{"id":3923,"date":"2016-11-02T13:00:37","date_gmt":"2016-11-02T12:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3923"},"modified":"2016-11-01T14:17:26","modified_gmt":"2016-11-01T13:17:26","slug":"e-tempo-di-coraggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/11\/e-tempo-di-coraggio\/","title":{"rendered":"\u00c8 tempo di coraggio"},"content":{"rendered":"<h2><em>Note a margine della giornata missionaria mondiale<\/em><\/h2>\n<p>L&#8217;ho conosciuto prima attraverso degli articoli che parlavano di lui e di quanto stava realizzando a Seoul. Poi incontrandolo nella capitale della Corea del sud. Qualche giorno fa padre Vincenzo mi ha scritto una mail per dirmi che nel caso tornassi in quella nazione avrei dovuto cercarlo con il suo nuovo nome da cittadino coreano: Kim Ha Jong. Mi spiega: Kim \u00e8 il cognome del primo sacerdote coreano, \u201cun giovane stupendo ed entusiasta della vita. Innamorato di Dio e della sua gente, morto martire a soli 25 anni\u201d. Ha Jong significa servo di Dio: \u201cSeguendo le orme di Ges\u00f9 ho imparato a scegliere i poveri e a essere servo di questi fratelli e sorelle pi\u00f9 diseredati\u201d.<br \/>\nIn questa domenica in cui la Chiesa celebra la Giornata missionaria, il mio pensiero va ai tanti missionari che ho incontrato sulle strade del mondo, sempre in prima linea accanto a coloro che si trovano nelle difficolt\u00e0. Penso ai religiosi incontrati in Eritrea durante la terribile siccit\u00e0, impegnati anche ad accogliere quanti fuggivano dai conflitti della Somalia e del Sud Sudan. La mente torna in Medio Oriente, tra i missionari incontrati in Libano, in Terra Santa impegnati su pi\u00f9 fronti, per essere accanto a donne e uomini che hanno perso tutto, e la cui vita spesso \u00e8 affidata solo a queste mani che portano amicizia e solidariet\u00e0. Papa Francesco pi\u00f9 volte ha guardato a queste popolazioni sofferenti; e anche nel dopo Angelus di questa domenica ha voluto chiedere preghiere per le popolazioni dell\u2019Iraq e in modo particolare della citt\u00e0 di Mosul, ferita da \u201cefferati atti di violenza, contro cittadini innocenti, siano musulmani, siano cristiani, siano appartenenti ad altre etnie e religioni. Sono rimasto addolorato \u2013 sono sempre le parole del Papa \u2013 nel sentire notizie dell\u2019uccisione a sangue freddo di numerosi figli di quell\u2019amata terra, tra cui anche tanti bambini. Questa crudelt\u00e0 ci fa piangere, lasciandoci senza parole\u201d.<br \/>\nRicordo volti e parole di quanti ho conosciuto e che mi hanno raccontato storie di sofferenza, di violenze senza senso, di uccisioni indiscriminate. S\u00ec, ha ragione Papa Francesco quando dice che oggi \u201c\u00e8 tempo di missione ed \u00e8 tempo di coraggio\u201d. Che richiede un impegno \u201ccon lo spirito di sacrificio dell\u2019atleta che non si ferma nemmeno di fronte alle sconfitte\u201d, ben sapendo che \u201cil vero successo della missione \u00e8 dono della Grazia: \u00e8 lo Spirito Santo che rende efficace la missione della Chiesa nel mondo\u201d.<br \/>\nTempo di coraggio, dunque. \u201cCoraggio di rafforzare i passi vacillanti, di riprendere il gusto dello spendersi per il Vangelo, di riacquistare fiducia nella forza che la missione porta con s\u00e9. \u00c8 tempo di coraggio, anche se avere coraggio non significa avere garanzia di successo. Ci \u00e8 richiesto il coraggio per lottare, non necessariamente per vincere; per annunciare, non necessariamente per convertire. Ci \u00e8 richiesto il coraggio per essere alternativi al mondo, senza per\u00f2 mai diventare polemici o aggressivi. Ci \u00e8 richiesto il coraggio per aprirci a tutti, senza mai sminuire l\u2019assolutezza e l\u2019unicit\u00e0 di Cristo, unico salvatore di tutti. Ci \u00e8 richiesto coraggio per resistere all\u2019incredulit\u00e0, senza diventare arroganti. Ci \u00e8 richiesto anche il coraggio del pubblicano del Vangelo di oggi che con umilt\u00e0 non osa nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: \u2018O Dio, abbi piet\u00e0 di me peccatore\u2019\u201d.<br \/>\nTorno ancora alla mail dell\u2019amico coreano, che ha contribuito a costruire, cos\u00ec mi scrive, quel \u201cminuscolo, fragile e barcollante ponte di bamb\u00f9\u201d per avvicinare Italia e Corea nelle opere e nella solidariet\u00e0 verso i pi\u00f9 poveri. \u201cIn questi anni \u2013 mi scrive ancora \u2013 ho imparato, inoltre, che le paure del nuovo sono solo degli alibi per mascherare i nostri meschini egoismi nascosti con legittime pretese di sicurezza. Che le diffidenze verso il diverso sono solo fantasmi dovuti alla stupida ignoranza e alla presuntuosa arroganza di chi non ha niente da imparare\u2026 Il diverso non \u00e8 una minaccia ma al contrario una imperscrutabile ricchezza\u201d. L\u2019immagine del pubblicano torna per dirci che fare un passo indietro oggi significa mettere in primo piano i deboli, i sofferenti, i poveri. \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Note a margine della giornata missionaria mondiale L&#8217;ho conosciuto prima attraverso degli articoli che parlavano di lui e di quanto stava realizzando a Seoul. Poi incontrandolo nella capitale della Corea del sud. 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