{"id":3791,"date":"2016-10-20T15:00:24","date_gmt":"2016-10-20T13:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3791"},"modified":"2024-11-06T16:58:42","modified_gmt":"2024-11-06T15:58:42","slug":"ritratti-benito-coltrinari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/10\/ritratti-benito-coltrinari\/","title":{"rendered":"RITRATTI: Benito Coltrinari"},"content":{"rendered":"<p>Il fiume Tenna scorre a poche decine di metri. La campagna \u00e8 ancora verde. Poche le case. Benito Coltrinari lavora in una di queste. \u00c8\u00a0qui dove, al primo piano dopo scale scandite quasi da un quadro (il suo) a gradino, ha allestito il laboratorio: macchina per cucire, libri d&#8217;arte, stoffe e abiti appesi. Abbigliamento per lo pi\u00f9 rinascimentale. Benoit (il nome per gli amici) tira fuori un capolavoro: la copia perfetta del vestito giallo ocra di Eleonora d&#8217;Aragona andata sposa a Federico III. Benoit ci ha lavorato tanto: prima lo studio del dipinto ricorrendo ad una lente d&#8217;ingrandimento, poi il disegno, poi il ricamo, poi le cuciture a mano. Impegno certosino, di lunga durata. Pezzo forte della sua collezione. Altri abiti sono andati alla Giostra dell&#8217;Anello di Servigliano, all&#8217;Armata di Pentecoste di Monterubbiano, poco ai grottesi Giorni di Azzolino.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Reiki.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3792\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Reiki-300x225.jpg\" alt=\"reiki\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Reiki-300x225.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Reiki-768x576.jpg 768w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Reiki-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Reiki.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nell&#8217;edificio dirimpetto, altro laboratorio: di restauro, pittura e sculture in cartapesta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La storia di Benoit \u00e8 complessa. La racconta quasi sorridendo, quasi sereno, anche se un artista non \u00e8 mai tranquillo, lo morde l&#8217;insoddisfazione di voler continuare la Creazione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un tumore gli ha segnato la vita. Tumore al rene: la diagnosi dei sanitari.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Benito, dopo l&#8217;Accademia delle Belle Arti di Bologna, era entrato gradualmente nel mondo della moda. Prima, il ripasso a china di alcuni disegni di Silvana Di Felice, poi il proprio disegno per maglie e confezioni da bambino, quindi la grafica per l&#8217;abbigliamento di grandi firme. Mentre \u00e8 avviato ed \u00e8 in crescita, arriva la sentenza dei medici: restano sei mesi di vita. Tutto cambia. Decide allora di tornare nella sua campagna grottese. Di passare i 180 giorni restanti vivendo appieno l&#8217;ultimo tempo utile fuori dalla caoticit\u00e0 delle citt\u00e0. \u00abQui c&#8217;era tempo per me\u00bb dice oggi con un pizzico di malinconia negli occhi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma le cose ancora una volta mutano. L&#8217;operazione cui si sottopone all&#8217;ospedale di Fermo riesce. Un miracolo? Lui non lo dice. Di fatto, la vita \u00e8 salva. Inizia cos\u00ec una nuova stagione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Benoit ha imparato il restauro a Siena, nella \u00abbottega\u00bb di Marisa Casale che lo ha chiamato a s\u00e9. Si fa restauratore e anche decoratore. Quindi l&#8217;incontro con il Reiki, \u00abuna pratica spirituale usata come forma terapeutica alternativa per il trattamento di malanni fisici, emozionali e mentali\u00bb. Un modo per risvegliare lo spirito che ha conseguenze anche sul lavoro. Benoit inizia a costruire quadri particolari con supporti in legno e rame, con materiali trovati in giro (anche fondi di caff\u00e8). \u00c8 la riproposizione di tre forme geometriche: triangolo, quadrato e cerchio, dove gli opposti si toccano e tutto \u00e8 riconducibile ad un punto: origine e fine.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come si chiamano? \u00abOgnuno dia il suo nome\u00bb. Libert\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Benito Coltrinari \u00e8 nato a Grottazzolina il 26 maggio del 1967.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>A Fermo ha frequentato l&#8217;Istituto d&#8217;Arte, corso di disegnatore e arredatore. Dopo il diploma, si \u00e8 spostato a Bologna per iscriversi all&#8217;Accademia delle Belle Arti. Dove si \u00e8 laureato in scenografia.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Nel suo laboratorio ci sono pile di libri in verticale: romanzi, saggi per lo pi\u00f9, che Benoit ha divorato nel tempo. Da 13 anni per\u00f2 ha scelto di non leggere quel tipo di pubblicazioni, solo riviste e libri d&#8217;arte. Perch\u00e9? \u00abMeno sai meglio stai\u00bb risponde ridendo. Ama anche la pittura figurativa. Nel suo laboratorio bis campeggia una decollazione di san Giovanni.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fiume Tenna scorre a poche decine di metri. La campagna \u00e8 ancora verde. Poche le case. Benito Coltrinari lavora in una di queste. \u00c8\u00a0qui dove, al primo piano dopo scale scandite quasi da un quadro (il suo) a gradino, ha allestito il laboratorio: macchina per cucire, libri d&#8217;arte, stoffe e abiti appesi. Abbigliamento per &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":3793,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2406],"tags":[1328,2418],"class_list":["post-3791","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-rubriche","tag-benito-coltrinari","tag-ritratti-di-gente-comune"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Coltrinari-immagine.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-Z9","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3791"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3794,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3791\/revisions\/3794"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}