{"id":3769,"date":"2016-10-06T15:00:39","date_gmt":"2016-10-06T13:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3769"},"modified":"2024-11-06T16:40:43","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:43","slug":"nota-in-morte-di-padre-amorth","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/10\/nota-in-morte-di-padre-amorth\/","title":{"rendered":"Nota in morte di Padre Amorth"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla di \u201crealt\u00e0\u201d, e cio\u00e8 si usa una categoria gi\u00e0 incerta per il nostro stesso mondo, e la si applica poi a mondi ed entit\u00e0 che si discostano incommensurabilmente dal modo di essere e di \u201cfunzionare\u201d della nostra concreta \u201cesistenza\u201d, occorre sempre fare attenzione alla potenza e ai limiti del linguaggio. Tanto \u00e8 vero che questi mondi vengono considerati esistenti da taluni, immaginari da altri, virtuali da altri ancora, ma legittimamente e a pari merito.<br \/>\nOperari sequitur esse, annotavano i filosofi medievali: nel senso che, \u201cdato\u201d un dato essere, seguono di necessit\u00e0 certe operazioni. Ma ci\u00f2 \u00e8 applicabile con tale sequenza (inversa rispetto al testo latino) solo nel circuito della nostra esistenza materiale. Per altri contesti, come per gli ipotizzati mondi \u201cesterni\u201d a noi, non abbiamo di fronte e in vista preliminarmente alcun esse, ma solo degli operari che non riusciamo o non possiamo (e non detto che non vogliamo) attribuire all\u2019autonomia del mondo che abitiamo.<br \/>\nGli entia (enti) che sostengono tali operari non sono, per\u00f2, descrivibili con il linguaggio n\u00e9 con l\u2019immaginazione e non possono \u201cessere\u201d omogenei od omologabili con gli enti dei quali abbiamo esperienza (di Dio stesso, ad esempio, non si pu\u00f2 nemmeno dire che \u201cex-siste\u201d, perch\u00e9 questa locuzione \u00e8 gi\u00e0 una \u201cmarca\u201d connotativa qualitativo-quantitativo-identitaria). Non per questo, tuttavia, la \u201cconsistenza\u201d di tali entia \u00e8 da considerare una pura estrapolazione o illazione, potendo darsi all\u2019intelletto come un quid situato oltre l\u2019empiria ma non contra rationem. L\u2019esse del diavolo fa parte di questo ambito non necessariamente immaginario, e la sua \u201cessenza\u201d ed azione non sono necessariamente un\u2019ipotesi ad hoc per spiegare l\u2019inspiegabile dispiegamento del negativo.<br \/>\nIn questo caso, cio\u00e8 nel caso del diavolo appunto, ci\u00f2 che ne avvia l\u2019ipotesi \u2013 o ben pi\u00f9 che ipotesi \u2013 d\u2019esistenza \u00e8 quella, quasi universalmente percepita, inspiegabile eccedenza tra l\u2019esse limitato dell\u2019uomo e il suo malum operari, che appare veramente illimitato, se non infinito. Ecco allora che dietro alla suggestione di essere dio a se stesso, fino alle estreme conseguenze planetarie; dietro alla suggestione della regia del \u201ctumulto\u201d dionisiano-daimonico nel gestire i moti della psiche; dietro alla suggestione dell\u2019infinita sottomissione alle libidines dominandi, cupiendi et possidendi; dietro al richiamo fascinoso della \u201cdisfatta\u201d come codice di decifrazione della vita, e della vita stessa come perfezionamento della disfatta medesima; dietro alla pratica estenuante del vizio assurto sistematicamente a virt\u00f9; dietro alle soppressioni, oppressioni, violenze, violazioni e manipolazioni dell\u2019uomo in modi e misure mai visti prima (nonostante il declamato progresso di cui si parla invano sui vari palcoscenici); dietro alle avversioni fatte fermentare fino al disprezzo; dietro al contagio delle infinite malattie dell\u2019animo che vanno dalla noia alla \u201cnolont\u00e0\u201d, ai guizzi dell\u2019unicismo e del superomismo, all\u2019anodinia e adinamia e anedonia degli esistenzialismi, al culto della morte e di un nichilismo allegro e ghignante; dietro alle deliberate rinunciatarie (se non mendaci) partiture scritte per la struttura del mondo; dietro alla degradazione della realt\u00e0 mediante rappresentazioni inutilmente insultanti; dietro a una pervadente e insistente schizofrenia del dire e del sentire imposta da un Ego imbecillus sed omnipotens (in sintesi: \u201cIo\u201d non sono niente, \u201cIo\u201d non valgo niente, ma \u201cIo\u201d mi ritengo tutto \u2013 fenomeno del tutto nuovo, a partire dalle prime ere post-medievali); dietro a tutto questo, e a molte altre ossessive debilitazioni, non per evadere, ma per intendere, qualcuno \u201cvede\u201d, con ottima saturazione logica, uno strano \u201cpropulsore\u201d, un amministratore iniquo che si \u00e8 insinuato nel nostro condominio: l\u2019amministratore del nulla, il \u201cprincipe di questo mondo che ha in suo potere tutti i regni della terra\u201d. Egli insinua, divide, suggerisce le soluzioni peggiori, soprattutto amplifica le onde comportamentali negative dei singoli e dell\u2019intera societ\u00e0, in modo che il terremoto che ne consegue faccia crollare tutto. Questa \u00e8 la parassita figura intravista e che chiamiamo diavolo.<br \/>\nBubbole? Pu\u00f2 darsi.<br \/>\nCerto \u00e8 che l\u2019umanit\u00e0, almeno fino ad oggi, e ab immemorabili, non ha fatto altro che avanzare \u201callegramente\u201d sulla via del negativo; anzi, proprio a partire dagli ultimi secoli, quando le sembrava di essersi affrancata dalle impaccianti e superstiziose credenze medievali, sta accelerando il suo precipitare nel buco nero, senza che quasi nessuno muova, o tenti di muovere, o riesca a muovere, una paglia per invertire la rotta. Non ci vuole molto per convincersene, basta dare un\u2019occhiata in giro per il mondo. Non sar\u00e0, tutto ci\u00f2, il frutto di un\u2019accorta regia del male, per\u00f2 non \u00e8 certo in atto una \u201ccontro-regia\u201d nei riguardi del male stesso; dunque, come accade ai due poli di una dualit\u00e0 prevista dalla fisica dei quanti, una regia attiva o l\u2019assenza di una \u201ccontro-regia\u201d possono essere (anzi sono) \u201cdiabolicamente\u201d la stessa cosa.<br \/>\nPiuttosto \u00e8 patente una \u201ccontro-contro-regia\u201d culturale, mediatica, politica, sociologica, economica ecc., tesa ostinatamente a contrastare chi al peggio che avanza intenda porre qualche ostacolo positivo. E questo \u00e8 un indizio molto pesante circa lo stato della \u201cdiabolizzazione\u201d del mondo, perch\u00e9 la strategia posta in essere mira innanzitutto a depotenziare e disabilitare le residue energie di resistenza al negativo.<br \/>\nE fino a qui non s\u2019\u00e8 parlato n\u00e9 di fede n\u00e9 d\u2019esperienze religiose, n\u00e9 di tradizioni n\u00e9 di scritture sacre. \u2022<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/2014\/11\/la-voce-di-padre-luciano-esorcista-della-diocesi\/\">Leggi anche l&#8217;intervista a Padre Luciano, l&#8217;esorcista della nostra diocesi<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di \u201crealt\u00e0\u201d, e cio\u00e8 si usa una categoria gi\u00e0 incerta per il nostro stesso mondo, e la si applica poi a mondi ed entit\u00e0 che si discostano incommensurabilmente dal modo di essere e di \u201cfunzionare\u201d della nostra concreta \u201cesistenza\u201d, occorre sempre fare attenzione alla potenza e ai limiti del linguaggio. 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