{"id":2839,"date":"2016-05-11T14:30:58","date_gmt":"2016-05-11T12:30:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2839"},"modified":"2024-11-06T17:25:48","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:48","slug":"quale-prete-per-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/05\/quale-prete-per-oggi\/","title":{"rendered":"Quale prete per oggi?"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Dal Molin: \u201cUn uomo tra la gente\u201d. Parola e testimonianza<\/p>\n<p>All&#8217;Assemblea generale della Cei di maggio si parler\u00e0 di\u00a0rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente. Per monsignor\u00a0Domenico Dal Molin, direttore dell\u2019Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni,\u00a0&#8220;la qualit\u00e0 di vita dei presbiteri sta attraversando un periodo di sofferenza&#8221; e dunque &#8220;dobbiamo ripensare insieme il nostro modo di essere preti&#8221;. L&#8217;importanza del discernimento per l&#8217;accesso al sacerdozio,\u00a0il rapporto con i laici e i religiosi.<\/p>\n<p>Quale modello di prete sogna la Chiesa italiana?<br \/>\nMonsignor\u00a0Domenico Dal Molin, direttore dell\u2019Ufficio nazionale Cei per la pastorale delle vocazioni, ha le idee chiare: \u201cUn presbitero vicino alla gente che sia uomo della Parola, della grazia e della misericordia\u201d. Mons. Dal Molin certifica lo stato di salute del clero italiano in vista della prossima Assemblea generale della Cei che sar\u00e0 dedicata al rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente.<br \/>\nA quale figura di sacerdote tende la Chiesa italiana?<br \/>\nSulla spinta della\u00a0Pastores Dabo Vobis\u00a0di Giovanni Paolo II, la Chiesa italiana ha puntato sulla formazione permanente e sul presbitero come uomo della carit\u00e0 pastorale. L\u2019entusiasmo del post-Concilio, per\u00f2, si \u00e8 affievolito nel tempo, anche per l\u2019emergere di una serie di compiti accessori che vanno dall\u2019amministrazione della parrocchia alle mansioni burocratiche.<br \/>\nVogliamo rilanciare il modello di un prete che sia uomo di Dio e prossimo alle persone.<br \/>\n\u201cEsperti in umanit\u00e0\u201d, come diceva Paolo VI, ma anche nella Parola.<\/p>\n<p>Cambier\u00e0 il rapporto dei vescovi con il clero diocesano?<br \/>\nI vescovi sono i pastori della comunit\u00e0 e le guide dei loro preti. \u00c8 importante che vivano una paternit\u00e0 episcopale, dando priorit\u00e0 all\u2019incontro con il presbiterio, mentre \u00e8 necessario che i preti sperimentino un maggiore senso di appartenenza. Risuonano le\u00a0parole di Papa Francesco all\u2019episcopato brasiliano: \u201cCari Fratelli, se non formeremo ministri capaci di riscaldare il cuore alla gente, di camminare nella notte con loro, di dialogare con le loro illusioni e delusioni, di ricomporre le loro disintegrazioni, che cosa potremo sperare per il cammino presente e futuro?\u201d. La Chiesa non \u00e8 un \u201ctransatlantico alla deriva\u201d, aggiunse in quell\u2019occasione, ma segue sempre una \u201cbussola\u201d. Ebbene, il prete deve essere attento alle attese e alle disillusioni delle persone, ma durante la notte non pu\u00f2 smarrire la strada perch\u00e9 guidato dalla bussola della fede.<\/p>\n<p>Anche la formazione permanente torna al centro dell\u2019attenzione.<br \/>\nLa qualit\u00e0 di vita dei presbiteri sta attraversando un periodo di sofferenza. Anche se i numeri non sono catastrofici, e in Italia continuano a esserci circa 33mila preti compresi quelli non nativi, si avverte la fatica e l\u2019affanno legato a tante attivit\u00e0 che distolgono l\u2019attenzione.<br \/>\nIl prete italiano ha sempre avuto la caratteristica di essere un uomo tra la gente, presente nei momenti significativi della vita delle persone. \u00c8 un tratto unico nel panorama europeo.<br \/>\nE poi si percepisce lo sforzo di mantenere un certo livello di formazione culturale e di vita spirituale. Se vengono meno queste dimensioni, la vita del prete va in difficolt\u00e0. Per tali ragioni \u00e8 decisivo tornare a mettere al centro la formazione permanente.<\/p>\n<p>La tendenza ad isolarsi \u00e8 pericolosa per il sacerdote?<br \/>\nDopo il Concilio, \u00e8 iniziato un lungo percorso che ha portato dalla declinazione al plurale della vita del prete a una forma quasi individualistica, oggi diffusa tra le giovani generazioni. Nonostante la vita di seminario formi alla vita comunitaria, l\u2019ordinazione sacerdotale talvolta viene vissuta come una liberazione che permette di tornare ai propri spazi e a una certa autoreferenzialit\u00e0. E questo non \u00e8 un bene.<\/p>\n<p>Dunque, si chiede un cambiamento impegnativo?<br \/>\nS\u00ec, perch\u00e9 andiamo a toccare lo stile di vita del prete. Non si tratta pi\u00f9 di formazione permanente come corso di aggiornamento o settimana di ritiro. Certo, sono tutte cose necessarie, ma l\u2019essenziale \u00e8 altrove. Dobbiamo ripensare insieme il nostro modo di essere preti.<\/p>\n<p>Cosa fa la Chiesa italiana per stimolare nuove vocazioni?<br \/>\nUn grande lavoro nascosto, perch\u00e9 la pastorale vocazionale non \u00e8 fatta di grandi eventi.<br \/>\nLa sfida \u00e8 lavorare sulla formazione e sulla motivazione degli animatori. \u00c8 un servizio apparentemente in perdita, si semina oggi perch\u00e9 qualcun altro possa raccogliere domani.<br \/>\nPer questo \u00e8 fondamentale vivere il senso di gratuit\u00e0 e di rispetto delle persone, nonostante ci siano ancora situazioni di reclutamento legate al passato e all\u2019ansia dei numeri. Ma Francesco non lascia spazio a dubbi nella\u00a0Evangelii Gaudium: \u201cNon si possono riempire i seminari sulla base di qualunque tipo di motivazione, tanto meno se queste sono legate ad insicurezza affettiva, a ricerca di forme di potere, gloria umana o benessere economico\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 il rischio di un discernimento poco attento nell\u2019accesso al sacerdozio?<br \/>\nIl discernimento \u00e8 una cosa seria, deve verificare l\u2019idoneit\u00e0 delle persone e non interessarsi dei numeri. Anche per questa ragione riteniamo importante la formazione all\u2019accompagnamento spirituale, al fine di aiutare le persone a compiere scelte. \u00c8 un passaggio decisivo in un\u2019epoca della non-scelta, in una cultura che invita a non impegnarsi. Vogliamo essere presenti sul territorio, a contatto con i centri vocazionali diocesani, i presbiteri, i laici e le famiglie, per mostrare che l\u2019annuncio vocazionale non va per delega. \u00c8 rivolto a ciascuno di noi. Tutti siamo responsabili delle vocazioni all\u2019interno della Chiesa.<\/p>\n<p>Come invertire o arrestare, allora, il calo delle vocazioni?<br \/>\nOggi la vera pastorale vocazionale passa per la testimonianza di vita.<br \/>\nNel passato potevamo contare su una grande forza che derivava dal senso di appartenenza a una comunit\u00e0. Adesso \u00e8 arrivato il tempo di tornare ad annunciare la fede: dove ci sono figure significative di preti, religiose, consacrati o coppie si genera un entusiasmo che attrae. Per dirla con il Papa, la missione cristiana non \u00e8\u00a0\u201cfare proselitismo\u201d. E poi non dobbiamo dimenticare i laici e i religiosi\u2026<\/p>\n<p>In che senso?<br \/>\nC\u2019\u00e8 un risveglio di consapevolezza vocazionale tra i laici e su questo aspetto bisognerebbe lavorare. Noto la sensibilit\u00e0 di coppie e di famiglie coscienti che il prete non pu\u00f2 lavorare da solo.<br \/>\nSogno una Chiesa in cui, seppure diminuiscono i preti, ci sia un senso di corresponsabilit\u00e0 che valorizzi anche la vita consacrata. Sarebbe una risorsa preziosa, in un tempo di debolezza, per il servizio pastorale. Non siamo ancora arrivati ad avere comunit\u00e0 cristiane tanto accorte e generative, ma la strada da percorrere \u00e8 quella giusta.<\/p>\n<p>Stanno cadendo anche gli ultimi steccati che dividevano il clero diocesano e i consacrati?<br \/>\nFino a cinque o dieci anni fa, la pastorale vocazionale era gestita in proprio dagli Istituti religiosi. Ora si avverte un forte bisogno di sinergia. Emerge il desiderio di condividere e di partecipare, senza sprecare energie. Bisogna uscire dai recinti, nell\u2019ottica di una maggiore collaborazione. Alcuni pregiudizi sono gi\u00e0 stati superati. I religiosi possono condividere ancora di pi\u00f9 l\u2019identit\u00e0 di profezia e di carisma all\u2019interno delle comunit\u00e0 cristiane e tra i preti. Dobbiamo far conoscere la vita consacrata ai seminaristi, che non la frequentano molto, e chiedere ai religiosi di affacciarsi nelle nostre realt\u00e0. \u2022<\/p>\n<p>Riccardo Benotti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Dal Molin: \u201cUn uomo tra la gente\u201d. Parola e testimonianza All&#8217;Assemblea generale della Cei di maggio si parler\u00e0 di\u00a0rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente. Per monsignor\u00a0Domenico Dal Molin, direttore dell\u2019Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni,\u00a0&#8220;la qualit\u00e0 di vita dei presbiteri sta attraversando un periodo di sofferenza&#8221; e dunque &#8220;dobbiamo ripensare &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":2840,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[761],"tags":[115,1066,1048,1065],"class_list":["post-2839","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","","category-la-chiesa","tag-intervista","tag-monsignor-domenico-dal-molin","tag-numero-8-2016","tag-riccardo-benotti"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/794526_54797371.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-JN","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2839","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2839"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2839\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2841,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2839\/revisions\/2841"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}