{"id":4160,"date":"2016-11-29T12:00:15","date_gmt":"2016-11-29T11:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4160"},"modified":"2024-11-06T16:49:49","modified_gmt":"2024-11-06T15:49:49","slug":"tutela-della-maternita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/11\/tutela-della-maternita\/","title":{"rendered":"Tutela della maternit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h2><em>Civitanova: seminario informativo sui diritti della\u00a0lavoratrice madre.<\/em><\/h2>\n<p>Lo Sportello InformaDonna di Civitanova Marche organizza, insieme alle ostetriche del Poliambulatorio di Civitanova Marche, un seminario informativo in occasione della giornata internazionale di promozione dell&#8217;allattamento al seno, cogliendo cos\u00ec l&#8217;occasione di approfondire il tema della tutela della lavoratrice madre, visto che i dati del Ministero del Lavoro parlano di un aumento delle dimissioni delle neo-mamme del 5.62%, a causa dell&#8217;incompatibilit\u00e0 del ruolo lavorativo con le esigenze di accudimento dei figli, in una quasi totale assenza di servizi alla famiglia.<br \/>\nTutti sanno che le donne in stato di gravidanza fruiscono di un congedo obbligatorio di 5 mesi a cavallo della data presunta del parto, periodo che copre invece tutti i 9 mesi della gestazione in caso di rischi per la donna o per il bambino o in caso si svolga attivit\u00e0 lavorativa in ambiente non compatibile con la gravidanza, con fruizione dell&#8217;80%dello stipendio e dei contributi; il congedo facoltativo invece permette alla madre di restare lontana dal lavoro fino al compimento di 1 anno del bambino, con riduzione di stipendio e contributi al 30%.<br \/>\nDurante tutto il periodo della gravidanza, che non \u00e8 obbligatorio comunicare, fino al compimento del primo anno di vita del bambino, la donna non pu\u00f2 essere licenziata se non per giusta causa; in caso contrario il licenziamento \u00e8 nullo. Per ovviare al fenomeno, anche le dimissioni rassegnate dalla donna nello stesso periodo sono sottoposte al vaglio della Direzione Provinciale del Lavoro.<br \/>\nMolti invece non conoscono le novit\u00e0 introdotte dal c.d. \u201cJobs Act\u201d che tecnicamente \u00e8 un \u201cdisegno di legge delega\u201d, un testo che indica al governo una serie di temi e linee guida per legiferare \u2013 dandone la \u201cdelega\u201d al governo, appunto \u2013 in un certo campo.<br \/>\nIl Jobs Act, ossia la legge delega numero 1428, \u00e8 composto da quindici articoli, tra cui, specificatamente \u201ctutela della maternit\u00e0 e forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro\u201d.<\/p>\n<p>I PUNTI FONDAMENTALI:<br \/>\n&#8211; congedi parentali facoltativi vengono estesi fino ai 12 anni del figlio e potranno essere fruiti a scelta dal genitore, calcolati su base oraria (con preavviso di 2 giorni) o giornaliera (con preavviso di 5 giorni);<br \/>\n&#8211; part time Terminata l&#8217;astensione obbligatoria dal lavoro, la lavoratrice madre, in alternativa ai congedi parentali facoltativi, pu\u00f2 fare rientro in azienda con un part time. L&#8217;opzione, possibile anche per il padre, pu\u00f2 essere usata una sola volta, fino ai 12 anni del figlio , per un massimo di 6 mesi ogni genitore. Se ne usufruiscono entrambi, i 6 mesi sono cumulabili fino ad un massimo di 11;<br \/>\n&#8211; indennit\u00e0 di maternit\u00e0\u00a0L&#8217;assegno di mantenimento viene esteso anche alle lavoratrici autonome che, in forma volontaria, decidono di sospendere il lavoro per un periodo di 5 mesi, anche alle iscritte alla gestione separata e a quelle i cui precedenti datori di lavoro non hanno versato i contributi dovuti;<br \/>\n-parto prematuro I giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto vengono recuperati alla fine del periodo, anche in caso di ricovero del bambino;<br \/>\n&#8211; demansionamento Il Jobs Act ha reso possibile il demansionamento della lavoratrice madre tornata al lavoro dopo il parto sulla base di un accordo tra le parti, senza la garanzia del mantenimento del livello retributivo, che pu\u00f2 essere abbassato. Inoltre, \u00e8 possibile lo spostamento orizzontale,\u00a0cio\u00e8 il cambiamento completo del tipo di lavoro, sulla base delle esigenze organizzative aziendali.<br \/>\n\u00c8 stato confermato il contributo (voucher) per le madri che rinunciano al congedo parentale facoltativo. Un bonus da utilizzare per assumere una baby sitter o per pagare la retta di un asilo nido pubblico o privato accreditato. Possono accedervi le lavoratrici dipendenti, parasubordinate o libere professioniste iscritte alla gestione separata dell&#8217;INPS.<br \/>\nPer quanto riguarda la maternit\u00e0, \u00e8 intenzione del Governo estendere l&#8217;indennit\u00e0 a tutte le parasubordinate, includendo anche quelle che non hanno maturato sufficienti contributi o per le quali il datore di lavoro non ha accantonato quanto previsto.<br \/>\nal momento sono necessarie almeno 3 mensilit\u00e0 di contribuzione nei 12 mesi precedenti il periodo indennizzabile e,\u00a0se l&#8217;azienda non ha ottemperato i propri doveri in termini previdenziali, il problema viene scaricato sulla lavoratrice che perde il diritto all&#8217;indennit\u00e0.<br \/>\nIl Jobs Act intende anche promuovere una maggiore flessibilit\u00e0 degli orari e favorire la conciliazione attraverso un&#8217;offerta di servizi pubblici e privati convenzionati per famiglie con bambini fino ai 3 anni.<br \/>\nInfine\u00a0 introduce il tax credit, cio\u00e8 riduzioni fiscali alle lavoratrici con figli piccoli, o comunque non autonomi, e basso reddito familiare. Contemporaneamente viene eliminato il bonus di detrazione per il coniuge a carico.<br \/>\nCongedo del pap\u00e0<br \/>\nLa Riforma Fornero ha introdotto in via sperimentale per gli anni 2013-2015 un giorno di congedo obbligatorio per paternit\u00e0, da\u00a0 usufruire entro 5 mesi dalla nascita del figlio, anche durante l&#8217;astensione obbligatoria della madre. Per questa giornata al padre lavoratore spetta un&#8217;indennit\u00e0 pari al 100% della retribuzione, a carico dell&#8217;INPS e anticipata dal datore di lavoro. La legge prevede inoltre la possibilit\u00e0 per il padre di usufruire di altri 2 giorni, anche continuativi, di congedo, ma in questo caso alla madre viene ridotto in par misura il suo periodo di astensione obbligatoria.<br \/>\nIl padre ha diritto di usufruire dei permessi giornalieri normalmente concessi alle madri (i c.d. riposi di allattamento) nel primo anno di vita del bambino, se il figlio \u00e8 affidato a lui; in caso di morte o di malattia grave della madre; in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvale; se la madre non \u00e8 lavoratrice dipendente; anche qualora la madre casalinga sia impegnata in attivit\u00e0 che la distolgano dalla cura del bambino, per esempio esami clinici, senza bisogno di certificati.<br \/>\nResta il diritto di entrambi i genitori dia usufruire dei congedi parentali\u00a0 al 30% della retribuzione per un massimo di 10 mesi, anche frazionati, fino agli 8 anni del bambino. Se tali congedi vengono utilizzati anche dal padre per almeno 3 mesi continuativi, il periodo complessivo sale a 11 mesi.<br \/>\nIl congedo parentale spetta al genitore che ne fa richiesta, anche se l&#8217;altro \u00e8 disoccupato, precario o casalingo.<br \/>\nUn recente emendamento del Governo ha aumentato i giorni di congedo da 2 a 5,da inserire nel prossimo bilancio, recependo cos\u00ec in parte l&#8217;ammonimento del presidente dell&#8217;INPS che ritiene necessarie invece 2 settimane di congedo per i neo pap\u00e0, La maternit\u00e0 2.0 ha i giorni contati. Nel senso che le donne fanno di tutto per rientrare il prima possibile al lavoro. Ridurre al minimo la perdita di opportunit\u00e0 di carriera \u00e8 soltanto l\u2019obiettivo di una minoranza. Tutte le altre hanno capito che restare a lungo lontano dall\u2019ufficio rende pi\u00f9 difficile il rientro soprattutto in tempi di crisi, con le aziende che cambiano a grande velocit\u00e0 gli assetti organizzativi per rincorrere i mercati. Inoltre stare a casa fino all\u2019anno del bambino, mettendo insieme congedo obbligatorio e facoltativo, non risolve il Problema con la P maiuscola: mettere in piedi un\u2019organizzazione familiare sostenibile. E allora tanto vale rimboccarsi le maniche subito dopo il parto (o anche prima) e mettersi a caccia del nido o della tata giusta. Tutto questo discorso vale per le dipendenti, chiaro. Per le altre, le autonome e le partite Iva, la questione non si \u00e8 mai posta. Si rientra al lavoro appena possibile. Anche poche settimane dopo il parto. Punto e basta. E pi\u00f9 l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 piccola, pi\u00f9 la regola diventa spietata. \u2022<br \/>\nAvvocata Eleonora Tizzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Civitanova: seminario informativo sui diritti della\u00a0lavoratrice madre. 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