{"id":4221,"date":"2016-12-02T14:00:45","date_gmt":"2016-12-02T13:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4221"},"modified":"2024-11-06T16:55:33","modified_gmt":"2024-11-06T15:55:33","slug":"francesco-marilungo-film-documentario-this-was-hasankeyf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/12\/francesco-marilungo-film-documentario-this-was-hasankeyf\/","title":{"rendered":"Francesco Marilungo: film documentario \u201cThis was Hasankeyf\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Ho un appuntamento con Francesco Marilungo in una saletta del Gran Forno di Marina di Altidona. Con me c\u2019\u00e8 Angelo Salvator Pemberton un ragazzo londinese che da qualche tempo vive ad Altidona centro e studia Comunicazione Multimediale all\u2019Accademia di Belle Arti di Macerata.<br \/>\nTutto ha inizio una sera dell\u201911 agosto al Teatro del paese, dove si proietta il film documentario<em> This was Hasankeyf<\/em> diretto da Tommaso Vitali, al quale l&#8217;Associazione Altidona Belvedere ha contribuito alla sua realizzazione con un&#8217;iniziativa per la raccolta fondi. Si tratta di una produzione in lingua turca\/curda, sottotitolata in italiano, per la durata di 90 minuti. \u00c8 il risultato di una ricerca che ha richiesto circa un anno di tempo, nel villaggio di Hasankeyf che si trova lungo una curva del fiume Tigri, nel sud-est della Turchia.<br \/>\nDa decenni Hasankeyf vive sotto la minaccia di essere cancellata da una imponente diga ormai prossima al completamento. Il film di Tommaso Vitali, al quale hanno collaborato Francesco Marilungo e Carlotta Grisi, \u00e8 anche la voce degli abitanti di questa terra davvero unica, registrandone i racconti e i ricordi. Si cerca di far capire quale sia il rapporto che essi hanno vissuto nel tempo con il loro ambiente naturale e si scopre in tal modo la profonda e duratura reciprocit\u00e0 tra l&#8217;uomo, il fiume e la pietra scavata in caverne, di Hasankeyf.<br \/>\nUn patrimonio storico, monumentale e anche naturalistico a rischio a causa della costruzione della mega-diga di Ilisu. La diga fa parte di un progetto pi\u00f9 vasto, il Southeastern Anatolia Project, finalizzata alla costruzione di impianti idroelettrici e per lo stoccaggio delle acque. Quest\u2019opera ritenuta importante per il governo turco, si trova un centinaio di chilometri a valle di Hasankeyf e quando verr\u00e0 completata ed entrer\u00e0 in funzione, la sommerger\u00e0 di circa 60 metri di acqua. Un patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 che scomparir\u00e0 in nome del fabbisogno energetico. La diga, arriver\u00e0 a produrre circa il due per cento dell\u2019energia elettrica in Turchia e nonostante le molte proteste \u00e8 considerata necessaria.<br \/>\nIl Paese importa gran parte dell\u2019energia dalla Russia, perci\u00f2, sfruttare le fonti di energia rinnovabile disponibili sul territorio nazionale \u00e8 di fondamentale importanza. I piani governativi per trasferire alcuni dei monumenti e per preservare quelli che non potranno essere spostati, lasciano posto a molti dubbi. Il film documentario This was Hasankeyf, sottolinea il pericolo non solo di perdere un immenso patrimonio, ma anche di trasferire diverse migliaia di persone altrove. Il Governo ha costruito una nuova Hasankeyf, moderna e funzionale ma le nuove case andrebbero acquistate a prezzi che vanno oltre le possibilit\u00e0 economiche dei cittadini.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/This-was-Hasankeyf.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4222\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/This-was-Hasankeyf-212x300.jpg\" alt=\"this-was-hasankeyf\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/This-was-Hasankeyf-212x300.jpg 212w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/This-was-Hasankeyf.jpg 258w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le vecchie case sono state valutate per qualche migliaio di dollari mentre le nuove verrebbero loro vendute a diverse decine di migliaia di dollari. Chiedo a Francesco che conosce personalmente il territorio che tipo di economia vive attualmente la regione. L\u2019economia della regione \u00e8 povera, anche a causa della lotta tra le forze governative e il PKK, e molti dei residenti in precarie condizioni di vita, non sono disposti a contrarre prestiti governativi per permettersi le nuove case. Ma il film documentario sottolinea altre conseguenze.<br \/>\nLa gigantesca diga sul Tigri avr\u00e0 ripercussioni anche molto pi\u00f9 a valle, lungo il corso del fiume, in Iraq. Il problema dell\u2019approvvigionamento idrico, gi\u00e0 grave, peggiorerebbe. Il progressivo inaridimento, gi\u00e0 in atto, avr\u00e0 un impatto disastroso sull\u2019Iraq che perder\u00e0 centinaia di migliaia di ettari di terra coltivabile. Le paludi della Mesopotamia, messe in pericolo da precedenti interventi lungo i corsi del Tigri e dell\u2019Eufrate, scompariranno del tutto insieme al loro retaggio millenario e al loro ricchissimo ecosistema. Di conseguenza i suoi abitanti, sempre pi\u00f9 poveri, saranno costretti a migrare verso i centri urbani. Le ragioni del Governo turco, inerenti la sicurezza energetica sono legittime ma altrettanto legittime sono le preoccupazioni di chi teme di perdere un prezioso patrimonio storico e naturalistico, e di sprofondare allo stesso tempo in una grave crisi economica e sociale.<br \/>\nChiedo a Francesco cosa rappresenti per lui, per Tommaso Vitali e Carlotta Grisi, la citt\u00e0 di Hasankeyf. La citt\u00e0 \u00e8 considerata uno dei gioielli del Kurdistan turco abitata senza interruzione sin dall\u2019antichit\u00e0. La fine di Hasankeyf, assieme a quella di altri 199 villaggi situati lungo il Tigri ed il conseguente esodo forzato di oltre 80mila persone, decretata dal governo turco con la presentazione del progetto della diga di Ilisu, avrebbe l\u2019effetto di cancellare con un colpo di spugna, un pezzo di storia millenaria.<br \/>\nDa quanto ho potuto documentarmi, Hasankeyf in effetti \u00e8 un luogo strategico. Ha visto il passaggio lungo i secoli di popoli Assiri, Medi, Persiani, Greci, Romani, Bizantini e Turchi e ciascun popolo ha lasciato la propria impronta: dal vecchio ponte sul Tigri costruito nel XII sec. dal Sultano Artuqide Fahrettin, alla moschea di El Rizk, il cui minareto conserva le iscrizioni dei 99 nomi di Allah assieme ad una coppia di cicogne che nidificano sulla sua cima; dal magnifico mausoleo di Zeynel Bey, eretto solitario fra i campi lungo il fiume, alla sovrastante Cittadella collocata in cima alla falesia come un nido d\u2019aquila che permette di controllare l\u2019intera regione.<br \/>\nSecondo quanto osservato da Francesco, la militarizzazione dell\u2019area per un maggiore controllo dei lavori in itinere, ha contribuito a rendere il clima attorno al progetto, particolarmente teso. Inoltre da quanto emerge dai vari giornali che si occupano dell\u2019intera faccenda, il governo turco avrebbe iniziato da anni una campagna di boicottaggio economico di Hasankeyf nell\u2019intento di incoraggiare i suoi abitanti ad allontanarsene. I siti archeologici, da tempo sono chiusi alle visite con la forte diminuzione del flusso turistico. Di conseguenza la citt\u00e0 oggi conta solo 3.000 abitanti mentre dieci anni fa erano 10.000. Ed ancora, il governo si guarda bene dal presentare la candidatura di Hasankeyf all\u2019UNESCO come Patrimonio Mondiale dell\u2019Umanit\u00e0 sebbene la citt\u00e0 ne abbia tutti i requisiti con la scusa dello sviluppo per il \u201cbenessere della popolazione\u201d.<br \/>\nIn tal modo si seppelliranno diecimila anni di storia sotto 10 miliardi di metri cubi d\u2019acqua.<br \/>\nMa chi \u00e8 Francesco Marilungo? Nasce a Fermo nel 1983. Ha studiato lettere moderne a Roma dove incontra un ragazzo curdo che studia musica con il quale inizier\u00e0 un\u2019amicizia significativa. Entra a far parte di uno stage della durata di alcuni mesi, con sede a Istanbul presso l\u2019Istituto della Cultura Italiana. Apprende il turco ed entra a pieno titolo nel progetto Comenius. Insegna lingua italiana in una scuola a Diyarbakir nel sud est della Turchia, citt\u00e0 molto importante per i curdi. Apprende la lingua curda e qui incontra casualmente Tommaso Vitali che attualmente vive in Inghilterra e Carlotta Grisi. Nasce una forte amicizia e collaborazione per quello che sar\u00e0 il progetto di raccontare la storia di Hasankeyf attraverso gli occhi dei suoi abitanti. Tommaso Vitali \u00e8 specializzato in montaggio e regia a Milano oltre a far parte del Laboratorio di etnomusicologia dell\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano.<br \/>\nPer quanto riguarda la loro esperienza in Turchia sul piano umano e sociale non ci sono problemi di ospitalit\u00e0 ed accoglienza da parte dei turchi. Tuttavia dopo aver terminato il percorso di studi programmato e decidendo di rimanere, si sentono osservati. Attirano la curiosit\u00e0 dell\u2019autorit\u00e0 locale che per\u00f2 non interferisce nel loro lavoro di produzione.<br \/>\nL\u2019esperienza acquisita li porta a riflettere sulla condizione del popolo curdo, sulla questione femminile che risente ancora nei villaggi pi\u00f9 interni delle vecchie tradizioni mentre nei centri urbani pi\u00f9 grandi, la donna ha un proprio ruolo anche in campo politico pari al 50%. Francesco mentre si racconta mi fa percepire quanto abbia amato il progetto del documentario di recente premiato ad un Festival del settore, a Los Angeles.<br \/>\nIl suo percorso formativo non si arresta ma continuer\u00e0 da settembre in Inghilterra all\u2019Universit\u00e0 di Exeter, dove porter\u00e0 a termine il suo dottorato di ricerca sulla letteratura curda. L\u2019intervista ha termine dopo lo scambio di informazioni utili non solo a me ma anche ad Angelo Salvator Pemberton che sta incamminandosi nel settore dei documentari. Si scambiano i numeri di telefono e di questo sono contenta e mi auguro stia nascendo una nuova amicizia che possa condurre entrambi i ragazzi ad una reciproca collaborazione.<br \/>\nA breve This was Hasankeyf sar\u00e0 riproposto a Fermo presso la Sala degli Artisti e credo avr\u00e0 lo stesso successo di pubblico che ha avuto ad Altidona centro. \u00c8 una storia che fa riflettere ed \u00e8 troppo importante perch\u00e9 non sia conosciuta. Auguri Francesco per il tuo domani e che il tuo sguardo sia sempre rivolto a chi non ha voce. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho un appuntamento con Francesco Marilungo in una saletta del Gran Forno di Marina di Altidona. Con me c\u2019\u00e8 Angelo Salvator Pemberton un ragazzo londinese che da qualche tempo vive ad Altidona centro e studia Comunicazione Multimediale all\u2019Accademia di Belle Arti di Macerata. 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