{"id":3267,"date":"2016-07-09T11:00:12","date_gmt":"2016-07-09T09:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3267"},"modified":"2016-07-08T11:42:01","modified_gmt":"2016-07-08T09:42:01","slug":"dacca-fermo-baghdad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/07\/dacca-fermo-baghdad\/","title":{"rendered":"Dacca, Fermo, Baghdad"},"content":{"rendered":"<h2><em>Il pensiero per le vittime e i feriti degli attentati di questi giorni.<\/em><\/h2>\n<p>Portare un messaggio di speranza e di consolazione, di pace e di carit\u00e0: \u00e8 l\u2019impegno chiesto agli \u201coperai\u201d di Dio, ai \u201cmissionari\u201d. Ed \u00e8 il tema della riflessione del Papa all\u2019Angelus, nella domenica che fa memoria dell\u2019apostolo Tommaso, che confess\u00f2 Ges\u00f9 come suo Signore e lo testimoni\u00f2 fino in India, secondo la tradizione. La pace \u00e8 tema sempre attuale, e lo \u00e8, in modo particolare, in questo nostro tempo cos\u00ec confuso, tempo di esodi, di muri, di rifiuti, di respingimenti; tempo in cui in nome di Dio si arriva persino a commettere violenze e uccisioni, come la recentissima strage di Dacca, in Bangladesh, cui va il pensiero del Papa nel dopo Angelus, assieme all\u2019attentato a Baghdad: preghiera per le vittime e richiesta al Signore di \u201cconvertire il cuore dei violenti accecati dall\u2019odio\u201d.<br \/>\nLuca, con il suo Vangelo, ci ha come inseriti nel cammino di Ges\u00f9 verso la sua Pasqua, a Gerusalemme. Un brano che possiamo dividere in due momenti: l\u2019invio dei discepoli, a due a due, e il loro ritorno \u201cpieni di gioia\u201d. Settantadue discepoli che Ges\u00f9 invia \u201cin ogni citt\u00e0 e luogo dove stava per recarsi\u201d, come leggiamo in Luca. Settantadue, o settanta nel testo ebraico della Genesi, come le nazioni pagane: come dire che Ges\u00f9 manda i suoi discepoli in tutto il mondo, testimoni della sua parola. Interessante notare una sorta di pitagorismo: 70, secondo la tradizione rabbinica, sarebbero i popoli che hanno ascoltato la legge al monte Sinai; sempre 70 gli anziani scelti da Mos\u00e8 e altrettanti i membri del Sinedrio a Gerusalemme, escluso il sommo sacerdote. E infine settanta, o settantadue, sarebbero coloro che hanno tradotto la Bibbia in greco, detta \u201cdei settanta\u201d. Ecco un ulteriore legame tra Antico e Nuovo Testamento, una continuit\u00e0, dunque, che si iscrive in un cammino che non \u00e8 frattura con la legge dei padri, e vive di quel \u201cma io vi dico\u201d che Ges\u00f9 porta nel mondo. E la missione dei discepoli \u00e8 innanzitutto portare la pace e annunciare la vicinanza del Regno di Dio. Nessuno \u00e8 escluso dal suo sguardo, dalla sua preoccupazione.<br \/>\nI missionari, dice Papa Francesco all\u2019Angelus, non sono solo coloro che vanno lontano, ma \u201canche noi, missionari cristiani che diciamo una buona parola di salvezza. E questo \u00e8 il dono che ci d\u00e0 Ges\u00f9 con lo Spirito Santo\u201d. Quando manda i discepoli nei villaggi, \u201craccomanda loro, prima dite: pace a questa casa [\u2026] Guarite i malati che vi si trovano\u201d. Questo significa, afferma ancora il Papa, che \u201cil Regno di Dio si costruisce giorno per giorno e offre gi\u00e0 su questa terra i suoi frutti di conversione, di purificazione, di amore e di consolazione tra gli uomini. \u00c8 una cosa bella! Costruire giorno per giorno questo Regno di Dio che si va facendo. Non distruggere, costruire!\u201d<br \/>\nCerto leggiamo, in Luca, che Ges\u00f9 non si nasconde il fatto che gli operai sono pochi. O forse potremmo dire che non siamo lievito, sale e luce a sufficienza. Ecco perch\u00e9 si vive spesso come se Dio non esistesse, perch\u00e9 siamo presi dai nostri condizionamenti, da problemi e preoccupazioni. L\u2019operaio del Vangelo, afferma Francesco, \u201canzitutto dovr\u00e0 essere consapevole della realt\u00e0 difficile e talvolta ostile che lo attende\u201d. L\u2019ostilit\u00e0 \u201c\u00e8 sempre all\u2019inizio delle persecuzioni dei cristiani; perch\u00e9 Ges\u00f9 sa che la missione \u00e8 ostacolata dall\u2019opera del maligno\u201d. Ed \u00e8 proprio per questo che il credente, il missionario \u201csi sforzer\u00e0 di essere libero da condizionamenti umani di ogni genere, non portando borsa, n\u00e9 sacca, n\u00e9 sandali, come ha raccomandato Ges\u00f9, per fare affidamento soltanto sulla potenza della Croce di Cristo. Questo significa abbandonare ogni motivo di vanto personale, di carrierismo o fame di potere, e farsi umilmente strumenti della salvezza operata dal sacrificio di Ges\u00f9\u201d.<br \/>\n\u201cTornarono pieni di gioia\u201d, leggiamo in Luca. Perch\u00e9 quella del cristiano nel mondo \u201c\u00e8 una missione stupenda, \u00e8 una missione destinata a tutti, \u00e8 una missione di servizio, nessuno escluso; essa richiede tanta generosit\u00e0 e soprattutto lo sguardo e il cuore rivolti in alto, per invocare l\u2019aiuto del Signore\u201d. E richiede la \u201cforza debole\u201d della fede. \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pensiero per le vittime e i feriti degli attentati di questi giorni. Portare un messaggio di speranza e di consolazione, di pace e di carit\u00e0: \u00e8 l\u2019impegno chiesto agli \u201coperai\u201d di Dio, ai \u201cmissionari\u201d. 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