{"id":3456,"date":"2016-09-15T15:00:22","date_gmt":"2016-09-15T13:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3456"},"modified":"2024-11-06T16:58:42","modified_gmt":"2024-11-06T15:58:42","slug":"ritratti-isabel-gonzalez-de-aledo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/09\/ritratti-isabel-gonzalez-de-aledo\/","title":{"rendered":"RITRATTI: Isabel Gonzalez de Aledo"},"content":{"rendered":"<p>Il Gran Caff\u00e8 Belli di Fermo, riaperto da un giovane che scommette su accoglienza e qualit\u00e0, ospita in questi giorni una pittrice. Isabel Gonzalez de Aledo \u00e8 spagnola\/romana e marchigiana\/fermana. Quadri che interrogano, i suoi. Pongono domande primordiali e persistenti: a che vale la vita, in cosa consiste l&#8217;uomo?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo fanno con colori tenui e forti. Cogliendo un dramma, anzi, una tragedia: il viaggio dei disperati, gli immigrati-profughi: chi s&#8217;avvinghia al barcone, chi cammina come smarrito, chi volto sembra non avere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00abQuesta mostra \u201cApprodare\u201d &#8211; spiega Isabel &#8211; cosi come le due precedenti: \u201cSe hace camino al andar\u201d (che \u00e8 il titolo di una nota poesia di Antonio Machado dedicata a chi dovette emigrare in Europa a causa della guerra civile spagnola, letteralmente \u201cil cammino si fa nel camminare\u201d), e \u201cAlla Deriva\u201d, nascono dall\u2019esigenza di condividere con gli altri le mie sensazioni ed emozioni di fronte al fenomeno della migrazione. Quando ho fatto il primo quadro su questo tema \u201cDeserto di parole\u201d non pensavo che sarebbe stato il primo di una lunga serie\u00bb. Invece, le cose sono andate diversamente. \u00abEra settembre 2015 e completavo allora i quadri per la mostra \u201cDe paso\u201d\u00bb. Le valigie erano il tema dominante. \u00abUna valigia \u00e8 sempre uguale a se stessa, ci\u00f2 che muta \u00e8 il suo contenuto. Le nostre valigie, che un tempo contenevano i nostri beni preziosi, ci sopravvivono diventando a loro volta contenitori vuoti. Quasi a voler dimostrare che nulla si accumula in vita, che valga la pena di portare con s\u00e9 per l\u2019eternit\u00e0. Conterranno per\u00f2, per sempre, noi stessi: i nostri ricordi, i nostri sogni, le nostre idiosincrasie e i nostri sentimenti\u00bb. L&#8217;intento era \u00abrappresentare l\u2019effimero delle nostre vite per capire quanto siamo davvero di passaggio\u00bb.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dalle valigie ai profughi il passo \u00e8 stato conseguenziale. Seguire idealmente il loro cammino forzato \u00e8 stato come \u00abriflettere sui temi della solidariet\u00e0, pace, convivenza, accoglienza, parallelamente alla sicurezza, xenofobia, paura dell\u2019ignoto, intransigenza\u00bb.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Barconi, migranti, profughi. \u00abColpita dall\u2019immensit\u00e0 del fenomeno, non ho saputo resistere all\u2019esigenza di dar forma e colore ai miei sentimenti e sensazioni. Con i lavori raccolti in questa mostra posso solo immaginare ci\u00f2 che pervade l\u2019essere umano nel mettersi in cammino verso l\u2019ignoto\u00bb. In alcuni dipinti appaiono i giornali.  \u00abSiamo sommersi da fiumi di parole sui quotidiani ma nulla si arresta. Per questo motivo sono proprio i giornali a fare da sfondo: giornali in italiano, inglese, greco, ebraico, arabo, urdu, iraniano, singaporese, palestinese\u2026 non importa la lingua, le parole a volte rimangono solo parole\u00bb. Altri quadri invece hanno \u00ablo sfondo nero come le notti all\u2019aperto, oppure blu come il mare della traversata. In ogni caso non raffigurano le persone, solo le vesti che le ricoprono \u2026 e se fossimo noi nei loro panni?\u00bb.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma cos&#8217;\u00e8 la bellezza per Isabel? Parafrasando Adriano Celentano, risponde: \u00abCi\u00f2 che ti riempie gli occhi ed il cuore, e d\u00e0 senso alla tua vita\u00bb. Aggiungendo del suo: \u00abLa bellezza \u00e8 l\u2019immagine che raccogliamo con gli occhi, conserviamo nei nostri cuori e ci fa scoprire il bello dentro di noi\u00bb.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Isabel Gonzalez de Aledo \u00e8 nata a Madrid il 10 ottobre del 1960. Abita a Roma dal 1983. \u00abSpagnola per nascita e giovinezza, romana per anni di vita felice e marchigiana perch\u00e9 la terra d\u2019origine di quelli che amo di pi\u00f9\u00bb. \u00a0<\/em><em>Si \u00e8 laureata in Economia all\u2019Universit\u00e0 Complutense di Madrid. Dal 2011 frequenta la RUFA (Rome University of Fine Arts) all corso libero di pittura con il Maestro Fabrizio dell\u2019Arno. La passione le \u00e8 venuta spontanea crescendo in una famiglia di pittori\u2026 \u00abmio padre ed uno dei fratelli \u2013 precisa &#8211; in modo professionale, mia madre ed altri fratelli (siamo in 7) come diletto\u00bb. Isabel dipinge in modo sistematico dal 2012. E&#8217; molto legata al fermano.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Gran Caff\u00e8 Belli di Fermo, riaperto da un giovane che scommette su accoglienza e qualit\u00e0, ospita in questi giorni una pittrice. Isabel Gonzalez de Aledo \u00e8 spagnola\/romana e marchigiana\/fermana. Quadri che interrogano, i suoi. Pongono domande primordiali e persistenti: a che vale la vita, in cosa consiste l&#8217;uomo? 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