{"id":3711,"date":"2016-10-04T17:00:23","date_gmt":"2016-10-04T15:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3711"},"modified":"2024-11-06T17:21:32","modified_gmt":"2024-11-06T16:21:32","slug":"non-siate-doppi-e-decidete-cosa-fare-da-grandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/10\/non-siate-doppi-e-decidete-cosa-fare-da-grandi\/","title":{"rendered":"Non siate doppi e decidete cosa fare da grandi"},"content":{"rendered":"<h2><em>Capodarco: i seminaristi hanno iniziato la vita comune con gli esercizi spirituali predicati da don Vinicio Albanesi e dagli ospiti della comunit\u00e0<\/em><\/h2>\n<p><em>Cristo pregava, predicava e faceva i miracoli. Anche la chiesa primitiva riuniva queste tre funzioni in un\u2019unicum. Poi la capacit\u00e0 di fare miracoli, la carit\u00e0, \u00e8 stata affidata dapprima ai diaconi e poi pian piano delegata ai santi o alle varie congregazioni o confraternite. Ai ministri \u00e8 rimasto il culto e la predicazione. \u00c8 tempo di riunire le tre funzioni in un\u2019unica persona. Non abbiamo bisogno di preti bravi nella predicazione e inesperti nella Parola di Dio. Non abbiamo bisogno di bravi esegeti ma con il cuore di pietra. Abbiamo bisogno di mostrare sempre il volto misericordioso di Dio \u201cqualche volta con la parola\u201d come chiosava ironicamente papa Francesco.<\/em><br \/>\n<em>\u00c8 questa la tesi svolta da don Vinicio durante gli incontri pomeridiani avuti con i seminaristi di Fermo accolti a Capodarco dal 20 al 23 settembre. I seminaristi non hanno assistito solo a meditazioni, ma hanno anche vissuto la carit\u00e0 nelle varie comunit\u00e0 seguite dalla Comunita di Capodarco. Al mattino infatti i seminaristi, dopo la preghiera delle lodi, si spostavano per vivere in due comunit\u00e0 diverse con i residenti e gli operatori. Nel pomeriggio, ci si ritrovava tutti a Capodarco, per un incontro formativo ora guidato da don Vinicio ora da altri ospiti come Carmen, Giovanni, Maria Grazia.<\/em><br \/>\n<em>L\u2019idea di vivere gli \u201cesercizi spirituali\u201d in questo modo \u00e8 venuta all\u2019indomani dell\u2019invito del Vescovo, mons. Conti, di rimettere al centro la Carit\u00e0 e, soprattutto, l\u2019invito di Papa Francesco a non essere pr\u00ecncipi ma pastori. Nel giorno della festa dell\u2019esaltazione della croce infatti il papa ha spiegato come Ges\u00f9 \u201cEra un pastore che era tra la gente, tra i poveri: lavorava tutto il giorno con loro. Ges\u00f9 non era un principe. \u00c8 brutto per la Chiesa quando i pastori diventano principi, lontani dalla gente, lontani dai pi\u00f9 poveri: quello non \u00e8 lo spirito di Ges\u00f9. Questi pastori Ges\u00f9 rimproverava, e di loro Ges\u00f9 diceva alla gente: fate quello che loro dicono, ma non quello che fanno\u201d. Ecco allora \u00e8 necessario inseganre ai futuri pastori a vivere con il gregge, anche pi\u00f9 difficile.<\/em><br \/>\n<em>La giornata si apriva con le lodi mattutine; alle ore 18,30 nella cappella della comunit\u00e0 di Capodarco si celebrava l\u2019eucaristia aperta anche ai residenti; si chiudeva con la compieta.<\/em><br \/>\n<em>Venerd\u00ec pomeriggio la comunit\u00e0 dei seminaristi ha vissuto nel silenzio davanti al Santissimo, solennemente esposto.<\/em><br \/>\n<em>Sabato sono stati chiamati a testimoniare la loro vocazione ai fidanzati riuniti a Villa Nazaret e ai giovani cresimandi di Petriolo. <\/em><br \/>\n<em>La settimana di esercizi si \u00e8 conclusa con la partecipazione all&#8217;eucaristia nella quale \u00e8 stato amministrato il sacramento della cresima a 16 ragazze e ragazzi di Petriolo, un paese toccato profondamente dal terremoto. La celebrazione infatti si \u00e8 svolta sotto un tendone messo a disposizione dall&#8217;Amministrazione comunale. \u2022<\/em><\/p>\n<p><em>Nicola Del Gobbo<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Se fai il bene ti diranno che lo fai per secondi fini egoistici: non importa fa il bene. Se realizzi i tuoi obiettivi incontrerai chi ti ostacola: non importa, realizza. Il bene che fai forse domani sar\u00e0 dimenticato: non importa fa il bene. Quello che hai aiutato non te ne sar\u00e0 grato: non importa, aiutalo. L\u2019uomo \u00e8 spesso irragionevole, illogico, egocentrico: non importa, amalo. L\u2019onest\u00e0 e la sincerit\u00e0 ti rendono vulnerabile: non importa, sii onesto e sincero. Dai al mondo il meglio di te, e forse sarai preso a pedate: non importa, dai il meglio di te\u201d. Con questa preghiera di Santa Madre Teresa di Calcutta siamo stati accolti nella comunit\u00e0 di Capodarco per alcuni giorni di ritiro prima dell\u2019inizio dell\u2019anno. Parole profonde e vere di una donna di grande fede, che abbiamo potuto toccare con mano concretamente grazie a questa esperienza. In particolare sono due le cose che mi hanno colpito: la bellezza nei volti degli operatori che lavorano nelle varie comunit\u00e0 che abbiamo visitato e il sorriso e la gioia di chi fa parte di quelle comunit\u00e0, nonostante le difficolt\u00e0, le ferite, la stanchezza e i momenti duri. E tutto questo mi ha spinto a riflettere sul tempo: come lo impiego, quanto ne spreco, quante volte lo tengo per me. Infatti ho percepito in questi giorni come il modo migliore per impiegare il tempo sia spenderlo per un qualcosa pi\u00f9 grande di te: costa sicuramente fatica, ma i frutti sono una gioia e una serenit\u00e0 che non si acquistano se non passando per questa strada. \u201cPer noi ci\u00f2 che importa \u00e8 l\u2019individuo. Per poter amare una persona dobbiamo entrare in stretto contatto con lei. Credo nel rapporto a tu per tu: per me ognuno rappresenta Cristo e, poich\u00e9 c\u2019\u00e8 un solo Ges\u00f9, quella persona in quel momento \u00e8 l\u2019unica al mondo\u201d scriveva Santa Madre Teresa di Calcutta. Una grande passione per Cristo e quindi una grande passione per l\u2019uomo. Affinch\u00e8 la nostra vita non sia tempo sprecato. \u00a0 \u2022<\/p>\n<p>Marco Zengarini<\/p>\n<p>Mi sono rimaste impresse due cose, tra le tante che don Vinicio ci ha detto: &#8220;Che cosa volete fare da grandi?&#8221; e &#8220;ricoratevi di fare un&#8217;opera&#8221;.<br \/>\nOra, io non lo so se questa settimana l&#8217;opera l&#8217;abbiamo fatta noi oppure il Signore attraverso la comunit\u00e0 di Capodarco e quella Arcobaleno dove sono stato, l&#8217;ha fatta a me. Sono pi\u00f9 propenso per la seconda idea. Il seminario attraverso questi luoghi ci ha proposto un&#8217;esperienza unica. Non c&#8217;\u00e8 stato un giorno in cui non sono tornato a casa senza un magone devastante dentro lo stomaco. E no, non \u00e8 il solito pietismo di un momento, vi assicuro. Nei volti e nelle storie, nelle vite e nel quotidiano di tutti quelli che ho incontrato ho visto passare Dio. Ci ho visto stampato a caratteri cubitali Dio. Non solo. Ho visto scritto: &#8220;Io-sono qui per amore, amami!&#8221;. Non prendetemi per un visionario, non lo sono. Ho semplicemente sentito il mio cuore e la mia anima presi, capovolti, scossi, shakerati e rimessi al proprio posto.<br \/>\nPersonalmente non so quanto posso aver dato a loro. Anzi sono convinto di non aver dato un bel niente. Forse gli ho prestato due orecchie per ascoltare e due occhi a volte curiosamente indiscreti per guardarli, per studiarli, per capirli. Mi serviva un qualcosa di forte che mi riportasse coi piedi ben puntati a terra. Il Signore mi ha fatto questo regalo, ha fatto Lui la sua opera verso di me. Mi sono interrogato, commosso, mi sono stupito e provato dolore per molte storie che ho sentito. Mi sono detto che domani in una parrocchia sar\u00e0 cos\u00ec. Ci saranno storie, volti, dolori e sofferenze. Ci saranno inni alla vita che nessuno canter\u00e0, ci saranno pesi che sar\u00e0 difficile portare da soli, perch\u00e8 quando si soffre non si vede altro che il proprio dolore e si diventa egoisti.<br \/>\nChe cosa voglio fare da grande? Questo ce l&#8217;ho chiaro.<br \/>\nDio passa attraverso ogni persona che incontriamo, ogni parola, ogni gesto. Ne sono certo.<br \/>\nVoglio chiedere al Signore la grazia, (una sola) di non farmi mai passare accanto a qualcuno senza non riconoscere il suo volto. Perch\u00e8 sono sicuro che quando vedi nell&#8217;altro un po&#8217; di Dio, lo ami, lo ascolti, lo nutri, lo sfami, lo accogli.<br \/>\nQuando vedi nell&#8217;altro Dio sei capace di fare le opere. Sei capace di donarti senza riserva. Sei capace di com-patire (patire insieme) all&#8217;altro, di morire sulla croce con lui.<br \/>\nL&#8217;amore genera amore. L&#8217;amore genera vita, la vita genera speranza, la speranza genera fede, la fede genera carit \u00e0. \u00c8 un cerchio perfetto che si chiude.<br \/>\nGrazie a tutti quelli che questa settimana il Signore ha messo sul mio cammino. Dagli operatori, ai ragazzi, a tutti quelli che vivono e lavorano nelle strutture, a Carmen e don Vinicio per averci aperto le porte di un mondo &#8220;perfettamente imperfetto&#8221;. \u00c8 stata una botta di vita straordinaria. In questa nostra societ\u00e0 rainbow, dei diritti civili pretesi e rivendicati, io anche ho vissuto la mia settimana &#8220;rainbow&#8221; in comunit\u00e0. E ho visto un cielo stupendo su di me. Un bellissimo CieloArcobaleno. \u2022<\/p>\n<p>Leonardo Bottalico<\/p>\n<p>Non adattarsi mai alla cultura dello scarto che respinge i pi\u00f9 deboli, come spesso ci ricorda con appelli accorati anche Papa Francesco; allo stesso modo del Buon Samaritano siamo invitati ad accorgerci delle situazioni di sofferenza che incontriamo tutti i giorni, chinarci e prenderle su di noi. Sono queste le idee che pi\u00f9 risuonano nella mente dopo i giorni intensi di ritiro nella Comunit\u00e0 di Capodarco, prima dell\u2019inizio dell\u2019anno di Seminario. Giorni caratterizzati da luminosi momenti di condivisione con gli ospiti e gli operatori delle varie strutture, in cui abbiamo partecipato alla vita della Comunit\u00e0 stessa. Da questa esperienza riporto impressi nel mio cuore i volti e le storie delle persone che ho incontrato, da cui ho ricevuto molto, volti e storie che la sofferenza non \u00e8 riuscita a piegare, spesso illuminati da un sorriso intenso. Inoltre ho avuto modo di riflettere con ancor maggiore consapevolezza su una questione cruciale: la Fede cristiana esige, accanto all\u2019Amore per il Signore nella vita di preghiera, un\u2019attenzione forte nei confronti dell\u2019altro, soprattutto se povero e sofferente; tutto questo non per una filantropia altruista verso l\u2019umanit\u00e0, ma perch\u00e9 nel singolo fratello che soffre si nasconde la presenza di Ges\u00f9, come avevano capito bene molti Santi della Carit\u00e0. Non \u00e8 possibile essere di Cristo e disinteressarsi del dolore e dei problemi di chi incontriamo sul nostro cammino\u2026 D\u2019altronde il Vangelo stesso \u00e8 chiarissimo su questo punto: \u201cRispondendo, il re dir\u00e0 loro: In verit\u00e0 vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l&#8217;avete fatto a me\u201d (Mt. 25, 40). \u00a0\u2022<\/p>\n<p>Francesco Capriotti<\/p>\n<p>\u201cCapisco le persone che inclinano alla tristezza per le gravi difficolt\u00e0 che devono patire, per\u00f2 poco alla volta bisogna permettere che la gioia della fede cominci a destarsi anche in mezzo alle peggiori angustie\u201d (Evangelii Gaudium, 6). Una volta imboccata la strada della \u201cChiesa in uscita\u201d, tracciata da papa Francesco, \u00e8 bene continuare con le parole del pontefice che la definisce come una \u201ccomunit\u00e0 di discepoli missionari che prendono l\u2019iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano\u201d (EG, 24).<br \/>\nCi\u00f2 mi \u00e8 utile a precisare il motivo che ci ha spinti \u2013 noi comunit\u00e0 del Seminario di Fermo \u2013 a condividere una settimana con le Comunit\u00e0 di Capodarco, San Girolamo e Arcobaleno. Queste due comunit\u00e0 operano con persone disabili, malati psichiatrici e tossicodipendenti.<br \/>\nLo spirito che mi ha animato per vivere questo periodo \u00e8 quello cristiano. A volte \u00e8 base di azioni di volontariato o caritative, ma troppo spesso non viene esplicitato, e si d\u00e0 per scontato.<br \/>\nSi ha sempre l&#8217;idea di avere a che fare con persone che vivono la fede in Ges\u00f9 Cristo in maniera integrale: culto, parola, carit\u00e0. Si corre, cio\u00e8, il rischio di costruire racconti o discorsi poco comprensibili, che i pi\u00f9 vedono mancanti di valido fondamento.<br \/>\nSan Giovanni evangelista scrive che Dio \u00e8 Amore. Quel Dio che ha donato la sua vita sulla croce \u00e8 il centro del nostro agire. Attraverso piccole azioni speriamo di portare la Buona Novella anche a chi si trova in situazioni pressoch\u00e9 drammatiche.<br \/>\nInfatti \u201cpreferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodit\u00e0 di aggrapparsi alle proprie sicurezze\u201d (EG, 49). Questa \u00e8 la causa per cui ci siamo coinvolti in questa esperienza di servizio: la speranza di aver portato qualche seme di gioia a quanti abbiamo incontrato.<br \/>\nL\u2019impatto iniziale con l\u2019ambiente \u00e8 stato notevolmente favorevole. Ho subito percepito un clima di accoglienza per noi esterni alla comunit\u00e0. Tale clima ho notato presente anche tra i residenti.<br \/>\nIl fatto che la direzione ci abbia chiesto una sorta di resoconto critico, da presentare alla fine dell\u2019esperienza, \u00e8 prova concreta di questa apertura. Ovviamente non si chiede a chiunque capita di dare consigli sul proprio lavoro.<br \/>\nL&#8217;invito \u00e8 stato l&#8217;occasione per raccontare la mia significativa esperienza.<br \/>\nCome primo elemento, ci tengo a sottolineare l\u2019umilt\u00e0 degli operatori. Sono stati molto attenti e premurosi nei nostri confronti. Ho trovato la conferma di questa umilt\u00e0 nei valori promossi dalle comunit\u00e0 stesse.<br \/>\nCome, infatti, non parlare di umilt\u00e0 quando una comunit\u00e0 esiste non per aiutare a breve tempo delle persone, ma per proporre e promuovere progetti di vita per ciascuno degli ospiti? Come non fidarsi di chi aiuta a vivere autonomamente con propri mezzi? Come non vedere il cielo in chi aiuta a trovare la via della felicit\u00e0, nonostante le difficili e diverse situazioni?<br \/>\nTale comportamento denota come oltre alla solidariet\u00e0 ci si debba spendere anche per la giustizia. Ci si deve battere perch\u00e8 ciascuna persona possa ricevere ci\u00f2 che \u00e8 suo: i mezzi per vivere, la realizzazione personale, la libert\u00e0, indipendentemente dalle condizioni di disagio fisico o dai pregiudizi che molti \u201csani\u201d.<br \/>\nSi pu\u00f2 obiettare che tale offerta di giustizia risulta quasi impossibile nei confronti di chi \u00e8 malato mentale o comunque si trova in condizioni irreversibili per altre malattie. Ma vedere come queste persone vengono coinvolte in lavori utili a s\u00e9 e alla comunit\u00e0 (che non sono dei semplici passatempo) \u00e8 un segnale forte di riscatto della vita, del loro valore, della loro contributo alla Comunit\u00e0 e alla societ\u00e0.<br \/>\nAnche la loro vita, come di ogni persona, ha un valore infinito, unico e irripetibile. Tale valore prescinde la malattia o il disagio. Tale umanit\u00e0 \u00e8 stata riflessa anche negli occhi degli operatori. Erano infatti attenti, sensibili e preoccupati in ogni situazione di dare il meglio. Sono stato testimone di come hanno una marcia in pi\u00f9. Hanno un qualcosa di interiore che permette loro di uscire dai rigidi schemi della vita meramente lavorativa per lasciarsi sciogliere nella dolcezza di un abbraccio che ridona dignit\u00e0 a coloro che sembrano averla persa.<br \/>\nPropongo un secondo elemento di riflessione. Abbiamo non vissuto una semplice visita occasionale, ma abbiamo abitato la Comunit\u00e0. Abbiamo cio\u00e8 vissuto interamente per 5 giorni con i residenti: abbiamo dormito nella foresteria, abbiamo condiviso i pasti, abbiamo vissuto momenti di preghiera, abbiamo fatto qualche lavoretto&#8230; Soprattutto siamo stati &#8220;addomesticati&#8221;.<br \/>\nIo ho vissuto a Capodarco pi\u00f9 che nella comunit\u00e0 di San Girolamo. \u00c8 stata un\u2019esperienza piuttosto forte. Ho vissuto il servizio straordinario come ordinario, come vita semplice di ogni giorno. Quotidianamente si porta il servizio al massimo grado spendendo le proprie forze, il proprio tempo, la propria esistenza. Quanto bene mi ha fatto provare sulla pelle tutto ci\u00f2!<br \/>\nCapire lo spirito che muove gli operatori, riscoprire lo spirito cristiano e umano che ha spinto noi a vivere questa settimana, \u00e8 entrare nella logica di Papa Francesco: \u201cla comunit\u00e0 evangelizzatrice si mette mediante opere e gesti nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino all\u2019umiliazione se \u00e8 necessario, e assume la vita umana, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo\u201d (EG, 24).<br \/>\n\u00c8 stato certamente un momento di crescita significativo per me, oltre che per la comunit\u00e0, entrare in sintonia con l\u2019ambiente e abitarlo.<br \/>\nMi sono intessuto nella quotidianit\u00e0 che talvolta ne ho sentito anche il peso, quasi come una noia che arriva laddove non si sa cosa fare della propria vita, quando c\u2019\u00e8 il dubbio.<br \/>\nDa queste riflessioni provo ad incoraggiare tutti coloro che operano per aiutare le persone a capire il vero senso della Vita. Ringrazio la Comunit\u00e0 di Capodarco affinch\u00e9 non lasci mai precipitare le situazioni dei vari ospiti nella depressione che segue la malattia. Ringrazio la Vita perch\u00e8 mi ha fatto incontrare qualcuno che offre continuamente opportunit\u00e0 di crescita: lavoro, svago, compagnia.<br \/>\nMi rammarico che la settimana \u00e8 volata via velocemente. L&#8217;ho percepito quando ho salutato le persone della comunit\u00e0, con cui ho condiviso un piccolo assaggio di Paradiso. \u2022<\/p>\n<p>Michele Gradozzi<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-3711 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_8311.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_8311-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_8321.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" 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