{"id":4028,"date":"2016-11-16T12:00:46","date_gmt":"2016-11-16T11:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4028"},"modified":"2024-11-06T16:31:23","modified_gmt":"2024-11-06T15:31:23","slug":"la-forza-liberante-della-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/11\/la-forza-liberante-della-speranza\/","title":{"rendered":"La forza liberante della speranza"},"content":{"rendered":"<h2><em>Francesco al Giubileo dei carcerati<\/em><\/h2>\n<p>Ges\u00f9 ha concluso il suo viaggio verso la meta ultima del suo pellegrinare terreno: Gerusalemme. Un camminare fatto di insegnamenti, di gesti, di racconti, ma anche di incomprensioni e di incredulit\u00e0. Nella citt\u00e0 santa, Ges\u00f9 si trova a condividere anche le domande dell\u2019uomo, ci\u00f2 che ci aspetta dopo la morte. La questione gli viene posta da una domanda rivoltagli dai sadducei, cio\u00e8 i sacerdoti custodi del tempio e del culto, che non credono nella risurrezione e riconoscono come testo ispirato solamente i primi cinque libri delle scritture, il Pentateuco, praticando sostanzialmente una lettura fondamentalista della Torah. E proprio perch\u00e9 nella Torah, nella sua interpretazione letterale, non c\u2019\u00e8 riferimento alla resurrezione dei morti, i sadducei la rigettavano, a differenza dei farisei e degli esseni, che invece la professavano come destino ultimo dei giusti. La domanda, allora: una donna che, in base alla legge del levirato stabilita da Mos\u00e8, ha spostato successivamente sette fratelli morti, l\u2019uno dopo l\u2019altro, senza che le abbiano dato un figlio, nella risurrezione di chi sar\u00e0 moglie? In quel tempo era dominane una concezione materiale del destino dopo la morte, una continuazione della vita precedente.<br \/>\nGes\u00f9 non entra nella disputa tra sadducei e farisei, \u201cnon cade nel tranello e ribadisce la verit\u00e0 della risurrezione, spiegando che l\u2019esistenza dopo la morte sar\u00e0 diversa da quella sulla terra\u201d, afferma Papa Francesco all\u2019Angelus, che aggiunge: \u201cNon \u00e8 possibile applicare le categorie di questo mondo alle realt\u00e0 che vanno oltre e sono pi\u00f9 grandi di ci\u00f2 che vediamo in questa vita\u201d. Qui viviamo realt\u00e0 provvisorie che finiscono; nell\u2019al di l\u00e0, \u201cdopo la risurrezione, non avremo pi\u00f9 la morte come orizzonte e vivremo tutto, anche i legami umani, nella dimensione di Dio, in maniera trasfigurata\u201d, ricorda il Papa. La risurrezione \u201c\u00e8 un nuovo genere di vita che gi\u00e0 sperimentiamo nell\u2019oggi; \u00e8 la vittoria sul nulla che gi\u00e0 possiamo pregustare. La risurrezione \u00e8 il fondamento della fede cristiana\u201d.<br \/>\nIl messaggio proposto \u00e8 quello della speranza che non delude, dono di Dio, ed \u00e8 posta, dice Francesco, \u201cnel pi\u00f9 profondo del cuore di ogni persona perch\u00e9 possa rischiarare con la sua luce il presente, spesso turbato e offuscato da tante situazioni che portano tristezza e dolore. Abbiamo bisogno di rendere sempre pi\u00f9 salde le radici della nostra speranza\u201d.<br \/>\nSperanza \u00e8 anche la parola che il Papa propone ai \u201cfratelli e sorelle carcerati\u201d, nel Giubileo loro dedicato: \u201cNon esiste luogo nel nostro cuore che non possa essere raggiunto dall\u2019amore di Dio. Dove c\u2019\u00e8 una persona che ha sbagliato, l\u00e0 si fa ancora pi\u00f9 presente la misericordia del Padre, per suscitare pentimento, perdono, riconciliazione, pace\u201d. Il mancato rispetto della legge \u201cha meritato la condanna; e la privazione della libert\u00e0 \u00e8 la forma pi\u00f9 pesante della pena che si sconta\u201d. Ma la speranza \u201cnon pu\u00f2 venire meno. Una cosa, infatti, \u00e8 ci\u00f2 che meritiamo per il male compiuto; altra cosa, invece, \u00e8 il \u2018respiro\u2019 della speranza, che non pu\u00f2 essere soffocato da niente e da nessuno\u201d.<br \/>\nLa speranza: il cristiano non \u00e8 l\u2019uomo dalle risposte facili e pronte, ma ha davanti a s\u00e9 una prospettiva che si alimenta proprio nella Parola e ha la forza della speranza, \u201cche non pu\u00f2 essere tolta a nessuno\u201d, afferma ancora il Papa nella celebrazione in San Pietro per il Giubileo dei carcerati; \u201cla speranza \u00e8 la prova interiore della forza della misericordia di Dio, che chiede di guardare avanti e di vincere, con la fede e l\u2019abbandono in Lui, l\u2019attrattiva verso il male e il peccato\u201d. Tutti abbiamo la possibilit\u00e0 di sbagliare, afferma ancora Francesco; \u201cl\u2019ipocrisia fa s\u00ec che non si pensi alla possibilit\u00e0 di cambiare vita\u201d. Ci si dimentica che \u201ctutti siamo peccatori e, spesso, siamo anche prigionieri senza rendercene conto. Quando si rimane chiusi nei propri pregiudizi, o si \u00e8 schiavi degli idoli di un falso benessere, quando ci si muove dentro schemi ideologici o si assolutizzano leggi di mercato che schiacciano le persone, in realt\u00e0 non si fa altro che stare tra le strette pareti della cella dell\u2019individualismo e dell\u2019autosufficienza, privati della verit\u00e0 che genera la libert\u00e0\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n<h1>Fermo: Giubileo dei detenuti<\/h1>\n<p><em>Anche il carcere di Fermo ha partecipato al Giubileo dei detenuti. Due le persone che hanno partecipato all\u2019evento a Roma, per chiedere speranza e una giustizia vera. Il Giubileo \u00e8 anche per i detenuti, per le persone che si trovano in difficolt\u00e0 dentro le carceri, che scontano una pena e che devono farlo in maniera dignitosa. Ad accogliere i detenuti nelle carceri italiane e i loro familiari, Papa Francesco che ha chiesto per loro, per chi se lo merita, un atto di clemenza. A Roma sono andati anche due detenuti nel carcere di Fermo, Vincenzo Gambardella e Giovanni Paoltroni, che hanno avuto il permesso di partire in maniera autonoma e senza scorta, con una organizzazione meticolosa da parte della direzione del carcere e dell\u2019area trattamentale. Sono stati momenti molti intensi, ad ascoltare le parole del Santo Padre che ha incitato alla speranza e alla dignit\u00e0, di fronte anche alle persone che lavorano nelle carceri, dagli agenti di Polizia Penitenziaria ai direttori e gli educatori. Il Giubileo \u00e8 stato anche l\u2019occasione per chiedere una reale e vera riforma della giustizia, pi\u00f9 vicina alle persone, per una detenzione che miri davvero alla rieducazione dei condannati. Per questo in tante carceri ci sono stati due giorni di sciopero della fame, hanno aderito anche i detenuti di Fermo che per\u00f2 non hanno voluto sprecare il pasto e hanno deciso di donare tutto il cibo preparato tra le mura della casa di reclusione alla mensa sociale de Il Ponte. Il direttivo de Il Ponte, con il presidente Silvano Gallucci, hanno mandato una lettera ufficiale di ringraziamento, precisando che il cibo donato \u00e8 stato destinato a tre nuclei familiari fermani in difficolt\u00e0 estrema, peraltro peggiorata a causa del terremoto. Giorni dunque di vera riflessione, per un pensiero di speranza che il Papa ha donato e che rimane nelle persone di buona volont\u00e0.\u2022<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco al Giubileo dei carcerati Ges\u00f9 ha concluso il suo viaggio verso la meta ultima del suo pellegrinare terreno: Gerusalemme. Un camminare fatto di insegnamenti, di gesti, di racconti, ma anche di incomprensioni e di incredulit\u00e0. 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