{"id":4076,"date":"2016-11-17T15:00:57","date_gmt":"2016-11-17T14:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4076"},"modified":"2016-11-14T14:37:20","modified_gmt":"2016-11-14T13:37:20","slug":"un-territorio-non-solido-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/11\/un-territorio-non-solido-parte-2\/","title":{"rendered":"Un territorio non solido &#8211; parte 2"},"content":{"rendered":"<h2><em>Il terremoto visto da un economista<\/em><\/h2>\n<p>Al direttore &#8211; La memoria \u00e8 una struttura mobile. \u00c8 condizionata da ci\u00f2 che accade e non \u00e8 data una volta per tutte. Accadono eventi che irrompono nella vita e mutano non soltanto la nostra prospettiva sulle cose future ma che sono in grado di stravolgere il nostro rapporto con il passato. Il terremoto \u00e8 un\u2019onda che si propaga non solo nello spazio ma anche nel tempo. Si allarga nel presente ma anche nel passato modificando la percezione di una parte della nostra storia e della nostra memoria. Per noi che viviamo o siamo originari delle Marche basse, i Monti Sibillini hanno sempre fatto da cornice ai nostri ricordi. I loro colori determinano la percezione visiva del cambio delle stagioni. Il Monte Vettore imbiancato dall\u2019autunno a primavera che torna poi a mostrare progressivamente la roccia e i prati con l\u2019avanzare della bella stagione. Ed \u00e8 da l\u00ec, dai Sibillini, che inizia la nostra terra, o \u00e8 l\u00ec che finisce, con il paesaggio di colline crescenti che dal mare Adriatico arrivano alle cime del Monte Vettore, della Priora, della Sibilla. Il paesaggio delle Marche ha nella dolcezza del territorio il suo carattere peculiare.<br \/>\n\u00c8 un luogo rassicurante, non ha la sublime e violenta bellezza di altri posti. \u00c8 un paesaggio morbido e accogliente. Ma questa percezione dei nostri luoghi adesso \u00e8 mutata radicalmente rendendo il passato una specie di illusione. Questa memoria di tenerezza e di stabilit\u00e0 delle origini s\u2019incrina e sfocia nella percezione di aver vissuto un inganno. Ci fa pensare che non era questa la realt\u00e0 perch\u00e9 esisteva, sotto di noi, un assoluto potenziale di distruzione e annichilimento della nostra vita e della nostra storia individuale e comunitaria. La cancellazione dell\u2019identit\u00e0 di un luogo \u00e8 anche e soprattutto questo.<br \/>\nOltre alla caduta dei monumenti, c\u2019\u00e8 la caduta del modo in cui storicamente ci si \u00e8 percepiti e si \u00e8 percepito il luogo in cui si vive. \u00c8 stata colpita l\u2019idea che questo sia un posto in cui \u00e8 sempre bello e sicuro abitare o tornare, l\u2019idea che dovunque si vive, dovunque si lavora, dovunque si studia, questo posto c\u2019\u00e8 ed \u00e8 nostro. \u00c8 stata colpita l\u2019idea che sia un luogo stabile, sicuro e quasi immutabile grazie alla certezza dei suoi storici piccoli comuni, uno su ogni cucuzzolo di collina, dei suoi campanili e delle sue chiese che ci ricordano, sebbene siano poco frequentate e sempre pi\u00f9 popolate soltanto da anziani, di un\u2019appartenenza religiosa e comunitaria che sempre pi\u00f9 ci sfugge. Tutto questo si sbriciola. E le case, luoghi di rifugio e di memoria per eccellenza, diventano oggetti da controllare, da guardare con sospetto, perch\u00e9 il luogo pi\u00f9 familiare potrebbe diventare il pericolo pi\u00f9 grande franandoci addosso. Come in una guerra si guarda il cielo azzurro e, invece della luce e del buon umore, si aspettano le bombe, lo stesso capita con la terra a cui siamo cos\u00ec legati, che ci ha costituito e che ha gettato le basi della nostra memoria e della nostra identit\u00e0. A questa terra, come al cielo azzurro durante una guerra, a questa terra in cui ci riconosciamo e in cui abbiamo tracciato le linee di chi siamo, adesso riusciamo a guardare soltanto come a una minaccia. \u2022<\/p>\n<p>Michele Silenzi<br \/>\nIl Foglio &#8211; 3 novembre 2016<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terremoto visto da un economista Al direttore &#8211; La memoria \u00e8 una struttura mobile. \u00c8 condizionata da ci\u00f2 che accade e non \u00e8 data una volta per tutte. 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