{"id":3766,"date":"2016-10-05T18:00:15","date_gmt":"2016-10-05T16:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3766"},"modified":"2016-10-03T16:06:27","modified_gmt":"2016-10-03T14:06:27","slug":"inascoltato-precursore-dei-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/10\/inascoltato-precursore-dei-tempi\/","title":{"rendered":"Inascoltato precursore dei tempi"},"content":{"rendered":"<h2><em>Un inedito di Romolo Murri riapre l&#8217;indagine sul cattolicesimo del &#8216;900<\/em><\/h2>\n<p>La pubblicazione dello scritto inedito di Romolo Murri<em> La Chiesa e i suoi tempi<\/em> \u2013 contributo per un esame di coscienza, curata dal prof. Paolo Petruzzi, docente di Storia della Chiesa presso l\u2019Istituto Teologico Marchigiano nella sezione di Fermo, riapre l\u2019indagine sulla vita ed il complesso pensiero di Romolo Murri, personaggio di spicco del cattolicesimo sociale del Primo novecento.<br \/>\nLo scritto, promosso dal Centro Studi \u201cRomolo Murri\u201d, getta una luce importante sugli ultimi anni di vita del pensatore e politico cattolico fermano; il piccolo volume, \u00e8 formato da tre parti, di cui quella centrale rappresenta il nucleo, con la trascrizione dello scritto inedito di Murri, mentre la parte iniziale (Romolo Murri: paradigmi di una nuova cristianit\u00e0) e quella finale, curate dal prof. Petruzzi, contestualizzano in maniera precisa e puntuale il retroterra dello scritto stesso, ancora meglio compreso alla luce delle abbondanti note esplicative (terza parte).<br \/>\nChi ha avuto la sorte di approfondire storicamente la figura di Murri, non pu\u00f2 che godere appieno di questa sintesi della sua vicenda, che non proviene da un ulteriore studio sulla sua persona, ma dalla sua stessa voce. La Chiesa e i suoi tempi con il sottotitolo Contributo per un esame di coscienza, scritto sembra all\u2019inizio del 1943, alla vigilia della sua possibile riconciliazione con la Chiesa e nel pieno del dramma mondiale della Seconda Guerra, d\u00e0 voce alla sua lunga e tormentata vicenda personale e aiuta il lettore a ritrovare le radici storiche del fallimento del suo progetto di un possibile e prolifico dialogo tra cristianesimo e storia, di cui la sua sospensione a divinis (1907) e la sua scomunica (1909) non sono che logica conseguenza dell\u2019egemonia del \u201cmodello romano\u201d che esclude e condanna tutto ci\u00f2 che non \u00e8 conforme ai parametri di quella visione statica e dogmatica della storia contemporanea, avuta dalla Chiesa fino al Vaticano II.<br \/>\nNegli ultimi anni dell\u2019Ottocento egli, infatti, leggendo il contesto storico come totalmente pagano, denuncia l\u2019estrema inutilit\u00e0 di forme di presenza della Chiesa nella societ\u00e0, come assolutamente consunte ed inefficaci. Interveniva gi\u00e0 nel 1897 nel Congresso regionale dell\u2019Opera dei Congressi con queste parole: \u201cQuesto \u00e8 il pi\u00f9 grave danno: oggi in quest\u2019aula, noi ci sentiamo cattolici e sentiamo di aver con noi pressoch\u00e9 tutta la nostra regione: fuori di qui, dall\u2019officina ai pi\u00f9 alti uffici pubblici, dal giornale al teatro, nulla \u00e8 pi\u00f9 cattolico, e noi viviamo non dico gi\u00e0 senza resistere, ma senza avvedercene in questo ambiente profondamente pagano\u201d. Anche la societ\u00e0 moderna &#8211; scriveva lo stesso Murri ne La Voce delle Marche nel 1893 &#8211; puntava ad una Chiesa racchiusa nel quietismo clericale, senza diritto di parola nelle questioni eminentemente politiche e sociali: \u201cUn grossolano pregiudizio sparso contro il clero nel popolo dal liberalismo massonico si \u00e8 che l\u2019azione del prete debba circoscriversi nella sola Chiesa. Secondo certi, i preti devono contentarsi di recitare il breviario, dire la S. Messa, confessare, predicare alle divotelle e niente pi\u00f9. Dio ne guardi se si preoccupano di ci\u00f2 che avviene nel mondo, abbia pure stretto rapporto con la religione: sono fanatici ed intriganti. [\u2026] Ma guardate contraddizione! Quelli stessi che ci consentono l\u2019azione nel recinto della Chiesa sono i primi a porci in discredito ed a gettare il ridicolo sulla nostra santa religione. La Chiesa, dove il prete deve secondo costoro circoscrivere la sua missione la chiamano santa bottega.\u201d<br \/>\nLa sua preoccupazione principale restava, come \u00e8 ben illustrato nel testo, il recupero della missione spirituale del cristianesimo nella societ\u00e0 moderna, in forme totalmente rinnovate dall\u2019impegno politico dei cattolici, ispirato al millenario patrimonio spirituale del popolo italiano. Il cristianesimo come sorgente che risana e dona vita, anche a motivo di scelte miopi e grette della gerarchia, sembra ancora non aver trovato nella storia i canali giusti per far rifluire tutta la sua ricchezza e abbondanza dei suoi doni. Ecco perch\u00e9 in ogni pagina di questo scritto traspare tanta amarezza e delusione.<br \/>\nLa storia descritta \u00e8 storia di una progressiva marginalizzazione dell\u2019autore e degli strumenti politici da lui usati per rinnovare la societ\u00e0 attraverso il cristianesimo, a partire alla fine dell\u2019Ottocento, dallo scontro con la direzione dell\u2019Opera dei Congressi, che spinse il giovane sacerdote fermano a fondare la nuova esperienza della Lega Democratica Nazionale attraverso il coinvolgimento di tanti giovani democratici cristiani, prontamente fermati nel loro proposito di impegnarsi politicamente, da un altro Fermo proposito che il neo eletto pontefice Pio X promulg\u00f2 nel 1905, per diffidare ogni collaborazione cattolica con la Lega, ritenuta troppo indipendente dalla gerarchia. L\u2019inedita confessione autobiografica di Murri, arricchisce di pathos le fasi gi\u00e0 note della sua vicenda, tra cui l\u2019udienza privata nel 1903 con papa Leone XIII, che con fare circospetto chiedeva al giovane don Romolo Murri, come mai avesse tanto seguito di giovani. \u201cSantit\u00e0 &#8211; rispose prontamente Murri &#8211; perch\u00e9 li ho incitati ad amare pi\u00f9 intensamente la Chiesa\u201d. (pag.18)<br \/>\nLa censura del celebre discorso Libert\u00e0 e Cristianesimo ed il coraggioso articolo Il crollo di Venezia prontamente ed energicamente condannato dall\u2019intransigenza veneziana del card. Sarto (futuro Pio X) e dal presidente dell\u2019Opera dei Congressi Paganuzzi, fu l\u2019inizio di quello scontro che \u201crilevava la irreducibile opposizione fra due metodi: e questi non sarebbero bene designati con i nomi di autorit\u00e0 e libert\u00e0\u201d (pag.11). Con il primo termine Murri descrive la Chiesa e la sua esperienza vista come \u201ccorteccia, fatta ed irrigidita dal tempo\u201d e dove \u201cla volont\u00e0 impigriva e la spiritualit\u00e0, quasi isolata, del vivente processo della storia, stagnava dentro le rigide forme ufficiali\u201d (pag.18).<br \/>\nMurri, ingabbiato anche lui da questi pregiudizi e semplicemente classificato dal suo Vescovo (arcivescovo di Fermo, Castelli) come caso di sacerdote irriverente ed indisciplinato, pecorella smarrita da riportare all\u2019ovile di Cristo e da evitare perch\u00e9 non diffondesse il \u201cveleno del modernismo\u201d (lui che non aveva rinnegato nessuna delle verit\u00e0 di fede e aveva accettato per obbedienza tutte le decisioni disciplinari a suo carico) non pu\u00f2 non costatare che dopo 40 anni \u201cla storia d\u2019Europa e della civilt\u00e0 d\u2019occidente precipita nella crisi che i cattolici non seppero o non vollero intendere e prevenire\u201d (pag.34). L\u2019oblio costante del cristianesimo come \u201creligione essenzialmente sociale e che deve essere socialmente vissuta\u201d \u00e8 &#8211; secondo Murri &#8211; motivo di costante allontanamento dell\u2019uomo contemporaneo dalla fede cristiana perch\u00e9 si \u00e8 voluto eccessivamente distinguere l\u2019impegno politico (da una parte) e l\u2019impegno religioso (dall\u2019altra).<br \/>\nDa qui il suo ultimo accorato appello, che ripercorrendo la vicenda personale, non solo chiede giustizia per la sua ingiusta condanna, ma chiede di riascoltare la \u201clezione\u201d dei fatti, per auspicare che \u201cil cristianesimo e il cattolicesimo risaliranno nella storia e con la storia, dando i principi ideali e lo spirito innovatore e una verace e sostanziale unit\u00e0 di anime a quell\u2019ordine nuovo che sar\u00e0 la grande fatica del dopoguerra, nel cammino verso la pace\u201d (pag.35).<br \/>\nLa Chiesa &#8211; sembrerebbe dire Murri &#8211; ha i suoi tempi ed un profondo esame di coscienza, la potrebbero redimere da un passato, che si vorrebbe non far passare. Rileggere il suo scritto dopo pi\u00f9 di settantanni, riporta l\u2019attualit\u00e0 e la necessit\u00e0 di questo esame di coscienza ecclesiale. \u2022<\/p>\n<p><em>ROMOLO MURRI, La Chiesa e i suoi tempi \u2013 contributo per un esame di coscienza (Andrea Livi Editore, Fermo 2016), pp LXVI+ 57, euro 15.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un inedito di Romolo Murri riapre l&#8217;indagine sul cattolicesimo del &#8216;900 La pubblicazione dello scritto inedito di Romolo Murri La Chiesa e i suoi tempi \u2013 contributo per un esame di coscienza, curata dal prof. 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