{"id":2330,"date":"2016-03-16T16:00:14","date_gmt":"2016-03-16T16:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2330"},"modified":"2024-11-06T17:25:50","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:50","slug":"in-italia-non-sono-nessuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/in-italia-non-sono-nessuno\/","title":{"rendered":"In Italia non sono nessuno"},"content":{"rendered":"<p>Non inizier\u00f2 raccontando dell\u2019ennesima tragedia in mare o delle decine di migliaia di persone bloccate ai confini dell\u2019Europa. Non user\u00f2 il linguaggio stereotipato a cui ci hanno abituato giornali e TV. Inizier\u00f2 cos\u00ec:<\/p>\n<p>Tempo verr\u00e0 \/ in cui, con esultanza, \/ saluterai te stesso arrivato \/ alla tua porta, nel tuo proprio specchio \/ e ognuno sorrider\u00e0 al benvenuto dell\u2019altro, \/ e dir\u00e0: Siedi qui. Mangia. \/ Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io. \/ Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore a se stesso, \/ allo straniero che ti ha amato per tutta la tua vita, \/ che hai ignorato per un altro e che ti sa a memoria. \/ Dallo scaffale tira gi\u00f9 le lettere d\u2019amore, le fotografie, \/ le note disperate, \/ sbuccia via dallo specchio la tua immagine. \/ Siediti. \u00c8 festa: la tua vita \u00e8 in tavola.<br \/>\nLa musica di &#8220;Amore dopo Amore&#8221; composta da Derek Walcott, il \u201cnomade tra le culture\u201d, come amava definirsi, mi d\u00e0 il &#8220;la&#8221; per parlare ancora una volta di stranieri, di identit\u00e0 e di accoglienza. Per chi non lo conoscesse, Walcott \u00e8 un poeta caraibico discendente da famiglie di schiavi deportati, insignito nel &#8217;92 del Nobel per la letteratura, nato nell\u2019isola di St. Lucia (Piccole Antille), ex colonia inglese. Dai suoi scritti emerge un originale crogiolo di lingue e culture: \u201csono solo un negro rosso che ama il mare; \/ ho avuto una buona istruzione coloniale; \/ ho dell\u2019olandese, del negro e dell\u2019inglese in me, e o sono nessuno, o sono una nazione\u201d. Cos\u00ec si descrive in The Shooner Flight. Questo suo essere impastato di pi\u00f9 culture, di pi\u00f9 identit\u00e0 rappresenta per lui certamente un elemento di ricchezza che gli impedisce di sviluppare una visione statica e sclerotizzata della vita e gli permette di fare una riflessione profonda sulla sua identit\u00e0 personale e sociale. Riflessione alla quale siamo chiamati anche noi, oggi, perch\u00e9 ci troviamo alla vigilia di una grande trasformazione i cui esiti dipendono in buona parte da noi e dalla nostra capacit\u00e0 di riconoscere nello straniero accampato alla nostra porta non uno sconosciuto, ma una parte del nostro Io. Un Io che ci domanda di far parte di noi, che ci chiede di non essere tagliato fuori: \u201cSaluterai te stesso arrivato alla tua porta \u2026 Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io\u201d. Condizionali che stridono con le immagini di muri di fili spinati ritenuti come uniche soluzioni possibili alla \u201cbomba nera\u201d che, a detta dei media, sta per invaderci. \u201cBomba nera\u201d \u00e8 un\u2019espressione che Padre Alex Zanotelli utilizz\u00f2 profeticamente decenni fa per indicare quello che a suo modo di vedere sarebbe accaduto, e che oggi l&#8217;Europa sta vivendo. Lo raccontava qualche sera fa un nostro amico che \u00e8 venuto a far visita al seminario col suo gruppo parrocchiale per conoscere la realt\u00e0 dell\u2019accoglienza che viviamo in diocesi e per ascoltare le voci e le storie dei nostri giovani rifugiati. Giovani nei quali \u00e8 facile scorgere tutta la ricchezza tipica di chi, come Walcott \u00e8 nato e cresciuto in una terra post-coloniale fatta di mosaici d&#8217;identit\u00e0 e intrecci di lingue e culture. Sono giovani poco pi\u00f9 che maggiorenni, eppure hanno quegli sguardi profondi di chi ne ha gi\u00e0 viste tante, forse troppe nella vita, e parole cariche di saggezza e di sconcertante verit\u00e0.<br \/>\nTra le tante storie racconto qui quella di F. giovane ivoriano che \u00e8 arrivato a Fermo dieci mesi fa e che sta svolgendo un tirocinio formativo per imparare a fare il panettiere. Il suo sogno \u00e8 di aprire una panetteria. E alla domanda se gli piacerebbe rimanere in Italia o andare in un altro Paese europeo lui risponde: rimanere in Italia. Se mi domandassero il perch\u00e9 risponderei perch\u00e9 L\u2019Italia mi ha accolto. E semmai un italiano un giorno mi rimproverasse di qualcosa, io accetterei il suo rimprovero, perch\u00e9 nei confronti degli italiani avr\u00f2 sempre una grande riconoscenza per tutto quello che hanno fatto per me.<br \/>\nOppure la storia di U. che ci dice che la cosa che lo ha pi\u00f9 colpito dell&#8217;Italia \u00e8 stato vedere per strada la gente camminare senza armi addosso, libera di muoversi senza paura. Racconta anche della sua amicizia con un italiano che ha conosciuto qui a Fermo, il quale \u00e8 diventato per lui un secondo padre, una persona che fin dall&#8217;inizio si \u00e8 preso cura di lui e lo ha accolto, senza pregiudizi, nella sua famiglia.<br \/>\nSiamo alla vigilia di un cambiamento epocale, dicevo, e a noi che rispetto agli altri Paesi Europei non abbiamo ancora ben definito il modello di integrazione da adottare, spetta il compito di costruirne uno che sia alternativo a quelli proposti fino ad oggi e risultati inefficaci. Il sogno di un&#8217;accoglienza dal taglio interculturale, in cui l\u2019alterit\u00e0 \u00e8 riconosciuta come positiva, in cui le culture si incontrano pur riconoscendosi nella loro reciproca diversit\u00e0 e si arricchiscono a vicenda, non pu\u00f2 rimanere un&#8217;utopia. Affinch\u00e9 ci\u00f2 si realizzi, \u00e8 necessario ripartire dai volti, dalle vite e dalle identit\u00e0. \u201cSono nessuno\u201d, scriveva Walcott riferendosi alla sua storia che si porta dentro quella di schiavi deportati dall\u2019Africa e trapiantati altrove: \u201cla mia razza ebbe inizio quando il mare ebbe inizio \/ senza nomi n\u00e9 orizzonte \/ \u2026 cominciai senza memoria, \/ cominciai senza futuro\u201d, ma aggiunge: \u201ce o sono nessuno, o sono una nazione\u201d.<br \/>\nQuesta conclusione contiene in s\u00e9 una possibile risposta al grande interrogativo che spesso chi viene a trovarci in seminario per ascoltare la testimonianza dei rifugiati si porta dentro: come aprirsi agli altri senza perdere se stessi? e cosa fare concretamente per accogliere? Penso che ora sia giunto il momento di osare, di decidersi a scardinare l\u2019idea tutta europea dell&#8217;identit\u00e0 come unica radice, come monolite intoccabile per lasciarci sfiorare dal contatto con l\u2019altro, con la radice dell\u2019altro, per scoprire che nell\u2019incontro perdere qualcosa di s\u00e9 \u00e8 la condizione necessaria per giungere alla vera identit\u00e0 di se stessi e dell&#8217;altro. E finalmente sedersi a tavola e far festa, dando il benvenuto allo straniero nella propria casa, non in senso metaforico, ma con un&#8217;accoglienza concreta, fatta di pane, di vino, di sorrisi e di reciproca riconoscenza. \u2022<\/p>\n<p>Filomena Benedetta,\u00a0sorella di Jesus Caritas<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-2330 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/in-italia-non-sono-nessuno\/wp_20160127_011\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/WP_20160127_011-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/in-italia-non-sono-nessuno\/wp_20160127_007\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/WP_20160127_007-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/in-italia-non-sono-nessuno\/wp_20160128_007\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/WP_20160128_007-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non inizier\u00f2 raccontando dell\u2019ennesima tragedia in mare o delle decine di migliaia di persone bloccate ai confini dell\u2019Europa. 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