{"id":3230,"date":"2016-07-08T12:30:27","date_gmt":"2016-07-08T10:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3230"},"modified":"2016-07-08T13:47:19","modified_gmt":"2016-07-08T11:47:19","slug":"la-prevenzione-dei-femminicidi-cosa-deve-sapere-saper-fare-e-saper-dire-un-genitore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/07\/la-prevenzione-dei-femminicidi-cosa-deve-sapere-saper-fare-e-saper-dire-un-genitore\/","title":{"rendered":"La prevenzione dei femminicidi. Cosa deve sapere, saper fare e saper dire un genitore?"},"content":{"rendered":"<h2><em>La famiglia resta un luogo essenziale per imparare a decifrare i propri sentimenti e a vivere con gli altri senza prevaricare.<\/em><\/h2>\n<p>Questo \u00e8 un lungo messaggio rivolto alle mamme e ai pap\u00e0. Ci vuole tempo per leggerlo. E per rifletterci su. Ma spero sia utile a noi genitori. E sia possibile leggerlo anche ai nostri figli, sia ragazzi che ragazze. Penso a questo messaggio da settimane, dopo aver letto le troppe storie di femminicidio che hanno riempito la cronaca nera. Penso davvero che, anche grazie alla mia professione, ai miei libri, alla mia pagina facebook, posso aiutare tutti, me compreso, a riflettere su questo tema. A confrontarsi tra generazioni. Perch\u00e9 le storie dei femminicidi sono tutte orribili, e tutte, purtroppo molto simili. Donne uccise da compagni che, nell\u2019estremo tentativo di non farle andare via da una relazione, le rubano a qualsiasi altra relazione. Le rubano alla vita. C\u2019\u00e8 un problema enorme nel mondo dei maschi: \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di trasformare le emozioni negative in parole che sanno chiedere aiuto, in gesti che rinunciano alla violenza. \u00c8 l\u2019incapacit\u00e0 di tollerare la frustrazione di sentirsi impotenti, all\u2019interno di una comunit\u00e0 di maschi che ti chiede di essere sempre forte e virile. \u00c8 l\u2019incapacit\u00e0 di accettare che si pu\u00f2 essere deboli, che ci si pu\u00f2 sentire inadeguati, che si pu\u00f2 essere rifiutati. Come genitori abbiamo il dovere di insegnare ai nostri figli maschi a rispettare i \u201cno\u201d che si sentono dire, a comprendere qual \u00e8 il confine tra negoziazione e prevaricazione, a lavorare sulla propria competenza, che spesso chiede di rinunciare alla dimensione della potenza. La virilit\u00e0 non \u00e8 un attributo muscolare, non \u00e8 un\u2019azione violenta, non si afferma con un calcio, uno schiaffo, un pugno, uno spintone. La virilit\u00e0 che serve ai nostri figli \u00e8 accettazione dei propri limiti, \u00e8 la capacit\u00e0 di intuire ci\u00f2 che in una relazione genera una sofferenza irrisolvibile. Tutti i dibattiti su questi temi sono frequentatissimi dalle donne. Ma penso che sarebbe ora che noi genitori accompagnassimo anche i nostri figli maschi a questo genere di incontri. Perch\u00e9 si rendano conto, perch\u00e9 sappiano cosa dire e cosa fare non solo quando sono coinvolti in una relazione di cui non riescono a \u201ctenere le fila\u201d, ma anche quando sentono che i loro amici, i loro colleghi maschi stanno perdendo la \u201cbussola\u201d che permette loro di rimanere orientati. Una delle notizie che ho trovato pi\u00f9 sconvolgenti in queste settimane \u00e8 quella relativa ad un femminicidio occorso circa un mese fa, quello di un uomo che &#8211; prima di uccidere la ex moglie &#8211; ha inviato decine di sms agli amici e alle persone che sentiva pi\u00f9 vicine, scrivendo frasi come: &#8220;Deve morire e anche io devo morire. Non voglio andare in galera. L\u2019aspetto in auto, l\u2019accoltello alla gola e poi mi ammazzo\u201d. L\u2019uomo ha scritto numerosi sms ad altri uomini ricevendone in risposta messaggi del tipo: &#8220;smettila di dire cazzate&#8221;, &#8220;lascia perdere&#8221;, &#8220;smetti di guardare su internet&#8221;, &#8220;non ti ucciderai, smetti di dire queste cose\u201d.<br \/>\nNessuno ha avvertito nelle frasi dell\u2019uomo e nel suo delirio il rischio di vita per la sua ex moglie. Nessuno si \u00e8 attivato per proteggerla, nessuno ha intuito l\u2019importanza di aiutarla a mettersi in salvo. Penso che se questo genere di messaggi fosse stato scambiato tra donne, l\u2019allarme sarebbe scattato immediatamente e forse la morte di due persone sarebbe stata prevenibile. Ecco, in questo fatto di cronaca nera cos\u00ec terribile, io vedo il silenzio educativo in cui sono lasciati moltissimi maschi. Per questo invito madri e padri a riempirlo questo silenzio educativo. Ad intervenire ogni volta che un figlio, fin da piccolo, usa la forza e le mani per risolvere un conflitto. A criticare ogni forma di violenza venga magnificata nei telefilm o nei videogiochi, di cui moltissimi ragazzi risultano \u201caddicted\u201d e all\u2019interno dei quali le donne sono \u201cbambole\u201d del sesso da catturare e predare al fine di farci sesso, col semplice scopo di aumentare il proprio punteggio (vedi il popolarissimo Grand Theft Auto). C\u2019\u00e8 da fare. C\u2019\u00e8 molto da fare.<br \/>\nParlo di tutto questo e di molto altro ancora nel mio libro \u201cBulli e pupe. Come i maschi possono cambiare. Come le ragazza possono cambiarli\u201d (Feltrinelli ed.). Dedico un intero capitolo al tema del \u201crispetto del no\u201d di chi ci sta di fronte. Un tema cruciale per noi maschi. Scrivo ai ragazzi e alle ragazze questo:<br \/>\n\u00abChe cosa ci succede quando in Amore ci troviamo di fronte a una donna che ci dice no? Perch\u00e9 pensiamo che essere amati comporti che la donna al nostro fianco ci debba obbedienza assoluta? Nei femminicidi, il copione \u00e8 quasi sempre lo stesso: un uomo che si sente dire \u201cNo\u201d dalla propria compagna (o perch\u00e9 viene abbandonato, o perch\u00e9 viene tradito, o semplicemente perch\u00e9 \u00e8 minacciato \u2013 all\u2019interno di un conflitto \u2013 di essere lasciato) ricorre alla propria forza fisica e la aggredisce, fino a ucciderla, come estremo tentativo di ricondurla all\u2019obbedienza. Perch\u00e9 un uomo non pu\u00f2 accettare che una donna gli dica no.<br \/>\nNoi maschi dovremmo allenarci ad ascoltare e rispettare i no delle donne, delle ragazze e delle femmine con cui veniamo a contatto nel nostro percorso di vita. A partire dalle nostre mamme. Che a volte sono cos\u00ec stanche ed estenuate, che di fronte all\u2019ennesima richiesta del loro figlioletto di fare questo o quello provano a dirgli: \u201cAdesso basta, bambino mio. Non ce la faccio proprio pi\u00f9\u201d. E quelle mamme che spesso si sentono in colpa perch\u00e9 provano per cinque minuti a non essere totalmente disponibili verso il loro piccolo cucciolo tiranno, dovrebbero invece sentire che lo stanno aiutando a imparare la fatica e la frustrazione di ascoltare un \u201cno\u201d che ha senso, un \u201cno\u201d col quale lui deve imparare ad empatizzare e sintonizzarsi. Perch\u00e9 pi\u00f9 avanti, ci saranno i no di altre ragazze e donne che vorranno stare in relazione con lui, ma non vorranno adeguarsi al copione dell\u2019obbedienza. Un copione che alle donne ha fatto molto male. E che spesso comincia con un \u201cNon essere cattiva\u201d detto ad una bambina che prova a rispondere no ad uno zio che vorrebbe un bacio mentre lei \u00e8 intenta a leggere un libretto sul suo passeggino.<br \/>\nNoi maschi ne abbiamo davvero tanta di strada da fare in questo senso. E abbiamo bisogno di ragazze che ci aiutino a farla insieme a loro questa strada, che a volte ci sembra troppo complessa. O troppo in salita. Dovremmo imparare a discutere tra di noi, ragazzi e ragazze, ci\u00f2 che una grande psicologa, Asha Phillips ha scritto a proposito del no, ovvero: \u201cUn no non \u00e8 necessariamente un rifiuto dell\u2019altro o una prevaricazione, ma pu\u00f2 invece dimostrare la fiducia nella sua forza e nelle sue capacit\u00e0\u201d e ancora \u201cDire no pu\u00f2 essere estremamente liberatorio per entrambi i partner, perch\u00e9 incoraggia le differenze di idee e offre un\u2019occasione di cambiamento\u201d.<br \/>\nCosa vuole dirci Asha Phillips? Secondo me una sola cosa: ovvero che alcuni no non significano disobbedienza, ma l\u2019esatto contrario. Ovvero rispetto dell\u2019altro. So che tu sei cos\u00ec intelligente da avere un sacro rispetto del mio no. Un no che non dico per offenderti o per rifiutarti, ma per far s\u00ec che tu, grazie al mio no, mi rispetti ancora di pi\u00f9. E nel tuo rispetto e col tuo rispetto, il mio no per te diventa un vero e proprio atto d\u2019amore. Verso me stessa. E verso te che chiedi di amarmi.<br \/>\nMai pensato che questa frase potrebbe rappresentare la base per una grande storia d\u2019amore? Mai creduto che la vera capacit\u00e0 di amare dipende dalla libert\u00e0 che i due amati hanno di dirsi reciprocamente dei no?<br \/>\nForse \u00e8 da questi \u201cno\u201d pieni di rispetto che una ragazza pu\u00f2 riconoscere chi tra noi maschi \u00e8 un vero uomo. E anche un uomo vero. Nel senso pi\u00f9 completo del termine\u00bb. \u2022<\/p>\n<p><em>Tratto dal volume \u201cBulli e pupe. Come i maschi possono cambiare. Come le ragazze possono cambiarli\u201d, Feltrinelli Ed., 2016<\/em><\/p>\n<p>Alberto Pellai<\/p>\n<p>Visita il sito dell&#8217;autore:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.tuttotroppopresto.it\/\">http:\/\/www.tuttotroppopresto.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La famiglia resta un luogo essenziale per imparare a decifrare i propri sentimenti e a vivere con gli altri senza prevaricare. 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