{"id":2464,"date":"2016-03-23T14:00:04","date_gmt":"2016-03-23T14:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2464"},"modified":"2024-11-06T16:53:51","modified_gmt":"2024-11-06T15:53:51","slug":"la-sensazione-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/la-sensazione-della-morte\/","title":{"rendered":"La sensazione della morte"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cQuando, come un coperchio,\u00a0<\/em><br \/>\n<em>il cielo pesa greve<\/em><br \/>\n<em>sull&#8217;anima gemente\u2026\u201d <\/em><br \/>\n<em>(da Spleen di C. Baudelaire)<\/em><\/p>\n<p>Nella mitologia greca, Thanatos \u00e8 il dio della morte, ed \u00e8 rappresentato come un anziano barbuto e alato, o avvolto da un nero mantello. Thanatos \u00e8 quasi sempre citato accanto a Eros, il dio dell&#8217;amore. Amore e Morte canter\u00e0 Menandro in esergo a una famosa lirica leopardiana. Entrambi sono i poli di un meccanismo che regola l&#8217;intera esistenza, quello che Freud chiamer\u00e0 il &#8220;principio di morte&#8221; e il &#8220;principio del piacere&#8221;. Eros crea la vita, Thanatos la distrugge; Eros avvicina, Thanatos allontana; Eros unisce, Thanatos separa per sempre. Ma nel gioco delle culture, o nel gioco della letteratura, i significati si possono anche ribaltare. Freud, nel saggio Al di l\u00e0 del principio del piacere, giunge ad esporre il suo pensiero sul rapporto Eros-Thanatos partendo dall\u2019analisi della pulsione, che nella terminologia psicanalitica non \u00e8 l\u2019istinto, non \u00e8 relativa ad un bisogno specifico, ma \u00e8 una forza psichica e fisica d\u2019origine interna all\u2019individuo che lo anima perennemente e costituisce il motore del suo apparato psichico, per cui la persona vuole giungere all&#8217;acme del piacere ed allo sfogo totale delle tensioni; ma queste tensioni, chiamate dallo psichiatra viennese \u201cil frastuono dell\u2019eros\u201d, continuamente risorgono e sono frutto di quel tipico aspetto della personalit\u00e0 umana eternamente inappagata. Festini gay off limits?&#8230;fiumi di coca?&#8230;: \u00abMa siamo sicuri che Manuel e il suo amico, cercatori di emozioni, e i tanti altri sensation seekers non siano in qualche modo essi stessi vittime di una societ\u00e0 che sta eleggendo l\u2019emotivismo, la soddisfazione immediata di ogni bisogno, la tirannia del desiderio e il narcisismo esasperato come modo di essere privilegiato?\u00bb (cos\u00ec Tonino Cantelmi, presidente degli psichiatri cattolici). Delirio di onnipotenza che, come diceva S. Weil, se non si pongono limiti, oltre a distruggere l&#8217;altro finir\u00e0 per distruggere se stesso.<br \/>\nFermiamoci un attimo a riflettere.<br \/>\nOggi la vita non vale pi\u00f9 di una \u201ccosa\u201d, in cambio della quale si baratta anche una \u201cbravata\u201d. On-off, lo zerouno dei sistemi binari, s\u00ec\/no. Vita\/morte, sesso\/videotape, apri\/chiudi: l\u2019aut-aut dell\u2019irrazionalismo\/determinismo pi\u00f9 bieco, la causalit\u00e0 della follia. Sentenzierebbe Aristotele: tertium non datur. I sentimenti non hanno pi\u00f9 senso, valore (n\u00e9 si sanno nominare in quanto fuori dello spazio prossemico), si pilotano a comando, pi\u00f9 spesso a casaccio, come spamming da buttare nel cestino. L\u2019ospite inquietante \u00e8 tra noi, il nulla incombe, travestito da nichilismo. Il principio biologico ha lasciato il posto alla cultura della morte, sul cui altare vengono immolate sempre pi\u00f9 vittime. Il demone della distruzione danza il suo macabro rituale sulle macerie di un mondo ormai orbo di luce. Dietro a vuoti feticci cieca si scatena sulla \u201cinconsapevole\u201d vittima la violenza demente.<br \/>\nLa vita come scherzo, la morte come giuoco, dimensioni polarizzate sul \u201cgrande fratello\u201d da una parte, e uno strapiombo a picco sul vuoto, dall\u2019altra. Il malgoverno della propria vita si riflette nella gestione dei rapporti con l\u2019altro, non ci sono sfumature tra il fare e il non fare, l\u2019essere e il non essere.<br \/>\nL\u2019emotivit\u00e0 \u00e8 una bara di ghiaccio che si chiude inesorabile sulle nostre salme. Se la vita \u00e8=0, che male fa agire con \u201canimalit\u00e0\u201d (e offendiamo le bestie\u2026)? Colpa di chi?&#8230; della societ\u00e0?&#8230; della famiglia?&#8230; dell\u2019innata tendenza a delinquere, di quell\u2019iconoclastia che, se un tempo poteva giustificarsi in nome dell\u2019ideologia, adesso ha come limite e ragione il nulla?&#8230;un succedaneo alla noia di vivere?&#8230;una pulsione irrefrenabile quanto priva di motivazione? Automi rimbecilliti, pigiamo il bottone come capita, il play del \u201csentimento\u201d, che pu\u00f2 essere indifferentemente, indifferenziatamente l\u2019odio come l\u2019amore, la piet\u00e0 come la crudelt\u00e0.<br \/>\nTutto il mondo \u00e8 un video gioco. O forse strabordiamo talmente di cose, che non si ha pi\u00f9 fantasia d&#8217;inventarsi una vita.<br \/>\nDi fare un percorso. Di guardare a una meta. Ma non si sale sul podio ammazzando per gioco, per di-vertirsi, e provare qualcosa che oltrepassi il limite, perch\u00e9 \u201cIo sono Dio\u201d.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che spesso non vogliamo accorgerci del sottile disagio che avviluppa come una spira maligna le esistenze braccate di tante teste calde, figli di pap\u00e0, fragilit\u00e0 travestite da bulli, fino a soffocarle. Se fossimo pi\u00f9 attenti ai segnali che provengono dal mondo giovanile, si eviterebbe forse di piangere sui suoi miserabili resti. \u2022<\/p>\n<p><em>Manuel Foffo, ha ammesso che lui e Marc Prato erano usciti gioved\u00ec notte alla ricerca di qualcuno da sottoporre al loro macabro esperimento, ovvero da perseguitare e uccidere per \u201cvedere cosa si prova\u201d. \u201cVolevamo uccidere una persona per capire che cosa si provava e vedere che effetto avrebbe avuto su di noi\u201d, le sue testuali parole: questo qualcuno si chiamava Luca Varani.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cQuando, come un coperchio,\u00a0 il cielo pesa greve sull&#8217;anima gemente\u2026\u201d (da Spleen di C. Baudelaire) Nella mitologia greca, Thanatos \u00e8 il dio della morte, ed \u00e8 rappresentato come un anziano barbuto e alato, o avvolto da un nero mantello. Thanatos \u00e8 quasi sempre citato accanto a Eros, il dio dell&#8217;amore. 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