{"id":3772,"date":"2016-10-06T16:00:11","date_gmt":"2016-10-06T14:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3772"},"modified":"2024-11-06T16:40:43","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:43","slug":"greco-e-latino-materie-per-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/10\/greco-e-latino-materie-per-la-vita\/","title":{"rendered":"Greco e latino. Materie per la vita"},"content":{"rendered":"<h2><em>In difesa del liceo classico, scuola modello per l\u2019occidente<\/em><\/h2>\n<p>Il liceo classico \u00e8 sotto accusa, anzi, sotto assedio. Il problema \u00e8 squisitamente italiano, e non solo perch\u00e9 una scuola del genere \u00e8 tutta italiana. Gli attacchi al liceo classico, infatti, non vanno presi \u2013 se non come concomitanza storica \u2013 per parte della diffusa crisi delle humanities che caratterizza le accademie anglo-americane; e non solo quelle. In India, per citare una grande democrazia, il sapere umanistico \u00e8 stato smantellato. L\u00ec trionfa la matematica. Ecco una delle ragioni per cui i migliori matematici sono indiani. Non parliamo della Cina.<br \/>\nLa corsa precipitosa alla monetizzazione del sapere, insomma, sta facendo piazza pulita degli insegnamenti letterari e linguistici un po\u2019 dovunque. Ci sono universit\u00e0 in Inghilterra in cui le humanities sopravvivono solo se chi le vuole insegnare va a cercarsi fondi fuori, con laboriose, kafkiane domande, il successo delle quali porta soldi non solo alla persona che ha fatto la domanda, ma allo stesso ateneo che impiega la persona. La cosa si commenta da sola.<br \/>\nIn poche parole: i soldi diminuiscono (ne sono spariti tanti con gli ultimi disastri finanziari) e i dipartimenti di studi umanistici si contraggono, si sciolgono, spariscono. La carriera umanistica per moltissimi ormai \u00e8 solo un\u2019illusione distruttiva.<br \/>\nL\u2019Italia tutto questo, in pratica, non lo subisce. L\u2019Italia ha il liceo classico. Avendo una certa familiarit\u00e0 sia con l\u2019istruzione italiana sia con quella di vari paesi stranieri, non esito a dire che il liceo classico \u00e8 l\u2019esperimento di pedagogia pi\u00f9 geniale e pi\u00f9 fruttuoso che un governo occidentale abbia mai messo in piedi: una scuola che fonda principalmente la formazione dell\u2019individuo sullo studio delle lingue antiche, il greco e il latino. Chi esce dal liceo classico \u2013 se circostanze slegate dal tipo di studio non si frappongono \u2013 conosce la Grecia e Roma e quello che queste civilt\u00e0 hanno inventano e tramandato e grazie a tale conoscenza sa parlare, sa scrivere, sa pensare, ma soprattutto sa interpretare, mettere in rapporto, relativizzare, confrontare, distinguere, riconoscere il duraturo e l\u2019effimero, dare un nome a fatti diversi, capire la libert\u00e0, la bellezza, la variet\u00e0 e la concordia.<br \/>\nMa il liceo classico per alcuni non serve pi\u00f9.<br \/>\nQuesti alcuni sono persone che del liceo classico non hanno un\u2019idea. E se l\u2019hanno, pretendono che venga negato ai giovani in nome di un falso concetto di modernit\u00e0, che dovrebbe promuovere esclusivamente le scienze. Una simile visione delle cose \u00e8 limitata da un grave errore: la convinzione che lo studio del greco e del latino non sia cosa scientifica; e che scienza siano solo la fisica, la matematica e la biologia.<br \/>\nLo studio delle lingue classiche, invece, \u00e8 scienza tanto quanto lo studio delle leggi della materia o della gravitazione universale. La stessa fisica \u00e8 un sapere storico, perch\u00e9 analizza campioni di realt\u00e0 che viaggiano e si trasformano nel tempo. Scienza, indipendentemente dall\u2019oggetto esaminato, \u00e8 tutto ci\u00f2 che richiede osservazione, comparazione, sistematizzazione, speculazione l\u00e0 dove i dati mancano, proiezione in avanti.<br \/>\nIn termini assiologici o gnoseologici non esiste differenza tra lo studio di un frammento di papiro e quello di un neutrino. E questo \u00e8 cos\u00ec vero che sul latino e sul greco si sono addestrati e si possono ancora addestrare informatici, fisici, ingegneri, medici ed economisti. Solo una lesiva e grottesca riduzione della realt\u00e0 e della vita umana pu\u00f2 negare importanza ai reperti dell\u2019antichit\u00e0 e all\u2019apprendimento di due miracolosi sistemi cognitivi, arrivati fino a noi grazie a un\u2019amorosa e raffinatissima opera di trasmissione, come il greco e il latino. In particolare, eliminare la traduzione sarebbe un gesto di irresponsabile, gravissimo immiserimento: come sostituire tutti gli originali degli Uffizi con riproduzioni formato poster.<br \/>\nI sostenitori del liceo classico, per fortuna, non mancano. Sono i giovani stessi, e sono persone dei pi\u00f9 vari tipi, compresi gli scienziati.<br \/>\nUna petizione di un gruppo di professoresse fiorentine dello storico liceo Michelangiolo (http:\/\/taskforceperilclassico.it\/t\/) ha gi\u00e0 raccolto circa cinquemila firme, tra cui riconosciamo un Salvatore Settis, una Eva Cantarella e un Luciano Canfora, per citare solo alcuni celebri rappresentanti del sapere umanistico, ma anche due insigni fisici come Guido Tonelli e Carlo Rovelli.<br \/>\nBasta con proposte di riforma boomerang. Basta con questa cecit\u00e0. Un paese che vuole vivere ha il dovere di sapere prima di tutto dove gi\u00e0 eccelle. \u2022<\/p>\n<p>Nicola Gardini, da Il Sole 24 Ore del 28\/8\/2016<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In difesa del liceo classico, scuola modello per l\u2019occidente Il liceo classico \u00e8 sotto accusa, anzi, sotto assedio. 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