{"id":2236,"date":"2016-03-03T17:00:17","date_gmt":"2016-03-03T17:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2236"},"modified":"2024-11-06T16:40:44","modified_gmt":"2024-11-06T15:40:44","slug":"cyberminacce-per-cybernauti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/cyberminacce-per-cybernauti\/","title":{"rendered":"Cyberminacce per cybernauti"},"content":{"rendered":"<p>Insulti dietro profili anonimi, stalking, diffamazione on line, ingiurie, minacce, violazione della privacy, furto d\u2019identit\u00e0. Il cyber bullismo sembra in continuo aumento. \u00c8 proprio per riflettere sulla portata del fenomeno e sull\u2019uso consapevole dei social che oggi si tiene la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete \u201cSafer Internet Day 2016\u201d, istituita e promossa dalla Commissione europea che, giunta alla XIII edizione, si celebra in contemporanea in oltre 100 nazioni di tutto il mondo. Saranno raggiunti oltre 60mila studenti attraverso la campagna \u201cUna vita da social\u201d e in 100 capoluoghi di provincia anche la Polizia di Stato scender\u00e0 in campo con workshop sul tema, organizzati nelle scuole di ogni ordine e grado. Secondo una recente indagine dell\u2019Istat tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e\/o Internet, il 5,9% del campione denuncia di avere sub\u00ecto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Le ragazze sono pi\u00f9 di frequente vittime di cyber-bullismo (7,1% contro il 4,6% dei ragazzi).<br \/>\nTutto sembra iniziare quasi per gioco, magari con un brutto commento attraverso le pi\u00f9 comuni piattaforme social.<br \/>\nGli attacchi da parte del bullo che cerca di intimidire la vittima di turno incapace di difendersi si fanno sempre pi\u00f9 denigratori con la pubblicazione on line di foto spiacevoli, la diffusione di informazioni riservate e frasi offensive che, se ripetute, possono portare l\u2019adolescente perseguitato in Rete a vivere un incubo anche quando il pc \u00e8 spento. Una pesante condizione psicologica che, alla lunga, pu\u00f2 indurre il ragazzo intimidito anche alla svalutazione di s\u00e9, a uno scarso rendimento scolastico, a problemi sul piano relazionale, manifestando, in alcuni casi, anche depressione.<br \/>\nA tracciare una panoramica sul fenomeno \u00e8 Luca Montanari, Ph.D del Centro di ricerca di Cyber Intelligence and Information Security (Cis) dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza, che parte da due dati: \u201cIl continuo aumento della popolazione attiva su internet e il continuo abbassamento dell\u2019et\u00e0 in cui i ragazzi iniziano a utilizzare i social network\u201d. Sono tante le cyber-minacce per i giovanissimi.<\/p>\n<p>Quali sono i rischi del web pi\u00f9 frequenti?<\/p>\n<p>\u201cSe rimaniamo nell&#8217;ambito del cyber bullismo \u00e8 chiara la relazione di questo fenomeno con alcuni casi di suicidio. Non sono esperto di psicologia, se ci pensa tra il cyber bullismo e il bullismo classico \u00e8 cambiato solo il mezzo, quindi gli effetti e i rischi sono i medesimi. Il problema del cyber bullismo \u00e8 che va a colpire la sfera &#8220;social&#8221; dei giovani, cio\u00e8 quella che per molti di loro conta quasi di pi\u00f9 di quella reale (si pensi ai tavoli di ristoranti in cui i ragazzi passano pi\u00f9 tempo a &#8220;massaggiare&#8221; che a parlare con i compagni)\u201d.<\/p>\n<p>Si possono sempre stanare i bulli del web o c&#8217;\u00e8 anche chi riesce a destreggiarsi nel completo anonimato?<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;anonimato nel web \u00e8 una pratica molto difficile per chi non abbia un minimo di competenze. Il problema \u00e8 che un genitore di una vittima o la vittima stessa non ha strumenti a sua volta per scoprire lo stalker di turno\u201d.<\/p>\n<blockquote><p><em>Bisogna entrare nell&#8217;ottica che pubblicare contenuti come foto, video o altro senza restrizioni equivale a scendere in piazza e appendere una foto a una parete.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>I ragazzi che entrano in contatto con la rete e l&#8217;ambiente social sono sempre pi\u00f9 piccoli. Tablet o smartphone sono a disposizione sin dai tempi delle elementari. I genitori hanno strumenti a disposizione per proteggerli?<\/p>\n<p>\u201cCi sono diversi strumenti che se usati bene possono proteggere i pi\u00f9 piccoli. Il problema \u00e8 che molto spesso i pi\u00f9 piccoli diventano abbastanza svegli per aggirare la restrizione (io ad esempio lo divenni presto). Il genitore (e lo dico da genitore) deve essere estremamente attento e deve monitorare sempre i contenuti visualizzati e prodotti dal minore, le amicizie virtuali che frequenta \u00e8 cos\u00ec via. Il mondo cyber \u00e8 esattamente parte del mondo reale. Cos\u00ec come si controlla con chi il figlio parla o esce si deve controllare con chi &#8220;chatta&#8221;. Ovvio che ci sono problemi di privacy che vanno opportunamente gestiti\u201d.<\/p>\n<p>Sorvegliare i figli mentre naviga basta per evitare i rischi della rete?<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 qualcosa, non necessariamente basta per il problema della facilit\u00e0 con cui si evitano i controlli. La prima cosa \u00e8 per\u00f2 fornire un&#8217;educazione appropriata anche per quanto riguarda il web\u201d.<\/p>\n<p>Ci sono piattaforme social in cui le molestie, la derisione, la calunnia sono pi\u00f9 difficili da rintracciare e perseguire e tutelare chi le subisce?<\/p>\n<p>\u201cSu tutte le piattaforme \u00e8 possibile bloccare e segnalare determinate persone. I social sono attenti al fenomeno. Il problema in questo caso sono i contenuti pubblicati (visibili a tutti) che possono essere presi e riutilizzati contro il malcapitato su altri social o sullo stesso. In questo caso rientra l&#8217;educazione di chi pubblica.<br \/>\nBisogna entrare nell&#8217;ottica che pubblicare contenuti come foto, video o altro senza restrizioni (esempio, &#8220;pubblica&#8221; su Facebook, oppure su Twitter) equivale a scendere in piazza e appendere una foto a una parete. Da quel momento in poi non si \u00e8 pi\u00f9 a conoscenza degli utilizzi che chiunque pu\u00f2 fare del contenuto\u201d.<\/p>\n<p>Spesso, siamo disposti con una certa facilit\u00e0 a barattare l&#8217;accesso alle nostre info personali pur di ottenere un&#8217;applicazione gratuita. Ma quanto quel click ci esponi a rischi e c&#8217;\u00e8 un&#8217;adeguata cultura della sicurezza in rete?<\/p>\n<p>\u201cBisogna sempre leggere l&#8217;informativa sulla privacy che obbligatoriamente chiunque raccoglie dati personali deve fornire (\u00e8 uno di quei punti su cui spesso clicchiamo &#8220;accetto&#8221; senza sapere cosa facciamo e soprattutto senza leggere)\u201d.<\/p>\n<p>I professori, la scuola ma anche l&#8217;universit\u00e0 sono i motori dell&#8217;innovazione. Come possono guidare gli studenti verso la consapevolezza digitale?<\/p>\n<p>\u201cBisogna aggiornare drasticamente i programmi didattici per far s\u00ec che gi\u00e0 dalle scuole elementari si abbia una buona consapevolezza dei pregi e difetti del mondo digitale.<br \/>\nMi ricordo di aver seguito (quasi 30 anni fa) alle elementari seminari di &#8220;educazione stradale&#8221;. Qualcosa di simile si dovrebbe fare per l&#8217;educazione digitale. Regole e comportamenti da tenere in rete\u201d.\u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Insulti dietro profili anonimi, stalking, diffamazione on line, ingiurie, minacce, violazione della privacy, furto d\u2019identit\u00e0. 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