{"id":3608,"date":"2016-09-22T16:00:41","date_gmt":"2016-09-22T14:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3608"},"modified":"2016-09-19T14:30:54","modified_gmt":"2016-09-19T12:30:54","slug":"la-mala-educacion-della-giovane-borghesia-anni-70","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/09\/la-mala-educacion-della-giovane-borghesia-anni-70\/","title":{"rendered":"La &#8220;mala-educacion&#8221; della giovane borghesia anni &#8217;70"},"content":{"rendered":"<h2><em>&#8220;La scuola Cattolica &#8220;: il romanzo della generazione diventata adulta negli anni settanta. L&#8217;episodio attorno al quale ruota il libro \u00e8 il delitto del Circeo del 29\/9\/75<\/em><\/h2>\n<p>Edoardo Albinati, classe 1956, da vent\u2019anni docente di Italiano presso il carcere di Rebibbia, autore di altri libri di successo, con il romanzo La scuola cattolica \u00e8 il vincitore del settantesimo premio Strega 2016, fiera letteraria iniziata nel 1947 con il primo vincitore del premio Strega: \u201cTempo di uccidere\u201d, di Ennio Faiano. Il romanzo di Albinati, pubblicato da Rizzoli nel marzo del 2016, consta di milleduecento novantaquattro pagine. Somiglia pi\u00f9 ad un dizionario che ad un romanzo. Va letto solo a tavolino, date le sue dimensioni. E\u2019 un problema leggerlo a letto. Occorre munirsi di un cuscino che serva da leggio. Improponibile portarselo al mare e leggerlo sotto l\u2019ombrellone. \u00c8 ingombrante. La lettura sarebbe difficile perch\u00e9 ostacolata da frastuoni e rumori che non favoriscono l\u2019attenzione.<br \/>\nL\u2019ho letto a casa nelle ore di tempo libero: nel tardo pomeriggio o la sera quando pi\u00f9 forte si vive la dimensione del ricordo e della nostalgia ripensando al tempo andato. <a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-del-romanzo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3610 size-medium\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-del-romanzo-211x300.jpg\" alt=\"copertina-del-romanzo\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-del-romanzo-211x300.jpg 211w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-del-romanzo-722x1024.jpg 722w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-del-romanzo.jpg 761w\" sizes=\"auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a>\u00c8 il romanzo di quella generazione che \u00e8 diventata adulta negli anni settanta, pi\u00f9 o meno la mia, ecco perch\u00e9 la lettura mi \u00e8 piaciuta, anche se va affrontata con molta calma. L\u2019autore poi, l\u2019io narrante del libro, quasi prende per mano il lettore e lo guida nel corso della narrazione, riassumendo le pagine lette e anticipando di tanto in tanto lo sviluppo delle vicende successive. \u00c8 riduttivo definirlo romanzo, anche se in copertina \u00e8 scritto cos\u00ec. Ha l\u2019ambizione di raccontare cinquant\u2019anni di vita italiana. \u00c8 diario ma anche saggio, attraversato da riflessioni dell\u2019autore sul suo passato, sul suo presente di padre e di insegnante in carcere, e con qualche rimando al futuro.<br \/>\nTutto il romanzo \u00e8 diviso in dieci parti, ognuna delle quali ha diversi paragrafi e capitoli di lunghezza variabile. I paragrafi: Cristiani e leoni, Flesh for Fantasies, Vittoria \u00e8 farvi soffrire, lotta di interessi in un contesto di diseguaglianza, Collettivo M, La spalla mancante, Vergeltungswaffe, le confessioni, Cosmo, Come alberi piantati lungo il fiume. L\u2019episodio, attorno al quale ruota tutto il libro, \u00e8 il delitto del Circeo avvenuto il 29 settembre del 1975: \u201cVerso le undici di sera del 30 settembre 1975, dalla finestra di casa sua, un residente di via Pola 5 (duecento metri da dove abito io), nota due ragazzi fare manovra per parcheggiare una 127 nel vialetto condominiale, scendere dalla macchina, discutere animatamente e quindi allontanarsi\u201d (pag. 473).<br \/>\nNel bagagliaio della macchina c\u2019era il cadavere di Rosaria Lopez e avvinghiata a lei, imbavagliata, e ancora viva la sua amica Donatella Colasanti. Erano state sequestrate e portate in una villa del Circeo da Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira (Angelo, Subdued e il Legionario nel libro). Nella villa erano state seviziate, violentate ripetutamente e Rosaria Lopez annegata nella vasca da bagno. I tre delinquenti, tutti figli della Roma bene, erano stati compagni di classe di Edoardo Albinati.<br \/>\nL\u2019altro delitto di cui si \u00e8 reso colpevole Angelo Izzo, nel 2004, \u00e8 l\u2019omicidio feroce di una donna e di sua figlia di tredici anni a Ferrazzano, un paesino vicino a Campobasso nel quale Izzo scontava la pena in una cooperativa, affidato di giorno ai servizi sociali. Questo secondo delitto occupa le ultime pagine del romanzo.<br \/>\nNel 2004, Albinati, che non aveva mai scritto sul delitto del Circeo, nonostante la conoscenza diretta, dopo tanto tempo trascorso da questo episodio, sente il bisogno di riandare con la memoria agli anni della scuola. Quello che ne viene fuori \u00e8 una descrizione della famiglia borghese, dell\u2019adolescenza vissuta con i suoi coetanei, i compagni di classe, la scuola cattolica frequentata, il San Leone Magno, dodici anni, dalla scuola Elementare fino al penultimo anno dei Liceo Classico, l\u2019ultimo anno e la maturit\u00e0 conseguita al Liceo Statale di Roma \u201cGiulio Cesare\u201d.<br \/>\nCome in un film a passo ridotto, l\u2019autore scorre i nomi dei propri compagni di classe e disegna a parole il loro ed il proprio mondo: \u00abEravamo sognatori abbastanza privi di fantasia. La principale stimolazione ci veniva dalla televisione e dalle barzellette sporche, di cui devo ammettere che raramente coglievo il senso, voglio dire, il senso integrale. Non sar\u00e0 per caso che esiste l\u2019espressione \u201cil primo della classe\u201d mentre non si \u00e8 mai sentito dire il secondo o il terzo, o il quinto della classe, come eravamo Zipoli e Zarattini, Lorco e io. Nascere maschi \u00e8 una malattia incurabile. Non era solo Arbus a mostrarsi goffo, scoordinato. Tutti noi facevamo movimenti sgraziati per compiere qualsiasi gesto, fosse anche mettersi la cartella sulle spalle (allora non esistevano gli zaini se non quelli da campeggio). Se uno psicologo avesse osservato i balzi scomposti che facevamo, il nostro modo di grattarci e sbracciarci, avrebbe dedotto che eravamo malati di mente\u00bb. Su ventiquattro alunni che componevano la sua classe, \u00abalmeno cinque erano da manicomio, ma non tanto per dire, e infatti alcuni di loro ci sono finiti\u00bb.<br \/>\nLa scuola \u00e8 il San Leone Magno, un istituto cattolico gestito dai padri marianisti, tutto maschile. \u00c8 nel cuore del Quartiere Trieste, QT nel libro, delimitato dalle vie adiacenti. I professori, alla Scuola Elementare e Media sono pi\u00f9 sacerdoti, al Ginnasio e al Liceo, pi\u00f9 laici. De Laurentis, napoletano, \u00e8 il prof. di Latino e Greco, fratel Gildo insegna Filosofia, Cosmo \u00e8 il prof. di Italiano, a lui viene dedicato un intero paragrafo verso la fine del romanzo, fratel Curzio \u00e8 il prof. di Ginnastica, Mr. Golgota \u00e8 l\u2019insegnante di Religione che insieme a quello di Storia dell\u2019Arte, di Francese, di Musica non conta nulla, Svampa \u00e8 il prof. di Chimica fatto oggetto di ripetuti scherzi da parte degli alunni. Bullismo e violenza psicologica ma anche manesca vengono consumate ai danni degli alunni pi\u00f9 deboli, tra tutto Marco Lodoli, che diventer\u00e0 un affermato scrittore, al quale alcuni compagni spaccano gli occhiali. Il preside dell\u2019istituto nasconde tutto. I limiti del SLM: risolvere i problemi all\u2019interno della scuola, mai allargandoli all\u2019esterno. Nascondere, sopire, sono i pilastri dell\u2019organizzazione. Impietoso il giudizio sull\u2019intero istituto: \u00abGli insegnanti e i preti sono poveri diavoli, ossessionati a ripetere formule diventate filastrocche\u2026 la Scuola \u00e8 solo un modo come un altro per tenerci chiusi in un posto sicuro e impedire che combiniamo guai. I professori non sono nient\u2019altro che i nostri custodi\u2026 La retta scolastica che i nostri genitori pagavano cos\u2019altro era se non un obbligo a delle prestazioni e insieme garanzia di impunit\u00e0\u2026 Per il preside eravamo una ciurma, una massa, una massa di deficienti, deficienti e basta, ma cos\u00ec deficienti dei requisiti minimi che costituiscono una persona, che non valeva la pena di sprecare con noi una goccia di vera rabbia. Figuriamoci di rispetto. Eravamo microbi debolmente uomini, posizioni numerate sul registro, nomignoli, larve\u00bb (pag. 115).<br \/>\nLe famiglie dei ragazzi che frequentano il San Leone Magno appartengono alla media ed alta borghesia, tutta gente dedita solo a far soldi, dalla religiosit\u00e0 bigotta e di facciata, amante del formalismo e delle etichette.<br \/>\nIl pap\u00e0 dell\u2019Albinati era ingegnere: \u00abNel necrologio di mio padre dettai soltanto Carlo Albinati, tralasciando l\u2019Ing., mia nonna quanto s\u2019incazz\u00f2. Disse che avevamo disonorato la memoria di mio padre. Senza il mantello di quell\u2019ing. Doveva essere volato in cielo tutto nudo, vergognoso\u00bb (pag. 504). All\u2019interno di tante famiglie borgesi, c\u2019\u00e8 anche chi si ribella \u00aballa religione della monotonia da lei stessa inventata.<br \/>\nVorrebbe andare a mettere le bombe sui treni e ci va davvero, a mettercele. \u00c8 persino alla fine capace di ammazzare i poliziotti che erano i venerati custodi della sua tranquillit\u00e0\u00bb (pag.528).<br \/>\nI rapporti con le ragazze si limitano solo alle festicciole fatte in casa o nel corso di qualche incontro occasionale. L\u2019altro sesso \u00e8 visto come appartenente ad un mondo alieno. La donna compare solo nel sogni erotici. La struttura della scuola frequentata da soli maschi non aiuta l\u2019integrazione tra i due mondi. Meglio allora considerare la donna come un qualcosa da possedere, violentare e stuprare. Il risultato: \u00abLa storia centrale di questo libro confermer\u00e0 che si pu\u00f2 essere bravi studenti di giorno e rapinare e violentare minorenni la notte\u00bb (pag. 51). Le domande sul perch\u00e9 dello stupro consumato da alcuni balordi ai danni di due ragazze indifese diventano ossessive per l\u2019autore del romanzo: \u00abLa scuola, i preti, i maschi, il quartiere, le famiglie, la politica. Potrebbe darsi che al centro del bersaglio non vi sia alla fine quel delitto, ma qualcos\u2019altro\u00bb. I colpevoli di quel delitto \u00abPotranno essere perdonati a prescindere dal fatto che abbiano o meno scontato la pena comminata loro dallo Stato? E se non il perdono cristiano, quantomeno l\u2019indulgenza o il semplice oblio?\u00bb.<br \/>\nS\u00ec, sono passati tanti anni dall\u2019episodio del Delitto del Circeo. I giovani l\u2019hanno saputo solo vedendo documentari. Drammatica \u00e8 l\u2019intervista fatta da Enzo Biagi a Donatella Colasanti nel 1983, ma le riflessioni di Eraldo Albinati sono valide anche oggi: \u00abNoi viviamo dunque in una societ\u00e0 dello stupro. Ostilit\u00e0 rapacit\u00e0 e potenza trovano una manifestazione sessuale. Il sesso \u00e8 il linguaggio, non la cosa. \u00c8 il modo di volere, non l\u2019oggetto voluto. Si declina attraverso il sesso qualsiasi pulsione: vendicativa, rivendicativa, esibizionistica, identitaria. I ragazzini stuprano le loro compagne di classe e le filmano col cellulare. Libert\u00e0 intesa come facolt\u00e0 di nuocere. Libert\u00e0 = delitto. Una piena realizzazione di se stessi pu\u00f2 avvenire solo se si \u00e8 pronti a prevaricare gli altri, e capaci di\u00a0farlo. L\u2019io coincide in pieno con la potenza\u00bb.<br \/>\nPer non parlare poi del degrado urbano e non solo: \u00abCassonetti traboccanti mai svuotati. Macchine parcheggiate tranquillamente in seconda e terza fila. Passeggiatori di cani che, con le cosce tremanti, defecano davanti ai portoni, collaudatori di mini-moto costruite in garage o altri apparecchi radiocomandati (attenzione: non sono ragazzi, ma cinquantenni), e poi writers o taggers cio\u00e8 quei pipparoli che imbrattano muri coi loro monotoni scarabocchi e che qualche reduce del Dams o ex deputato di Rifondazione comunista (ma perch\u00e9? perch\u00e9?\u00a0perch\u00e9 vi ho votato?) si ostina a difendere come manifestazione artistica o sintomo del disagio giovanile\u00bb.<br \/>\nLa Scuola Cattolica \u00e8 un romanzo che a tutto tondo racconta cinquant\u2019anni di storia italiana. Vale la pena leggerlo, vi si trovano delle risposte utili per capire il nostro presente. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La scuola Cattolica &#8220;: il romanzo della generazione diventata adulta negli anni settanta. 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