{"id":282,"date":"2013-01-28T14:57:59","date_gmt":"2013-01-28T14:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=282"},"modified":"2024-11-06T16:56:18","modified_gmt":"2024-11-06T15:56:18","slug":"dio-esiste-io-lho-incontrato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/01\/dio-esiste-io-lho-incontrato\/","title":{"rendered":"Dio esiste, io l&#8217;ho incontrato"},"content":{"rendered":"<p><em>C\u2019\u00e8 un ordine, nell\u2019universo, ed alla sommit\u00e0, al di l\u00e0 di questo velo di nebbia risplendente, l\u2019evidenza di Dio, l\u2019evidenza fatta presenza e l\u2019evidenza fatta persona di colui che un istante prima avrei negato, colui che i cristiani chiamano \u201cpadre nostro\u201d, e del quale sento tutta la dolcezza, una dolcezza diversa da tutte le altre<\/em> (Andr\u00e9 Frossard, Dio esiste, io l\u2019ho incontrato, pag. 144, Torino 2012).<\/p>\n<p><!--more-->\u00c8 una delle tante citazioni da cui partire per presentare il libro di Andr\u00e9 Frossard: Dio esiste, io l\u2019ho incontrato. Non sapevo decidermi quale scegliere per dare inizio all\u2019articolo. Tutto il testo \u00e8 una testimonianza alla verit\u00e0. Rappresent\u00f2, quando usc\u00ec, nel lontano 1969, quasi un caso politico e letterario. L\u2019autore, Andr\u00e9 Frossard (1915- 1995), ateo dichiarato, socialista, figlio del segretario generale del Partito Comunista Francese, arrivava alla conclusione della esistenza di Dio, quasi a divenirne poi un suo messaggero nel mondo, in modo del tutto causale. A vent\u2019anni, in un magnifico pomeriggio d\u2019estate, Andr\u00e9, in compagnia del suo amico Willemin che lavora con lui al giornale, gira per una delle tante strade del quartiere latino, a Parigi: rue Claude-Bernard, poi rue d\u2019Ulm. Qui, l\u2019amico si stacca da lui ed entra in una chiesetta. \u201cMotivo di pi\u00f9 per restarmene dov\u2019ero\u201d, scrive Andr\u00e9 Frossard, in quanto, niente lo predisponeva alla religione, ad eccezione del fatto che non aveva religione. Per la sera avrebbe avuto un appuntamento con \u201cuna tedeschina di Belle Arti, bionda, i tratti delicati delle ragazze paffutelle, che mi ha dato a sperare in una moderata difesa delle sue frontiere\u201d.<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco l\u2019avrebbe dimenticata talmente da non pensare neppure a disdire l\u2019incontro. Stanco d\u2019aspettare il suo amico, spinge a sua volta la piccola porta di ferro che chiude la cappella, per esaminare pi\u00f9 da vicino, nella sua qualit\u00e0 di disegnatore, il fabbricato. Non vi trova nulla di particolarmente esaltante. \u00c8 un modesto convento di suore dell\u2019Adorazione riparatrice, una congregazione fondata dopo la guerra francoprussiana del 1870. \u201cL\u2019interno non \u00e8 pi\u00f9 stimolante dell\u2019esterno: la stiva banale, in sostanza di un vascello di pietra\u2026 La navata \u00e8 nettamente divisa in tre parti. La prima, all\u2019entrata, \u00e8 riservata ai fedeli, che pregano nella penombra. La seconda parte \u00e8 occupata dal gruppo di religiose che recitano una specie di preghiera sotto voce che risponde a se stessa da un lato all\u2019altro della navata per risolversi ad intervalli regolari nell\u2019esclamazione: gloria patri et filio et spiritui sancto. Il fondo della cappella \u00e8 illuminato di vivida luce. Sopra l\u2019altare maggiore con la tovaglia bianca, un ampio apparato di piante, candelabri ed ornamentazioni \u00e8 dominato da una grande croce di metallo lavorato che porta in centro un disco d\u2019un bianco smorto\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019autore, digiuno com\u2019\u00e8 di ogni pratica religiosa, ignora di trovarsi di fronte al Santissimo Sacramento. Cerca tra i fedeli l\u2019amico, ma non lo trova. Il suo sguardo si posa sulla seconda candela che brucia a sinistra della croce, come scrive nel suo libro. Il suo cuore \u00e8 tutto in tumulto. \u201cIl cielo si apre, non si apre, si slancia, s\u2019innalza d\u2019improvviso, silenziosa folgorazione, da quella insospettabile cappella nella quale si trovava misteriosamente rinchiuso\u201d. Il resto, sono frasi gridate con gioia all\u2019indirizzo dell\u2019amico che incontra di nuovo all\u2019uscita della chiesa: \u201cSono cattolico, apostolico, romano. Dio esiste ed \u00e8 tutto vero. Ero una civetta in pieno mezzogiorno, che fa la prova del sole\u201d (pag. 146).<\/p>\n<p>A chi gli faceva notare perch\u00e9 Dio aveva scelto proprio lui per manifestarsi, Andr\u00e9 Frossard risponde cos\u00ec nel suo libro: \u201cLa risposta a questa domanda \u00e8 una sola: che non c\u2019\u00e8 risposta. Sono stato un banalissimo ragazzo, con qualche non encomiabile debolezza in pi\u00f9, senza altri segno particolari che un piede ferito dallo scoppio di una bomba\u2026 Conformemente alla Scrittura, la grazia non ha predilezioni particolari: penso d\u2019aver chiaramente dimostrato che, rivolgendosi a me, si rivolgeva ad uno qualunque. Ci\u00f2 che mi \u00e8 successo pu\u00f2 succedere a tutti, al migliore come al peggiore, a colui che non sa ed a chi crede di sapere; a chi mi legge, domani, forse questa sera stessa; un qualche giorno, chiaramente\u201d (pag. 131). Sarebbe bello fermarsi a descrivere, utilizzando il testo, anche l\u2019ambiente d\u2019infanzia dell\u2019autore, trascorso tra Belfort, Foussemagne, Colombier-Ch\u00e2telot, il villaggio di sua madre, la regione dell\u2019Alsazia ricca di corsi d\u2019acqua, di segherie e di mulini, poi l\u2019ambiente di famiglia e sociale dove si mischiavano culture rabbiniche, protestanti, atee e socialiste. Sono pagine incantevoli e scritte con un linguaggio asciutto ma anche coinvolgente.<\/p>\n<p>Traspare in tutto il libro che Dio, per Andr\u00e9 Frossard, fino ai vent\u2019anni, \u201cnon esisteva\u201d. \u201cEravamo degli atei perfetti, l\u2019ateo perfetto non era infatti ormai pi\u00f9 colui che negava l\u2019esistenza di dio, ma colui per il quale non si poneva neppur pi\u00f9 il problema dell\u2019esistenza di Dio\u201d. Sentii parlare per la prima volta di Andr\u00e9 Frossard e del suo libro Dieu existe, je L\u2019ai rencontr\u00e9, nel titolo originario, cultore com\u2019era della lingua e della letteratura francese, da Giovanni Scattolini, preside al Liceo Paolo VI di Fermo, dal 1969\/1970 al 1974\/1975 ed ho voluto con questo piccolo contributo, ricordare un preside, l\u2019autore del libro e gli anni del Liceo. \u201cI convertiti sono ingombranti\u201d, scriveva Georges Bernanos. Nel leggere il libro di Andr\u00e9 Frossard, perch\u00e9 non trovarvi qualcosa di analogo con quanto successe anche a don Lorenzo Milani che scopr\u00ec la liturgia cristiana, del tutto digiuno di religione e di fede, dopo \u201ci vent\u2019anni trascorsi nel buio delle tenebre e dell\u2019errore\u201d, come ebbe a dire lui stesso, leggendo e sfogliando alcuni vecchi messali che aveva trovato in una chiesetta sconsacrata presso la villa \u201cGigliola\u201d, propriet\u00e0 di famiglia, a Montespertoli, vicino a Firenze, fino ad ubriacarsi di Cristo? \u2022<\/p>\n<p>Raimondo Giustozzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un ordine, nell\u2019universo, ed alla sommit\u00e0, al di l\u00e0 di questo velo di nebbia risplendente, l\u2019evidenza di Dio, l\u2019evidenza fatta presenza e l\u2019evidenza fatta persona di colui che un istante prima avrei negato, colui che i cristiani chiamano \u201cpadre nostro\u201d, e del quale sento tutta la dolcezza, una dolcezza diversa da tutte le altre &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[200,2415,199,19],"class_list":["post-282","post","type-post","status-publish","format-standard","","category-artecultura","tag-andre-frossard","tag-la-porta-della-fede","tag-numero-1-2013","tag-raimondo-giustozzi"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-4y","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":283,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282\/revisions\/283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}