{"id":312,"date":"2013-02-06T17:22:33","date_gmt":"2013-02-06T17:22:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=312"},"modified":"2016-01-18T11:20:22","modified_gmt":"2016-01-18T11:20:22","slug":"storie-e-poesie-della-nostra-terra-stefania-pasquali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/02\/storie-e-poesie-della-nostra-terra-stefania-pasquali\/","title":{"rendered":"Storie e poesie della nostra terra &#8211; Stefania Pasquali"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/2013\/02\/storie-e-poesie-della-nostra-terra-stefania-pasquali\/denti\/\" rel=\"attachment wp-att-314\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-314\" title=\"denti\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/denti-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/denti-150x150.jpg 150w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/denti-60x60.jpg 60w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/denti-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/2013\/02\/storie-e-poesie-della-nostra-terra-stefania-pasquali\/sguardi\/\" rel=\"attachment wp-att-313\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-313\" title=\"sguardi\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/sguardi-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/sguardi-150x150.jpg 150w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/sguardi-60x60.jpg 60w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/sguardi-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Sguardi<\/em> e <em>A denti stretti<\/em>, sono due raccolte di poesie di Stefania Pasquali, l\u2019uno in lingua e l\u2019altro in vernacolo. Ambedue sono legati all\u2019ambiente dell\u2019infanzia. \u00c8 la stessa autrice che, nella postfazione a <em>Sguardi<\/em> scrive: \u00abIl passato \u00e8 passato dice qualcuno. In realt\u00e0 il passato non passa.<\/p>\n<p><!--more-->Non lo abbiamo solo dietro, ma lo abbiamo inevitabilmente dentro e continua a essere un presente. Il presente, questo nostro presente, pu\u00f2 venire illuminato dalla luce del passato. Abbiamo sempre buone ragioni sia per ricordare, sia per dimenticare. Ricordare e dimenticare: memoria e oblio. Di solito si parla poco alle nuove generazioni del passato, manca il tempo. Il rischio \u00e8 quello di guardarle crescere con un senso di profonda confusione e di frantumazione della propria identit\u00e0. Il tema della memoria, richiama anche il tema della dimenticanza. Le poesie del ricordo, contenute in questo libro, sono legate a emozioni come una fonte di luce che non vorrebbe consumarsi nel tempo. Il problema da affrontare, a mio parere, non \u00e8 pi\u00f9 solo il declino della memoria collettiva e la sempre minore consapevolezza del proprio passato; \u00e8 la violazione di quanto la memoria ancora conserva, la distorsione delle testimonianze, l&#8217;invenzione di un passato mitico. Pertanto credo che sia necessario imparare a non dimenticare ritrovando in noi stessi le tracce del nostro percorso di vita\u00bb.<\/p>\n<p>Anche in <em>A denti stretti<\/em> c\u2019\u00e8 un recupero della memoria, non solo nelle tematiche ma anche nel linguaggio. Infatti la Pasquali tenta di recuperare il dialetto marchigiano. E come si sa, quando si scrive una lingua viva, a volte le lettere non riescono a connotare i suoni caratteristici della lingua parlata. Ma il tentativo \u00e8 gi\u00e0 encomiabile di far risentire suoni e timbri ormai passati nel dimenticatoio. Il titolo di questa seconda raccolta deriva da una poesia \u201cA casa de la Lolona\u201d dove si recitava il rosario ogni sera\u2026 magari a denti stretti. Possiamo chiedere alla Pasquali perch\u00e9 queste raccolte di poesie, a cosa servono? E lei ci risponderebbe come ha scritto alla fine del suo secondo libro prendendo a prestito le parole di Giuseppe Parini: \u201cIl fine dell\u2019arte poetica consiste principalmente nel produrre diletto, ossia piacevoli sensazioni. Inoltre, a proposito della sua utilit\u00e0, Parini sostiene che la poesia non \u00e8 necessaria come il pane, n\u00e9 utile come l\u2019asino; tuttavia, se usata bene, pu\u00f2 rendere felice l\u2019uomo, poich\u00e9 anche il piacere estetico contribuisce alla felicit\u00e0 pubblica e privata. Inoltre pu\u00f2 avere un\u2019utilit\u00e0 morale; difatti, analogamente alla religione, alla legge e alla politica, alla poesia si pu\u00f2 attribuire un valore etico, di impegno civile e sociale. Nella nostra civilt\u00e0 tecnologica, materialistica, arida, \u2013 continua Stefania Pasquali \u2013 che spinge ognuno di noi alla ricerca spasmodica di un tornaconto economico, pi\u00f9 che mai la poesia assume un ruolo centrale, che consente all\u2019uomo di riappropriarsi della sua dimensione spirituale e creativa\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Aprire la madia e percepire la fragranza dell\u2019impasto del pane \u00e8 operazione che appartiene, non senza nostalgia, alla nostra adolescenza, un miracolo oggi negato alle giovani generazioni. Dovremmo dunque rinunciarci, perch\u00e9 \u00e8 passato il nostro tempo, e interdirla ai moderni, perch\u00e9 non l\u2019hanno mai conosciuta? A questo viene fatto di pensare leggendo \u201cA denti stretti\u201d, poesie in vernacolo marchigiano, di Stefania Pasquali, la quale, nella breve introduzione, riconosce, da par suo, che \u201cla poesia dialettale, cos\u00ec espressiva ed immediata, sa raccogliere con freschezza i sentimenti pi\u00f9 veri e forti della vita. Il dialetto \u00e8 la cornice storica di un popolo che trasmette s\u00e9 stesso attraverso le parole e i modi di dire di un tempo, a volte relegato, alla memoria degli anziani. Il dialetto come lingua della tradizione popolare, andrebbe protetto tanto quanto un sito archeologico o un\u2019opera d\u2019arte\u201d Ed ha perfettamente ragione perch\u00e9 l\u2019autrice \u00e8 una di quelle che ancora sa piegare il dialetto una volta sul versante lirico \u2013 penso a Piazzetta artidonese \u2013 una volta sul versante satirico (Viva la libert\u00e0), una volta sul comico (Viva li spusi), una volta sulla filosofia della vita (La \u201ccelebre\u201d) Quanto al titolo, la Pasquali lo estrae da un verso che rivela tutto l\u2019ansimo di una corona \u2013 un Rosario \u2013 recitata in famiglia, come un dovere, come un piacere, come interpretazione e come soluzione tradizionale dei guai della vita. A denti stretti \u00e8 un bel lavoro che chi crede nel dialetto fa bene a gustarsi, in venticinque gioiose frazioni &#8211; tante quante sono le poesie del simpatico volumetto, illeggiadrito da fotografie significative &#8211; che costituisce l\u2019ultima fatica letteraria di Stefania Pasquali. \u2022<\/p>\n<p>Fabrizio Fabi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sguardi e A denti stretti, sono due raccolte di poesie di Stefania Pasquali, l\u2019uno in lingua e l\u2019altro in vernacolo. Ambedue sono legati all\u2019ambiente dell\u2019infanzia. \u00c8 la stessa autrice che, nella postfazione a Sguardi scrive: \u00abIl passato \u00e8 passato dice qualcuno. 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