{"id":3701,"date":"2016-10-04T15:30:59","date_gmt":"2016-10-04T13:30:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3701"},"modified":"2024-11-06T17:25:47","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:47","slug":"prima-e-dopo-la-messa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/10\/prima-e-dopo-la-messa\/","title":{"rendered":"Prima e dopo&#8230; la messa"},"content":{"rendered":"<h2><em>Per ricordare il XVIII anniversario di ordinazione sacerdotale<\/em><\/h2>\n<p>Dopo la messa\u2026 \u00e8 ora della messa\u2026vado a celebrare la messa\u2026 veloce, che ho la messa\u2026 ci sentiamo dopo la messa. Come per tanti confratelli, la celebrazione della messa \u00e8 l\u2019orologio della mia giornata, punto di riferimento degli appuntamenti fatti di un \u201cprima e dopo la messa\u201d. Per molti \u00e8 l\u2019unica preoccupazione del sacerdote, l\u2019unico impegno pubblico, l\u2019unica ragione per cui uno sceglie di essere prete.<br \/>\nUna messa che nell\u2019immaginario collettivo \u00e8 sempre celebrata presto, quasi prima dell\u2019alba, per un\u2019assemblea di capi chini,velati di bianco. Ringrazio Dio che mi ha concesso a partire dal giorno dell\u2019ordinazione, un contatto speciale con l\u2019Eucarestia e di averla abbondantemente distribuita a migliaia di persone incontrate nel cammino cristiano e quindi sacerdotale.<br \/>\n\u00c8 in quel gesto semplice, di chi ricorda che non \u00e8 solo Cristo che si dona, ma il Mio Corpo ed il Mio Sangue che \u201csi distribuisce\u201d ai fratelli, che ritrovo il senso del sacerdozio. Senza pi\u00f9 guardare all\u2019emozione di quei segni sacramentali,che nel tempo,umanamente ripetuti, tra stanchezze,fragilit\u00e0 e peccati, subiscono anche il peso della routine, \u00e8 il gesto del donare e del donarsi che rimanda il significato pi\u00f9 profondo di una vita offerta per amore. Anche nell\u2019essere concentrati a lavare i piedi, col capo basso che non permette di vedere il volto, e a baciarli per imitare Ges\u00f9, che non ci fa fare calcoli per sapere se ne vale la pena o se quei piedi sono degni di ricevere il servizio sacerdotale, si rivela l\u2019unico segno credibile di un amore donato, che lascia a Lui la fantasia di poter aprire strade inimmaginabili. Celebrando il gioved\u00ec santo con la mia Comunit\u00e0 sono sempre sorpreso dalla scelta di Giovanni di tacere su quel racconto che ha dato il via \u201ca tutte le messe del mondo\u201d, per soffermarsi su quel segno umile, schifoso, scandaloso e fuorviante per i discepoli, del lavare i piedi. Elevare quell\u2019ostia santa pu\u00f2 nascondere, soprattutto nel nuovo rito, quella tentazione di attirare su di noi gli sguardi, proprio come nella vita pastorale siamo tentati di togliere il posto all\u2019unico protagonista ed elevarci sull\u2019invisibile palcoscenico, per essere osannati dalla gente. Quanto distante il mio vivere da quello che scriveva Charles de Foucauld nel 1910 che \u201cdappertutto il prete \u00e8 un ostensorio che deve scomparire per lasciar intravvedere Ges\u00f9 senza altro ruolo che quello di farlo vedere\u201d.\u00a0Lavare i piedi, invece, non nasconde l\u2019imbarazzo di chi lava e di chi \u00e8 lavato e costringe con lo sguardo a terra a ripartire da piedi mondi, da direzioni pure del cuore e della mente, per incontrare la gente ed amarla veramente. Quanta strada da fare!!!!<br \/>\nDiciotto anni \u00e8 l\u2019et\u00e0 giusta per guidare\u2026 per camminare pi\u00f9 spediti in quel dono di s\u00e9; ed \u00e8 proprio camminando\u00a0 che scopri quanto sia necessario quel Pane che misteriosamente ti ridona la gioia del cammino,fa sentire una Presenza che ti ama e ti costringe a considerare i tuoi com-pagni, senza i quali il cammino si trasformerebbe in una gara senza meta. Stendere le mani con quella certezza che lo Spirito Santo trasforma il Pane ed il Vino nel Corpo e Sangue di Cristo, aiutato dalla fede di tutta la Chiesa, rinnovi in me la gioia di stendere le mani e chiedere lo Spirito Santo (Lc.11,13) per trasformare il mio cuore e quello dei miei fratelli rendendolo capace di servire e amare sino alla fine. E non ci si pensa, scriveva P. Pietro Lavini nella fontana dell\u2019Eremo di S. Leonardo, alludendo alla sua fatica nel condurre quell\u2019acqua dalla fonte alle labbra assetate dei pellegrini distratti. Si,\u2026 e non ci si pensa\u2026 a quanto il Signore abbia fatto per farci giungere quel Suo Amore che noi gustiamo spesso distrattamente nell\u2019Eucarestia e che le labbra a volte distratte di noi sacerdoti spesso annunciamo ed invochiamo. Ma il Signore rassicura una presenza costante e senza sosta: \u00e8 Lui che non delude perch\u00e9 ha detto \u201cSono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo\u201d (Mt.28,20) \u2022<\/p>\n<p>Porto S. Elpidio 23 settembre 2016 Memoria di S. Pio sacerdote<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per ricordare il XVIII anniversario di ordinazione sacerdotale Dopo la messa\u2026 \u00e8 ora della messa\u2026vado a celebrare la messa\u2026 veloce, che ho la messa\u2026 ci sentiamo dopo la messa. 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