{"id":2970,"date":"2016-05-26T16:00:01","date_gmt":"2016-05-26T14:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2970"},"modified":"2016-05-26T12:46:27","modified_gmt":"2016-05-26T10:46:27","slug":"una-vite-ricca-e-feconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/05\/una-vite-ricca-e-feconda\/","title":{"rendered":"Una vite ricca e feconda"},"content":{"rendered":"<h2><em>Il primo capitolo di Amoris Laetitia inizia prende le mosse dal salmo 128<\/em><\/h2>\n<p>Mille e mille sono le vocazioni tante quante sono le persone, create da Dio in una gamma infinit\u00e0 di qualit\u00e0, di tipi, di sentimenti, di fisionomie interiori ed esteriori. Esistono, per\u00f2, alcune scelte fondamentali che ognuno vive poi con le sue caratteristiche personali. Una di queste strade della vita \u00e8 quella del matrimonio e della famiglia. E i Salmi la cantano in una pagina deliziosa, divenuta il cantico nuziale per eccellenza. Si tratta del Salmo 128 che ora leggiamo.<\/p>\n<p>Beato chi teme il Signore<br \/>\ne cammina nelle sue vie!<br \/>\n&#8220;Della fatica delle tue mani certamente mangerai;<br \/>\nbeato te: avrai ogni bene!<br \/>\nLa tua sposa come vite feconda<br \/>\nnell&#8217;intimit\u00e0 della tua casa,<br \/>\ni tuoi figli come virgulti d&#8217;olivo<br \/>\nintorno alla tua mensa&#8221;.<\/p>\n<p>Ecco come \u00e8 benedetto l&#8217;uomo<br \/>\nche teme il Signore:<\/p>\n<p>&#8220;Ti benedica il Signore da Sion!<br \/>\nPossa tu vedere il bene di Gerusalemme<br \/>\nper tutti i giorni della tua vita!<br \/>\nPossa tu vedere i figli dei tuoi figli!&#8221;<br \/>\nPace su Israele!<\/p>\n<p>Due sono i quadretti che il salmo ci presenta. Essi affondano le loro radici nella realt\u00e0 umana dell&#8217;amore, della vita e del lavoro, cercando di scoprire in essi i segni dell&#8217;amore divino e della benedizione. Il primo quadro contiene una &#8220;beatitudine&#8221; (vv. 1-3) ed \u00e8 colmo di immagini vegetali classiche (la vite e l&#8217;olivo); il secondo, invece, \u00e8 una benedizione (vv. 4-6) ed apre la famiglia alla pi\u00f9 ampia comunit\u00e0 familiare di ogni ebreo, quella di Gerusalemme e di Israele.<br \/>\nDopo una proclamazione iniziale di felicit\u00e0 del giusto (v.1) , si apre la porta di questa famiglia ideale. Appare subito il padre lavoratore, colmo di beni, che da Dio non riceve solo il pane quotidiano, ma anche una mensa sovrabbondante. Ecco poi avanzare la sposa e i figli che evocano simbolicamente i due alberi emblematici di Israele, la vite e l&#8217;olivo.<br \/>\nLa vite, infatti, \u00e8 lo stemma di Israele come comunit\u00e0 &#8220;piantata e coltivata&#8221; dal Signore e chiamata a produrre frutti nel dialogo dell&#8217;alleanza. Qui l&#8217;immagine \u00e8 applicata alla donna in quanto generatrice. Come una vigna lussureggiante, appesantita da grossi grappoli e dall&#8217;abbondante fogliame, \u00e8 indizio di prosperit\u00e0 e di vita, cos\u00ec la donna feconda circondata dai suoi figli numerosi \u00e8 espressione di felicit\u00e0 e di benessere.<br \/>\nNel Cantico l&#8217;ebbrezza dell&#8217;amore \u00e8 comparata a quella del vino. Anche l&#8217;olivo nella Bibbia \u00e8 emblema di Israele, del Signore stesso, della prosperit\u00e0 e della gioia, della giustizia e dalla sapienza. L&#8217;olivo sopravvive al diluvio (Genesi 8,11) e secondo la tradizione rabbinica non si concepisce un&#8217;epoca della storia del nostro pianeta in cui non sia coltivato l&#8217;olivo. Qui, invece, \u00e8 applicato ai figli numerosi e densi di linfa come un albero maestoso di ulivo. Gi\u00e0 il poeta greco Euripide nella Medea (v.1908) affermava che &#8220;i figli sono nella casa come piccoli germogli&#8221;.<br \/>\nQuesto ritratto idilliaco presenta, perci\u00f2, la sposa fresca, seducente, tenera e soprattutto feconda secondo la tipica visione orientale, in particolare ai fini di una continuazione &#8220;immortale&#8221; della famiglia e della memoria del patriarca. La sua funzione \u00e8 squisitamente &#8220;materna&#8221;, la sua attivit\u00e0 \u00e8 essenzialmente familiare, i figli e la casa sono lo sbocco naturale e la radice stessa del suo esistere. La vite ricca di grappoli ne \u00e8, quindi, la raffigurazione ideale, come i figli sani e vigorosi riuniti attorno alla mensa sono da pensare come un oliveto denso di virgulti che promettono ruscelli di olio per i futuri raccolti.<br \/>\nAlla scena &#8220;mediterranea&#8221; e naturale della vite e dell&#8217;olivo subentra nella seconda parte del salmo un&#8217;atmosfera pi\u00f9 spirituale e religiosa con la benedizione dei vv. 4-6, formulata secondo i canoni del benessere visto come premio del giusto. Bene e male sono gi\u00e0 giudicati qui sulla terra e la prosperit\u00e0 si effonde subito sul fedele come segno visibile della sua giustizia e della sua onest\u00e0. La benedizione viene da Sion, cio\u00e8 dal tempio, e non scende solo sul singolo fedele ma sull&#8217;intera comunit\u00e0 incarnata da Gerusalemme. Il carme ci congeda col saluto ebraico di stampo messianico shalom, pace e gioia, allusivo nei confronti del nome della citt\u00e0 santa, Gerusalemme, &#8220;citt\u00e0 della pace&#8221;, ma destinato soprattutto ad ogni famiglia.<br \/>\nC&#8217;\u00e8, quindi, una vocazione al matrimonio che Dio benedice e che diventa fonte di felicit\u00e0. Anche se la pi\u00f9 comune, essa non \u00e8 per tutti e dev&#8217;essere vissuta con intensit\u00e0 e seriet\u00e0, con amore e gioia. Possiamo concludere con dei bei pensieri sul matrimonio, che il poeta libanese K. Gibran ha scritto nella sua opera Il profeta:<br \/>\n&#8220;Sarete insieme in eterno; sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni, sarete insieme anche nella silenziosa memoria di Dio. Ma lasciate che vi sia spazio nel vostro essere insieme, lasciate che i venti del paradiso danzino tra voi.<br \/>\nAmatevi l&#8217;un l&#8217;altro ma non fate dell&#8217;amore una catena: lasciate invece che vi sia un mare in movimento tra i lidi delle vostre anime. Cantate, ballate insieme e siate gioiosi, ma lasciate che ognuno sia solo. Anche le corde di un liuto sono sole, eppure formano la stessa musica. Datevi i vostri cuori ma non per possederli, perch\u00e9 solo la mano della vita pu\u00f2 contenere i vostri cuori. State in piedi insieme, ma non troppo vicini, perch\u00e9 le colonne del tempio stanno separate e la quercia e il cipresso non crescono l&#8217;una all&#8217;ombra dell&#8217;altro&#8221;. \u2022<br \/>\nGianfranco Ravasi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo capitolo di Amoris Laetitia inizia prende le mosse dal salmo 128 Mille e mille sono le vocazioni tante quante sono le persone, create da Dio in una gamma infinit\u00e0 di qualit\u00e0, di tipi, di sentimenti, di fisionomie interiori ed esteriori. 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