{"id":3833,"date":"2016-10-18T17:00:40","date_gmt":"2016-10-18T15:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3833"},"modified":"2024-11-06T17:25:47","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:47","slug":"emergenza-ecologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/10\/emergenza-ecologica\/","title":{"rendered":"Emergenza ecologica"},"content":{"rendered":"<p>Salute, agricoltura ambiente. Tre emergenze indipendenti o interconnesse? \u00c8 questo il titolo del Convegno svoltosi a Penna S. Giovanni il 2 ottobre per l&#8217;annuale Festa del Creato, promossa dall&#8217;Ufficio per la Pastorale Sociale del lavoro e dell&#8217;ambiente e l&#8217;Associazione Culturale \u201cCentro Studi Giuseppe Colucci\u201d.<br \/>\nLa prima relazione \u00e8 di Dominique Guillemant dell\u2019Universit\u00e0 di Macerata. Il titolo: \u201cFrancesco di Assisi uno sguardo riconciliato con il Creato\u201d. Il Poverello di Assisi abita il mondo ma sa che il mondo non \u00e8 suo. Il Cantico delle Creature \u00e8 il suo testamento. Con esso stabilisce un&#8217;alleanza con Dio, alleanza fatta di stupore verso tutto il creato. Solo l\u2019uomo salvato diventa capace di creare relazione tra tutte le creature e di stabilire patti perch\u00e9 il creato diventi un nuovo paradiso terrestre. Cos\u00ec con il racconto dell\u2019incontro con il lupo di Gubbio insegna che, se ci si accorda, compromettendosi e condividendo le risorse del mondo, non si ha ragione di avere paura n\u00e8 di avere nemici. \u00c8 questo il programma per la giustizia e la pace.<br \/>\nSignificativa la relazione della dottoressa Ilse Maria Ratsch impegnata nell\u2019Ospedale Salesi di Ancona. Ha evidenziato l\u2019aumento di malattie nei bambini dovute all\u2019inquinamento dell\u2019ambiente. Sostanze di sintesi, come i pesticidi, toccano il sistema immunitario. Da qui dipendono malattie (Parkinson, autismo, diabete), modificazioni del DNA, celiachie e intolleranze.<br \/>\nAnche preoccupante \u00e8 il dato dell\u2019aumento dell\u2019infertilit\u00e0. Ci\u00f2 indica che non ha pi\u00f9 senso procreare. L\u2019ambiente \u00e8 diventato ostile. L&#8217;evoluzione fa cessare la procreazione. Si \u00e8 creato un mondo in cui la specie umana si auto-estingue. Bisogna allora \u201cprendersi cura\u201d del cosmo. Anche l\u2019informazione \u00e8 l&#8217;inizio della cura. Serve denunciare che si \u00e8 persa la connessione tra salute, ambiente, abitare, societ\u00e0.<br \/>\n\u00c8 poi la volta del prof. Stefano Tavoletti dell\u2019Universit\u00e0 Politecnica delle Marche. Fa comprendere come il commercio degli alimenti \u00e8 mondiale. Parte dalla borsa di Chicago. Ne pagano le spese gli agricoltori i quali vedono svalutare i prodotti locali per prodotti internazionali e di bassa qualit\u00e0.<br \/>\nGli animali si sono ormai abituati a mangiare soia e mais. La soia viene importata dall\u2019estero a costi esosissimi. Si potrebbe per\u00f2 coltivare ci\u00f2 che i nonni hanno da sempre coltivato: il favino, il pisello proteico, la cicerchia, il solgo. Nelle aziende infatti i frutteti e le piante foraggere servono a salvaguardare l\u2019erosione del suolo. Chi ha foraggio ha bestiame. Il bestiame d\u00e0 letame e di conseguenza non si ha bisogno di prodotti chimici che inquinano i terreni. Le aziende locali, cos\u00ec facendo, salvaguardano anche le locali razze animali.<br \/>\nPer migliorare la salute bisogna prendere coscienza del modo biologico produrre. I grani antichi, riscoperti nell\u2019agricoltura biologica, ad esempio, non danno intolleranze e sono molto graditi. Il sistema agro zootecnico pu\u00f2 essere strutturato localmente. \u00c8 necessario pensare globale ed agire localmente, cos\u00ec come ci ha pi\u00f9 volte ripetuto la dottoressa Ilse nella sua relazione. \u201cIl pensare globale rappresenta il chiedersi come vogliamo salvare la vita nel cosmo e l\u2019agire locale \u00e8 come porsi da responsabili nella salvaguardia della vita nello spazio fisico e temporale in cui siamo\u201d.<br \/>\nIn ultimo il professor Belletti, sempre dell\u2019Universit\u00e0 Politecnica, con la sua relazione dal titolo \u201cRuolo dell\u2019agricoltura familiare al tramonto dell\u2019era industriale: un approccio bio-economico\u201d dimostra che si \u00e8 al tramonto dell\u2019era industriale.<br \/>\nGi\u00e0 egli anni 70 alcuni affermavano che l\u2019era industriale era al tramonto per la sua inconciliabilit\u00e0 con i cicli di vita. L\u2019economia non ha niente a che fare con la natura. L\u2019era industriale ha dato una accelerazione all\u2019utilizzo delle risorse ma il genere di vita che offre ha una fine molto vicina, basta pensare all\u2019inquinamento e all\u2019effetto serra. Questo stile di vita non pu\u00f2 essere sostenibile. \u00c8 necessario chiedersi quanto tempo possa ancora vivere l&#8217;uomo in un mondo cos\u00ec fatto. L\u2019approccio bio-economico fa riflettere sul fatto che la natura non c\u2019entra niente con l\u2019economia. Per l\u2019economia un qualsiasi imput di produzione vale per aumentare il consumo ed il guadagno; a livello naturale \u00e8 il contrario perch\u00e9 l\u2019elemento vale quando \u00e8 integro.<br \/>\nPrendendo coscienza di alcune dinamiche, anche lo stile di vita pu\u00f2 cambiare. I cambiamenti delle abitudini hanno bisogno di tempo.<br \/>\nPrendere coscienza che viviamo in un sistema da decenni insostenibile quindi \u00e8 importante e si devono operare cambiamenti immediati. Il sistema occidentale di sfruttamento selvaggio non ha pi\u00f9 energia n\u00e9 pi\u00f9 ambiente da offrire. (Pensando alle migrazioni infatti, \u00e8 prevedibile che nelle aree pi\u00f9 ricche di risorse naturali ci fossero state guerre. Non ha senso meravigliarsi dei flussi migratori).<br \/>\nAnche la politica agricola europea \u00e8 responsabile di aver creato l\u2019industria nell\u2019agricoltura. Negli anni 50 l\u2019agricoltura era da eliminare perch\u00e9 c\u2019era bisogno di braccia nelle industrie. L\u2019industrializzazione dell\u2019agricoltura ha portato ad avere campagne senza abitanti. C&#8217;\u00e8 cos\u00ec un paese industrializzato, senza agricoltura e non c\u2019\u00e8 spazio per un sistema sostenibile.<br \/>\nL\u2019era industriale \u00e8 alla fine: essa distrugge se stessa.<br \/>\nIn questo panorama che senso ha l\u2019agricoltura familiare?<br \/>\nIl concetto di agricoltura familiare pu\u00f2 essere vago, ma parlando di agricoltura biologica, si notano tante famiglie che la mettono in essere. Nelle Marche si stanno attivando percorsi alternativi, che non comprendono solo sistemi di produzione ma anche sistemi di vendita, di educazione alimentare, di sani comportamenti orientati all\u2019uso e non all\u2019abuso delle sostanze, della ricerca scientifica per la medicina naturale.<br \/>\nSi sta sperimentando il modo di usare l\u2019agricoltura non come un fine ma come un mezzo di riflessione e di sperimentazione. Si stanno ri-creando nuovi modelli di vita.<br \/>\nDurante il dibattito si \u00e8 posta una ulteriore riflessione che d\u00e0 senso a tutte le informazioni.<br \/>\nCome genere umano, quanto vogliamo durare? Non abbiamo sempre detto che l\u2019uomo \u00e8 un animale superiore capace di organizzare la vita di tutti gli esseri viventi? Mentre le piante hanno la possibilit\u00e0 di formare relazioni importanti tra loro, in grado nel tempo di proteggersi e di non auto estinguersi, noi andiamo verso l\u2019auto estinzione.<br \/>\nDopo il convegno la \u201cfesta\u201d \u00e8 continuata con la visita ed il pranzo presso un agriturismo di Penna San Giovanni, che costituisce un esempio di come si pu\u00f2 produrre in maniera sana e fare zootecnia sostenibile, mettendo insieme le energie di pi\u00f9 aziende, vendendo i prodotti, offrendo svago, e ricreazione.<br \/>\nNella festa non poteva mancare la celebrazione, presieduta da Mons. Orlandoni, assistente, fino a qualche mese fa, dell\u2019Ufficio della Pastorale del Lavoro del Sociale e dell\u2019Ambiente Regionale. Egli nell\u2019omelia ha ricordato come la fede consiste nell\u2019aderire ad una persona, nel mettere la nostra fiducia in Ges\u00f9, abbandonarci nelle sue mani; che la fede \u00e8 un dono ma abbiamo la responsabilit\u00e0 di custodirlo, di salvaguardalo perch\u00e9 questo dono possa essere utile per l\u2019umanit\u00e0: \u201cla fede senza le opere \u00e8 morta\u201d.<br \/>\nTra i compiti della fede c\u2019\u00e8 anche la cura, la custodia e la salvaguardia del creato, la casa comune, la famiglia umana, l\u2019insieme di tutte le creature. Da un lato abbiamo il compito di lodare il Signore per tutto il Creato perch\u00e9 in esso possiamo trovare tutto ci\u00f2 che serve per tutti gli uomini, per tutte le generazioni, dall\u2019altro a noi \u00e8 affidata la sua custodia . Non dobbiamo dimenticare che nella casa comune se si maltratta la natura si maltratta l\u2019uomo. Il Vescovo ci invita in questo anno a prendere coscienza della grandezza della misericordia di Dio e di operare secondo i suoi insegnamenti per il bene dell\u2019umanit\u00e0. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salute, agricoltura ambiente. Tre emergenze indipendenti o interconnesse? \u00c8 questo il titolo del Convegno svoltosi a Penna S. Giovanni il 2 ottobre per l&#8217;annuale Festa del Creato, promossa dall&#8217;Ufficio per la Pastorale Sociale del lavoro e dell&#8217;ambiente e l&#8217;Associazione Culturale \u201cCentro Studi Giuseppe Colucci\u201d. La prima relazione \u00e8 di Dominique Guillemant dell\u2019Universit\u00e0 di Macerata. 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