{"id":353,"date":"2013-02-06T19:53:54","date_gmt":"2013-02-06T19:53:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=353"},"modified":"2016-01-18T11:19:50","modified_gmt":"2016-01-18T11:19:50","slug":"shomer-ma-mi-lailah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/02\/shomer-ma-mi-lailah\/","title":{"rendered":"\u201cShom\u00e8r ma mi-lailah\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/2013\/02\/shomer-ma-mi-lailah\/elezioni\/\" rel=\"attachment wp-att-354\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-354\" title=\"elezioni\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/elezioni-300x161.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/elezioni-300x161.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/elezioni-1024x549.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/elezioni.jpg 1242w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un verso di Isaia (21,11- 12), <em>Shom\u00e8r ma mi-llailah<\/em> \u00e8 alla base di una delle canzoni pi\u00f9 famose di Francesco Guccini. Il verso \u00e8 misterioso. Tradotto, vuol dire: Sentinella, a quanto della notte, a che punto \u00e8 la notte? Isaia, uno di quei profeti che minacciano in continuazione e lanciano fuoco e fiamme, all\u2019improvviso si lascia andare in questo verso bellissimo e altamente poetico, ad una grande speranza.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La sentinella risponde: La notte sta per finire ma l\u2019alba non \u00e8 ancora arrivata. Tornate, domandate, insistete. Scrive di s\u00e9 Guccini: \u201cC\u2019\u00e8 sempre stata, pudica, sottile, nelle mie canzoni, una domanda sull\u2019infinito, sul senso ultimo delle cose. Ma da agnostico, da vago panteista e spiritualista quale sono, da uomo che non crede nell\u2019esistenza dell\u2019anima ma forse coglie un fondo di infinitezza, di immortalit\u00e0 nel nostro destino, mi fermo alla domanda, all\u2019interrogativo. L\u2019importante \u00e8, per\u00f2, che questa domanda non cessi mai, perch\u00e9 \u00e8 uno dei sintomi preziosi della nostra vitalit\u00e0 come uomini\u201d. Guccini con le sue canzoni \u00e8 stato sempre vicino ad una generazione che non le bastava essere giovane e ribelle ma che tentava davvero di volare e di credere in un mondo diverso. Il cantautore bolognese, agli inizi della sua carriera, era uno dei pochi che parlava di s\u00e9, delle sue esperienze con la vita, della sua ricerca sincera, del rapporto con le cose e la gente. A proposito delle sue canzoni diceva: \u201cSono storie personali di un mio pezzo di mondo e di storia, nei quali si riflettono quegli degli altri; nasce, credo un confronto e un confrontarsi fra queste cose, ma nasce suprattutto un cercare di sapere cosa siamo, cosa facciamo e perch\u00e9, a livello esistenziale\u201d.<\/p>\n<p>Chi nel mondo cattolico ha attraversato, prima da giovane, poi da adulto, tutta la seconda met\u00e0 del secolo scorso, dagli anni sessanta in poi, chiedeva indifferentemente, a don Lorenzo Milani, a don Primo Mazzolari, a Giorgio La Pira, a don Giuseppe Dossetti, a padre Davide Maria Turoldo, a padre Ernesto Balducci, a don Tonino Bello, a che punto era la notte. S\u00ec, per me e per quelli della mia generazione, sono stati un po\u2019 i nostri profeti di cui leggevamo i loro libri, conosciuti anche direttamente i loro volti e ascoltata la loro voce. Chiedevamo a loro quanto tempo dovevamo aspettare per vedere l\u2019alba di giorni nuovi in campo politico, sociale e culturale, nella chiesa e nella societ\u00e0 civile in genere. Venuti a mancare, sembrava, quasi ogni volta, di restare orfani di chi ci aveva aiutato a crescere in tutti i campi, dalla scuola, alla politica. \u201cIl disoccupato e l\u2019operaio d\u2019oggi dovranno uscire dal cinema con la certezza che Ges\u00f9 \u00e8 vissuto in un mondo triste come il loro che ha come loro sentito che l\u2019ingiustizia sociale \u00e8 una bestemmia, come loro ha lottato per un mondo migliore\u201d (Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana).<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 aumentata l\u2019ingiustizia sociale da don Milani ad oggi? Disoccupazione, lavoro precario, quando c\u2019\u00e8, mal pagato, malversazioni d\u2019ogni genere! Il vero spread, ha detto recentemente il Papa, \u00e8 la crescente differenza tra i pochi, sempre pi\u00f9 ricchi, e i molti, sempre pi\u00f9 poveri. Possibile che la politica non riesca a trovare una soluzione? Non ci riesce perch\u00e9, quando non \u00e8 fatta solo per seguire interessi personali e non quelli della collettivit\u00e0 (Polis), sa solo dare risposte ai bisogni del singolo e non a quelli della societ\u00e0 nel suo insieme. Si guarda all\u2019albero e mai al bosco. Il bene comune rimane sempre nell\u2019ombra. Qualcuno, politico, perch\u00e9 non ha fatto mai nulla in vita, diceva qualche tempo fa che, favorendo chi sta gi\u00e0 bene, si aiuta anche chi sta meno bene. Semmai \u00e8 vero proprio il contrario. Chi pi\u00f9 ha, pi\u00f9 deve dare. Ma questo politico, del tutto nuovo, almeno cos\u00ec sembrava, non ha saputo capire che quei lupi sazi della Prima Repubblica sono stati sostituiti, nella cosi detta seconda Repubblica, da lupi altrettanto voraci e molti anche nella sua stretta cerchia di fedelissimi.<\/p>\n<p>Scriveva don Primo Mazzolari: \u00abCi impegniamo per trovare un senso alla vita,\/ a questa vita, alla nostra vita,\/ una ragione che non sia una delle tante ragioni\/ che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore.\/ Si vive una volta sola e non vogliamo essere &#8220;giocati&#8221; in nome di nessun piccolo interesse\u00bb. I piccoli interessi della politica! Sembra che oggi sia solo questo: delegittimare in ogni modo quanto ha fatto in precedenza il proprio avversario politico ed in nome del niente. Ci fossero delle novit\u00e0, ma a tutt\u2019oggi non si vedono n\u00e9 a livello locale n\u00e9 a livello nazionale. Eppure quello che resta da fare \u00e8 domandarsi, chiedere, cercare e trovare insieme delle soluzioni come nel testo della canzone: \u201cLa notte, udite, sta per finire, \/ ma il giorno ancora non \u00e8 arrivato\/ sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato. \/Ma io veglio sempre, perci\u00f2 insistete, \/ voi lo potete: ridomandate! \/Tornate ancora se lo volete, non vi stancate!\/ Ma ora capisco il mio non capire,\/ che una risposta non ci sar\u00e0\/ che la risposta sull\u2019avvenire\/ \u00e8 in una voce che chieder\u00e0:\/ &#8211; Shom\u00e9r ma mi-llailah?\/ Shom\u00e9r ma mi-lell?\/ Shom\u00e9r ma mi-llailah, ma milell?\u201d (F. Guccini). \u2022<\/p>\n<p>Raimondo Giustozzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un verso di Isaia (21,11- 12), Shom\u00e8r ma mi-llailah \u00e8 alla base di una delle canzoni pi\u00f9 famose di Francesco Guccini. Il verso \u00e8 misterioso. Tradotto, vuol dire: Sentinella, a quanto della notte, a che punto \u00e8 la notte? 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