{"id":3433,"date":"2017-01-26T12:00:49","date_gmt":"2017-01-26T11:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3433"},"modified":"2024-11-06T16:55:33","modified_gmt":"2024-11-06T15:55:33","slug":"pacifico-dercoli-e-andrea-del-zozzo-quando-la-passione-diventa-arte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2017\/01\/pacifico-dercoli-e-andrea-del-zozzo-quando-la-passione-diventa-arte\/","title":{"rendered":"Pacifico D\u2019Ercoli e Andrea Del Zozzo: quando la passione diventa arte"},"content":{"rendered":"<p>Strana coincidenza incontrare Pacifico D\u2019Ercoli e Andrea Del Zozzo proprio nella Giornata mondiale della Fotografia. Mi ricevono cordialmente nella sede della Fototeca di Altidona centro, in via Bertacchini ex Ospedale del paese e successivamente Scuola Materna. Attualmente lo stabile, bello anche dal punto di vista architettonico, ospita alcune Associazioni, tra queste l\u2019Associazione Culturale Altidona Belvedere. Tutto nasce dalla passione per la fotografia, una passione che accomuna molti. \u00c8 oramai un&#8217;attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 diffusa supportata anche da nuovi dispositivi sempre pi\u00f9 sofisticati.<br \/>\nPacifico ed Andrea sono molto occupati, hanno da sistemare la stanza che ospiter\u00e0 del materiale fotografico in arrivo e molto prezioso ma gentilmente trovano del tempo da dedicarmi. La sala riunioni custodisce armadi a vetro in cui si conservano pezzi unici, alle pareti foto in bianco e nero che sembrano quadri. Ho tante domande da proporre, la prima fra tutte riguarda gli inizi.<br \/>\nL\u2019associazione Culturale Altidona Belvedere apre ufficialmente i battenti nel novembre 2003 anche se informalmente i primi passi li muove alla fine degli anni \u201990.<br \/>\nIl come e il perch\u00e9 tutto abbia avuto origine, lo racconta Pacifico quando mi parla dell\u2019incontro con una figura fondamentale della cultura artistica tedesca, Joachim Blueher, prima gallerista e da pi\u00f9 di dieci anni direttore dell\u2019Accademia di cultura tedesca \u201cVilla Massimo\u201d di Roma. \u201cDa lui abbiamo appreso i rudimenti della tecnica di allestimento delle mostre fotografiche, le prime realizzate con pochissimi mezzi e molta buona volont\u00e0. Grazie al suo interessamento dal 1999 al 2004 \u00e8 stato possibile dar vita, in collaborazione con il Comune, a un originale progetto che ogni anno ha visto in Altidona la presenza di un importante fotografo tedesco con una sua mostra e la realizzazione di un reportage. Oltre alle cinque personali, i fotografi ospitati hanno reso possibile l\u2019allestimento, nel 2004, di una grande mostra che ha raccolto una selezione delle immagini pi\u00f9 significative del territorio e della sua gente\u201d.<br \/>\nMa i componenti l\u2019Associazione non si fermano e la loro programmazione \u00e8 attenta a nuove proposte, a nuove idee.<br \/>\n\u201cDal 2005 si d\u00e0 l\u2019 avvio ad una lunga serie di Mostre dedicate ai pi\u00f9 grandi nomi della fotografia italiana: Uliano Lucas, Letizia Battaglia, Tano D&#8217;Amico, Romano Cagnoni, Francesco Cito, Mario Dondero, Ugo Mulas, Monika Bulaj, Fausto Giaccone, Danilo De Marco, Romano Folicaldi. Nel corso degli anni l\u2019Associazione Altidona Belvedere realizza: 16 mostre estive dedicate ai maestri della fotografia italiana e internazionale, 6 mostre su temi sociali inserite nel programma del premio letterario Paolo Volponi, 22 mostre di interesse locale frutto di progetti fotografici, pittura e di altre forme di espressione artistica, 17 corsi di fotografia alcuni dei quali dedicati a studenti delle scuole di ogni ordine e grado, 9 cicli di proiezioni dedicate al cinema, 14 incontri, proiezioni e workshop con importanti fotografi italiani, 6 produzioni di video, documentari e reportages, 13 spettacoli teatrali autoprodotti, 18 serate di proiezioni e incontri tematici, 14 concorsi fotografici in parte destinati ai giovani nell&#8217;ambito di progetti di educazione all&#8217;immagine.<br \/>\nNel 2007 l\u2019Associazione \u00e8 sostenuta finanziariamente dalla legge 75 e avvia un archivio del territorio con l\u2019intento di raccogliere e conservare le fotografie storiche. Su questo embrione nel 2011. La Provincia di Fermo costituisce in collaborazione con il Comune di Altidona e l\u2019Associazione Belvedere, la Fototeca provinciale. Si raccolgono documenti e foto della storia locale e non solo. L\u2019Archivio comprende ben ottocentomila immagini e supporti fotografici ancora da inventariare e catalogare tra cui l\u2019archivio di Mario Dondero. Ci si avvale del volontariato ma anche della preparazione tecnica di professionisti del territorio quali Diego Pizi di San Benedetto del Tronto tecnico della digitalizzazione e del restauro fotografico. La fototeca ha potuto accedere a dei fondi grazie all\u2019interessamento dell\u2019Assessore alla cultura di Fermo prof. Giuseppe Bondonno e alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Fermo. Attualmente i fondi sono momentaneamente in attesa di essere erogati per il passaggio delle competenze dalla provincia alla Regione.<br \/>\nNel salire alla stanza dove mi trovo sia con Andrea che Pacifico, responsabili dell\u2019Associazione, lungo le scale non posso fare a meno di notare le immagini che si riferiscono alle varie Mostre realizzate e tutte estremamente interessanti. Non posso non citarle anche sommariamente:<\/p>\n<p><em>1999 Ulrich Weichert: \u201cIl vuoto dell&#8217;inizio\u201d <\/em><\/p>\n<p>Subito dopo l&#8217;abbattimento del muro di Berlino il Governo Tedesco incarica Ulrich Weichert di realizzare un reportage sulla Germania dell&#8217;Est. Dopo dieci anni le foto pi\u00f9 significative sono state presentate nella mostra organizzata nell\u2019estate del 1999 ad Altidona<\/p>\n<p><em>2000 Thomas Rabsch: \u201cRitratti recenti\u201d <\/em><\/p>\n<p>Opere originali di un fotografo di grande talento impegnato oltre che nei reportage dai punti caldi del mondo, in un&#8217;intensa attivit\u00e0 come ritrattista. Originale e creativo, \u00e8 conosciuto anche come produttore di immagini per cover di cd e come fotografo di scena dei set cinematografici.<\/p>\n<p><em>2001 Jaro Poncar: \u201cPanorami\u201d <\/em><\/p>\n<p>Fotografo internazionale, di origine ceca \u00e8 molto stimato. Le sue fotografie panoramiche sono state esposte in alcune tra le pi\u00f9 importanti gallerie europee e americane e sono state oggetto di numerose pubblicazioni. Ha svolto e svolge attivit\u00e0 di documentazione fotografica per organismi mondiali come l&#8217;Unesco.<\/p>\n<p><em>2002 Martin Classen: \u201cDa Palermo a Venezia\u201d <\/em><\/p>\n<p>E\u2019 un fotografo specializzato in paesaggi e architetture. Dalla fine degli anni &#8217;80 realizza alcuni reportage in Italia. Molto significative sono le fotografie scattate in Sicilia negli anni 1995 \u2013 1997 dove documenta l&#8217;abbandono di monumenti di grande valore artistico e realizza delle mirabili immagini dei luoghi del terremoto del Belice.<\/p>\n<p><em>2003 Benjamin Katz: \u201cVita d&#8217;artista\u201d <\/em><\/p>\n<p>Artista nella Bruxelles e nella Berlino dei tardi anni &#8217;50, diviene gallerista a Berlino negli anni &#8217;60. Nei primi anni &#8217;70 sceglie di fare il fotografo. Quarant&#8217;anni di intenso lavoro fotografico hanno contribuito a creare un significativo corpus di riprese. Noto a livello internazionale, in cui tutti, proprio tutti i pi\u00f9 noti artisti della nostra epoca sono ritratti in momenti particolarmente significativi della loro vita.<\/p>\n<p><em>2004 Ulrich Weichert, Jaro Poncar, Martin Classen, Benjamin Katz: \u201cEntrare in Altidona o giriamoci intorno\u201d <\/em><\/p>\n<p>In collaborazione con l&#8217;Amministrazione Comunale, i quattro fotografi sono stati ospitati in Altidona dove hanno realizzato, negli ultimi cinque anni, una grande quantit\u00e0 di immagini sia degli abitanti che del territorio. La mostra, che ha ottenuto tra l&#8217;altro il patrocinio dell&#8217;Ambasciata Tedesca di Roma, ha raccolto una selezione delle immagini pi\u00f9 significative. L&#8217;iniziativa ha avuto un gran numero di visitatori e articoli sulla stampa locale e nazionale.<\/p>\n<p>L\u2019associazione culturale Altidona Belvedere ha avviato nel 2005 un nuovo progetto dedicato ai grandi fotoreporter italiani e internazionali. L\u2019iniziativa si realizza con la collaborazione dell\u2019Amministrazione Comunale e della Pro Loco. Giunta alla diciassettesima edizione ha ospitato negli anni scorsi grandi nomi del fotoreportage.<\/p>\n<p><em>2005 Uliano Lucas, &#8220;La vita e nient&#8217;altro&#8221; <\/em><\/p>\n<p>una selezione di 60 immagini scattate dal grande reporter italiano che documentano i momenti salienti degli ultimi trent\u2019anni della storia nazionale e internazionale.<\/p>\n<p><em>2006 Letizia Battaglia, &#8220;Siciliana&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Letizia Battaglia, fotografa di livello internazionale \u00e8 stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, il prestigioso Premio Eugene Smith. Tra i tanti riconoscimenti il premio Mother Johnson Achievement for Life,\u00a0 tributatole nel 1999. Passione, giustizia e libert\u00e0 sono tre parole che riassumono assai bene l\u2019immagine di Letizia Battaglia, palermitana, fotografa, giornalista, editrice, assessore nella Giunta di Leoluca Orlando. <em>2007 Tano D&#8217;Amico, &#8220;Memoriale&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Memoriale, titolo preso in prestito da una famosa opera di Volponi. La mostra ha offerto un interessante spaccato del lavoro artistico di Tano D\u2019Amico, uno tra i pi\u00f9 qualificati fotoreporter italiani, fotografo di forte impegno civile, che ha particolarmente documentato le esperienze dei movimenti di contestazione, di solidariet\u00e0 e per i diritti. Le fotografie esposte sono state suddivise in due sezioni: una dedicata agli anni<\/p>\n<p>Settanta e, in particolare, al &#8217;77 e una seconda dedicata al lavoro e ai giovani tra gli anni &#8217;90 e il 2000.<\/p>\n<p><em>2008 Francesco Cito, &#8220;Oltre lo sguardo&#8221; e \u201cCartoline da Napoli\u201d <\/em><\/p>\n<p>L\u2019esposizione, divisa in due sezioni, ha presentato un centinaio di fotografie dedicate a due temi molto cari a Francesco Cito: i reportage di guerra (Afganistan, Guerra del Golfo, Albania, Iraq) e Napoli con i suoi problemi sociali. Famosi sono i suoi reportage su Napoli. Ha collaborato e collabora con i maggiori giornali italiani e internazionali.<\/p>\n<p><em>2009 Romano Cagnoni, &#8220;Ad ampio raggio&#8221; <\/em><\/p>\n<p>E\u2019 uno dei pi\u00f9 importanti fotografi italiani, conosciuto e apprezzato a livello internazionale. L\u2019esposizione di cinquanta immagini suddivise in quattro sezioni che hanno proposto i reportage realizzati in: Cecenia, in Yugoslavia, e in Vietnam del Nord. Un quarto capitolo, intitolato Con brio, conteneva immagini con tematiche sociali pi\u00f9 leggere.<\/p>\n<p><em>2010 Mario Dondero, \u201cSenza confini\u201d <\/em><\/p>\n<p>Foto note e inedite riguardanti reportage realizzati in varie parti del mondo, ritratti di artisti, scatti che ripropongono momenti del Sessantotto in varie citt\u00e0 d\u2019Europa, volti di gente comune in cinquant\u2019anni di viaggi, impegno civile e sociale, di incontri con donne e uomini straordinari. \u201cL\u2019intellettuale dell\u2019immagine\u201d cos\u00ec \u00e8 stato recentemente definito Mario Dondero sul National Geographic.<\/p>\n<p><em>2010 Uliano Lucas, &#8220;Le forme del lavoro&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Cinquanta immagini di Uliano Lucas, che da pi\u00f9 di trent\u2019anni rappresenta con impegno e sensibilit\u00e0 le realt\u00e0 italiane del lavoro registrandone le trasformazioni, nell\u2019ambito del Premio Letterario Nazionale \u201cPaolo Volponi\u201d, Letteratura e Impegno Civile.<\/p>\n<p><em>2011 Ugo Mulas, &#8220;Dall\u2019est all\u2019ovest, Russia 1960, America 1964&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Una delle figure pi\u00f9 importanti della fotografia internazionale del secondo dopoguerra. Noto come \u201cil fotografo degli artisti\u201d \u00e8 stato anche un grande fotografo di moda, gioielli, teatro e architettura.<\/p>\n<p><em>2011 &#8220;Clear Light&#8221; <\/em><\/p>\n<p>La mostra CLEAR LIGHT curata da Giovanna Calvenzi, Melina Mulas (che da anni collabora con il governo tibetano in esilio) e Laura Serani, che comprende cinquantacinque opere di altrettanti fotografi italiani, tra i pi\u00f9 noti a livello internazionale e tra i pi\u00f9 rappresentativi del panorama artistico in Italia, dal dopoguerra ad oggi.<\/p>\n<p><em>2012 Monika Bulaj, &#8220;Gente di Dio&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Un viaggio nel sacro dell\u2019Est Europa, tra il Baltico, il Mar Nero, Il Caspio e il Mediterraneo, alle frontiere della spiritualit\u00e0 orientale, in bilico fra cristianesimo, islam ed ebraismo.<\/p>\n<p><em>2012 Luca Gavagna, &#8220;Otto ore&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Otto sono le ore che le persone di molti paesi dedicano ogni giorno al lavoro. Otto sono le ore che molte persone vorrebbero poter dedicare al lavoro. Otto sono le ore che le persone di alcuni paesi ritengono essere eccessive da dedicare al lavoro.<\/p>\n<p><em>2013 Fausto Giaccone, &#8220;Tracce di storia&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Con una cinquantina di immagini Tracce di storia propone alcuni dei temi raccontati da Fausto Giaccone nel suo lavoro artistico: Sicilia, Sardegna, il &#8217;68 a Roma, l&#8217;Isola di Wight, il Portogallo e la Rivoluzione dei Garofani, alcune immagini tratte dai vari reportage realizzati in giro per il mondo, fino agli ultimi lavori:\u00a0 sul paese veneto di Cavallino Treporti e &#8220;Macondo&#8221;, un reportage realizzato sui luoghi di Gabriel Garcia Marques.<\/p>\n<p><em>2013 &#8211; &#8220;Decennale, immagini del Volponi&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Il premio, per il fermano, oltre ad essere un fatto letterario \u00e8 stato anche occasione di incontro, aggregazione, socialit\u00e0. I fotografi fermani hanno documentato eventi, personaggi, incontri di un percorso culturale collettivo, fatto di impegno, valori, emozioni. La mostra, che la fototeca ha realizzato, \u00e8 memoria di tanti e di un territorio che, nel nome di Paolo Volponi e della cultura, non si ritrae dalle contraddizioni della realt\u00e0 e dalla battaglia per realizzarla.<\/p>\n<p><em>2014 Danilo De Marco, &#8220;Terre del finimondo&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Uomini, donne, anziani e bambini colti dall&#8217;occhio partecipe di un maestro che prima di fotografare osserva, ascolta, condivide frammenti di vita per catturare, con rispetto ed umilt\u00e0, le infinite suggestioni e gli echi di questa variegata umanit\u00e0 di India, Cina, Messico, Zanzibar, Brasile, Congo, Colombia.<\/p>\n<p><em>2014 Ennio Brilli, Italia profonda, viaggio dentro la crisi del Sulcis <\/em><\/p>\n<p>Questi villaggi del Sulcis ricordano quelli inglesi descritti da Cronin e da Orwell, gli inferni di Montsou raccontati da Zola, cuore nobile e antico del proletariato.<\/p>\n<p><em>2015 Romano Folicaldi, &#8221; A tutti quelli che\u2026 se non ci fossero mica stati loro, queste fotografie non le avrei fatte, oh yes! Cinque ricordi di Romano Folicaldi&#8221; <\/em><\/p>\n<p>In questi anni Altidona Belvedere ha promosso pi\u00f9 di una iniziativa nelle Scuole con l\u2019obiettivo di giungere a una migliore integrazione tra la specificit\u00e0 della parola e quella dell\u2019immagine fotografica. La mostra di Romano Folicaldi, articolata in una serie di ricordi in cui, le parole e le immagini strutturano, anche emotivamente, il mondo della memoria condividendola con il visitatore. I luoghi\u00a0 sono le Valli di Comacchio, Venezia, Macerata e Fermo.<\/p>\n<p><em>2016\u00a0 le Marche di Mario Dondero<\/em><\/p>\n<p>La mostra \u00e8 stata prodotta dalla Fototeca Provinciale di Fermo in collaborazione con l&#8217;Associazione Terroir Marche. Raccoglie 55 scatti inediti realizzati da Mario Dondero nella nostra regione. E&#8217; un percorso che si arricchisce grazie al lavoro di riordino e inventario sul quale la Fototeca sta lavorando da un paio di anni.<\/p>\n<p><em>Dal 2011 al 2015 l\u2019Associazione ha realizzato, in collaborazione con l&#8217;associazione \u201cIn-divenire\u201d <\/em>di San Benedetto del Tronto, cinque edizioni del concorso di Narrativa Breve destinato agli Istituti d\u2019Istruzione di secondo grado delle province di Ascoli Piceno e Fermo. \u201cRiflessi di scrittura\u201d ha avuto un clamoroso successo: nell&#8217;ultima edizione ha raccolto quasi 300 iscrizioni e il 23 febbraio 2015, giorno della prova del concorso, ha visto nelle varie sedi, la partecipazione effettiva di pi\u00f9 di 200 studenti. La premiazione \u00e8 avvenuta all\u2019Auditorium di S. Benedetto del Tronto con pi\u00f9 di 200 presenti oltre ad autorit\u00e0 della politica, della scuola e della cultura. Da due anni l&#8217;Associazione Altidona Belvedere e la Fototeca Provinciale di Fermo sono tra i fondatori della Rete Fotografica Marche che raccoglie le pi\u00f9 importanti e attive associazioni regionali del settore fotografico. Con l&#8217;associazione Blow up di Grottammare ha organizzato nel 2015 la prima edizione di &#8220;Il corto vive&#8221;, rassegna di cortometraggi di autori marchigiani. Con l&#8217;Ecomuseo della Valle dell&#8217;Aso nel progetto di valorizzazione storica e culturale del territorio di competenza. Con l&#8217;associazione Tandem ha realizzato la terza edizione del concorso fotografico &#8220;Riflessi di fotografia&#8221; destinato agli studenti degli istituti d&#8217;istruzione superiore delle province di Ascoli Piceno e Fermo e Macerata.<\/p>\n<p>Di cose da dire ancora ce ne sarebbero davvero tantissime e richiederebbero maggiore spazio.\u00a0 Ringrazio Pacifico e Andrea per il tempo dedicatomi e invito chiunque ami il bello e l\u2019arte a visitare le Mostre che si terranno in futuro non solo ad Altidona ma in giro per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strana coincidenza incontrare Pacifico D\u2019Ercoli e Andrea Del Zozzo proprio nella Giornata mondiale della Fotografia. Mi ricevono cordialmente nella sede della Fototeca di Altidona centro, in via Bertacchini ex Ospedale del paese e successivamente Scuola Materna. 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