{"id":2964,"date":"2016-05-26T15:00:45","date_gmt":"2016-05-26T13:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2964"},"modified":"2016-05-26T12:37:06","modified_gmt":"2016-05-26T10:37:06","slug":"amoris-laetitia-i-numeri-caldi-che-daranno-da-pensare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/05\/amoris-laetitia-i-numeri-caldi-che-daranno-da-pensare\/","title":{"rendered":"Amoris laetitia: i numeri &#8220;caldi&#8221; che daranno da pensare"},"content":{"rendered":"[243]\nAi divorziati che vivono una nuova unione, \u00e8 importante far sentire che sono parte della Chiesa, che \u201cnon sono scomunicati\u201d e non sono trattati come tali, perch\u00e9 formano sempre la comunione ecclesiale. Queste situazioni \u00abesigono un attento discernimento e un accompagnamento di grande rispetto, evitando ogni linguaggio e atteggiamento che li faccia sentire discriminati e promuovendo la loro partecipazione alla vita della comunit\u00e0. Prendersi cura di loro non \u00e8 per la comunit\u00e0 cristiana un indebolimento della sua fede e della sua testimonianza circa l\u2019indissolubilit\u00e0 matrimoniale, anzi essa esprime proprio in questa cura la sua carit\u00e0\u00bb.<\/p>\n[244]\nD\u2019altra parte, un gran numero di Padri \u00abha sottolineato la necessit\u00e0 di rendere pi\u00f9 accessibili ed agili, possibilmente del tutto gratuite, le procedure per il riconoscimento dei casi di nullit\u00e0\u00bb. La lentezza dei processi crea disagio e stanca le persone. I miei due recenti Documenti su tale materia hanno portato ad una semplificazione delle procedure per una eventuale dichiarazione di nullit\u00e0 matrimoniale. Attraverso di essi ho anche voluto \u00abrendere evidente che lo stesso Vescovo nella sua Chiesa, di cui \u00e8 costituito pastore e capo, \u00e8 per ci\u00f2 stesso giudice tra i fedeli a lui affidati \u00bb. Perci\u00f2, \u00abl\u2019attuazione di questi documenti costituisce una grande responsabilit\u00e0 per gli Ordinari diocesani, chiamati a giudicare loro stessi alcune cause e, in ogni modo, ad assicurare un accesso pi\u00f9 facile dei fedeli alla giustizia. Ci\u00f2 implica la preparazione di un personale sufficiente, composto di chierici e laici, che si consacri in modo prioritario a questo servizio ecclesiale. Sar\u00e0 pertanto necessario mettere a disposizione delle persone separate o delle coppie in crisi, un servizio d\u2019informazione, di consiglio e di mediazione, legato alla pastorale familiare, che potr\u00e0 pure accogliere le persone in vista dell\u2019indagine preliminare al processo matrimoniale (cfr Mitis Iudex, art. 2-3)\u00bb.<\/p>\n<p>I CASI PARTICOLARI<\/p>\n[293]\nI Padri hanno anche considerato la situazione particolare di un matrimonio solo civile o, fatte salve le differenze, persino di una semplice convivenza in cui, \u00ab quando l\u2019unione raggiunge una notevole stabilit\u00e0 attraverso un vincolo pubblico, \u00e8 connotata da affetto profondo, da responsabilit\u00e0 nei confronti della prole, da capacit\u00e0 di superare le prove, pu\u00f2 essere vista come un\u2019occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio \u00bb. D\u2019altra parte \u00e8 preoccupante che molti giovani oggi non abbiano fiducia nel matrimonio e convivano rinviando indefinitamente l\u2019impegno coniugale, mentre altri pongono fine all\u2019impegno assunto e immediatamente ne instaurano uno nuovo. Coloro \u00ab che fanno parte della Chiesa hanno bisogno di un\u2019attenzione pastorale misericordiosa e incoraggiante \u00bb. Infatti, ai Pastori compete non solo la promozione del matrimonio cristiano, ma anche \u00ab il discernimento pastorale delle situazioni di tanti che non vivono pi\u00f9 questa realt\u00e0 \u00bb, per \u00ab entrare in dialogo pastorale con tali persone al fine di evidenziare gli elementi della loro vita che possono condurre a una maggiore apertura al Vangelo del matrimonio nella sua pienezza \u00bb. Nel discernimento pastorale conviene \u00ab identificare elementi che possono favorire l\u2019evangelizzazione e la crescita umana e spirituale \u00bb.<\/p>\n[294]\n\u00abLa scelta del matrimonio civile o, in diversi casi, della semplice convivenza, molto spesso non \u00e8 motivata da pregiudizi o resistenze nei confronti dell\u2019unione sacramentale, ma da situazioni culturali o contingenti\u00bb. In queste situazioni potranno essere valorizzati quei segni di amore che in qualche modo riflettono l\u2019amore di Dio. Sappiamo che \u00ab\u00e8 in continua crescita il numero di coloro che, dopo aver vissuto insieme per lungo tempo, chiedono la celebrazione del matrimonio in chiesa. La semplice convivenza \u00e8 spesso scelta a causa della mentalit\u00e0 generale contraria alle istituzioni e agli impegni definitivi, ma anche per l\u2019attesa di una sicurezza esistenziale (lavoro e salario fisso). In altri Paesi, infine, le unioni di fatto sono molto numerose, non solo per il rigetto dei valori della famiglia e del matrimonio, ma soprattutto per il fatto che sposarsi \u00e8 percepito come un lusso, per le condizioni sociali, cos\u00ec che la miseria materiale spinge a vivere unioni di fatto \u00bb. Comunque, \u00ab tutte queste situazioni vanno affrontate in maniera costruttiva, cercando di trasformarle in opportunit\u00e0 di cammino verso la pienezza del matrimonio e della famiglia alla luce del Vangelo. Si tratta di accoglierle e accompagnarle con pazienza e delicatezza \u00bb. \u00c8 quello che ha fatto Ges\u00f9 con la samaritana (cfr Gv 4,1-26): rivolse una parola al suo desiderio di amore vero, per liberarla da tutto ci\u00f2 che oscurava la sua vita e guidarla alla gioia piena del Vangelo.<\/p>\n[295]\nIn questa linea, san Giovanni Paolo II proponeva la cosiddetta \u201clegge della gradualit\u00e0\u201d, nella consapevolezza che l\u2019essere umano \u00ab conosce, ama e realizza il bene morale secondo tappe di crescita \u00bb. [\u2026] \u00ab avanza gradualmente con la progressiva integrazione dei doni di Dio e delle esigenze del suo amore definitivo ed assoluto nell\u2019intera vita personale e sociale dell\u2019uomo \u00bb.<br \/>\n[296]\nIl Sinodo si \u00e8 riferito a diverse situazioni di fragilit\u00e0 o di imperfezione. Al riguardo, desidero qui ricordare ci\u00f2 che ho voluto prospettare con chiarezza a tutta la Chiesa perch\u00e9 non ci capiti di sbagliare strada: \u00ab due logiche percorrono tutta la storia della Chiesa: emarginare e reintegrare [\u2026]. La strada della Chiesa, dal Concilio di Gerusalemme in poi, \u00e8 sempre quella di Ges\u00f9: della misericordia e dell\u2019integrazione [\u2026]. La strada della Chiesa \u00e8 quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero [\u2026]. Perch\u00e9 la carit\u00e0 vera \u00e8 sempre immeritata, incondizionata e gratuita!\u00bb. Pertanto, \u00ab sono da evitare giudizi che non tengono conto della complessit\u00e0 delle diverse situazioni, ed \u00e8 necessario essere attenti al modo in cui le persone vivono e soffrono a motivo della loro condizione \u00bb.<\/p>\n[297] Si tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunit\u00e0 ecclesiale, perch\u00e9 si senta oggetto di una misericordia \u201c immeritata, incondizionata e gratuita\u201d. Nessuno pu\u00f2 essere condannato per sempre, perch\u00e9 questa non \u00e8 la logica del Vangelo! Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino. Ovviamente, se qualcuno ostenta un peccato oggettivo come se facesse parte dell\u2019ideale cristiano, o vuole imporre qualcosa di diverso da quello che insegna la Chiesa, non pu\u00f2 pretendere di fare catechesi o di predicare, e in questo senso c\u2019\u00e8 qualcosa che lo separa dalla comunit\u00e0 (cfr Mt 18,17). Ha bisogno di ascoltare nuovamente l\u2019annuncio del Vangelo e l\u2019invito alla conversione. Ma perfino per questa persona pu\u00f2 esserci qualche maniera di partecipare alla vita della comunit\u00e0: in impegni sociali, in riunioni di preghiera, o secondo quello che la sua personale iniziativa, insieme al discernimento del Pastore, pu\u00f2 suggerire. Riguardo al modo di trattare le diverse situazioni dette \u201cirregolari\u201d, i Padri sinodali hanno raggiunto un consenso generale, che sostengo: \u00abIn ordine ad un approccio pastorale verso le persone che hanno contratto matrimonio civile, che sono divorziati e risposati, o che semplicemente convivono, compete alla Chiesa rivelare loro la divina pedagogia della grazia nella loro vita e aiutarle a raggiungere la pienezza del piano di Dio in loro\u00bb, sempre possibile con la forza dello Spirito Santo.<\/p>\n[298]\nI divorziati che vivono una nuova unione, per esempio, possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale. Una cosa \u00e8 una seconda unione consolidata nel tempo, con nuovi figli, con provata fedelt\u00e0, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza dell\u2019irregolarit\u00e0 della propria situazione e grande difficolt\u00e0 a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe. La Chiesa riconosce situazioni in cui \u00ab l\u2019uomo e la donna, per seri motivi \u2013 quali, ad esempio, l\u2019educazione dei figli \u2013 non possono soddisfare l\u2019obbligo della separazione \u00bb. C\u2019\u00e8 anche il caso di quanti hanno fatto grandi sforzi per salvare il primo matrimonio e hanno subito un abbandono ingiusto, o quello di \u00abcoloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell\u2019educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido\u00bb. Altra cosa invece \u00e8 una nuova unione che viene da un recente divorzio, con tutte le conseguenze di sofferenza e di confusione che colpiscono i figli e famiglie intere, o la situazione di qualcuno che ripetutamente ha mancato ai suoi impegni familiari. Dev\u2019essere chiaro che questo non \u00e8 l\u2019ideale che il Vangelo propone per il matrimonio e la famiglia. I Padri sinodali hanno affermato che il discernimento dei Pastori deve sempre farsi \u00ab distinguendo adeguatamente \u00bb, con uno sguardo che discerna bene le situazioni. Sappiamo che non esistono \u00absemplici ricette\u00bb.<\/p>\n<p>LA NOTA 351 del Punto 305 dice: \u201cIn certi casi, potrebbe essere anche l\u2019aiuto dei Sacramenti. Per questo, \u00ab ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev\u2019essere una sala di tortura bens\u00ec il luogo della misericordia del Signore \u00bb (Esort. ap. Evangelii gaudium [24 novembre 2013], 44: AAS 105 [2013], 1038). Ugualmente segnalo che l\u2019Eucaristia \u00ab non \u00e8 un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli \u00bb (ibid., 47: 1039).\u201d \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[243] Ai divorziati che vivono una nuova unione, \u00e8 importante far sentire che sono parte della Chiesa, che \u201cnon sono scomunicati\u201d e non sono trattati come tali, perch\u00e9 formano sempre la comunione ecclesiale. 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