{"id":3303,"date":"2016-07-11T15:00:20","date_gmt":"2016-07-11T13:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3303"},"modified":"2016-07-08T14:01:53","modified_gmt":"2016-07-08T12:01:53","slug":"smerillo-il-tutto-nel-frammento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/07\/smerillo-il-tutto-nel-frammento\/","title":{"rendered":"Smerillo: il tutto nel frammento"},"content":{"rendered":"<h2><em>Festival a Smerillo dal 16 al 24 Luglio con tanti ospiti illustri e con proposte culturali stimolanti e affascinanti da non perdere.<\/em><\/h2>\n<p>Smerillo. \u00c8 come se il sapore del tempo andato, del buon tempo andato, e un sogno che fatica a mutarsi in risveglio, mi legassero ancora a quella terra, a quei boschi, a quei ruscelli, a quei fiori, a quelle atmosfere arcadiche e idilliache. Tutto, dunque, cos\u00ed fuori tempo? Tutto cos\u00ed datato, troppo datato, superato, manieristico?<br \/>\nAl pari del virgiliano pastore Melibeo, tanti anni fa lasciai Smerillo, e sento mie le struggenti elegiache espressioni del poeta mantovano:<br \/>\n\u201cTityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi \/ silvestrem tenui musam meditaris avena; \/ nos patriae finis ed dulcia linquimus arva; \/ nos patriam fugimus; tu, Tityre, lentus in umbra, \/ formosam resonare doces Amaryllida silvas.\u201d<br \/>\n\u201cTitiro, tu riposando sotto un grande faggio \/ componi una melodia silvestre con il flauto sottile; \/ noi lasciamo la patria terra e i dolci campi; \/ noi fuggiamo la patria; tu, Titiro, sdraiato nell\u2019ombra \/ insegni ai boschi a riecheggiare il nome della bella Amarillide.\u201d Virgilio, I Bucolica.<br \/>\nA Smerillo, canta a sua volta Titiro, c\u2019\u00e8 quanto pu\u00f2 assicurare la quiete dello spirito: i doni essenziali e miti della natura, che placano l\u2019attesa dolorosa della pi\u00fa dolorosa partenza. E i doni, aggiungo, che placano l\u2019animo in quel \u2018frattempo\u2019 che si dispiega tra ogni \u2018adesso\u2019 e il mistero di ogni partenza:<br \/>\n\u201cSunt nobis mitia poma, \/ castaneae molles et pressi copia lactis; \/ et iam summa procul villarum culmina fumant, \/ maioresque cadunt altis de montibus umbrae.\u201d<br \/>\n\u201cAbbiamo teneri pomi, \/ morbide castagne e abbondanza di latte cagliato; \/ lontano fumano i camini sui tetti delle ville \/ e vaste ombre cadono dalle alte montagne.\u201d Virgilio, Bucolica I.<br \/>\nI doni di natura sono sempre graditi lass\u00fa, pur se: \u201cHorrifice fertur divinae matris imago.\u201d (\u201cTerrifica si erge l\u2019immagine della divina madre.\u201d Lucrezio, De rerum natura, Libro II) e \u201cStant et iuniperi et castaneae hirsutae.\u201d (\u201cVi crescono ginepri e castagni dai ricci spinosi.\u201d Virgilio, Bucolica VII).<br \/>\nA Smerillo, Titiro \u2013 \u00e8 ancora Melibeo che parla \u2013 \u201cpotr\u00e0 attingere l\u2019ombrosa frescura tra i familiari corsi d\u2019acqua e le sacre sorgenti; mentre sotto l\u2019alta rupe canter\u00e0 al vento il potatore\u201d:<br \/>\n\u201cHic inter flumina nota \/ et fontis sacros frigus captabis opacum. \/ Hinc alta sub rupe canet frondator ad auras.\u201d Virgilio, Bucolica I.<br \/>\nVi si trovano pascoli come quelli \u201cche il Menalo adombra celando il sole con l\u2019alta vetta declive, dipinti dal vario colore dei fiori e delle erbette. Coperto da fronde di salici, un umile ruscello li circonda, e irrora le rive con le onde perpetue scaturite dalla sommit\u00e0 della costa; senza fatica, per scorrere calmo, si \u00e8 fatto via delle acque che il monte fa sgorgare dall\u2019alto. Qui Mopso, mentre i giovenchi giocano sui morbidi prati, contempla festante le opere degli uomini e degli dei: indi nelle canne della zampogna racchiude interiori esultanze, s\u00ed che gli armenti seguano la dolce melodia, scendano dal monte verso i campi ammansiti i leoni, refluiscano le onde, si inchinino il Menalo e le fronde della selva.\u201d<br \/>\n\u201cPascua sunt ignota tibi que Menalus alto \/ vertice declivi celator solis inumbrat, \/ herbarum vario florumque inpicta colore. \/ Circuit hec humilis et tectus fronde saligna \/ perpetuis undis a summo margine ripas \/ rorans alveolus, qui, quas mons desuper edit, \/ sponte viam, qua mitis eat, se fecit aquarum. \/ Mopsus in his, dum lenta boves per gramina ludunt, \/ contemplatur ovans hominum superumque labores: \/ inde per inflatos calamos interna recludit \/ gaudia sic ut dulce melos armenta sequantur, \/ placatique ruant campis de monte leones, \/ et refluant undae, frondes et Menala nutent.\u201d Dante, Egloga I.<br \/>\nMa non \u00e8 solo un irrealizzabile desiderium temporis acti che ai miei occhi consacra Smerillo. Non solo una volutt\u00e0 di ritorno impossibile a una personale e mai esistita et\u00e0 dell\u2019oro, o il vagheggiamento di un paradiso perduto. Non solo un\u2019idealizzazione spinta fino all\u2019illusione o al vaneggiamento. V\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00fa profondo; qualcosa che ha a che fare, sempre, con il diradarsi di un sipario, con l\u2019aprirsi di uno scorcio che dalle cose e dalle rocce si dilata verso l\u2019infinito; con le ragioni originarie della conoscenza, dell\u2019arte, della poesia.<br \/>\nI citati versi di Virgilio, di Lucrezio e di Dante, come tutte le grandi realizzazioni poetiche, non sono dilettevoli evasioni o amabili fughe dalla realt\u00e0; sono, al contrario, versanti simbolici: rappresentano cio\u00e8 universali termini mediani, o intermediari, fra il nostro sguardo e l\u2019infinita \u2018il-leggibilit\u00e0\u2019 del mondo. Smerillo ne costituisce una possibile naturale \u2018localizzazione\u2019, un punto privilegiato di \u2018atterraggio\u2019, di tangenza, di sfioramento, trasformandosi cos\u00ed esso stesso in un terminus intermedio tra l\u2019apparenza delle cose e il loro \u2018in-esplorabile\u2019 fondamento.<br \/>\nFaglia e soglia, orizzonte e punto, Smerillo \u00e8 aria, acqua, luce, terra, cielo, roccia, bosco, fiori. Ma soprattutto \u2013 ed \u00e8 il suo contrassegno \u2013 \u00e8 \u2018balcone\u2019 aperto simultaneamente su una pluralit\u00e0 di segni mediani dell\u2019invisibile (terminus terminorum): sull\u2019immensit\u00e0 del mare e sulla misteriosit\u00e0 della montagna; sul sorgere del sole e sul suo tramontare; sul vento e sul silenzio; sul firmamento e sull\u2019abisso; sulla \u201cselva oscura\u201d e sull\u2019empireo; su ci\u00f2 che \u00e8 vicino e su ci\u00f2 che \u00e8 lontano; sulla storia e sul presente. Su ogni coordinata, insomma, che \u201cla vista sconfina\u201d, in concordanza di similia o in agonica contrapposizione di dissimilia. La stella polare lo cerca e lo visita a porta Nord, e il biancheggiare della Galassia intercetta, incrocia e incorona la sua dorsale da Est a Ovest. Con le sue arene e le sue conchiglie \u00e8 oceano ancestrale e continente carico d\u2019ere. \u00c8 \u2018u-topia\u2019 e saggezza, mito e consistenza; partenza e arrivo.<br \/>\nSmerillo \u00e8 locus amoenus e locus horridus, prettamente naturale e prettamente antropico; roccia della casa e casa della roccia. Nell\u2019attuale contingenza post-moderna (o post-post-moderna), in cui alla \u2018dis-organizzazione\u2019, sfinita in algoritmo e svuotata di ogni spirito, si chiede di dannare l\u2019uomo e la sua vita, l\u2019antico borgo sibillino, in quanto borgo naturaliter poetico, irraggia un alone di contestazione e refrigerio, d\u2019esposizione e di rifugio; d\u2019eremo e di convivio, d\u2019agor\u00e1 e di \u2018eu-topia\u2019. Avanzando da ci\u00f2 che sembra passato, per tornare a ci\u00f2 che \u00e8 sempre (d)al futuro. \u2022<\/p>\n<p><strong>Nostalgia smerillese<\/strong><\/p>\n<p><em>Riscaldava l\u2019autunno i suoi vivaci<\/em><br \/>\n<em>giorni per altri giorni e altre vivande,<\/em><br \/>\n<em>la grande rupe somigliava a un grande<\/em><br \/>\n<em>fato rovente, e il bosco a mille braci.<\/em><\/p>\n<p><em>Il rito del passaggio and\u00f2 fugace,<\/em><br \/>\n<em>e il mondo port\u00f2 via senza domanda<\/em><br \/>\n<em>noi che avevamo al petto pi\u00fa tenace<\/em><br \/>\n<em>di cuori infervorati una ghirlanda.<\/em><\/p>\n<p><em>Scommettiamo, il primo sar\u00f2 io!<\/em><br \/>\n<em>La posta in gioco era la sconfitta<\/em><br \/>\n<em>in quella gara ingenua e temeraria;<\/em><\/p>\n<p><em>quel mondo evapor\u00f2 in valute d\u2019aria,<\/em><br \/>\n<em>e oggi che il mio appetito non ha fretta,<\/em><br \/>\n<em>un altro autunno aspetto, e te, pi\u00fa adagio.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Festival a Smerillo dal 16 al 24 Luglio con tanti ospiti illustri e con proposte culturali stimolanti e affascinanti da non perdere. 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