{"id":3234,"date":"2016-07-08T13:00:47","date_gmt":"2016-07-08T11:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3234"},"modified":"2016-07-08T11:09:41","modified_gmt":"2016-07-08T09:09:41","slug":"femminicidio-la-dipendenza-negata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/07\/femminicidio-la-dipendenza-negata\/","title":{"rendered":"Femminicidio: la dipendenza negata"},"content":{"rendered":"<h2><em>Le radici di una ferocia apparentemente incomprensibile.<\/em><\/h2>\n<p>Quasi ogni giorno c\u2019\u00e8 una donna che muore, uccisa da un uomo che spesso \u00e8 il suo ex-marito, convivente, fidanzato. A volte \u00e8 uccisa dal padre, a causa del rifiuto di un matrimonio combinato o di scelte di vita non condivise.<br \/>\nSono quindi quei contesti familiari e affettivi che dovrebbero garantire protezione e sicurezza a infliggere, invece, violenza e morte.<br \/>\nIl fenomeno del femminicidio, inquietante e allarmante, esige risposte sollecite e adeguate.<br \/>\nMa perch\u00e9 gli uomini uccidono?<br \/>\nNumerosi fattori di tipo ideologico, sociale e psicologico favoriscono lo sviluppo di tale violenza. Spesso una cultura mortificante e perversa assegna alla donna il ruolo della sopportazione. Se delude, \u00e8 legittimo punirla. In un tale contesto, quando la donna vuole emanciparsi e affermarsi come individuo indipendente, gli uomini si sentono minacciati nell\u2019autostima e nella virilit\u00e0. Essi non possono fare a meno di volere la donna come \u201ccosa propria\u201d.<br \/>\nDa un punto di vista psicologico, \u00e8 opportuno evidenziare un aspetto fondamentale della personalit\u00e0 del femminicida: quello della dipendenza negata.<br \/>\nCosa si intende con tale concetto? Si intende che egli non \u00e8 stato in grado di dipendere da un altro per elaborare quei sentimenti di vuoto, di solitudine e di fragilit\u00e0 che caratterizzano la vita di tutti gli esseri umani, perch\u00e9 questi sentimenti sono stati inconsciamente negati. Non avendo sperimentato nella sua infanzia dei legami sicuri di accudimento e cura, non \u00e8 riuscito a sviluppare un sentimento maturo di rapporto con l\u2019altro. Oppure, \u00e8 cresciuto in una famiglia violenta, spesso egli stesso vittima di abusi, e ha appreso che la relazione va gestita all\u2019insegna del controllo aggressivo, piuttosto che del rispetto dell\u2019altro.<br \/>\nNaturalmente questi pochi accenni non hanno la pretesa di esaurire, in questo breve spazio, una tematica cos\u00ec complessa, che andrebbe compiutamente analizzata caso per caso. Precisando anche che tale analisi non va certo intesa come giustificazione di questi crimini o come strumento per \u2018discolpare\u2019 i colpevoli. La persona matura dunque, non ha negato tale dipendenza dagli altri nel suo percorso di crescita: l\u2019ha accettata e fatta propria, e in tale modo \u00e8 stata capace di sviluppare forme adulte di intimit\u00e0 e di relazione.<br \/>\nLa negazione della dipendenza, invece, non elimina il bisogno di relazione, che anzi permane ingigantito proprio perch\u00e9 non riconosciuto; ma \u2013 questo \u00e8 l\u2019aspetto centrale del disagio \u2013 esso viene negato adottando un atteggiamento onnipotente e di controllo ostinato, rabbioso e sadico dell\u2019altro. Nei casi estremi, come aveva evidenziato la psicoanalista Melanie Klein, la negazione della dipendenza si accompagna a un rapporto maniacale con l\u2019altro all\u2019insegna dei sentimenti di dominio, di trionfo e di disprezzo.<br \/>\nSi tratta, com\u2019\u00e8 evidente, di personalit\u00e0 fortemente disturbate da un narcisismo profondo, per cui l\u2019altro non \u00e8 pi\u00f9 visto come persona con i propri bisogni, ma diventa un \u201coggetto\u201d per colmare il vuoto e verso il quale si avanzano pretese assolute.<br \/>\nQuando un uomo uccide allora la propria compagna mostra un funzionamento relazionale di tipo fortemente regredito; vive ancora, cio\u00e8, in una dimensione di dipendenza dall\u2019altro estrema (come un bambino molto piccolo verso la propria madre), non pu\u00f2 tollerarne l\u2019assenza, pena un\u2019angoscia profonda di solitudine e fragilit\u00e0. La negazione della dipendenza e il bisogno di controllo sull\u2019altro producono forme estreme di violenza.<br \/>\nL\u2019allontanamento dell\u2019altro \u00e8 vissuto come un affronto da punire. Spesso gli omicidi scattano quando la donna interrompe la relazione. A omicidio avvenuto, la sensazione del vuoto negato riemerge prepotentemente, inducendo, a volte, questi uomini al suicidio. Il suicidio pu\u00f2 rappresentare inoltre un modo per proseguire, paradossalmente, l\u2019esclusivit\u00e0 della relazione.<br \/>\nSi pu\u00f2 ipotizzare una prevenzione?<br \/>\nPossono giovare percorsi di educazione alle emozioni anche in et\u00e0 adulta; percorsi che aiutino l\u2019accettazione della propria fragilit\u00e0 e dipendenza fino al riconoscimento consapevole della violenza; il rafforzamento dei centri anti-violenza; una cultura a favore della donna; politiche di pari opportunit\u00e0.<br \/>\nLe donne devono ricordare che il femminicidio solo raramente \u00e8 frutto di un momento d\u2019ira incontrollato; esse devono imparare a riconoscere i segnali e a non sottovalutare nessun gesto violento. E che nessun amore malato vale la vita. \u2022<br \/>\nMarilena Serio,\u00a0Docente di psicologia ITM, Fermo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le radici di una ferocia apparentemente incomprensibile. 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