{"id":2263,"date":"2016-03-14T17:03:05","date_gmt":"2016-03-14T17:03:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2263"},"modified":"2016-03-21T11:11:02","modified_gmt":"2016-03-21T11:11:02","slug":"ce-cosi-tanta-bellezza-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/ce-cosi-tanta-bellezza-nel-mondo\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 cos\u00ec tanta bellezza nel mondo"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 cos\u00ec tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla, il mio cuore sta per franare\u2026 \u00c8 difficile restare arrabbiati quando c\u2019\u00e8 tanta bellezza nel mondo. A volte \u00e8 come se la vedessi tutta insieme, ed \u00e8 troppo. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare\u2026 E io non posso provare altro che gratitudine per ogni singolo momento della mia stupida, piccola vita\u2026\u201d<br \/>\nSono alcune frasi del film American Beauty. Il protagonista le sussurra mentre registra con una videocamera un sacchetto di plastica che volteggia sospinto in aria dal vento. C\u2019\u00e8 tanta bellezza intorno a noi e non ce ne rendiamo conto! Anche nei nostri piccoli paesi.<br \/>\nVogliamo, con questo numero, indicare quella bellezza che ha coinvolto e sconvolto generazioni prima di noi elevandole sino a Dio. La nostra terra fermana e maceratese \u00e8 una miniera di bellezza. Di quella bellezza che vela e svela Dio. Ora, pu\u00f2 un\u2019opera d\u2019arte parlare di Dio?<br \/>\nNel vangelo di Giovanni troviamo un&#8217;affermazione che fa intendere come Cristo sia immagine del Padre: \u00abChi vede me, vede colui che mi ha mandato\u00bb (Gv 12,45), \u00abChi ha visto me, ha visto il Padre\u00bb (Gv 14,9). Poich\u00e9 si parla di vedere, viene coinvolta l&#8217;immagine. Si potrebbe quindi dire che Ges\u00f9 \u00e8 immagine del Padre. Nel testo giovanneo per\u00f2 si dice molto di pi\u00f9. Indubbiamente Ges\u00f9, in quanto visto, \u00e8 immagine, ma non tanto un&#8217;immagine che rimanda al Padre, ma un&#8217;immagine in cui \u00e8 il Padre: \u00abNon credi che io sono nel Padre il Padre \u00e8 in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere\u00bb (Gv 14, l0). Dio \u00e8 in Ges\u00f9 e nelle opere di Ges\u00f9, ossia nelle azioni: Dio \u00e8 nella sua immagine (Ges\u00f9) e nelle opere visibili di questa immagine (azioni di Ges\u00f9). Sotto il profilo estetico, quanto mai pertinente dato che implica il vedere e quindi l&#8217;immagine, si pu\u00f2 dire che qualora si volesse fare un qualche riferimento alla bellezza (di Dio) si dovrebbe dire che la bellezza \u00e8 nell&#8217;azione.<br \/>\nSi pu\u00f2 cio\u00e8 affermare che la sfera della sensibilit\u00e0 (e dell&#8217;azione) \u00e8 apprezzata anche al di l\u00e0 della bellezza, e pu\u00f2 arrivare a incrociare ci\u00f2 che, almeno sotto certi profili, \u00e8 percepito come brutto.<br \/>\nOvviamente la bruttezza, per se stessa, non ha un gran valore estetico, che per\u00f2 pu\u00f2 raggiungere in determinati contesti narrativi. Il caso pi\u00f9 emblematico della tradizione cristiana \u00e8 costituito dal crocifisso. Anzitutto, sulla croce come nell&#8217;intera passione di Cristo, non trionfa la bellezza, mentre \u00e8 coinvolta in modo del tutto straordinario la sensibilit\u00e0 tanto di chi patisce gli eventi quanto di chi vi assiste. Inoltre, la sequenza dei fatti, inseparabili dall&#8217;intera vicenda evangelica, colloca la croce al vertice delle questioni centrali dell&#8217;esistenza, quali la vita e la morte, la giustizia e il tradimento. Infine, evoca un possibile cambiamento radicale dell&#8217;orientamento di senso. Tutto ci\u00f2 \u00e8 strettamente connesso a quanto rimane comunque indissociabile dalla bruttezza. L&#8217;intreccio tra la bruttezza dell&#8217;essere sfigurati nel volto e nel cuore e il profondo coinvolgimento della sensibilit\u00e0 in riferimento al senso della vita colloca la croce di Cristo a un altissimo livello estetico.<br \/>\nViene cos\u00ec a infrangersi il primato del bello, o almeno di quello legato ai modelli pi\u00f9 consueti. La croce \u00e8 una delle pi\u00f9 potenti infrazioni dell&#8217;armonia e della proporzione, soprattutto se, alla luce della fede, si identifica il crocifisso col Figlio di Dio. La croce \u00e8 la quintessenza della sproporzione: la sproporzione tra la gloria di Dio e la vergogna del patibolo. Se si pu\u00f2 parlare ancora di bellezza, occorre parlarne secondo altri paradigmi rispetto a quelli cari a tanta tradizione artistica.<br \/>\nL&#8217;arte cristiana, e non solo quella visiva, deve confrontarsi col paradosso estetico della croce. Se per un verso l&#8217;ideale dell&#8217;armonia e della proporzione, ereditato dalla tradizione greca, costituisce una costante che attraversa i secoli pi\u00f9 caratteristici dell&#8217;arte sacra elaborata nel cristianesimo, per un altro verso deve rimanere sempre aperta la possibilit\u00e0 di un&#8217;arte carica dell&#8217;effetto paradossale della croce, e quindi capace di oltrepassare i criteri dell&#8217;armonia e della proporzione stesse. A ci\u00f2 sono chiamate non solo le arti visive, e in particolare la pittura e la scultura, ma anche altre arti, dato che nella vicenda pasquale di Cristo c\u2019\u00e8 la parola dell\u2019abbandono, il suono stridente dei mezzi di tortura, il movimento che conduce alla morte, la rottura del tempio\u2026 Ecco come allora le immagini custodite nei musei o nelle pinacoteche pi\u00f9 sconosciute sono un segno di quella bellezza che cambia la vita. Una bellezza che non \u00e8 estasi, ma pellegrinaggio. \u2022<\/p>\n<p>(credits\u00a0http:\/\/www.turismocampofilone.it\/2625\/Museo_Archeologico_Liturgico.aspx)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 cos\u00ec tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla, il mio cuore sta per franare\u2026 \u00c8 difficile restare arrabbiati quando c\u2019\u00e8 tanta bellezza nel mondo. A volte \u00e8 come se la vedessi tutta insieme, ed \u00e8 troppo. 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