{"id":3163,"date":"2016-06-23T13:00:00","date_gmt":"2016-06-23T11:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3163"},"modified":"2024-11-06T16:52:51","modified_gmt":"2024-11-06T15:52:51","slug":"riprende-vita-la-chiesa-di-s-maria-di-manu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/06\/riprende-vita-la-chiesa-di-s-maria-di-manu\/","title":{"rendered":"Riprende vita la chiesa di S. Maria di Man\u00f9"},"content":{"rendered":"<h2><em>Altidona: storia di un luogo che ripropone la fede nell&#8217;eucaristia e la madonna come simbolo di accoglienza della vita<\/em><\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3166\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG-174x300.jpg\" alt=\"IMG\" width=\"174\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG-174x300.jpg 174w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG-768x1321.jpg 768w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG-595x1024.jpg 595w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG.jpg 796w\" sizes=\"auto, (max-width: 174px) 100vw, 174px\" \/><\/a>La storia della chiesa di S. Maria di Man\u00f9 dalla quale prende il nome anche la stessa contrada in cui \u00e8 collocata, si lega a quella che fu la vicenda del castello Barbolano di Altidona, zona molto ricca di storia e testimonianze antiche.<br \/>\nQuesto gioiellino immerso nel verde tra il cielo e il mare sottostante, sembra datarsi a prima dell&#8217;anno Mille.<br \/>\nMolte propriet\u00e0 del territorio di Barbolano furono distrutte e rase al suolo e con esse andarono perduti anche i documenti di rilevanza storica.<br \/>\nRisulta tuttavia l&#8217;importanza della chiesa di S. Maria di Man\u00f9,che si erige, pare al tempo dei romani, in territorio di Lapedona, lungo la strada che collega il paese al mare, su di una collinetta sovrastante alla localit\u00e0 di S. Biagio. Inoltre in epoca romana ospitava anche una fiorente fabbrica di anfore.<br \/>\nLa sua posizione, ancora oggi, appare strategica e di controllo del sottostante ex scalo marittimo di S. Biagio, che, nell&#8217;Alto Medioevo, consentiva i vari scambi commerciali e conservava la sua importanza per i suoi traffici con l&#8217;Oriente.<br \/>\nPur essendo in un comune diverso, la chiesa di S. Maria era di propriet\u00e0 della parrocchia di Altidona.<br \/>\nQuesto controllo si ebbe fino al 1032, quando la \u201cAbbatissa de monasterio di S. Marie\u201d: Ramburga, cedette alcuni beni e propriet\u00e0 &#8220;pro fratibus et sororibus in monasterio S. Benedicti qui aedificatum est in Castro Casino&#8221; (Regestrum Petri Diaconi, n. 283, fol. 128).In questo modo la chiesa pass\u00f2 ai monaci benedettini di Montecassino. Ci\u00f2 \u00e8 documentato anche dalle lamine in bronzo che sono presenti nella porta della basilica, sopravvissuta ai bombardamenti dell&#8217;ultima guerra, dove sono stati incisi i nomi della propriet\u00e0 della stessa, tra cui anche quello di Barbolano (et castellum de Bubalano).<br \/>\nQuesto possedimento fu confermato da Corrado II nel 1038, da Enrico III nel 1047, da Enrico VI nel 1191.<br \/>\nNel 1244 ne erano signori proprietari Trasmondo e Corrado Lopi di Altidona. (Storia di Altidona di G. Nepi). Ai monaci di Montecassino seguirono nel 1314, i monaci di Farfa e infine, venne riacquistata dalla marca fermana che l&#8217;avrebbe gestita meglio e con maggior cura, vista anche la vicinanza al territorio dove la chiesa \u00e8 situata.<br \/>\nPrima di tale vicenda storica, sembra che la piccola chiesa di S. Maria, fosse stata destinata ad edicola romana.<br \/>\nEssa si presentava infatti, come un piccolo luogo di culto per i pellegrini che, venendo in viaggio o sbarcando nel porto di S. Biagio, la vedevano scorgere su questa collinetta dove \u00e8 tuttora sita.<\/p>\n<p>In puro stile romanico<br \/>\nLa piccola chiesa di S. Maria \u00e8 in puro stile romanico, costruita in conci di arenaria \u00e8 abbellita da una serie di archetti pensili appena abbozzati sotto la linea di gronda.<br \/>\nHa un abside semicircolare ed \u00e8 rivolta a oriente.<br \/>\nL&#8217;ingresso si trova attualmente sulla parete meridionale, mentre prima era nel lato Nord come sembra dai segni che ancora permangono nella stessa parete.<br \/>\nAll&#8217;interno vi \u00e8 presente un&#8217;unica navata e ad est l&#8217;altare maggiore in pietra. Alle pareti vi sono delle finestrelle color onice dalle quali filtra luce, anch\u2019esse in stile romanico per dimensione e struttura a fessura allungata.<br \/>\nLa chiesa venne costruita in onore di Maria e ci\u00f2 \u00e8 provato, oltre che dal nome della stessa, anche dalla presenza dell&#8217;affresco dedicato alla Madonna del latte.<\/p>\n<p>Nel &#8216;500 la chiesa di S. Maria \u00e8 stata ristrutturata e il suo interno \u00e8 stato arricchito da un Polittico del noto miniatore veneziano Cristoforo Cortese che realizz\u00f2 tale opera proprio per la chiesa di S. Maria intorno al 1439-1441.<br \/>\nIn esso sono raffigurati, oltre che la Madonna con il Bambino, i santi Caterina d&#8217;Alessandria, S. Eleuterio, S. Ciriaco e S. Antonio abate.<br \/>\nTale polittico venne spostato nel 1914, nella chiesa parrocchiale di Altidona (oggi visitabile). I lavori in quell&#8217;anno condussero ad una risistemazione del tetto e delle mura esterne grazie all&#8217;intervento di Don Giuseppe Petroselli<br \/>\nCon questa ristrutturazione venne fuori un piccolo mistero che ci portiamo dietro ancor oggi e che \u00e8 legato al nome della chiesa. Da un documento del 1554, il nome della chiesa di S. Maria di Man\u00f9 o dei Manuni risulta come la specificazione del nome sia stata aggiunta dopo e che inizialmente la chiesa era semplicemente di S. Maria, dedicata interamente alla Madonna.<\/p>\n<p>Il mistero del nome<br \/>\nIl mistero del nome sembra essere stato svelato dalla scoperta di un&#8217;incisione che sembra essere presente nella prima formella collocata sotto il cornicione della chiesa, abbellita con motivi floreali (fiore che assomiglia ad una margherita con 8 petali).<br \/>\nL&#8217;incisione \u00e8 in ebraico antico e si traduce con &#8220;Manhu&#8221; (tradotto: &#8220;che cos\u2019\u00e8 questo?\u201d).<br \/>\nDa &#8220;men&#8217; che diventa &#8220;man&#8217; e che sta a significare la non conoscenza di qualcosa e &#8220;hu&#8221; che invece traduce in italiano il questo.<br \/>\nOvviamente non \u00e8 attestato storicamente che il nome derivi proprio da questa incisione, sta di fatto che l&#8217;incisione \u00e8 visibile e sembra spiegare bene l\u2019aggiunta al nome originale della chiesa.<br \/>\nLa parola Man\u00f9 \u00e8 stata legata a quello che \u00e8 il mistero eucaristico che si ricollega a sua volta al dipinto che \u00e8 presente all&#8217;interno di tale chiesa dove la Madonna si trova ad allattare il Bambino Relativamente al mistero eucaristico i simboli pi\u00f9 comuni, trovano prevalentemente nelle catacombe sono: il pesce, il pane e il calice (grappolo d&#8217;uva), il pellicano che si strappa la carne per nutrire i figli, l&#8217;agnello sacrificale, i pavoni che bevono dal calice e la manna.<br \/>\nQuest&#8217;ultima rappresenta il cibo salvifico che Dio mand\u00f2 sulla terra per poter sfamare il popolo di Israele nel deserto, durante l&#8217;esodo.<br \/>\nNon \u00e8 un caso infatti se alcune catacombe come quella di S. Ciriaco o altri monumenti religiosi (l&#8217;abbazia di Santa Maria a Ripoli in Catalogna e l&#8217;abbazia agostiniana di Klosteneuburg in Austria) ritroviamo il simbolo della manna come simbolo eucaristico, di cibo salvifico che permette la vita e il nutrimento.<br \/>\nDai recenti studi condotti sulla parola man\u00f9, grazie alla scoperta di tale incisione \u00e8 venuto fuori un altro mistero che rimane ancora tale, ossia il fatto che tale incisione sovrasta quella che \u00e8 la figura della margherita ad 8 petali, un simbolo molto forte nella tradizione dei Templari.<br \/>\nQuesti ultimi erano soliti utilizzare tale simbolo, anch&#8217; esso rappresentante la vita e il nutrimento.<br \/>\nNon possiamo accertarci del fatto che siano passati per la chiesa di S. Maria, anche perch\u00e9 nel Medioevo gli antichi medievalisti (soliti utilizzare sempre, nella costruzione delle case o di qualunque edificio, scarti del materiale edile e dunque \u00e8 possibile che tale formella sia stata presa da vecchi materiali utilizzati in precedenza, ma pu\u00f2 anche darsi che sia un simbolo templare e dunque una possibile traccia nel nostro territorio.<br \/>\nI templari oltre ad essere i guardiani del tempio d Salomone erano anche guardiani di tesori religiosi che erano sparsi per il mondo.<\/p>\n<p>L&#8217;urna della manna<br \/>\nTra questi anche l&#8217;urna della manna, un contenitore d&#8217;oro che sembrerebbe contenere la manna, il cibo salvifico di cui sopra. Al di l\u00e0 di queste ipotesi, \u00e8 sicuro che il mistero eucaristico, all\u2019interno della chiesa di S. Maria \u00e8 molto forte, non solo per il dipinto che \u00e8 presente al suo interno, ma anche per la pianta di mandorlo che si trova all&#8217;esterno della chiesa collocata alla sua sinistra e che sovrasta la stessa.<br \/>\nAnche il mandorlo \u00e8 simbolo di fertilit\u00e0 e fecondit\u00e0.<br \/>\nNella pia credenza popolare si lega il culto della fertilit\u00e0 e della manna salvifica all&#8217;immagine della Madonna.<br \/>\nPer questo il nome della chiesa \u00e8 anche S. Maria delle noci.<br \/>\nLa noce rappresenta proprio la fertilit\u00e0 in quanto richiama a quello che \u00e8 l&#8217;utero materno e dunque allo sviluppo e alla nascita di una nuova vita.<br \/>\nTale nome \u00e8 legato anche al fatto che in passato i nostri antenati si ritrovavano a giocare a castelli di noci, proprio in quella zona (una specie di bowling in cui i birilli erano le noci disposte a piramide).<br \/>\nPer questa tradizione popolare molti devoti si trovavano a recarsi nella chiesa per giocare ma anche con la speranza che le loro preghiere potessero essere esaudite specie quelle delle madri e delle partorienti.<\/p>\n<p>Madonna del latte<br \/>\nL&#8217;affresco conservato nella chiesa di S. Maria di Man\u00f9 rappresenta la Madonna che allatta il Bambino. Da sempre l&#8217;immagine della Madonna che allatta \u00e8 simbolo di vita e sembra non essere un caso se questo dipinto appaia all&#8217;interno della stessa chiesa.<br \/>\nMadonna lactans o Virgo lactans fa parte di quella che viene considerata come l&#8217;iconografia cristiana ricorrente in quelle che sono le zone in cui sorge spesso una fonte dell&#8217;acqua.<br \/>\nEssa \u00e8 infatti associata a tali fonti in quanto, in passato per il valore di vita intrinseca a questo elemento. L&#8217;acqua \u00e8 la vita cos\u00ec come il latte che la Madonna, come tutte le mamme, danno al loro bambino per potersi nutrire.<br \/>\nTale affresco riprende quello che \u00e8 il culto della vita legato alla Grande Madre terra, un culto pagano che poi entr\u00f2 nella religione cristiana. Si suppone anche che la stessa abbia il volto scuro e che sia dunque da annoverare in quella che \u00e8 l&#8217;iconografia religiosa delle Madonne Nere.<br \/>\nAnche il culto della Madonna Nera \u00e8 molto legato a quella che \u00e8 la caratteristica della Madonna che allatta e in entrambe i casi si cerca di sottolineare quella che \u00e8 la verginit\u00e0 di Maria che si scontra con quella che \u00e8 invece, la dimensione prontamente materna.<br \/>\nLa scena dell&#8217;affresco rappresenta quello che \u00e8 il dono che la Madonna stessa riceve e che essa stessa concede al Bambino Ges\u00f9. Il gesto di allattare il proprio figlio \u00e8 il gesto pi\u00f9 intimo e dolce che c\u2019\u00e8 tra una madre e il suo bambino. \u2022<\/p>\n<p>Vinicio Albanesi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altidona: storia di un luogo che ripropone la fede nell&#8217;eucaristia e la madonna come simbolo di accoglienza della vita La storia della chiesa di S. 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