{"id":4025,"date":"2016-11-15T16:00:43","date_gmt":"2016-11-15T15:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=4025"},"modified":"2024-11-06T16:50:19","modified_gmt":"2024-11-06T15:50:19","slug":"ha-vinto-contro-tutto-e-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/11\/ha-vinto-contro-tutto-e-tutti\/","title":{"rendered":"Ha vinto contro tutto e tutti"},"content":{"rendered":"<h2><em>Trump, un vero outsider alla Casa Bianca<\/em><\/h2>\n<p>Contro tutto e contro tutti, Donald Trump \u00e8 riuscito a diventare Presidente degli Stati Uniti. Sembra essere questa la cifra fondamentale delle elezioni americane. La lunga campagna elettorale costruita sulla delegittimazione reciproca, sugli attacchi personali e sui colpi bassi ha portato alla vittoria del candidato che nessuno si aspettava.<br \/>\nTrump ha vinto contro la stragrande maggioranza dei media americani e internazionali; contro i sondaggi di ogni tipo, realizzati con metodi tradizionali o analizzando milioni di tweet; contro il parere degli esperti; persino contro il proprio partito.<br \/>\nEppure, evidentemente, Trump ha vinto avendo con s\u00e9 \u2013 non contro \u2013 una parte importante del popolo americano.<br \/>\nE\u2019 troppo presto per dire che cosa accadr\u00e0, cosa cambier\u00e0 e cosa rimarr\u00e0 immutato nella politica interna ed estera americana. Trump \u00e8 un vero outsider, molto di pi\u00f9 di quanto lo fosse Reagan nel 1980 e nessuno sa al momento chi entrer\u00e0 a far parte della sua squadra in ruoli importanti come il Dipartimento di Stato, della Difesa, del Tesoro. Trump \u00e8 anche molto pi\u00f9 volubile e imprevedibile di quanto lo fosse Reagan, ma in parte dovr\u00e0 cercare di ricucire un\u2019America fortemente divisa e polarizzata.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da credere che alcuni passaggi del suo discorso di vittoria, in cui ha annunciato di voler essere il presidente di tutti gli americani, non siano solo di circostanza. \u00c8 chiaro per\u00f2 che The Donald andr\u00e0 a Washington con la missione di segnare una chiara discontinuit\u00e0 rispetto ai circoli autoreferenziali con i quali Hillary Clinton \u00e8 stata cos\u00ec fortemente identificata.<br \/>\nSe \u00e8 troppo presto per fare vere previsioni rispetto al futuro, \u00e8 invece importante soffermarsi sul passato recente. Quando diciamo che Trump ha vinto contro tutto e contro tutti, stiamo in realt\u00e0 ammettendo implicitamente di aver guardato nella direzione sbagliata. Se tutti i mezzi di comunicazione, gli analisti e gli intellettuali cadono delusi dalle nuvole, significa che hanno mischiato lavoro con preferenze personali rifiutandosi consciamente o meno di guardare una fetta importante di realt\u00e0 americana.<br \/>\nPer quanto riguarda i sondaggi, invece, significa che anche questi strumenti ormai spesso non sono affidabili, perch\u00e9 le persone hanno imparato a nascondere le proprie preferenze oppure perch\u00e9 non catturano un campione che sia veramente rappresentativo della societ\u00e0.<br \/>\nTrump ha vinto perch\u00e9 \u00e8 riuscito a intercettare una parte degli americani che si sentivano esclusi e non rappresentati dalla politica di Washington, mentre la Clinton, volente o nolente, era la candidata meno inclusiva che i democratici potessero presentare.<br \/>\nTrump ha parlato demagogicamente alla pancia di una fetta della societ\u00e0 americana, ma ha creduto in una politica che ripartisse dal basso, contro un establishment sentito sempre pi\u00f9 lontano dai problemi dell\u2019America vera, quella che vive lontano da Boston, New York, San Francisco.<br \/>\nTrump pu\u00f2 contare su uno zoccolo duro di elettori le cui opinioni sfiorano effettivamente il razzismo e la xenofobia, ma \u00e8 anche riuscito a portare dalla propria parte tanti elettori della provincia e delle periferie deindustrializzate che hanno percepito la Clinton come indissolubilmente legata alle lobby e alle grandi multinazionali, le quali si muovono con logiche troppo diverse, se non opposte, ai loro bisogni quotidiani. In sostanza, Trump ha vinto in buona parte perch\u00e9 aveva contro Hillary Clinton, troppo evidentemente bramosa di potere e parte integrante dell\u2019establishment federale per convincere, ad esempio, la comunit\u00e0 nera. Era quasi impossibile per molti afroamericani votare Trump, ma molto probabilmente i sorrisi forzati della Clinton non sono stati sufficienti per convincerli e sembra che tanti di loro abbiano rinunciato a votare.<br \/>\nCome in America, anche in Europa per molti queste sono le ore della sorpresa e addirittura dello sgomento.<br \/>\nSicuramente Trump non sar\u00e0 un presidente con il quale sar\u00e0 facile avere a che fare, ma i governi europei non devono commettere lo stesso errore dei giornali e degli intellettuali americani. Voltarsi dall\u2019altra parte non \u00e8 mai una scelta saggia per chi fa politica. Trump \u00e8 certamente un inedito, ma proprio perch\u00e9 inedito non possiamo dare per scontato di conoscerlo gi\u00e0 in tutto. Sar\u00e0 importante usare attenzione, ma se lo accoglieremo con ostilit\u00e0 preconcetta, non potremo che attenderci altrettanto da lui. \u2022<\/p>\n<p>Stefano Costalli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trump, un vero outsider alla Casa Bianca Contro tutto e contro tutti, Donald Trump \u00e8 riuscito a diventare Presidente degli Stati Uniti. Sembra essere questa la cifra fondamentale delle elezioni americane. 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