{"id":3034,"date":"2016-06-07T09:07:32","date_gmt":"2016-06-07T07:07:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3034"},"modified":"2024-11-06T17:25:48","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:48","slug":"don-francesco-leonardi-e-tornato-alla-casa-del-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/06\/don-francesco-leonardi-e-tornato-alla-casa-del-padre\/","title":{"rendered":"Don Francesco Leonardi \u00e8 tornato alla casa del padre"},"content":{"rendered":"<p>Ha lottato fino alla fine, don Francesco Leonardi. Gioved\u00ec 2 giugno non ce l\u2019ha fatta. Ha combattuto la buona battaglia. Ha conseguito il premio promesso ai suoi servi fedeli. Alle ore 7,40 il suo cuore affaticato smetteva di battere. Aveva 84 anni. Pi\u00f9 volte \u00e8 stato tra la morte e la vita. Questa volta pensavamo ce la facesse. Ma non \u00e8 stato cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ci ha lasciato in una giornata fredda e piovosa.<\/p>\n<p>Lo piangono il fratello Diego e la sorella Maria e i familiari tutti.<\/p>\n<p>Nel testamento ha lasciato scritto di essere cremato \u201cnon perch\u00e9 non credo nella Risurrezione della carne, ma perch\u00e9 nulla \u00e8 impossibile a Dio, anche rianimare le mie ceneri come i morti da secoli e secoli\u201d.<\/p>\n<p>Poi nel suo testamento, dopo aver professato la fede \u201ccome insegna la Chiesa Cattolica di cui mi sento parte\u201d, ha voluto riproporre le sue preghiere pi\u00f9 ripetute durante il giorno. Alcune sono in latino, altre in spagnolo, altre in portoghese, altre in italiano.<\/p>\n<p>Ad esempio: \u201cSenor Jesus, te quiero mucho de toto corazon\u201d, oppure, \u201cMiserere mei, Domine, miserere mei\u201d, oppure \u201cLodate con me il Signore , perch\u00e9 \u00e8 buono, eterna \u00e8 la sua misericordia\u201d.<\/p>\n<p>Ha lasciato indicazioni bel precise per ogni cosa.<\/p>\n<p>Don Francesco \u00e8 stato missionario in Argentina e Brasile. Ha fondato la parrocchia del Sacro Cuore di Ges\u00f9 in Porto S. Elpidio. Quando la malattia lo ha fermato si \u00e8 rifugiato nella Casa del Clero del Seminario di Fermo, dove le Suore, \u201cAncelle di Cristo Sacerdote\u201d lo hanno custodito, curato e accudito come \u201cpi\u00f9 di un re\u201d, ripeteva spesso don Francesco.<\/p>\n<p>In effetti don Francesco \u00e8 monsignore. Me lo ha fatto notare ultimamente quando abbiamo dovuto ridistribuire i numeri telefonici.<\/p>\n<p>Allora mons. Francesco Leonardi \u00e8 nato il 26 settembre1932 a Carassai da mamma Cesira Savini e da babbo Filippo. A 11 anni entr\u00f2 in seminario, a Fermo. I suoi genitori non si potevano permettere di far studiare pi\u00f9 di un figlio. Fu Francesco a studiare. Maria, sua sorella, di quattro anni maggiore, doveva rimanere in casa. \u201cLei \u2013 ha scritto don Francesco in un <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/0B8MdDv6jAIJLdE0zYzNXN09sSmM\/view\">numero speciale de La Voce delle Marche<\/a> &#8211; fu sacrificata nonostante avesse intelligenza vivace, capacit\u00e0 e la raccomandazione della sua maestra\u201d. Le \u00e8 stato sempre grato.<\/p>\n<p>Voleva diventare sacerdote. Lo aveva da sempre desiderato. Anni dopo comprese che stava rispondendo a una chiamata del Cielo. Dio stesso lo chiam\u00f2 a lavorare \u201cnella sua vigna\u201d che \u00e8 la chiesa. Per mantenerlo in seminario, i suoi genitori, oltre a pagare il mensile, la \u201cretta\u201d, erano invitati anche a portare cibarie varie. Il vitto in seminario non mancava ma c\u2019era poco da scegliere. Si era in tempo di guerra. Cominciava a mancare quasi tutto: dalla stoffa, alle scarpe, dalla legna da ardere per scaldarsi ai quaderni. Tutto veniva riciclato. In Seminario si mangiava per la prima colazione un po\u2019 di pane nero in una tazza di brodo caldo di verdure cotte la sera prima. A pranzo non mancava mai la minestra (la pasta asciutta era un sogno festivo!). A cena solo erbe cotte, la cui acqua verdognola veniva servita il mattino seguente.<\/p>\n<p>Lentamente le cose migliorarono.<\/p>\n<p>Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1956.<\/p>\n<p>Dopo il corso di preparazione, presso il CEIAL (oggi CUM, Centro Unitario Missionario) a Verona, il 7 dicembre 1965, si imbarc\u00f2 a Genova e fece scalo a Buenos Aires. Poi con un viaggio in treno pieno di polvere arriv\u00f2 ad Anatuya, sede vescovile, ospite del Vescovo Mons. Jorge Gottau. Era il Capodanno del 1966. Mons. Jorge Gottau, Vescovo della nuova diocesi di Anatuya, in provincia di Santiago del Estero, al centro nord, nel Chaco santiaghegno gli affid\u00f2 la Parrocchia di Santa Rosa nella cittadina di nome Quimil\u00ec.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Era andato per cinque anni, ce ne rest\u00f2 per sette. Poi il Vescovo, Mons. Cleto Bellucci lo richiam\u00f2 in diocesi a Fermo e lo nomin\u00f2 amministratore della comunit\u00e0 del Sacro Cuore nella Faleriense di Porto Sant\u2019Elpidio, dove \u00e8 restato per pi\u00f9 di venti anni, sognando sempre di tornare in Argentina.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 2003 \u00e8 ripartito per il sud America. Questa volta per\u00f2 alla volta del Brasile, nella parrocchia Sao Jos\u00e8, Diocesi di Guarulhos, nella periferia della periferia della citt\u00e0 di San Paolo dove svolgevano il servizio pastorale altri due sacerdoti della diocesi di Fermo: don Mauro Antolini e don Ubaldo Ripa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La salute lo ha costretto a tornare in Italia dove lo ha colto anche una terribile piastrinopatia che ha portato don Francesco sull\u2019orlo della morte. Lo ha costretto infatti, in ospedale civile, a Fermo, dal 22 settembre al 26 novembre 2011. Le piastrine non volevano risalire. Poi, con la consulenza dell\u2019ospedale Lancisi di Ancona, tutto \u00e8 migliorato. Anche se lentamente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 stata una vita intensa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00c8 allo Spirito Santo che pi\u00f9 volte al giorno si rivolgeva ripetendo \u201c<i>Veni, Sancte Spiritus et emitte coelitus lucis tuae radium<\/i>\u201d. Diceva: \u201cMi rafforza in ogni momento e mi rende pronto anche al martirio\u201d. Ripeteva anche la preghiera di S. Ignazio: \u201c<i>Anima Christi, santifica me<\/i>\u201d aggiungendo alla Madre di Ges\u00f9 \u201c<i>Ave maris stella<\/i>\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Don Francesco, il monsignore delle missioni, che ha sempre desiderato tornare in America Latina, ora \u00e8 diventato Signore accanto al Suo Signore che ha abbracciato durante tutta la sua vita.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/0B8MdDv6jAIJLdE0zYzNXN09sSmM\/view\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Leggi il suo diario nello\u00a0speciale pubblicato per il suo giubileo missionario.<\/span><\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha lottato fino alla fine, don Francesco Leonardi. Gioved\u00ec 2 giugno non ce l\u2019ha fatta. Ha combattuto la buona battaglia. Ha conseguito il premio promesso ai suoi servi fedeli. 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