{"id":3536,"date":"2016-09-19T14:00:33","date_gmt":"2016-09-19T12:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3536"},"modified":"2016-09-19T11:46:05","modified_gmt":"2016-09-19T09:46:05","slug":"rinascere-dalle-macerie-pero-qui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/09\/rinascere-dalle-macerie-pero-qui\/","title":{"rendered":"Rinascere dalle macerie. Per\u00f2 qui!"},"content":{"rendered":"<h2><em>\u201cIl trasferimento sarebbe la fine di tante piccole aziende e di posti di lavoro\u201d<\/em><\/h2>\n<p>Il tamburellare della pioggia sulle tende azzurre, il via vai dei mezzi di soccorso, parabole montate su furgoncini di tv da tutto il mondo, tante telecamere tra i campi di accoglienza di una terra ferita dal terremoto del 24 agosto. La prima fotografia di Pretare, ore 19, campo di accoglienza degli sfollati in questa frazione bomboniera tra i monti Sibillini. \u00c8 da qui che parte l\u2019appello di don Francesco Armandi, parrocco della parrocchia da 47 anni di Santa Maria, in questo paese del Comune di Arquata del Tronto, semidistrutto dal sisma. In una lettera aperta don Francesco chiede la possibilit\u00e0 di prospettare soluzioni alternative all\u2019allontanamento della popolazione dal territorio in cui quelle persone hanno sempre vissuto. Il timore pi\u00f9 grande \u00e8 quello di disperdere l\u2019identit\u00e0 di una comunit\u00e0 che da sempre ha fondato la sua vita sociale su questa terra. Incontriamo il sacerdote che \u00e8 il solido punto di riferimento dei suoi conterranei in un momento in cui sotto quelle macerie sono finite anche le certezze e le prospettive di una vita della comunit\u00e0. \u00abLa popolazione \u00e8 ospitata nel campo della Croce Rossa Marche in attesa di una soluzione ponte per i prefabbricati abitativi &#8211; scrive nel documento don Francesco -. Sembra che il loro futuro immediato sia quello di trasferirsi negli alberghi costieri distanti oltre 100 km da Pretare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Don-Francesco-Armandi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3538\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Don-Francesco-Armandi-169x300.jpg\" alt=\"don-francesco-armandi\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Don-Francesco-Armandi-169x300.jpg 169w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Don-Francesco-Armandi-768x1365.jpg 768w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Don-Francesco-Armandi-576x1024.jpg 576w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Don-Francesco-Armandi.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a>Questo fatto creerebbe la morte di tante piccole aziende e la perdita di lavoro di alcuni operai che lavorano in loco\u00bb.<br \/>\nIl parroco, a cui tutti sono molti legati anche per il suo costante impegno a supporto della popolazione, si fa portavoce delle preoccupazioni dei cittadini del posto che vedono in lui l&#8217;unica speranza a garazia della possibilit\u00e0 che nella loro amata terrapossano rimanere ancora e con lui raccogliere i frammenti della propria esistenza di cui si \u00e8 fatto custode. Il simbolo della voglia di ripartire da subito sta nel gesto di don Francesco che ha chiesto ai vigili del fuoco di estrarre dalle macerie un bellissimo crocefisso che era rimasto incastrato tra le pietre di una delle sue chiese tra le abitazioni lesionate. Cos\u00ec oggi sotto una delle tende del campo di accoglienza don Francesco ha ricreato una chiesetta grazie al supporto della Croce Rossa delle Marche. All&#8217;interno di questi spazio compaiono sulle pareti mosse dal vento i commoventi disegni dei bambini con ritratto il crocefisso salvato dal parroco. Poco dopo il sisma la prima messa e tante altre che hanno visto la massiccia partecipazione della comunit\u00e0 tra i singhiozzi dei fedeli.<br \/>\nSecondo don Francesco che si fa interprete delle voci dei suoi parrocchiani lo spostamento degli abitanti di Pretare in altre localit\u00e0 \u00abcreerebbe &#8211; scrive &#8211; anche un gran disagio ai bambini di et\u00e0 scolastica. I bambini dovrebbero inserirsi in altre classi della costa o come prospettato essere trasportati ogni mattina oltre 100 km per raggiungere la scuola di Arquata e ambedue le soluzioni sono molto discutibili, non solo ma questo \u201ctrasferimento\u201d provocherebbe la perdita di identit\u00e0 di questa piccola comunit\u00e0\u00bb.<br \/>\nCome in antri comuni del Lazio anche Pretare vorrebbe soluzioni alternative per poter rimanere accanto alle abitazioni fino all\u2019arrico dei moduli abitativi. \u00abPretare \u00e8 un paese con oltre 1000 anni di storia, questo lo attestano le chiese che hanno secoli e secoli di storia e hanno anche un grande valore artistico &#8211; afferma il parroco -. Trovare soluzioni alternative non dovrebbe essere molto difficile in quanto la comunit\u00e0 \u00e8 piccola solo per una ventina di famiglie anche perch\u00e9 altre hanno trovato una sistemazione autonoma\u00bb.<br \/>\nTante le storie degli abitanti di Pretare che testimoniano il grande attaccamento al loro paese. C\u2019\u00e8 chi di notte per anni ha costruito a mano i mattoni della propria abitazione, blocchi da dieci ogni sera per vedere sorgere pian piano il sogno di una vita purtroppo oggi incrinato da quelle crepe. Gli assistiti in tenda sono 4500 circa in tutte le regioni, ci sono case agibili. Le comunit\u00e0 sono molto solide ed hanno espresso in maniera differente la necessit\u00e0 di essere ricollocate. Ma Pretare come altre frazioni del Laziale non molla ed \u00e8 un po&#8217; il simbolo di tantissime altre cittadine colpite dal sisma. Sono tantissime le persone che non vorrebbero lasciare queste terre, sotto quelle macerie c&#8217;\u00e8 tutta la loro vita ed oggi in troppi hanno il timore che spente le telcamere del palcoscenico mediatico, andati via i furgoncini delle tv di tutto il mondo si cali il sipario anche su questa tragedia che ha ingoiato le vite di 295 persone con 4.500 sfollati. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl trasferimento sarebbe la fine di tante piccole aziende e di posti di lavoro\u201d Il tamburellare della pioggia sulle tende azzurre, il via vai dei mezzi di soccorso, parabole montate su furgoncini di tv da tutto il mondo, tante telecamere tra i campi di accoglienza di una terra ferita dal terremoto del 24 agosto. 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