{"id":280,"date":"2013-01-28T14:52:08","date_gmt":"2013-01-28T14:52:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=280"},"modified":"2024-11-06T16:40:45","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:45","slug":"p-s-giorgio-ispira-i-poeti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2013\/01\/p-s-giorgio-ispira-i-poeti\/","title":{"rendered":"P.S.Giorgio ispira i poeti"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLe citt\u00e0 di mare sono punti d\u2019incontro di molte avventure \/ sono fatte appunto per far capire che la storia pi\u00f9 bella deve ancora venire\u201d, cos\u00ec canta una intensa canzone di E. Bennato. Ed ogni citt\u00e0 di mare ha i suoi poeti. \u00c8 il caso anche di Porto San Giorgio. <!--more-->Vi soggiorn\u00f2 nel 1882, appena diciannovenne, Gabriele d\u2019Annunzio, in compagnia del letterato anconetano Adolfo de Bosis, dopo aver attraccato il loro panfilo per godere del fresco \u201cadriaco mare\u201d, cantato dal poeta abruzzese come l\u2019 \u201camarissimo\u201d, \u201cselvaggio\u201d dal color verde \u201ccome i pascoli dei monti\u201d, in liriche come Settembre e Ad una torpediniera nell\u2019Adriatico. Il futuro vate fu accolto con calore dai sangiorgesi che lo definirono \u201canimatore della passione del Mare Nostrum\u201d e il suo canto si congratul\u00f2 con i Canottieri del Mare.<\/p>\n<p>Un anno dopo, il 28 luglio del 1883, il poeta-soldato ritorn\u00f2, questa volta in treno, a Porto S. Giorgio per trascorrervi la sua luna di miele con la duchessa Marie Hardouin, impalmata contro la volont\u00e0 del padre di lei. I giornali e la gente ricordarono a lungo l\u2019eleganza della giovane coppia discesa dal treno, lui vestito di bianco con cappello di paglia, lei, bionda in abito nocciola. Furono subito accolti con ogni premura dal gotha balneare e cittadino, come il marchese Trevisani ed Alfredo Fiori, e presero dimora per circa due mesi in via Garibaldi, 17.<\/p>\n<p>Il 5 agosto assistettero alla regata dei Canottieri Piceni (di cui esistono ancora i biglietti riservati). Da questo soggiorno esteso a varie localit\u00e0 del Fermano d\u2019Annunzio trasse ispirazione per la Signora dei Sogni e coltiv\u00f2 amicizie con altri letterati, come ad esempio Adolfo De Carolis (che su suo consiglio cambi\u00f2 il suo cognome in de Karolis), autore di magnifiche xilografie che decorano opere dannunziane; oppure il munifico conte Ernesto Garulli di Monterubbiano che aiut\u00f2 il vate in momenti di povert\u00e0. Per concludere, una curiosit\u00e0: a Pescara, nella camera di d\u2019Annunzio campeggia un quadro della Madonna del Pianto, il cui simulacro \u00e8 veneratissimo dai fermani nell\u2019omonimo santuario.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 complesso \u00e8 il rapporto che lega il mare di Porto San Giorgio al poeta umbro-laziale Sandro Penna (1906-1977). Penna, insieme ad Attilio Bertolucci e Giorgio Caproni fu esponente di quella linea antinovecentesca o &#8211; come la defin\u00ec Pasolini &#8211; di quella \u201csabiana\u201d negli anni \u201930, in pieno rigoglio ermetico, mettendo al centro della propria poetica il rapporto con la tradizione, e la descrittivit\u00e0 della realt\u00e0, con le sue torride estati i cieli cangianti, ma soprattutto il mare, agognato tutto l\u2019anno sul suo tavolo di contabile, e che gli mancava nella sua Umbria dove era nato a Perugia: \u201ce poi sogno di essere in un mare lontano\/tutto fresco di scintille\/l\u2019aria azzurra dolce a respirare.\/ E mi prendono i sogni a mille e a mille\u201d.<\/p>\n<p>Ogni volta che nella sua raccolta<em> Un po\u2019 di febbre<\/em> affiora l\u2019immagine del mare, il riferimento \u00e8 sempre il mare della riviera sangiorgese, che ha scandito con le sue onde, la sua adolescenza sofferta e tumultuosa, poi della giovinezza e della maturit\u00e0, coincidendo con la figura ricorrente dei \u201cragazzi\u201d, sogno di amori impossibili e proibiti per la mentalit\u00e0 dell\u2019epoca, soprattutto in provincia. A Porto San Giorgio avevano trovato rifugio la madre e la sorella Elda, per cui il mare non era solo luogo di vacanze, ma luogo dell\u2019anima, dove poter riavvicinare la madre amata, come naufrago che torna al proprio porto.<\/p>\n<p>Proprio tra i vicoli, le piazzette e l\u2019arenile, Penna aveva avuto l\u2019occasione di intessere e nutrire la sua amicizia con Acruto Vitali (1903-1990), giovane ingegno del luogo, che oltre a fargli conoscere Rimbaud, Proust, Gide, fu custode fedele del mondo interiore del poeta e concorse a rinsaldare il suo legame con Porto San Giorgio. Quel mare intenso, che Penna dipingeva \u201ctutto fuori e fresco di colore\u201d, avrebbe sempre lenito i suoi ricordi strazianti e gli amori non corrisposti. Per concludere, un\u2019altra curiosit\u00e0: pochi sanno che un verso di Sandro Penna \u201cMa il fanciullo che avanti a te cammina\u201d \u00e8 stato citato senza attribuzione esplicita da Roberto Vecchioni nella sua canzone Blu(e) Notte, nell\u2019album Samarcanda: gi\u00e0, perch\u00e9 il mare, come i ragazzi, sono l\u2019imprevedibilit\u00e0 del vivere e le citt\u00e0 di mare registrano\u201d i rumori di fondo\u201d delle nostre speranze.\u2022<\/p>\n<p>Antonio Nepi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLe citt\u00e0 di mare sono punti d\u2019incontro di molte avventure \/ sono fatte appunto per far capire che la storia pi\u00f9 bella deve ancora venire\u201d, cos\u00ec canta una intensa canzone di E. Bennato. 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