{"id":4153,"date":"2016-11-28T18:00:46","date_gmt":"2016-11-28T17:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4153"},"modified":"2016-11-28T14:46:34","modified_gmt":"2016-11-28T13:46:34","slug":"sente-un-freddo-ancestrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/11\/sente-un-freddo-ancestrale\/","title":{"rendered":"Sente un freddo ancestrale"},"content":{"rendered":"<h2><em>Una persona trapiantata sulla riviera da un paese montano e terremotato.\u00a0<\/em><\/h2>\n<p>Sta guardando il mare di un azzurro purissimo. \u00c8 mattino, non presto. Sente freddo e rinsacca di continuo le spalle nella giacca da cacciatore. Anche se il clima \u00e8 pi\u00f9 che mite, il suo freddo \u00e8 ancestrale. Non \u00e8 fisico. Viene da oltre. Non prende solo ossa mani fronte. Prende dentro. Ha preso il cuore.<br \/>\nLo chiameremo Peppe. Uno dei tanti Peppe che, a 80 e pi\u00f9 anni, da Ussita, Montefortino, Amandola, Visso, s&#8217;\u00e8 trovato di colpo a vivere lungo la costa: da Civitanova Marche a San Benedetto del Tronto.<br \/>\nLui che viene dai monti, che calza scarponi anche d&#8217;estate, ora staziona vicino alla spiaggia.<br \/>\nAl parroco, ai sacerdoti delle parrocchie distrutte dal terremoto, che vengono a trovare il proprio \u00abgregge\u00bb sperso, per rincuorarlo e dare barlumi di speranza, ha confidato una cosa sola: di sentire un gran freddo. Ha detto loro che la pi\u00f9 grande mancanza \u00e8 il focolare.<br \/>\nNon \u00e8 abituato a lamentarsi. Il volto \u00e8 pieno di rughe, segno di tante storie. Conosce la vita e le sue contorsioni.<br \/>\n\u00abSi sta bene in albergo\u00bb, ripete. \u00abAnche nel camping. Sono gentili, ci danno i pasti, chiedono come va\u00bb. Ma \u00e8 una non vita.<br \/>\nLa fiamma del focolare non c&#8217;\u00e8. Non ci sono i ceppi spaccati nel retro e ammonticchiati con scienza, n\u00e9 l&#8217;attizzatoio. E la mente torna l\u00e0 dove vuole tornare.<br \/>\n\u00abIn alcune antiche case &#8211; roba da benestanti &#8211; le pareti del focolare venivano fuori, erano sporgenti, e gli uomini potevano entrarci dentro, con addirittura i sedili di pietra. Ora, sulla piana, i caminetti, se li costruiscono, li fanno piccoli, da arredamento. E poi&#8230; i termosifoni: calore eguale dappertutto. Vuoi mettere?\u00bb<br \/>\nPeppe vuole&#8230; mettere<br \/>\nIl freddo gli sale dal profondo del suo essere.<br \/>\nIl tempo del focolare non \u00e8 quello della fiction televisiva, confezionata per colpire, stupire, distrarre, plasmare, diseducare anche. Il tempo del focolare era quello del racconto, e quando il racconto non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, perch\u00e9 i nipoti sono cresciuti e non ascoltano rapiti da tablet e smartphone, il tempo del focolare diventa quello della memoria. Del ricordo. Del vissuto. Dell&#8217;esperienza.<br \/>\nNon credo Peppe abbia mai studiato i miti greci. Non so se gli abbiano parlato mai di Anteo. Se sappia che Ercole stava perdendo una delle sue sfide faticose, incapace a sollevare il gigante libico. Non ce la faceva, Ercole a batterlo. Non riusciva perch\u00e9 Anteo era piantato a terra. Radicato. Forse in qualche spelonca del vicino Atlante aveva un fuoco e un focolare che l&#8217;aveva forgiato e lo riscaldava. Il focolare era uno scrigno di saperi. Quasi un esoterismo del buon fuoco. I fumisti si tramandavano i segreti, di generazione in generazione.<br \/>\nIl focolare \u00e8 anche la piccola ara. Ara, altare domestico.<br \/>\nI Romani vi tenevano accanto, in un armadio, i dei protettori della famiglia.<br \/>\nPeppe \u00e8 un vecchio alto, statuario. Autorevole. Di quella anteriorit\u00e0\/autorit\u00e0 su cui s&#8217;\u00e8 fondata la nostra civilt\u00e0. Non perch\u00e9 l&#8217;adulto, per dirla con Benasayag e Schmit, \u00absia dotato di una qualit\u00e0 personale particolare, ma perch\u00e9 incarna la possibilit\u00e0 di trasmissione della cultura\u00bb. Cio\u00e8: \u00abSe questo \u00e8 stato, se ci\u00f2 che viviamo \u00e8, sar\u00e0 anche nel futuro\u00bb. Magari Peppe questo non lo sa. Ma lo rappresenta. Ed oggi ha freddo. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una persona trapiantata sulla riviera da un paese montano e terremotato.\u00a0 Sta guardando il mare di un azzurro purissimo. \u00c8 mattino, non presto. Sente freddo e rinsacca di continuo le spalle nella giacca da cacciatore. Anche se il clima \u00e8 pi\u00f9 che mite, il suo freddo \u00e8 ancestrale. Non \u00e8 fisico. Viene da oltre. 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