{"id":3957,"date":"2016-11-03T14:00:35","date_gmt":"2016-11-03T13:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3957"},"modified":"2016-11-01T14:50:47","modified_gmt":"2016-11-01T13:50:47","slug":"le-marche-terra-di-elezione-di-giuseppe-gioacchino-belli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/11\/le-marche-terra-di-elezione-di-giuseppe-gioacchino-belli\/","title":{"rendered":"Le Marche, terra di elezione di Giuseppe Gioacchino Belli"},"content":{"rendered":"<h2><em>A Morrovalle il Belli, che soffriva di ipocondria, recupera serenit\u00e0 e salute. ritorna pi\u00f9 volte nella citt\u00e0 marchigiana ospite della marchesina Vincenzina Roberti<\/em><\/h2>\n<p>Giuseppe Gioachino Belli (Roma, 7 settembre 1791 \u2013 Roma, 21 dicembre 1863) era molto legato alle Marche tanto da farne quasi la terra di elezione nel corso dei suoi numerosi viaggi che iniziano nel 1820 e terminano nel biennio 1842- 1844. La terra marchigiana compare nel titolo di una composizione che \u00e8 una sorta di proverbio \u201cPi\u00f9 pe la Marca annamo, pi\u00f9 mmarchisci\u00e0n trovamo\u201d e nel sonetto Li polli de li vetturali. Giuseppe Gioachino Belli dimostra di conoscere assai bene da quale regione arrivava ogni ben di dio: \u201cLo sap\u00e9mo che ttutti sti carretti\/ de gabbie de galline e cceste d\u2019ova\/ vienghino da la Marca; ma a che ggiova\/ de sapello a nnuantri poveretti\u201d. Alla plebe di Roma bastavano qualche tozzo di pane e quattro aglietti, mentre \u201cPreti, frati, puttane, cardinali, \/ monsignori, impiegati e bbagarini: \/Ecco la ggente che pp\u00f2 ff\u00e0 li ssciali\u201d.<\/p>\n<p>Il mercato dei prodotti della campagna maceratese verso la citt\u00e0 eterna \u00e8 stato una costante per tutto il secolo scorso. I fratelli Costantini di Morrovalle rifornivano settimanalmente i mercati di Roma di uova, polli e conigli. Il proverbio \u201cPi\u00f9 ppe la Marca annamo, pi\u00f9 mmarchisci\u00e0n trovamo\u201d va tradotto con \u201cPi\u00f9 si va, peggio si trova\u201d. I viaggi di Gioachino Belli da Roma verso le Marche e viceversa rappresentavano quasi \u201cuna metafora di una costante circolazione, anzi di un circolo vizioso, che dall\u2019et\u00e0 moderna in poi aveva legato la metropoli all\u2019estrema periferia orientale affacciata sull\u2019Adriatico, veicolando persone dedite prevalentemente alle carriere ecclesiastiche\u2026<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3958 size-medium\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-1-203x300.jpg\" alt=\"fot-1\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-1-203x300.jpg 203w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-1-768x1136.jpg 768w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-1-692x1024.jpg 692w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>I romani autentici non vedevano di buon occhio l\u2019invasione di monsignori, curiali e cardinali che, provenendo dalla provincia e le Marche rappresentavano allora, nello Stato della Chiesa, la periferia, sistemandosi o rientrando a Roma, avevano condotto con s\u00e9, nel tempo, collaboratori e famigli, come dimostra del resto la stessa storia della famiglia Belli\u201d (Paola Magnarelli, Le Marche come provincia, pag. 52- 54, in \u201cLe Marche terra di elezione di G. G. Belli- Pi\u00f9 pe la marca annamo\u201d, convegni di studio: Macerata 30 maggio 2013 e Morrovalle 13 ottobre 2013 per i 150 anni dalla morte di Gioachino Belli, Quaderni del Consiglio regionale delle Marche, N\u00b0 165, Febbraio 2015).<br \/>\nGiuliano De Bellis, cognome latinizzato, avo di G. G. Belli, era marchigiano, come risulta dal libro dei battesimi del 1630 della parrocchia di Castelnuovo di Recanati ed era emigrato a Roma circa due secoli prima di G. G. Belli. Se Belli ha dato poco spazio alle Marche nei sonetti, dedicati alla plebe di Roma, ha parlato invece diffusamente della nostra regione nel suo Journal du Voyage dove annotava e descriveva luoghi, situazioni, viaggi in carrozza, incidenti occorsi.<br \/>\nIn ogni luogo visitato descriveva ci\u00f2 che mangiava: ad Acqualagna, maccheroni con burro e cacio, a Villa Potenza la frittata con le salsicce. Gli accadevano di tanto in tanto anche degli incidenti. A Valcimara di Caldarola ebbe l\u2019amara sorpresa di subire un furto e rischi\u00f2 la galera per aver definito \u201cpisciabotte\u201d l\u2019apparato della festa di San Nicola a Tolentino (Manlio Baleani, In viaggio nelle Marche con G. Gioachino Belli, Editore Giancarlo Ripesi, 2013).<br \/>\nDue erano le strade che il poeta solitamente percorreva per arrivare nelle Marche, la via Flaminia attraverso la gola del Furlo per raggiungere il pesarese e la via Lauretana, attraverso Foligno, Colfiorito, Serravalle, per spingersi verso il maceratese. Il viaggio, da Roma per le Marche, durava anche una settimana. Si viaggiava su carrozze scomode, riempite fino all\u2019inverosimile da vetturali privi di scrupoli, su strade disastrate, su ponti che, durante la stagione invernale o comunque quando pioveva un po\u2019 pi\u00f9 del solito, crollavano o venivano spazzati via dalle inondazioni dei fiumi. Nella nota di un viaggio, mentre era diretto a Milano, Belli segnalava le traversie subite nel passaggio del fiume Esino, nella mattinata del 14 ottobre del 1827, quando il ponte di legno, realizzato dagli ingegneri francesi poco pi\u00f9 di un decennio prima, era \u201ctalmente fracassato che ne mancava la met\u00e0 portata via dalla corrente\u201d. La stessa cosa era successa al ponte sul Musone che non esisteva pi\u00f9 perch\u00e9 distrutto dall\u2019alluvione. \u201cSulle disavventure del viaggio del 1827, capitate mentre si recava a Milano, Belli non trascur\u00f2 di fissare sulla carta quanto successe a due miglia da Ancona, all\u2019incirca all\u2019altezza della Palombella, quando la carrozza sulla quale era salito alla stazione di posta di Ancona fu superata da un\u2019altra carrozza, spaventando i quattro cavalli i quali completamente imbizzarriti si lanciarono gi\u00f9 da una specie di diga costituita dalla massicciata della strada e trascinarono con loro la carrozza i passeggeri\u201d (Gilberto Piccinini, La viabilit\u00e0 nelle Marche nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento, pag. 132, in \u201cLe Marche terra di elezione di G. G. Belli &#8211; Pi\u00f9 pe la marca annamo\u201d, convegni di studio per i 150 anni dalla morte di Gioachino Belli, Quaderni del Consiglio regionale delle Marche, N\u00b0 165, Febbraio 2015). In quell\u2019occasione Belli venne trasportato in spalla e rimesso in carrozza.<br \/>\nI viaggi del Belli verso Milano avevano una finalit\u00e0 culturale. Avvicinando gli ambienti illuministi della capitale lombarda, aveva modo di \u201cfrequentare l\u2019evoluta societ\u00e0 meneghina\u201d.<br \/>\nIl poeta romano aveva invece altri motivi per venire nelle Marche. Aveva sposato nel 1816 Mariuccia Conti (1780- 1837), che aveva nella Marca e in Umbria estesi possedimenti ereditati dal precedente matrimonio con il conte anconetano Giulio Picchi. Belli vi ritornava spesso per recuperare i crediti. Lontano da Roma, definita in un sonetto, \u201cStalla e chiavica der Monno\u201d (G. G. Belli, Sonetto 1270, \u201cLi Prelati e li cardinali\u201d), dispensato dal lavoro noioso e ripetitivo presso l\u2019Ufficio del Registro dello Stato Pontificio, Giuseppe Gioachino Belli poteva contare nell\u2019aiuto di carissimi amici sparsi \u201cpe li sette cieli\u201d marchigiani: Francesco Cassi (Pesaro), Francesco Maria Torricelli (Fossombrone), Giuseppe Neroni Cancelli (Ripatransone), i marchesi Solari di Recanati, la famiglia Roberti di Morrovalle.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3959\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-4-244x300.jpg\" alt=\"fot-4\" width=\"244\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-4-244x300.jpg 244w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-4.jpg 260w\" sizes=\"auto, (max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a>In questa ridente cittadina posta su un ameno colle dove lo sguardo spazia dai Monti Azzurri al Mare Adriatico, Giuseppe Gioachino Belli fu per pi\u00f9 anni ospite della marchesina Vincenza Roberti (1800- 1883), chiamata affettuosamente dai famigliari con il nomignolo di Cencia. Il marchese Tullio, pap\u00e0 della ragazza, proveniva da Recanati. Belli aveva conosciuto Cencia nel 1821, a Roma, dove la ragazza aveva accompagnato la mamma Marianna Botti, per altro amica di Maria Conti, la moglie del Belli. Mamma e figlia erano venute nella capitale per questioni inerenti il dissestato patrimonio familiare. Gioachino Belli rimase colpito dalla vivace intelligenza della marchesina Vincenzina Roberti, dalla sua curiosit\u00e0 e cultura, seppur la ragazza provenisse dalla provincia. Tra i due nacque una \u201ccorrispondenza d\u2019amorosi sensi\u201d, tanto che G. Belli, nel 1831, dopo un periodo di convalescenza, per una seria malattia ai polmoni e alla gola, trascorso a Veroli, in casa dell\u2019amico Pubblio Jacoucci, scriveva alla marchesina Vincenzina Roberti se poteva ospitarlo nella sua casa di Morrovalle. Cencia, gi\u00e0 sposa del dottore e farmacista Pirro Perozzi, non si fece pregare e ospit\u00f2 subito l\u2019amico. A Morrovalle, Belli che soffriva di ipocondria, recuper\u00f2 serenit\u00e0 e salute, tanto da ritornarci pi\u00f9 volte, sempre ospite della marchesina. A lei, il poeta romano dedic\u00f2 ben cinquantadue sonetti, una sorta di canzoniere amoroso con qualche venatura da \u201cDolce Stil Novo\u201d, la donna angelo che porta la salvezza. Cencia pi\u00f9 che bella era passionale e intelligente, qui stava la forza della donna che sapeva accendere la passione amorosa in Gioachino Belli.<br \/>\nNel corso di uno dei tanti soggiorni trascorsi a Morrovalle, Gioachino Belli fu costretto a rimanere per pi\u00f9 giorni al Casino delle Cervare, poco lontano dal capoluogo, ospite dei Marchesi Solari. Impossibilitato a rientrare a Morrovalle per il maltempo, cos\u00ec scriveva: \u201cM\u2019accorse nella vita onninamente monotona e noiosa a cui le continue piogge costrinsero la famiglia Solari e me ritirati a discorrere, a dire il rosario, a udir messa, a mangiare e a leggere qualche pagina di gazzetta e di storia. Solamente nel venerd\u00ec 19 fummo visitati dalla Signora Vincenza Perozzi, venuta col marito Pirro Perozzi con una loro bambina di 5 mesi (Matilde, la figlia della coppia)\u2026dalla terra di Morrovalle. Essi pranzarono e ripartirono\u201d (Manlio Baleani, Belli, le Marche, le donne del poeta, ibidem, pag. 137).<br \/>\nSempre a Morrovalle, Gioachino Belli matura la decisione di scrivere d\u2019ora in poi solo versi in dialetto. I sonetti di Morrovalle, circa cento, sono sconci e irriverenti. Segnano comunque una tappa importante.<br \/>\nA Morrovalle il Belli scopre la grandezza del dialetto, dopo essere stato alla scuola di Carlo Porta, poeta dialettale milanese che aveva conosciuto di persona e di cui aveva letto tutta la produzione poetica. Manzoni, Carlo Porta, Leopardi sono le fonti alle quali il Belli attinse. Oggetto della sua produzione poetica sar\u00e0 il popolo. Scriveva infatti ad introduzione dei suoi sonetti (2.279 i sonetti del Belli): \u201cIo ho deliberato di lasciare un monumento di quello che oggi \u00e8 la plebe di Roma. In lei sta certo un tipo di originalit\u00e0: e la sua lingua, i suoi concetti, l&#8217;indole, il costume, gli usi, le pratiche, i lumi, la credenza, i pregiudizi, le superstizioni, tutto ci\u00f2 insomma che la riguarda, ritiene un&#8217;impronta che assai per avventura si distingue da qualunque altro carattere di popolo\u201d.<br \/>\nMolti si sono chiesti, anche un lettore della Voce delle Marche, tempo fa, se Gioachino Belli e Leopardi si incontrarono. Scrive il prof. Pietro Gibellini dell\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia: \u201cAi Roberti, imparentati con i Leopardi, Belli deve invece il probabile incontro con Giacomo nel 1827, nella casa di Loreto del marchese Filippo Solari sposato alla zia di Vincenza e padre adottivo della sorella di questa. Il sommo poeta lo aveva forse gi\u00e0 conosciuto nel 1823 a Recanati, o nel 1824 a Roma, dove verosimilmente lo rivide nel 1830- 1831\u201d (Pietro Gibellini, Poker morrovallese, Quattro sonetti e un saggio di edizione, ibidem, pag. 37). \u00c8 probabile che i due poeti \u201csi incontrarono a Roma nell\u2019inverno del 1831- 32, quando Belli abitava a palazzo Poli e Leopardi in via Condotti, cio\u00e8 a poche centinaia di metri di distanza\u201d (Marcello Teodonio, Non so se il riso o la piet\u00e0 prevale \u2013 G. Gioachino Belli \u2013 Giacomo Leopardi, ibidem, pag. 77). Pi\u00f9 che sapere se mai ci sia stato questo incontro, \u00e8 interessante confrontare la poetica dell\u2019uno e dell\u2019altro per trovare analogie e differenze, ma di questo si parler\u00e0 in un altro articolo, utilizzando sempre la relazione di Marcello Teodonio, presidente del Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli di Roma, raccolta negli atti dei due convegni di Macerata e di Morrovalle. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Morrovalle il Belli, che soffriva di ipocondria, recupera serenit\u00e0 e salute. ritorna pi\u00f9 volte nella citt\u00e0 marchigiana ospite della marchesina Vincenzina Roberti Giuseppe Gioachino Belli (Roma, 7 settembre 1791 \u2013 Roma, 21 dicembre 1863) era molto legato alle Marche tanto da farne quasi la terra di elezione nel corso dei suoi numerosi viaggi che &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":3958,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[1371,208,1356],"class_list":["post-3957","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-artecultura","tag-giuseppe-gioachino-belli","tag-morrovalle","tag-numero-18-2016"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fot.-1.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-11P","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3957","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3957"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3957\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3960,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3957\/revisions\/3960"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3957"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3957"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3957"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}