{"id":3153,"date":"2016-06-23T10:00:09","date_gmt":"2016-06-23T08:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3153"},"modified":"2016-06-21T18:06:06","modified_gmt":"2016-06-21T16:06:06","slug":"chi-soffre-non-e-materiale-di-scarto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/06\/chi-soffre-non-e-materiale-di-scarto\/","title":{"rendered":"Chi soffre non \u00e8 materiale di scarto"},"content":{"rendered":"<h2><em>Le parole di Francesco alla Messa per il Giubileo degli ammalati<\/em><\/h2>\n<p>&#8220;Il mondo non diventa migliore perch\u00e9 composto soltanto da persone apparentemente perfette, per non dire truccate, ma quando crescono la solidariet\u00e0 tra gli esseri umani, l\u2019accettazione reciproca e il rispetto\u201d. Papa Francesco celebra in piazza San Pietro la messa conclusiva del Giubileo dedicato ai malati e alle persone disabili. In trentamila assistono al rito che vive di tante particolarit\u00e0: la liturgia \u00e8 tradotta nel linguaggio dei segni, la seconda lettura \u00e8 proclamata da una donna non vedente che fa scorrere la mano sul leggio, sul testo in braille.<br \/>\nIl Vangelo \u00e8 letto e, per la prima volta, \u00e8 anche rappresentato visivamente da un gruppo di persone disabili mentali. All\u2019offertorio, la processione vive un altro momento particolare: una piccola disabile grave, in braccio alla mamma, sembra quasi diventare lei stessa offerta, cos\u00ec come le lacrime di un padre che tiene per mano la propria figlia. \u201cIl modo in cui viviamo la malattia e la disabilit\u00e0 \u00e8 indice dell\u2019amore che siamo disposti a offrire\u201d, afferma Papa Francesco, che aggiunge: \u201cIl modo in cui affrontiamo la sofferenza e il limite \u00e8 criterio della nostra libert\u00e0 di dare senso alle esperienze della vita, anche quando ci appaiono assurde e non meritate\u201d.<br \/>\nIl Vangelo che viene proclamato \u00e8 quello di Luca, il perdono alla donna peccatrice; la prima lettura \u00e8 il dialogo tra Davide e il profeta Natan, in cui sono messi di fronte l\u2019uomo peccatore e Dio ricco di misericordia. \u00c8 il paradosso di un amore che sgorga dal perdono e che pu\u00f2 essere donato e accolto solo da chi ama. Ed \u00e8 segno dell\u2019amore che Dio \u201criserva per coloro che soffrono e sono esclusi\u201d. Non esiste solo la sofferenza fisica, afferma ancora il Papa, \u201cuna delle patologie pi\u00f9 frequenti \u00e8 anche quella che tocca lo spirito.<br \/>\n\u00c8 una sofferenza che coinvolge l\u2019animo e lo rende triste perch\u00e9 privo di amore. La patologia della tristezza\u201d. La natura umana, ferita dal peccato, afferma ancora il Papa, \u201cporta inscritta in s\u00e9 la realt\u00e0 del limite\u201d. La vera sfida \u201c\u00e8 quella di chi ama di pi\u00f9. Quante persone disabili e sofferenti si riaprono alla vita appena scoprono di essere amate\u201d. \u00c8 per Francesco, la \u201cterapia del sorriso\u201d, e allora \u201cla fragilit\u00e0 stessa pu\u00f2 diventare conforto e sostegno alla nostra solitudine\u201d.<br \/>\nViviamo in un\u2019epoca che sbaglia a interpretare i segni dei tempi: \u201cQuale illusione vive l\u2019uomo di oggi quando chiude gli occhi davanti alla malattia e alla disabilit\u00e0! Egli non comprende il vero senso della vita, che comporta anche l\u2019accettazione della sofferenza e del limite\u201d. Il mondo, dice Francesco nell\u2019omelia, vive un tempo in cui \u201cuna certa cura del corpo \u00e8 divenuta mito di massa e, dunque, affare economico. Ci\u00f2 che \u00e8 imperfetto deve essere oscurato, perch\u00e9 attenta alla felicit\u00e0 e alla serenit\u00e0 dei privilegiati e mette in crisi il modello dominante\u201d. E la risposta che spesso viene proposta \u00e8 sbagliata: \u201cMeglio tenere queste persone separate, in qualche \u2018recinto\u2019 \u2013 magari dorato \u2013 o nelle \u2018riserve\u2019 del pietismo e dell\u2019assistenzialismo, perch\u00e9 non intralcino il ritmo del falso benessere. In alcuni casi, addirittura, si sostiene che \u00e8 meglio sbarazzarsene quanto prima, perch\u00e9 diventano un peso economico insostenibile in un tempo di crisi\u201d.<br \/>\nNon si pu\u00f2 chiudere gli occhi davanti alla malattia e alla disabilit\u00e0. Papa Francesco lo ha sottolineato spesso, anche dedicando, lo abbiamo visto pi\u00f9 volte, tempo e tenerezza alle persone che vivono difficolt\u00e0 fisiche e psichiche. Domenica non ha risparmiato gesti e parole per essere accanto a queste persone \u201cimperfette\u201d in un mondo del finto benessere. Prima o poi tutti \u201csiamo chiamati a confrontarci, talvolta a scontrarci, con le fragilit\u00e0 e le malattie nostre e altrui\u201d.<br \/>\nFragilit\u00e0 e malattie che assumono volti diversi, anche drammatici, e mettono in primo piano l\u2019interrogativo sul senso dell\u2019esistenza. Sbagliato pensare che una persona malata o disabile \u201cnon possa essere felice, perch\u00e9 incapace di realizzare lo stile di vita imposto dalla cultura del piacere e del divertimento\u201d.<br \/>\nLa felicit\u00e0 che ognuno desidera, dice ancora Papa Francesco, \u201cpu\u00f2 esprimersi in tanti modi e pu\u00f2 essere raggiunta solo se siamo capaci di amare. Questa \u00e8 la strada\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Fabio Zavattaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le parole di Francesco alla Messa per il Giubileo degli ammalati &#8220;Il mondo non diventa migliore perch\u00e9 composto soltanto da persone apparentemente perfette, per non dire truccate, ma quando crescono la solidariet\u00e0 tra gli esseri umani, l\u2019accettazione reciproca e il rispetto\u201d. 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