{"id":2347,"date":"2016-03-17T13:00:28","date_gmt":"2016-03-17T13:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2347"},"modified":"2016-03-14T16:56:24","modified_gmt":"2016-03-14T16:56:24","slug":"con-e-oltre-teilhard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/con-e-oltre-teilhard\/","title":{"rendered":"Con e oltre Teilhard"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 nel sottotitolo di questo volumetto che si coglie bene il percorso che l\u2019autore ha intrapreso e portato a termine lungo queste 168 pagine: dall\u2019universo ordinato alla Terra da costruire.<br \/>\nL\u2019universo ordinato, che appare all\u2019inizio della trattazione, \u00e8 quello tipico della teologia naturale e di scienziati come John Ray o Carlo Linneo che operano con il fine di mostrare la grandezza di Dio nelle opere della sua creazione, uscita perfetta dalle sue mani di creatore. In questa visione del mondo il dolore, il male, la morte sono frutto della colpa dell\u2019uomo, di quello che si definisce peccato originale.<br \/>\nQuesto universo ordinato viene via via scompigliato dalle ricerche e dalle scoperte di naturalisti come Stenone a Lamark.<br \/>\nLa crisi della teologia naturale e della sua visione del mondo arriva definitivamente con la teoria della selezione naturale di Darwin e Wallace, che mostra come l\u2019evoluzione procede attraverso meccanismi drammatici, incrinando non tanto l\u2019idea di un Dio creatore, quanto quella di un Dio padre amoroso e provvidente.<br \/>\nNella seconda parte del libro, dedicata a Darwin e alla crisi della teologia naturale, Galleni ricostruisce in maniera approfondita l\u2019ambiente in cui, in Inghilterra, si sviluppa il dibattito sulla teoria dell\u2019evoluzione, mettendo in luce alcune figure fondamentali, spesso trascurate, che trattano dei rapporti tra scienza e teologia alla luce delle nuove scoperte.<br \/>\nOltre a Wallace, di cui viene analizzato il contributo decisivo nella definizione della teoria della selezione naturale, ma anche l\u2019importanza nel dibattito tra scienza e teologia (cfr. la discussione col duca di Argyll), occupano un posto rilevante Julia Wedgwood, nipote di Darwin e fine teologa, e St.George Jackson Mivart, &#8220;l\u2019uomo dalle due scomuniche&#8221;, lo scienziato che si trov\u00f2 condannato sia dai darwinisti ortodossi che dalla Chiesa cattolica. Di entrambi si esaminano le posizioni e le idee all\u2019interno di una discussione che non ha, almeno nei primi tempi, il tono esasperato e violento che prender\u00e0 in seguito, e che si rende evidente anche nella doppia condanna di Mivart.<\/p>\n<blockquote><p>La Redazione ringrazia il prof. Galleni per aver citato nel suo libro La Voce delle Marche nel numero dedicato a Teilhard nel sessantesimo anniversario della sua morte dal titolo &#8220;Teilhard de Chardin: da gesuita proibito a teologo del terzo millennio&#8221;<\/p><\/blockquote>\n<p>Si \u00e8 giunti &#8211; e questo viene sottolineato da Galleni come elemento estremamente positivo &#8211; alla fine di un lungo processo iniziato nel \u2018600 con Stenone e con l\u2019indagine sui fossili, \u201cprocesso che ha portato la teologia a liberarsi dal compito di essere di supporto alla scienza e la scienza a riprendere in pieno le capacit\u00e0 esplicative delle origini\u201d.<br \/>\n\u00c8 per\u00f2 soltantoo nel ventesimo secolo che si arriva a una sintesi tra evoluzionismo, teologia, filosofia grazie alle posizioni di Teilhard de Chardin, paleontologo e teologo, e, successivamente, grazie alle posizioni espresse dal Concilio Vaticano II. \u00c8 proprio questa sintesi, con le prospettive da essa suggerite, il tema affrontato nella terza parte del volume.<br \/>\nPer Teilhard de Chardin \u00e8 vitale superare lo scontro tra evoluzionismo e teologia. A suo parere, le teorie evoluzionistiche offrono nuovi ed interessanti spunti di rinnovamento alla teologia e alla Chiesa.<br \/>\nL\u2019uomo e l\u2019umanit\u00e0 sono ancora in cammino, quindi \u00e8 inutile guardare ad un passato perfetto mai esistito. Occorre invece progettare il futuro, perch\u00e9 il &#8220;muovere-verso&#8221; tipico del mondo biologico diventa il &#8220;muovere-verso&#8221; che caratterizza il mondo della Noosfera.<br \/>\nNella visione espressa da Teilhard de Chardin anche la Chiesa deve essere capace di cambiamento e di evoluzione, superando i propri limiti (\u201cle pietre friabili\u201d) ed aprendosi sia alle voci profetiche che ha dentro di s\u00e9 sia a quelle che possono venire da fuori.<br \/>\nCome spiega Galleni, il concetto del &#8220;muovere-verso&#8221;, che nasce da una visione dinamica e non fissista della creazione, ha indotto un profondo rinnovamento della teologia, e ha aperto nuove strade al dialogo interreligioso. Con lo sguardo rivolto al futuro l\u2019umanit\u00e0 diviene infatti una nuova umanit\u00e0 che converge verso un fine comune, che potrebbe essere la realizzazione di quanto fissato nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo. Un fine comune, di fatto laico, che pu\u00f2 essere condiviso da tutte le comunit\u00e0 umane.<br \/>\nSolo cos\u00ec, nella visione religiosa di Teilhard, si potr\u00e0 cominciare a costruire una terra nuova in cui abbia stabile dimora la giustizia, e sia pronta per la seconda venuta di Cristo, conclusione del cammino dell\u2019umanit\u00e0. (GL) \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 nel sottotitolo di questo volumetto che si coglie bene il percorso che l\u2019autore ha intrapreso e portato a termine lungo queste 168 pagine: dall\u2019universo ordinato alla Terra da costruire. 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