{"id":3375,"date":"2016-07-27T18:00:37","date_gmt":"2016-07-27T16:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3375"},"modified":"2024-11-06T16:50:19","modified_gmt":"2024-11-06T15:50:19","slug":"il-tragico-interpella-la-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/07\/il-tragico-interpella-la-fede\/","title":{"rendered":"Il tragico interpella la fede"},"content":{"rendered":"<h2><em>Il dolore del mondo a Dacca, Puglia, Nizza, Turchia<\/em><\/h2>\n<p>Anche la morte \u00e8 entrata nel vortice di una velocit\u00e0 che sta sempre pi\u00f9 erodendo il tempo del pensiero.<br \/>\nLe notizie si scavalcano in una impressionante rimozione o riduzione di quanto era accaduto solo qualche ora prima.<br \/>\nUna velocit\u00e0 senza limiti costringe anche le donne, gli uomini, gli strumenti della comunicazione a correre, continuamente correre, forsennatamente correre.<br \/>\nE cos\u00ec la mente e il cuore dell\u2019uomo vengono sottoposti a uno stress mai provato in precedenza.<br \/>\nLe immagini da Dacca, dalla Puglia, da Nizza, dalla Turchia, per citare solo le ultime, si sono inanellate nel filo dell\u2019orrore, del raccapriccio, del dolore, della disperazione.<br \/>\nSi segue tutto con il cuore in gola, con tanti perch\u00e9 che in parte trovano risposta e in parte rimangono sospesi.<br \/>\nL\u2019alta velocit\u00e0 dei fatti e della cronaca impedisce o rende difficile incontrare una risposta.<br \/>\nManca una sosta in cui poter ritrovare se stessi dopo la bufera che ha sconvolto e piegato.<br \/>\nCos\u00ec tra le domande pi\u00f9 graffianti rimane con insistenza quella sul dolore innocente.<br \/>\nNei giorni scorsi veniva trasmessa in televisione un\u2019intervista con Umberto Veronesi il quale ribadiva che il dolore innocente era il motivo del suo sentire Dio lontano dall\u2019uomo.<br \/>\nVeronesi, al compiere dei 90 anni d\u2019et\u00e0, argomentava lasciando intuire pi\u00f9 una ricerca in corso che una conclusione definitiva perch\u00e9 davvero sconfinata \u00e8 la domanda sul dolore innocente attorno al quale si sono scritte pagine di straordinaria intensit\u00e0.<br \/>\nLo racchiude, questo dolore, l\u2019immagine del corpo di un bimbo morto e coperto da un telo. Qualcuno ha lasciato accanto un peluche che probabilmente il piccolo teneva in mano.<br \/>\nDiceva un fotoreporter, inviato di guerra, che un\u2019immagine rispettosa e delicata come questa pu\u00f2 comunicare pi\u00f9 di tante altre la realt\u00e0 di una strage cos\u00ec come quella di una madre abbracciata alla bara della figlia pu\u00f2 ben riassumere una tragedia ferroviaria.<br \/>\nImmagini che rilanciano, con una tenerezza graffiante, la domanda sul dolore innocente.<br \/>\nVeronesi ha la sua risposta condivisa da molti altri: Dio \u00e8 lontano.<br \/>\nForse questa risposta va interpretata come una buona provocazione da chi afferma che non \u00e8 cos\u00ec, che Dio non \u00e8 lontano, che Dio non \u00e8 responsabile di tanta sofferenza, che Dio \u00e8 sotto tutti i teli di Nizza.<br \/>\nDi fronte al dolore innocente, al dolore cosmico di questi giorni, il cristiano non deve forse sentirsi chiamato a trovare parole vere per dire, a se stesso prima che agli altri, le ragioni della speranza che \u00e8 in lui? Parole che non possono venire da un copia e incolla.<br \/>\nCi sono parole, o silenzi, che vengono da quel tremore e timore che nasce alla soglia del mistero del dolore innocente, ai piedi di una croce dalla quale il dolore innocente si affaccia sul mondo.<br \/>\nIn questa sosta, dove il timore e il tremore non sono emozioni ma sono incontro con il mistero, le parole possono prendere sapore umano e cos\u00ec accompagnare una ricerca, suggerire la direzione per giungere all\u2019incontro con la risposta.<br \/>\nFermarsi in questo incrocio della storia, dove per molte persone le parole diventano preghiera, aiuta ad alzare lo sguardo e scoprire che la croce non segna la fine del percorso ma apre all\u2019orizzonte del tutto inatteso e sorprendente della gioia.<br \/>\nLibere dal condizionamento dell\u2019alta velocit\u00e0 della cronaca, le parole potranno anche trovare la concretezza delle azioni perch\u00e9 non accada mai pi\u00f9 che un bimbo venga ucciso mentre ancora nei suoi occhi spalancati si riflettevano le luci della festa, non accada mai pi\u00f9 che un bimbo morto in mare venga portato a riva non dalle mani dell\u2019uomo ma dalla tenerezza delle onde e non avvenga mai pi\u00f9 che il futuro condiviso di un ragazzo e di una ragazza si frantumi nello schianto sui binari. Il timore e il tremore di fronte al dolore innocente non sono segni di resa e di rassegnazione.\u2022<\/p>\n<p>Paolo Bustaffa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dolore del mondo a Dacca, Puglia, Nizza, Turchia Anche la morte \u00e8 entrata nel vortice di una velocit\u00e0 che sta sempre pi\u00f9 erodendo il tempo del pensiero. Le notizie si scavalcano in una impressionante rimozione o riduzione di quanto era accaduto solo qualche ora prima. 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