{"id":2470,"date":"2016-03-23T16:00:04","date_gmt":"2016-03-23T16:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2470"},"modified":"2016-03-21T12:59:39","modified_gmt":"2016-03-21T12:59:39","slug":"i-tesori-di-palazzo-felici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/i-tesori-di-palazzo-felici\/","title":{"rendered":"I tesori di Palazzo Felici"},"content":{"rendered":"<h2>Montefalcone Appennino: uno scrigno pieno di gioielli<\/h2>\n<p>Spesso luoghi periferici e \u201csecondari\u201d conservano scrigni di grande bellezza, che sfuggono all\u2019attenzione dei pi\u00f9.<br \/>\nE\u2019 il caso di Montefalcone Appennino, uno fra i pi\u00f9 piccoli centri della Diocesi &#8211; l\u2019ultimo censimento registra soli 470 abitanti \u2013 dove fin dagli anni \u201990 \u00e8 stato istituito un importante e molto suggestivo Polo Museale, ospitato all\u2019interno dell\u2019antico palazzo edificato nel \u2018600 dalla nobile famiglia dei conti Felici.<br \/>\nTutto lo spazio \u00e8 stato restaurato e riconvertito ad uso espositivo: le antiche scuderie al piano terra, i sotterranei, il meraviglioso piano nobile completamente affrescato. Oltre agli interni, elemento di particolare attrattiva \u00e8 il giardino panoramico realizzato negli anni \u201820 sul fianco della rupe, che conduce ad una piccola grotta naturale da cui si gode un incomparabile panorama.<br \/>\nOriginariamente il Museo era nato per l\u2019esposizione dei fossili locali, di cui il territorio comunale risulta particolarmente ricco (Montefalcone letteralmente \u201csorge\u201d su un antico fondale pliocenico); con il tempo e l\u2019impegno delle amministrazioni, oltre che grazie alla passione del suo primo curatore, il Maestro Neldo Bruni, si sono gradualmente aggiunte una imponente sezione mineralogica ed una di fossili di varia provenienza mondiale.<br \/>\nQuest\u2019ultima in particolare ha arricchito notevolmente il valore scientifico del Polo Museale, vista la presenza di campioni di raro pregio, che consentono di tracciare un quadro completo dell\u2019evoluzione della vita sulla Terra: davanti agli occhi scorrono i resti delle prime alghe stromatolitiche, trilobiti, uova di dinosauro, insetti intrappolati nell\u2019ambra, zanne di mammut, ossa di orsi delle caverne e crani delle pi\u00f9 antiche specie umane.<br \/>\nA rendere davvero eccezionale il sito, accanto a fossili e minerali, \u00e8 per\u00f2 la presenza di una piccola sezione di Arte Sacra, che custodisce un gioiello di valore incalcolabile: un polittico del pittore austriaco Pietro Grill (Pietro Alamanno), allievo di Carlo Crivelli, unico al mondo dell\u2019autore ad essere rimasto integro entro la preziosa cornice.<br \/>\nL\u2019opera, databile fra il 1475 ed il 1480, era stata realizzata per la Chiesa di San Giovanni Battista, legata al locale convento dei Frati Minori Osservanti, luogo di una certa importanza da cui sarebbe partita circa cinquanta anni dopo la riforma cappuccina con Matteo da Bascio.<br \/>\nDal punto di vista stilistico il polittico si inserisce ancora nei moduli del Gotico internazionale, pur con qualche significativa apertura alle novit\u00e0 della pittura rinascimentale.<br \/>\nL\u2019analisi iconografica mostra chiaramente la committenza francescana alla base dell\u2019opera, per la scelta di raffigurare i \u201ccampioni\u201d dell\u2019Ordine: il Poverello d\u2019Assisi con accanto San Ludovico da Tolosa, Sant\u2019Antonio da Padova, San Bonaventura da Bagnoreggio e San Bernardino da Siena. Probabilmente per lo stesso motivo la Vergine in trono \u00e8 rappresentata in uno spazio molto sobrio, privo di decorazioni e di elementi vegetali, in linea con l\u2019austerit\u00e0 dei seguaci di Francesco. Interessante la presenza di un elemento che rinvia ad un dibattito teologico, gi\u00e0 molto sentito all\u2019epoca, quello sull\u2019Immacolata Concezione; sotto la figura di San Francesco, nel pannello inferiore destro compare un piccolo frate inginocchiato, forse il committente, che reca un cartiglio su cui si pu\u00f2 leggere \u201cNon est verus amator Virginis qui renuit eius conceptionem celebrare\u201d (Non ama davvero la Vergine colui che proibisce di celebrare la Sua Immacolata Concezione). I Francescani avevano trovato un modo sorprendente di alludere alle loro posizioni dottrinali, che poi sarebbero risultate vincenti con la definizione del Dogma di Fede da parte del Papa nel 1854.<br \/>\nFa riflettere come molte opere artistiche di grande rilievo, nonostante saccheggi, invasioni e cupidigia umana, siano ancora presenti nelle Chiese dei piccoli centri della nostra Diocesi, testimonianza di un attaccamento delle comunit\u00e0 alla Tradizione e alla Fede e di una devozione ancora ben radicata. Un\u2019eredit\u00e0 imponente; la nostra generazione sapr\u00e0 ancora trasmetterla? \u2022<\/p>\n<p>Francesco Capriotti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Montefalcone Appennino: uno scrigno pieno di gioielli Spesso luoghi periferici e \u201csecondari\u201d conservano scrigni di grande bellezza, che sfuggono all\u2019attenzione dei pi\u00f9. 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