{"id":2632,"date":"2016-04-27T11:00:22","date_gmt":"2016-04-27T09:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2632"},"modified":"2024-11-06T16:47:57","modified_gmt":"2024-11-06T15:47:57","slug":"ero-straniero-e-mi-avete-accolto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/04\/ero-straniero-e-mi-avete-accolto-2\/","title":{"rendered":"Ero straniero e mi avete accolto"},"content":{"rendered":"<p>Domenica 17 Aprile, nell\u2019Oratorio di Porto Potenza , alle ore 15,30 ha avuto luogo l\u2019<a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/2016\/04\/ero-straniero-e-mi-avete-accolto\/\">incontro proposto dalla Caritas diocesana<\/a> in collaborazione con l\u2019Ufficio della Pastorale del Sociale e del Lavoro dell\u2019Arcidiocesi di Fermo, e promosso da alcune famiglie e dalla Parrocchia S. Anna di Porto Potenza: \u201cEro forestiero, sono stato accolto: esperienze di accoglienza in un mondo che cambia\u201d.<br \/>\nL\u2019incontro, moderato da Stefano Castagna, incaricato per la Caritas diocesana, \u00e8 stato introdotto da alcune riflessioni proposte da Don Pietro Orazi, direttore della Caritas diocesana. Egli, parafrasando il titolo, ha evidenziato due passaggi: \u201caccoglienza\u201d e \u201cin un mondo che cambia\u201d. Per dare significato alla prima parola, Don Pietro, ricordando il viaggio del Papa a Lesbo, ha riportato le parole di una anziana del luogo che ha raccontato con molta semplicit\u00e0 che accolgono con quel poco che hanno, e che, quando non hanno niente, accolgono con un abbraccio. \u00c8 un invito questo a spogliarci di tante preoccupazioni, pregiudizi. Ad essere semplici e ad agire con il cuore, perch\u00e9 l\u2019accoglienza \u00e8 frutto dell\u2019amore. Nel secondo passaggio \u201cin un mondo che cambia\u201d si pone l\u2019attenzione su un mondo che, bench\u00e8 sempre pi\u00f9 piccolo, vede aumentare le distanze tra le persone e con esse le barriere che dovrebbero tutelare le ricchezze che ci sono; i poveri sono quelli che turbano ci\u00f2 che c\u2019\u00e8.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/A3-caritas.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2502\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/A3-caritas-213x300.jpg\" alt=\"A3-caritas\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/A3-caritas-213x300.jpg 213w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/A3-caritas-768x1080.jpg 768w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/A3-caritas-728x1024.jpg 728w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/A3-caritas.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a>Il progetto della Caritas nazionale: \u201cAccolgo un rifugiato a casa mia\u201d parla un linguaggio opposto. Lo scopo \u00e8 quello di far crescere la pedagogia della carit\u00e0. Dobbiamo essere attenti anche quando classifichiamo i migranti in \u201cmigranti economici\u201d perch\u00e9 essi provengono da molte zone dove ci sono \u201cguerre dimenticate\u201d, ma non per questo meno dolorose; l\u2019invito \u00e8 di non porci solo dal nostro punto di vista ma dal loro. Allora ragioneremmo in modo diverso e realizzeremmo la conversione dei cuori.<br \/>\nBarbara Lanzotti di Faenza, coordinatrice del progetto per il centro Italia, ringrazia per l\u2019occasione di sensibilizzazione che \u00e8 uno degli obiettivi fondamentali del progetto e ne descrive i numeri che, ad oggi, vede coinvolte in tutta Italia 76 Diocesi con circa mille esperienze di accoglienza. In un primo momento il progetto pilota prevedeva solo &#8220;l\u2019accoglienza a casa mia&#8221;, ora l\u2019accoglienza pu\u00f2 essere fatta anche in strutture, appartamenti diversi, ma deve esserci sempre una famiglia tutor e persone sensibili che attuano una rete di accoglienza; il periodo di accoglienza \u00e8 di 6 mesi, tempo necessario per promuovere l\u2019autonomia dell\u2019ospite. Ogni paura deve essere fugata, in quanto chi ospita \u00e8 sostenuto dalla rete diocesana. In questo progetto si prevede un sostegno di tipo economico di 100 euro al mese che deve essere usato per esperienze di integrazione che l\u2019ospite, la famiglia tutor e la Caritas decidono insieme.<br \/>\nSplendido \u00e8 stato il racconto di Giorgia, mamma di una famiglia tutor di Faenza, che insieme al marito ed ai suoi tre figli, fanno accoglienza nella loro casa di 86mq. Hanno subito colto il valore pedagogico per la loro famiglia e soprattutto per l\u2019educazione dei figli, perch\u00e9, affermano, la formazione ai valori si fa con l\u2019esperienza. Sono alla seconda esperienza, il primo ospite ora lavora ed \u00e8 autonomo dopo essere stato nove mesi in casa loro; il nuovo ospite \u00e8 arrivato da un mese. Insieme a loro hanno vinto le titubanze anche i nonni che spesso appoggiano l\u2019ospite cos\u00ec come sono disponibili per i nipoti. Anche gli amici, a modo loro, si lasciano coinvolgere. \u00c8 come gettare un sasso nello stagno e vedere dei cerchi che si propagano ed ampliano la sfera di azione. Matilde, la figlia 15enne di questa famiglia presente all\u2019incontro, ci dice che sono molto sereni, che l\u2019ospite \u00e8 normalmente coinvolto nella loro vita familiare e, spesso per loro figli, \u00e8 anche un supporto, un fratello in pi\u00f9. L\u2019accoglienza che stanno realizzando in famiglia non turba affatto le loro reti relazionali ed amicali, anzi le arricchiscono.<br \/>\nIn conclusione il dottor Stefano Castagna illustra i percorsi di accoglienza che ci sono anche a Fermo. Cita Mondo minore, il Sagrini, e persone che dopo aver fatto gi\u00e0 un percorso, ne hanno titolo. Chiama a raccontare la propria disponibilit\u00e0 Luigi Marconi che, a Porto Potenza, insieme alla sua famiglia, si \u00e8 reso disponibile ad accogliere costituendosi come famiglia tutor.<br \/>\nLuigi parla del suo obiettivo che \u00e8 quello di recuperare a piccoli passi e con esperienze significative, nella comunit\u00e0 dei credenti, una dimensione pi\u00f9 umana e fraterna. OIccorre cambiare prospettiva, anche in considerazione dei cambiamenti che avvengono nella nostra comunit\u00e0, senza far altro che ci\u00f2 che ci indica il Vangelo.<br \/>\nNello spazio aperto al dibattito, le domande si sono riferite al racconto della vita di relazione nella famiglia che ospita, e anche in alcune proposte, come quella di aprire la sensibilizzazione alle societ\u00e0 sportive.<br \/>\nL\u2019invito per tutta la comunit\u00e0 \u00e8 di comunicare, raccontare l\u2019esperienza per attuare la pedagogia dei fatti: \u201ceducare attraverso l\u2019esperienza\u201d. \u2022<\/p>\n<p>Anna Rossi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 17 Aprile, nell\u2019Oratorio di Porto Potenza , alle ore 15,30 ha avuto luogo l\u2019incontro proposto dalla Caritas diocesana in collaborazione con l\u2019Ufficio della Pastorale del Sociale e del Lavoro dell\u2019Arcidiocesi di Fermo, e promosso da alcune famiglie e dalla Parrocchia S. 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