalutare.<br \/>\nL\u2019incontro con Daniela Basili mi ha aperto un mondo che credevo di conoscere. Mi riferisco ad esempio al lavoro ai ferri e non solo, che si insegna e si pratica a Marina di Altidona. Da diversi anni, un\u2019idea nata dalla fantasia fervida di due signore del luogo, ha trovato riscontro in un gruppo di donne che ogni gioved\u00ec si incontrano sia per svolgere lavori \u201cfemminei\u201d, come un tempo venivano chiamati, sia per incontrarsi, parlare, condividere, insegnare a chiunque lo desideri, un\u2019arte antica come quella del lavoro artistico-manuale.<br \/>\nUn punto a sinistra, uno a destra, e il filo di lana inizia a scorrere come una carezza fra le dita\u2026<br \/>\nLavorare a maglia non \u00e8 proprio semplice. Per imparare c\u2019\u00e8 bisogno di ritmo, agilit\u00e0 mentale e un\u2019attivit\u00e0 costante delle mani. Molti lo definiscono \u201clanaterapia\u201d, cio\u00e8 un\u2019attivit\u00e0 dai mille benefici per la salute e consigliata a chiunque e a qualunque et\u00e0.<br \/>\nDocumentarsi \u00e8 d&#8217;obbligo ed ecco che si scoprono con sorpresa informazioni interessanti e utili non solo sul lavoro a maglia ma anche su altre attivit\u00e0 come ricamo, tombolo, chiacchierino, uncinetto ed altro ancora.<br \/>\nTutto questo stimola entrambi gli emisferi del cervello. In base alla complessit\u00e0 di ci\u00f2 che si lavora, la destrezza mentale potenzia sempre pi\u00f9 il proprio ritmo e coordinazione.<br \/>\nRiduce lo stress. Sono molti coloro che si riuniscono in casa, in ambienti organizzati dalla parrocchia o dal Comune, per lavorare insieme. Ci si siede in cerchio, si estraggono \u201ci ferri del mestiere\u201d e contemporaneamente ci si rilassa e si chiacchiera o, semplicemente, ci si concentra sulle proprie mani all\u2019opera. Il lavoro manuale in genere rilassa, dona uno stato di calma che migliora la salute, fortifica la memoria.<br \/>\nMigliora lo stato d\u2019animo. Per chi si organizza in casa, non c\u2019\u00e8 neanche bisogno di uscire. Infatti stando da soli, \u00e8 possibile godersi in tutta tranquillit\u00e0 i propri pensieri e favorire le endorfine in grado di donarci quella splendida sensazione di benessere.<br \/>\nMigliora la motricit\u00e0 manuale. Quante volte ci \u00e8 capitato di rimanere sorpresi nel vedere le nostre nonne lavorare a maglia, al tombolo o altro. Le loro mani agili ed esperte, creavano meravigliose opere d\u2019arte realizzate con morbida lana, ferri di varie misure, fili di puro cotone e fuselli di legno. Spesso, pur soffrendo di artrite, le loro mani e le loro dita si muovevano con perfetta naturalezza.<br \/>\nIl lavoro \u201ca mano\u201d obbliga a tenere le dita in movimento e muovere le mani significa riscaldarle e diminuire quindi eventuali dolori. Sarebbe sufficiente un&#8217;ora al giorno di lavoro. Nei bambini, invece, \u00e8 stato dimostrato che lavorare \u201ca mano\u201d migliora la motricit\u00e0 fine. Li aiuta a perfezionare la calligrafia rendendoli pi\u00f9 abili.<br \/>\nCresce l\u2019autostima. Non \u00e8 solo di un passatempo che si tratta ma di un obiettivo da raggiungere esercitando la pazienza e la calma. Il piacere di regalare a qualcuno un capo o un merletto realizzato a tombolo, su cui abbiamo lavorato tanto, \u00e8 impagabile. N\u00e9 si tratta di un semplice regalo: si offre il tempo investito, l\u2019immaginazione, l\u2019arte della tradizione e tutti quei sentimenti vissuti nel procedere in ogni singolo centimetro di lavoro<br \/>\nIl lavoro artigianale inoltre unisce le generazioni anche attraverso la riscoperta di una tradizione dai grandi benefici terapeutici.<br \/>\nSi parla spesso dei benefici di una camminata quotidiana, di un bicchiere di acqua tiepida e limone da assumere al mattino ma per la nostra salute sarebbe da considerare seriamente il lavorare con le mani.<br \/>\nSarebbe interessante per chiunque andare a trovare le signore del \u201cLaboratorio delle Arti\u201d, cos\u00ec mi piace definirlo, di Marina di Altidona, per conoscerle personalmente e magari condividerne gli hobbies. Conosciute in un bel pomeriggio di fine settembre, le ho trovate a dir poco deliziose.<br \/>\nCircondate da lavori terminati o da finire, lasciano passare il tempo in modo produttivo e intelligente. Che si tratti di uncinetto, di ricamo o tombolo, tutto serve per intrattenersi.<br \/>\nE che dire del ricamo? Un altro hobby che fa bene. Le mani si occupano di canutiglie e aghi mentre l&#8217;occhio scruta i dettagli e fa \u201cginnastica\u201d. La mente resta concentrata. Di colpo compaiono iniziali su centrini, animaletti e fiori su tovaglioli e tovaglie, paillettes su zainetti o borse. Quello che fino a ieri era un ricercato passatempo spesso appreso nei conventi o in preziosi laboratori, \u00e8 oggi una tendenza ben visibile che reclama nuove abili mani. Cos\u2019\u00e8 il ricamo? \u00abUn lavoro eseguito con l\u2019ago su un tessuto per abbellirlo\u00bb. Il ricamo si distingue dal pizzo o merletto per la presenza obbligatoria di un fondo di tessuto.<br \/>\nComunque, al di l\u00e0 della dimensione hobbystica il ricamo \u00e8 una cosa seria che finalmente conquista di nuovo anche i salotti e le passerelle dell\u2019alta moda.<br \/>\nAffascinante \u00e8 scoprire la storia del tombolo che ha origini antichissime. Fuselli in osso sono stati rinvenuti all&#8217;interno di tombe etrusche. Le donne, da sempre dedite alla cura della casa, svilupparono la tecnica del tombolo a fuselli, come vera e propria necessit\u00e0. Ad esempio il bisogno di mettere in evidenza lo status sociale, che avrebbe loro permesso di contrarre un matrimonio vantaggioso e l\u2019abbellimento della dote, faceva risaltare una condizione di agiatezza nell\u2019esposizione del corredo, prima del matrimonio, in un trionfo di pizzi e merletti.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 chi ritiene che la diffusione della tecnica del pizzo sia partita dalle Fiandre e che nel corso del XVI secolo si sia diffusa in tutta Europa, fino a far s\u00ec che il merletto assumesse un ruolo insostituibile nel campo della moda e dell&#8217;abbigliamento.<br \/>\nNel comune di Offida la lavorazione del ricamo fatto con la trina a fuselli, risulta presente a partire dal 1400.<br \/>\nOggi, la produzione del ricamo a tombolo \u00e8 divenuta sempre pi\u00f9 apprezzata. La particolarit\u00e0 della lavorazione, la sua difficolt\u00e0, i lunghi tempi di produzione fanno dell&#8217;intaglio un prodotto ricercato e desiderato, un vero e proprio tesoro da tramandare di generazione in generazione.<br \/>\nBen vengano allora iniziative come quelle che Daniela Basili mi ha raccontato e che ho potuto ammirare personalmente. I bellissimi lavori di queste splendide signore, i loro sorrisi e la bella atmosfera che ho incontrato nel loro laboratorio, mi hanno fatto nascere il desiderio di tornare ad imparare, anche per recuperare la preziosit\u00e0 di gesti tanto antichi in manufatti davvero unici e preziosi. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro a Marina di Altidona con la signora Daniela Basili. Quando si dice \u201clavorare a maglia\u201d, l\u2019immagine che immediatamente ci viene restituita dalla memoria \u00e8 quella di un\u2019anziana signora, un po\u2019 curva, un po\u2019 cadente, dei gomitoli di lana riposti in cestini da trasformare in sciarpe o calzette. Un\u2019immagine un po\u2019 retr\u00f2, malinconica, quando invece &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":4306,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[1461,2414,1449],"class_list":["post-4305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-artecultura","tag-daniela-basili","tag-la-vellezza","tag-numero-21-2016"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/knitting_lavorare_a_maglia.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-17r","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4305","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4305"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4305\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4307,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4305\/revisions\/4307"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}