{"id":2869,"date":"2016-05-13T14:30:49","date_gmt":"2016-05-13T12:30:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2869"},"modified":"2016-05-09T14:14:17","modified_gmt":"2016-05-09T12:14:17","slug":"la-lezione-di-vita-di-un-giovane-eroe-israeliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/05\/la-lezione-di-vita-di-un-giovane-eroe-israeliano\/","title":{"rendered":"La lezione di vita di un giovane eroe israeliano"},"content":{"rendered":"<p>Le lettere di \u00a0Yonathan Netanyahu, il fratello dell&#8217;attuale primo ministro d&#8217;Israele, ucciso in Uganda, nel blitz di Entebbe del 1976<\/p>\n<figure id=\"attachment_2871\" aria-describedby=\"caption-attachment-2871\" style=\"width: 228px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Yoni-candid.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2871\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Yoni-candid.jpg\" alt=\"Yonathan Netanyahu\" width=\"228\" height=\"274\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2871\" class=\"wp-caption-text\">Yonathan Netanyahu<\/figcaption><\/figure>\n<p>Qualche anno fa, lessi un articolo che ricordava il blitz di Entebbe del 1976 in cui un\u2019unit\u00e0 scelta dell\u2019esercito israeliano atterr\u00f2 in piena notte nell\u2019aeroporto della citt\u00e0 ugandese per liberare pi\u00f9 di cento ostaggi ebrei e israeliani tenuti l\u00ec da terroristi tedeschi e palestinesi dopo il dirottamento di un volo partito da Tel Aviv e diretto a Parigi. A comandare quell\u2019impresa epocale era un giovane tenente-colonnello, comandante di Sayeret Matkal, la pi\u00f9 prestigiosa unit\u00e0 dell\u2019esercito israeliano. Il suo nome era Yonathan Netanyahu.<br \/>\nDurante il mio soggiorno in Israele per fare ricerca su questo libro, ho avuto modo di conoscere e parlare con entrambi i suoi fratelli: Iddo, medico e autore teatrale, e Benjamin, il primo ministro, che ha avuto la cortesia di ricevermi nella sua residenza di Gerusalemme.<br \/>\nYonathan (Yoni) fu l\u2019unico caduto israeliano di tutta l\u2019operazione. In quell\u2019articolo erano riportati anche dei brani dalle lettere che dai diciassette ai trent\u2019anni, ovvero fino a pochi giorni prima di morire, Yoni aveva inviato ai suoi cari. Ne restai colpito per l\u2019intensit\u00e0, la durezza, la dolcezza e la profondit\u00e0 dell\u2019analisi storico-politica. Ordinai il libro su Amazon (in quel momento ero a Londra e sembrava che nessuna libreria ne possedesse una copia n\u00e9 che fosse in grado di ordinarla).<br \/>\nDalle lettere emergeva una sorta di romanzo epistolare di formazione di un giovane che, dopo essere stato plasmato dalla storia del proprio Paese l\u2019avrebbe a sua volta plasmato con l\u2019eccezionalit\u00e0 della sua impresa e del suo carattere. Il cammino di un individuo, del tutto consapevole di s\u00e9 e delle proprie capacit\u00e0, come si pu\u00f2 notare fin dalle prime lettere, ma che vive con profondit\u00e0 e drammaticit\u00e0 prima l\u2019essere lontano da Israele e poi il suo ruolo all\u2019interno dell\u2019esercito. C\u2019\u00e8 tutta la trasformazione di un giovane intellettuale in un grande combattente, che altro non voleva fare se non difendere l\u2019esistenza del suo Stato e della sua gente. Un percorso perfetto e brutale, mai dimenticato. Visitando il cimitero militare di Gerusalemme, appoggiato su un fianco del Monte Herzl, la tomba di Yoni, una tra le tantissime tutte identiche le une alle altre, si staccava soltanto per la quantit\u00e0 di sassolini depositati sopra di essa, a testimonianza della quantit\u00e0 di persone passate di l\u00ec a dare il loro rispettoso saluto a questo giovane eroe.<br \/>\nL\u2019eroe, appunto. Terminato di leggere il libro fu quella la prima cosa a colpirmi. L\u2019inequivocabilit\u00e0 di ci\u00f2 che la sua figura rappresentava. Un eroe autentico, classico, epico.<br \/>\n[&#8230;]\nL\u2019eroe dunque, e la sua formazione. Nelle lettere c\u2019\u00e8 il dipanarsi di questo racconto epico. Iniziano dal 1963 quando Yoni era con la famiglia negli Stati Uniti dove il padre Benzion, grande storico, direttore dell\u2019Encyclopedia Judaica e, in precedenza, assistente per anni di Jabotinski, uno dei padri della rinnovata idea dello Stato d\u2019\u00ccsraele, si trovava per fare ricerca. La prima lettera la scrive dai sobborghi di Filadelfia a un suo ex compagno di classe di Gerusalemme. Da qui, come in tutte le altre lettere del suo anno americano, si sente un costante desiderio di fare ritorno in patria. Non importa se la famiglia, a cui pure era legatissimo, si trovava l\u00ec con lui. Era alla sua terra che Yoni voleva costantemente ritornare. Ritornare per difenderne l\u2019esistenza. E questo accadr\u00e0 l\u2019anno successivo. Nell\u2019estate del 1964 ritorna in Israele, da solo perch\u00e9 la famiglia era rimasta negli Stati Uniti, per iniziare il servizio militare. Sar\u00e0 il momento che cambier\u00e0 tutto. [&#8230;]\nDalle sue lettere non traspare mai uno spirito militarista, anzi, a volte si avverte il disagio per una vita che non sente interamente sua. Fino a pochi giorni prima della sua morte, fino alle sue ultime lettere, si trover\u00e0 sempre il desiderio di questo giovanissimo colonnello, comandante di Sayeret Matkal, la pi\u00f9 prestigiosa unit\u00e0 dell\u2019elite dell\u2019esercito israeliano, di fare ritorno alla vita civile. Perch\u00e9 questo \u00e8 il punto. Yoni non era uno studente qualsiasi. Era stato ammesso ad Harvard e aveva ricevuto lettere d\u2019invito da Yale e Princeton.<br \/>\nFinito il servizio militare obbligatorio per ogni israeliano maggiorenne avrebbe potuto fare ritorno ad Harvard, dove aveva iniziato gli studi di matematica e filosofia per poi abbandonarli perch\u00e9 l\u2019impulso a tornare nel suo Paese per difendere l\u2019esistenza stessa di Israele superava ogni altra aspirazione. C\u2019\u00e8 un passaggio, in una lettera indirizzata alla sua compagna Bruria durante il periodo di Pasqua del 1975, in cui si capisce chiaramente quanto profondo sia l\u2019attaccamento di Yoni a Israele e il suo legame con tutta l\u2019eredit\u00e0 ebraica: \u201cHo sempre pensato che fosse la pi\u00f9 bella tra le nostre feste. \u00c8 un\u2019antica celebrazione di libert\u00e0, migliaia di anni di libert\u00e0. Quando navigo indietro nei mari della nostra storia, percorro lunghi anni di sofferenza, di oppressione, di massacri, di ghetti, di espulsioni, di umiliazione; molti anni che, in una prospettiva storica, sembrano vuoti di ogni raggio di luce, eppure non \u00e8 cos\u00ec. Perch\u00e9 il fatto che l\u2019idea della libert\u00e0 sia rimasta, che la speranza persisteva, che la fiamma della libert\u00e0 continuava a bruciare attraverso l\u2019osservanza di questa antica festa, \u00e8 per me testimonianza dell\u2019eternit\u00e0 della tensione verso la libert\u00e0 e dell\u2019idea di libert\u00e0 in Israele. [&#8230;]\nIl mio anelito verso il passato si mescola con il mio desiderio per te e, a causa tua, scendo nel mio passato e trovo il tempo e la voglia di ricordare per condividere la mia vita con te. E con \u201cpassato\u201d non intendo soltanto il mio proprio passato, ma il modo in cui vedo me stesso: come una parte inseparabile, un anello della catena della nostra esistenza e dell\u2019indipendenza di Israele.\u201d E lui, che si sente appunto un anello della catena dell\u2019esistenza di Israele e del popolo ebraico, ritiene che il suo dovere morale, la sua chiamata sia quella per la difesa dello Stato ebraico. Scrive Yoni: \u201c[il nostro esercito] \u00e8 l\u2019unica cosa che si interpone tra noi e il massacro della nostra gente, come successo in passato. Il nostro Stato esiste e continuer\u00e0 ad esistere finch\u00e9 riusciremo a difenderci. Sento che devo dare una mano\u201d.<br \/>\nUn giovane che avrebbe potuto essere qualsiasi cosa, che poteva avere davanti a s\u00e9 una carriera splendida negli Stati Uniti, sceglie di tornare in uno dei luoghi pi\u00f9 violenti e pericolosi al mondo, sceglie di vivere la difficile e poco remunerativa vita dell\u2019esercito, per la necessit\u00e0 di abbracciare ci\u00f2 in cui crede. Sceglie, con tutta la forza e la radicalit\u00e0 che questa parola implica, la propria strada.<br \/>\nQuando, con Liberilibri, decidemmo di tradurre le lettere di Yoni in italiano, non ci stup\u00ec affatto che nessuno ci avesse pensato prima. L\u2019atteggiamento dei Paesi occidentali verso Israele \u00e8 quello che si ha, quando va bene, verso un compagno di classe troppo agitato, uno che sembra non faccia altro che creare problemi.<br \/>\nAltrimenti \u00e8 un atteggiamento di disprezzo tout court, si guarda a Israele come a una forza di occupazione che piega sotto il suo giogo i palestinesi, o addirittura come il cancro originario che ha generato il radicalismo musulmano e la destabilizzazione del Medio Oriente di cui siamo testimoni ogni giorno.<br \/>\nDel resto, mi sembra chiaro che il disprezzo in cui la maggior parte degli europei tiene Israele sia in parte dovuto a una buona dose di odio verso noi stessi e verso i nostri valori fondativi che sembriamo aver rimosso e che invece rappresentano la spina dorsale su cui si regge lo stato ebraico.<br \/>\nParlo dell\u2019orgoglio di esistere e dell\u2019orgoglio per la nostra storia e la nostra identit\u00e0, la volont\u00e0 di vivere e di progredire, la capacit\u00e0 di resistere, con tutti i mezzi necessari, agli attacchi di chi vuole privarci della nostra libert\u00e0 e della nostra cultura. Israele, oltre ad avere tutti i canoni di un grande Paese occidentale in termini di libert\u00e0 e diritti, poggia solidamente su questi valori che l\u2019Europa ha rimosso o tende a rimuovere perch\u00e9 troppo impegnativi, soffocandoli dentro la rete del politicamente corretto e del solito senso di colpa verso tutto ci\u00f2 che non \u00e8 Occidente.<br \/>\nLa figura di Yoni e le sue scelte esemplificano perfettamente questi valori. Una terra come l\u2019Europa, in cui non solo i governi ma gli individui sembrano aver perso completamente di vista questi valori, appare sempre di pi\u00f9 come un luogo privo di identit\u00e0 e di rispetto di s\u00e9. Appare come una terra perfetta per essere conquistata perch\u00e9 svuotata di qualsiasi tipo di identit\u00e0 propria.<br \/>\nLa rinuncia alle scelte difficili, di cui \u00e8 la politica a farsi carico, non pu\u00f2 per\u00f2 certo essere imputata alla politica stessa.<br \/>\nViviamo in un sistema rappresentativo, tutto ci\u00f2 che viene fatto \u00e8 lo specchio inevitabile delle scelte, o, per meglio dire, delle non-scelte dei singoli. Libert\u00e0 e tolleranza, i valori essenziali e strutturali da cui derivano tutti gli altri, non vivono di vita propria. Sono strutture fragili e, come tali, vanno difese.<br \/>\nNon pu\u00f2 esistere la libert\u00e0 a meno che non venga difesa e quindi, la domanda da porsi diventa molto semplice e radicalmente individuale: cosa sono disposto a fare per difendermi? Quando la risposta \u00e8 generica o evasiva equivale a dire non sono disposto a fare niente. E vedere altri, in questo caso Israele, che invece scelgono con drammatica determinazione ci mette con le spalle al muro, misura tutta la distanza che c\u2019\u00e8 tra ci\u00f2 che dovremmo fare e ci\u00f2 che non vorremmo dover fare.<br \/>\nL\u2019Europa contemporanea, i giovani pi\u00f9 di tutti gli altri, dovrebbero guardare a Yoni come a una figura esemplare perch\u00e9 l\u2019Europa appare sempre pi\u00f9 simile a Israele.<br \/>\nA Gerusalemme, Iddo, il terzo dei fratelli Netanyahu, ha avuto la gentilezza di farmi da guida. In uno di questi pomeriggi, mentre stavamo finendo il pranzo, gli \u00e8 arrivata una telefonata dall\u2019ufficio del primo ministro: avevano trovato una mezz\u2019ora per inserire un incontro con lui. Terminati i lunghi controlli all\u2019ingresso della residenza ufficiale, siamo entrati nel patio della villa e abbiamo atteso il suo arrivo su uno dei divani sotto i portici. Dopo poco, da una delle porte-finestre che affacciano sul patio, \u00e8 comparso Benjamin Netanyahu. [&#8230;]\nParliamo di Yoni, con lui e con Iddo. Mi raccontano della loro vita da ragazzi, delle esperienze fatte insieme e di come il fratello maggiore sia stata una figura fondamentale nella loro formazione. Yoni rappresentava un esempio per i suoi fratelli a cui lui era legato da un profondissimo affetto.<br \/>\nNel 1967, nel periodo in cui Yoni era brevemente ritornato a studiare ad Harvard, scrive a Benjamin che, in quel momento, diciottenne, si trovava in Israele per il servizio militare: \u201cMolto spesso, soprattutto qui in America, mi manchi terribilmente. Anche quando ero in Israele non sentivo la mancanza di nessuno di casa quanto sentivo la tua. Penso che la ragione sia che tu sei il solo vero amico che io abbia mai avuto e che con te ho raggiunto un perfetto livello di reciproca comprensione in tutto.\u201d<br \/>\nSulla via del ritorno in Italia, il tassista che mi ha portato da Tel Aviv all\u2019aeroporto era di origine georgiana, aveva circa settant\u2019anni ed era arrivato in Israele nel 1970. Aveva combattuto nella guerra del Kippur e aveva continuato a servire nell\u2019esercito come riservista fino a cinquantacinque anni. Gli ho chiesto come vedesse la politica israeliana e dalle sue risposte sembrava uno di quei tassisti grillini che chiamano La Zanzara: i politici sono tutti ladri, a me non piace nessun partito, a me piacevano solo i leader del passato come Begin o Rabin.<br \/>\nA quel punto gli ho chiesto cosa ne pensasse in generale dello Stato d\u2019Israele. Ha assunto un\u2019aria di grande calma e mi ha risposto semplicemente che Israele era la cosa pi\u00f9 importante della sua vita perch\u00e9, ha detto, \u201cnon mi fa sentire pi\u00f9 soltanto ebreo, mi fa sentire israeliano\u201d.<br \/>\nHo pensato a lungo a questa risposta, cercando di capirne bene il significato che per\u00f2, in realt\u00e0, era tutto l\u00ec davanti. Israele significa la costruzione di uno Stato, basato su una identit\u00e0 condivisa e su una storia, in cui tutti gli ebrei del mondo, pi\u00f9 o meno credenti, possono trovare un\u2019identit\u00e0 data dalla nuova identit\u00e0 statuale e territoriale che prima si disperdeva all\u2019interno delle varie comunit\u00e0 locali in cui gli ebrei si mescolavano. Attraverso i confini, attraverso la costruzione di una nazione si \u00e8 generata o, per meglio dire, si \u00e8 definita un\u2019identit\u00e0 da coltivare e da difendere.<br \/>\nL\u2019Europa, chiaramente, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere questo. Gli Stati nazionali in Occidente stanno perdendo il loro senso. Non perch\u00e9 sia stato deciso da qualcuno ma perch\u00e9 le istituzioni sono come organismi, tendono a evolvere, a modificarsi, ad adattarsi all\u2019ambiente circostante. La mutazione nelle tecnologie e nella percezione del mondo da parte degli individui ha naturalmente portato all\u2019abbattimento delle frontiere tra gli Stati pi\u00f9 avanzati e mutualmente pacifici generando, in modo spontaneo, la tensione verso un nuovo ordine. Un ordine che, per\u00f2, non \u00e8 ancora qui. Ed \u00e8 proprio nel momento della mutazione, in quel momento di indefinitezza di identit\u00e0, che si \u00e8 pi\u00f9 vulnerabili agli attacchi. [&#8230;]\nIl male si batte soltanto con un cosciente, per quanto drammatico, atto di violenza. Questo significa guardare in faccia la propria epoca con realismo e razionalit\u00e0. Significa assumersi la responsabilit\u00e0 di agire su di essa e di plasmarla secondo quei valori che noi riteniamo giusti e da difendere.<br \/>\nPer questo nulla \u00e8 possibile, nulla si pu\u00f2 fare, per questo niente cambier\u00e0 finch\u00e9 non decideremo di smetterla di giocare con i buoni sentimenti e di tornare, con sguardo lucido e mente fredda, a pensare chi vogliamo essere. Altrimenti, come \u00e8 giusto che sia, come capita a tutto ci\u00f2 che smette di combattere per vivere, saremo sommersi e sostituiti. \u2022<\/p>\n<p>Michele Silenzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le lettere di \u00a0Yonathan Netanyahu, il fratello dell&#8217;attuale primo ministro d&#8217;Israele, ucciso in Uganda, nel blitz di Entebbe del 1976 Qualche anno fa, lessi un articolo che ricordava il blitz di Entebbe del 1976 in cui un\u2019unit\u00e0 scelta dell\u2019esercito israeliano atterr\u00f2 in piena notte nell\u2019aeroporto della citt\u00e0 ugandese per liberare pi\u00f9 di cento ostaggi ebrei &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":2870,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[1078,396,387,1048,1076,1079],"class_list":["post-2869","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-artecultura","tag-israele","tag-libro","tag-michele-silenzi","tag-numero-8-2016","tag-yonathan-netanyahu","tag-yoni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/libro.png","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-Kh","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2869","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2869"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2869\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2872,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2869\/revisions\/2872"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2870"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2869"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2869"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2869"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}