{"id":3021,"date":"2016-05-27T12:30:41","date_gmt":"2016-05-27T10:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=3021"},"modified":"2024-11-06T16:52:51","modified_gmt":"2024-11-06T15:52:51","slug":"miracoli-di-casa-nostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/05\/miracoli-di-casa-nostra\/","title":{"rendered":"Miracoli di casa nostra"},"content":{"rendered":"<h2><em>Taumaturghi e propriet\u00e0 miracolose rendono suggestivi i nostri territori\u00a0<\/em><\/h2>\n<p>Il Santuario fermano di santa Maria e sant\u2019Anna protegge da secoli partorienti e puerpere. Un tempo, molti i pellegrinaggi. Ed anche un miracolo. Il beato Antonio Grassi, diretto al santuario, fu colpito da un fulmine. Solo il saio bruci\u00f2. Ora l\u2019 \u201cAdriatica\u201d deturpa l\u2019edificio sacro.<br \/>\nSanta Lucia. A Fermo c\u2019\u00e8 una chiesa. La Pinacoteca ne conserva le tavolette di Jacobello del Fiore. Le storie della Santa, per tradizione considerata patrona della vista. Non perch\u00e9 le cavarono gli occhi, come impropriamente si scrisse, ma perch\u00e9 Lucia \u00e8 lux, luce, sguardo, visione.<br \/>\nMonteleone di Fermo, chiesa della Santa Croce. Alle pareti i quadri con i santi Cosma e Damiano, gemelli martirizzati per decapitazione, medico l\u2019uno farmacista l\u2019altro, invocati nelle campagne per la salute degli uomini e degli animali. Nei pressi, i vulcanelli, che eruttano fango caldo. Sicuramente usato per rimedi ai dolori artritici.<br \/>\nAbbazia dei santi Ruffino e Vitale. Antichissima. A pochi chilometri da Amandola. Il primo santo ha surclassato il secondo. Forse perch\u00e9 pi\u00f9 gettonato taumaturgo. Chi ha dolori di schiena puoi alleviarli attraversando la cavit\u00e0 sottostante l\u2019altare della cripta. Provar non nuoce. Di fatto, l\u2019aria sa di zolfo e l\u2019acqua pure. Non s\u2019esclude in et\u00e0 romana una sala termale per malattie della pelle.<br \/>\nTorniamo alle ossa. A san Firmano di Montelupone, stupenda chiesa medievale, il dolore passa passando carponi anche qui il pertugio dell\u2019altare.<br \/>\nInfernaccio di Montefortino. Luogo inquietante. Il Tenna \u00e8 impetuoso. Pi\u00f9 sopra, l\u2019eremo ricostruito a modo suo da padre Pietro Lavini. C\u2019erano gli orsi secoli fa. E anche i pellegrini diretti verso Roma. E, soprattutto, i malati di tiroide. L\u2019acqua era salutare. Ancora oggi lo \u00e8.<br \/>\nRestiamo a Montefortino. E prendiamo la strada per Montemonaco. Nel quasi tramonto di una primavera soleggiata, guardando il sole accucciarsi dietro ai monti, \u00e8 possibile vederlo. O immaginarlo. Il Guerin Meschino \u00e8 l\u00e0. L\u00e0, che risale la montagna della Sibilla, sino all\u2019antro della Veggente. Per conoscere la verit\u00e0 di s\u00e9&#8230;<br \/>\nSono racconti sentiti e risentiti da vecchi padri che li lasciarono in eredit\u00e0 ad ormai vecchi figli cosicch\u00e9 la memoria non inaridisse. Il luogo d\u2019osservazione \u00e8 unico e stupendo. \u00c8 il pianoro che accoglie la pieve di Sant\u2019Angelo in Montespino. Un cucuzzolo tra gli altri. Il pi\u00f9 alto degli altri. Vista da Rubbiano, la pieve ha il campanile tozzo che spicca tra il verde della pineta. Come delicatamente posatovi dall\u2019alto.<br \/>\nIl ranocchio non s\u2019\u00e8 visto nella chiesa. La cripta ne era priva&#8230;<br \/>\nQuella del ranocchio \u00e8 una leggenda affascinante. Forse l\u2019animale \u00e8 un\u2019anima in pena, forse \u00e8 sorte di \u00a0metempsicosi. Forse, \u00e8 strano protettore dei luoghi: ranocchio di giorno per sfuggire gli umani, uomo di notte per preservare il tempietto. Chiss\u00e0. Eppure c\u2019\u00e8 chi giura di averlo visto, il ranocchio. Addirittura di averne visti due. Com\u2019\u00e8 bella l\u2019altra storia. Quella delle colonne che reggono la struttura interna. Ognuna con un potere curativo. C\u2019era quella contro il mal di testa e quella contro il mal di ossa, eppoi, eppoi\u2026 Colonne quasi sempre umide, cui i fedeli s\u2019avvicinavano con ogni sorta di stoffa: fazzoletto o panno. Lo strusciavano sul mattone, incameravano quella lattugggine bianca e lo posizionavano poi sulla schiena o sulla faccia. Senza dimenticare la recita del Pater Noster per l\u2019intera durata di una santa messa. Quasi una preghiera divenuta respiro, come nel noto viaggio del pellegrino russo.<br \/>\nChe i dolori passassero non sapremmo dire, che un certo sollievo si trovasse qualche vecchia del luogo \u00e8 pronta a giurarlo. Cura omeopatica anzitempo?<br \/>\nIl cerchio si chiude.<br \/>\nL\u2019homo viator \u00e8 l\u2019uomo vero. In cerca di salute. Del corpo e dell\u2019anima. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Taumaturghi e propriet\u00e0 miracolose rendono suggestivi i nostri territori\u00a0 Il Santuario fermano di santa Maria e sant\u2019Anna protegge da secoli partorienti e puerpere. Un tempo, molti i pellegrinaggi. Ed anche un miracolo. Il beato Antonio Grassi, diretto al santuario, fu colpito da un fulmine. Solo il saio bruci\u00f2. Ora l\u2019 \u201cAdriatica\u201d deturpa l\u2019edificio sacro. 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